iltorinese.it, 19 marzo 2025
“A cinquant’anni dall’approvazione del nuovo ordinamento penitenziario, che ha ridisegnato funzioni e finalità degli istituti penali, è quanto mai necessario che gli Istituti di detenzione rispondano sempre più al dettato costituzionale che prevede che l’esecuzione penitenziaria rappresenti un’occasione di recupero e di reinserimento dei detenuti nella società. E, se è vero che l’anagramma di ‘carcere’ è ‘cercare’, è fondamentale mettersi in gioco per trovare le soluzioni più opportune”. Lo ha dichiarato il Garante regionale delle persone detenute Bruno Mellano in apertura dell’incontro Abitare il carcere - Gli spazi della quotidianità nella detenzione che si è svolto a Palazzo Lascaris.
rai.it, 19 marzo 2025
Una Festa del Papà “Un po’ dentro, un po’ fuori. Un po’ padri, un po’ figli”. C’è chi è dentro e chi è fuori. Chi padre e chi figlio. Voci che si incontrano e raccontano dell’essere genitore o figlio al di qua e al di là delle sbarre di un carcere in un’inedita Festa del Papà che Massimo Cirri, Sara Zambotti e “Caterpillar” materializzano, a Milano, tra gli studi di corso Sempione e l’aula bunker della Casa Circondariale di San Vittore nella puntata speciale “Un po’ dentro, un po’ fuori. Un po’ padri, un po’ figli”, in onda mercoledì 19 marzo alle 18.00 su Rai Radio 2 e anche in visual radio sul canale 202 e poi su RaiPlay. Una puntata per riflettere - con leggerezza e serietà insieme - sul rapporto tra padri e figli, sulle gioie e le difficoltà che lo accompagnano, attraverso la lente di chi vive l’una o l’altra condizione da detenuto, spesso convivendo e costringendo a convivere con il dolore di un’assenza.
di Carlo Fusi
La Ragione, 19 marzo 2025
L’iniziativa “Libri Liberi” è di quelle che lasciano il segno. Promossa dalla Fondazione De Sanctis con il patrocinio del Ministero della Giustizia, in collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura. Prevede dodici incontri in altrettante carceri italiane. Attori ed esperti leggono e commentano brani di testi classici per sollecitare riflessioni e valutazioni da parte di chi è stato privato della libertà. L’obiettivo della rassegna è infatti offrire ai detenuti la possibilità di immergersi in mondi letterari. Ed esplorare le profondità della condizione umana attraverso la lettura. L’iniziativa si inserisce inoltre in un più ampio contesto di promozione della cultura come strumento di riscatto e rinascita. Offrendo una preziosa occasione di riscoperta del sé.
Agli 007 licenza di controllare le Università. Le opposizioni: “Ritirate la norma del ddl Sicurezza”
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 19 marzo 2025
Opposizioni unite contro l’articolo 31 del pacchetto in esame al Senato. M5s, Avs, Pd e Iv: super poteri ai servizi segreti, così si va verso uno Stato di polizia. A poche settimane dall’approdo in Aula al Senato del ddl Sicurezza, le opposizioni unite promettono una “battaglia durissima” contro l’articolo 31 del testo che obbliga “le pubbliche amministrazioni e i soggetti che erogano servizi di pubblica utilità” alla collaborazione con i servizi segreti e permette alle agenzie di intelligence italiane (Dis, Aise e Aisi) di stipulare anche con le università e gli enti di ricerca “convenzioni” che prevedano l’accesso ai dati personali ancorché protetti da accordi di riservatezza. Per i senatori del M5S e di Avs, che ieri hanno organizzato una apposita conferenza stampa a cui hanno partecipato anche Pd e Italia Viva, l’articolo 31 “va stralciato” dal testo perché apre alla “schedatura di massa” e costituisce “un attacco ai diritti fondamentali”.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 19 marzo 2025
Un focus sui temi scottanti e attuali, la procuratrice Imperato: “Dobbiamo offrire modelli alternativi”. Sempre più violenti, sempre più aggressivi, sempre più affascinati dai modelli sbagliati che richiamano a certe fiction televisive. E sempre più abili nel maneggiare le armi. È impietosa ma drammaticamente reale la radiografia che fotografa il disagio minorile a Napoli e in Campania. Non a caso ad occuparsi del fenomeno è la Fondazione Polis della Regione, che ieri ha presentato nel complesso museale di San Marcellino e Festo i risultati della ricerca “Mind the Children: vulnerabilità e devianza in Campania”, finanziata dal ministero dell’Università e della Ricerca.
