camerepenali.it, 17 novembre 2024
La nota della Giunta dell’Unione delle Camere penali italiane sulle esternazioni del sottosegretario alla Giustizia Delmastro. Diceva il Sottosegretario Delmastro di “non avere i detenuti nella sua delega”, ma evidentemente il suo cuore batteva comunque per loro. Tanto da gioire nel proprio intimo nel pensarli dietro i vetri oscurati dei moderni blindati tecnologici messi a disposizione della polizia penitenziaria. Se ne occupa, quindi, dei detenuti, al di là delle deleghe, e lo fa dal punto di vista del più truce dei carcerieri. Interprete della visione, al tempo stesso ridicola e brutale, di uno Stato cinico e vendicativo, che gioisce nel vedere il recluso incalzato e schiacciato senza respiro nell’acciaio feroce del suo blindato.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 17 novembre 2024
Stanze di detenzione di cui nessuno parla. Sono all’interno delle questure, liberalizzate dal decreto Salvini. Usate per le persone che vanno a chiedere il permesso di soggiorno, ora sono diventate una terra di nessuno fuori da ogni forma di controllo. In Italia ci sono luoghi di detenzione più invisibili delle carceri e dei centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). Sono i cosiddetti luoghi idonei presso le questure e le zone di transito aeroportuali. Qui i cittadini stranieri in attesa di esecuzione del rimpatrio vengono trattenuti per ore, se non per giorni, in un contesto normativo grigio, dove non esistono tutele e monitoraggio. Se le carceri italiane sono un buco nero della democrazia e i Cpr dei lager di stato, i luoghi idonei presso le questure e le zone di transito aeroportuali sono aree di detenzione amministrativa discrezionale che per la legge è come se non esistessero, ma a cui il governo sta facendo sempre più ricorso.
di Sabino Cassese
Il Foglio, 17 novembre 2024
Si assottigliano i confini tra legislativo ed esecutivo: oggi il governo sopravanza di molto il Parlamento nell’iniziativa e nell’approvazione delle leggi. Garanzie e correttivi possibili. Un’indagine partendo dai dati. Un importante cambiamento è in corso nel sistema politico-costituzionale. Il potere legislativo si è in larga misura spostato dal Parlamento al governo, che ha assunto un ruolo fondamentale sia nell’iniziativa delle leggi, sia con l’emanazione di un grande numero di decreti leggi e di decreti legislativi.
di Igor Traboni
Avvenire, 17 novembre 2024
Il presidente Anm Santalucia, contro il tentativo di spostare alla Corte d’Appello la convalida dei trattamenti. Tensione sulle parole del segretario di Magistratura Democratica a un evento “No-ponte”. Non accenna a scendere di tono la polemica governo-magistrati sul decreto flussi, con una nuova polemica dopo l’emendamento in base al quale la competenza a decidere sulla convalida dei trattenimenti dovrebbe essere “spostata” alla Corte d’Appello. Per il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, il tutto vorrebbe dire “stravolgere l’ordinario assetto delle competenze. La Corte d’Appello - già gravata da importanti carichi di lavoro che ci hanno fatto dubitare della possibilità di centrare gli ambiziosi obiettivi del Pnrr - dovrebbe occuparsi delle procedure di convalida, se non ho letto male addirittura con le sue sezioni penali. È assai difficile rinvenire un principio di razionalità in questo stravolgimento dell’ordine delle competenze”. Per Santalucia, che ne ha parlato nella sua relazione nel Comitato direttivo centrale dell’Anm in corso a Roma, questo emendamento è “diretto a spogliare le sezioni specializzate “immigrazione” dei Tribunali della competenza sulla convalida dei trattenimenti, con sorprendente indifferenza per le ragioni dell’organizzazione giudiziaria. Si percepisce la voglia di rappresentare nel modo più plateale, con la sottrazione di competenza, la sfiducia nella giurisdizione, movendo dalla fantasiosa convinzione che i magistrati comunisti si siano collocati proditoriamente nelle sezioni specializzate “immigrazione” dei Tribunali per attuare il sabotaggio delle politiche governative”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 novembre 2024
Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia chiede di “abbassare la temperatura” ma sottolinea che “non spetta alle toghe” farlo, buttando la palla nel campo della politica. “L’aria, nelle due settimane e poco più da quel documento, è divenuta ancora più pesante”, ha esordito Santalucia. E proprio per questa ragione il Comitato direttivo centrale “dovrà in risposta impegnarsi affinché l’aria si faccia più respirabile, leggera, perché si allenti la morsa polemica e il clima delle relazioni istituzionali torni al sereno”. Dunque una richiesta di abbassare la temperatura, forse più alta di quando al Governo c’era Silvio Berlusconi. Ma non spetta alle toghe farlo, secondo il leader delle toghe: “non sono nella nostra disponibilità gli strumenti per sedare un conflitto a cui non abbiamo dato causa”. Santalucia è poi passato ad elencare le cose da fare: “abbiamo il dovere di non arrenderci alla fatica di spiegare quali sono i termini della questione dei trattenimenti dei richiedenti asilo, anche quando i nostri interlocutori del momento sviliscono con ostentato fastidio le ragioni del diritto a pretesti da azzeccagarbugli, mostrando di non voler ascoltare, arroccati sulla formula propagandistica della magistratura politicizzata”. Ha poi risposto a chi accusa la magistratura di essere politicizzata, accusa nata soprattutto dopo la pubblicazione sul Tempo di una email del magistrato Marco Patarnello: “Abbiamo il dovere di ribadire - ha detto Santalucia - che la magistratura italiana non è in nessuna sua parte attraversata da faziosità politica e non avversa i programmi di chi oggi è maggioranza politica di governo”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 17 novembre 2024
Una pratica contro il segretario di Md. Nel mirino un intervento sul ddl sicurezza. L’Anm: “Cercano di zittirci”. Fratelli d’Italia e la Lega alzano il livello dello scontro tra il governo e la magistratura: le consigliere laiche Isabella Bertolini e Claudia Eccher hanno infatti richiesto alla prima commissione del Csm di aprire una pratica per incompatibilità ambientale contro il segretario di Magistratura democratica Stefano Musolino. Il motivo, come da allegato al documento inviato al comitato di presidenza lo scorso 28 ottobre, è da ricercare in un articolo di Libero che dà conto della partecipazione di Musolino a un incontro andato in scena al centro sociale Nuvola Rossa di Villa San Giovanni, in Calabria, in cui si è parlato tra le altre cose anche del ddl sicurezza.
di Simona Musco
Il Dubbio, 17 novembre 2024
Bertolini ed Eccher propongono una pratica contro Stefano Musolino, colpevole di alcuni dichiarazioni a loro dire anti governative. E chiedono di valutare i profili disciplinari. Che la guerra tra governo e toghe non fosse affatto chiusa era chiaro da un pezzo. Ma ora a confermarlo è anche una richiesta di pratica contro il segretario di Magistratura democratica, Stefano Musolino, la corrente finita nel mirino del governo dopo il primo stop al protocollo con l’Albania inflitto, tra gli altri, dalla presidente di Md, Silvia Albano. La pratica è stata posta all’ordine del giorno della commissione I, competente per i trasferimenti dei magistrati per incompatibilità ambientale, e porta la firma delle consigliere laiche Isabella Bertolini (FdI) e Claudia Eccher (Lega), sulla scorta di un articolo di Libero che inseriva Musolino nella lista dei “cattivi”.
La Repubblica, 17 novembre 2024
La sentenza della Corte d’Appello di Bari sul caso di una coppia di Torino, lui 42enne e lei 35enne, accusati di una rapina a Cerignola. Lui scontò 120 giorni di carcere, la donna fu messa ai domiciliari perché aveva partorito da poco: erano stati identificati dalle commesse ma in realtà quel giorno erano in Piemonte (lui al lavoro e lei dal pediatra) e lo dimostrarono con alcuni testimoni fino a essere scagionati grazie a una perizia antropometrica.
di Danilo D’Anna
Il Secolo XIX, 17 novembre 2024
Tunisino, aveva un lavoro ed era in cura. Si è impiccato in cella a Marassi ed è morto in ospedale. Arrestato in stato confusionale, all’udienza richiesta una perizia psichiatrica mai eseguita. Gli amici non sapevano neppure che Moussa Ben Mahmoud, il tunisino di 28 anni morto venerdì nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Martino, dove era stato portato dopo essersi impiccato alle sbarre della finestra della sua cella, si trovasse in carcere a Marassi. E non erano neppure