di Elisa Sola
La Stampa, 19 marzo 2025
La procuratrice dei minori: sfruttati, ma non chiedono aiuto. Emma Avezzù: “Arrivano dal nord e centro Africa: molti sono sfruttati da adulti”. “Spesso sono vittime di tratta usati per spacciare. Non chiedono aiuto quindi ci mancano riscontri”. Arrivano dal mare, dopo viaggi tempestosi. Bagnati dalle onde, avvolti da coperte termiche. Dichiarano un nome, se sono abbastanza grandi per parlare. Si chiamano Joy. Si chiamano Ben. Si chiamano Mohamed. Sono senza documenti. Senza un’età definita. Senza un’identità. Sono l’esercito indistinto di quelli che la nostra burocrazia chiama “minorenni non accompagnati”. Sono neonati, per la minor parte delle volte. O bambini ragazzini, nella maggior parte dei casi. Vengono accolti nelle comunità più vicine al luogo dello sbarco. E poi trasferiti al Nord. Spesso a Torino.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 19 marzo 2025
Sono Stati “strategici” secondo il report di inviato da von der Leyen ai leader europei. Un ufficiale di Frontex arriverà a Islamabad a maggio. Tra i paesi di origine che la Commissione europea ritiene “strategici” per le sue politiche migratorie Bangladesh e Pakistan hanno un’importanza particolare. Lo mostra il report sulla “situazione migratoria, marzo 2025” che la presidente Ursula von der Leyen, in vista del Consiglio di domani, ha inviato lunedì ai leader Ue insieme a una lettera sullo stesso tema. In quest’ultima annuncia che anticiperà la lista comune sui “paesi di origine sicuri”, nel documento di 25 pagine elenca invece lo stato dell’arte dei vari ambiti di intervento contro gli attraversamenti di frontiera. L’Unione appare come una mappa di ostacoli opposti alla mobilità umana, che sbarrano la strada dai paesi appena fuori dai confini esterni - Libia, Tunisia, Egitto, Marocco - ma anche da quelli lontani.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 19 marzo 2025
Chi ieri diceva - e se n’è potuto ascoltare più d’uno nei corridoi del Senato in cui s’è svolta la prima fase di un dibattito stracco sull’Ucraina e sul ruolo di un’Italia ormai dubbiosa su tutto - che in fondo la soluzione trovata per tenere insieme la coalizione di governo e non vedere frantumarsi quella d’opposizione è il solito compromesso democristiano, all’italiana, aperto a qualsiasi esito, in cui non si parla più di armi e quasi non si fanno valutazioni su Trump, Von der Leyen e Zelenski, per una volta faceva un’affermazione sbagliata, o quantomeno approssimativa. Sulla politica estera e sulle questioni strategiche di difesa infatti, la Dc, si passi il gioco di parole, non fu mai o quasi mai democristiana. Eppure era il partito dei cattolici italiani, in buona parte pacifisti, e doveva fare i conti con Papi italiani cresciuti nelle stesse università del gruppo dirigente del partito, e negli ultimi anni con il leone Wojtyla che ne accompagnò il tramonto e arrivò a proporsi come scudo umano a Baghdad.
di Marco Bresolin
La Stampa, 19 marzo 2025
La Commissione: “Pronto un fondo da 150 miliardi da elargire con prestiti a tassi agevolati”. Tra le condizioni per usufruirne appalti condivisi con altri europei e commesse ad aziende locali. Nell’ultima bozza di conclusioni del vertice Ue in programma domani c’è ancora scritto che il Consiglio europeo “invita gli Stati membri ad aumentare con urgenza gli sforzi per andare incontro alle esigenze militari e di Difesa dell’Ucraina”. Ma è chiaro che il messaggio emerso dalla telefonata tra Trump e Putin rimette tutto in discussione: la Russia ha chiesto di bloccare l’invio di armi a Kiev durante il possibile cessate il fuoco. A caldo, Emmanuel Macron ed Olaf Scholz ieri sera hanno ribadito che il sostegno militare all’esercito ucraino da parte degli europei “continuerà”. Hanno definito “un buon inizio” la tregua sulle infrastrutture energetiche, ma hanno ribadito che “non può esserci alcuna intesa senza l’Ucraina”. La richiesta russa era in qualche modo prevedibile, ma ora bisogna vedere quali conseguenze concrete ci saranno, visto che finora l’Ue aveva sempre ribadito la sua volontà di continuare ad armare Kiev. Volontà che, all’atto pratico, si è però scontrata con parecchie difficoltà, visto che il piano presentato dall’Alto Rappresentante Kaja Kallas per stanziare aiuti militari per 40 miliardi di euro entro il 2025 era già stato accolto con freddezza da molte capitali, soprattutto tra quelle dei Paesi che si trovano nell’arco meridionale. Alla riunione di lunedì tra i ministri degli Esteri, l’italiano Antonio Tajani aveva fatto esplicitamente riferimento alla necessità di valutare la situazione alla luce della telefonata tenutasi ieri.
di Marco Perduca
Il Manifesto, 19 marzo 2025
Alla notizia dell’arresto su ordine della Corte penale internazionale (Cpi) di Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine dal 2016 al 2022, l’alto Commissario dell’Onu per i diritti umani Volker Türk ha dichiarato: “La guerra alla droga di Duterte, prima a Davao e poi in tutto il Paese, è stata a lungo fonte di preoccupazione per il nostro Ufficio. Da oggi inizia la ricerca di giustizia per le migliaia di vittime di uccisioni e altri abusi, così come per le loro famiglie”. Per motivi di salute Duterte non era in aula il 14 marzo scorso, la conferma delle accuse è prevista per il 25 settembre.
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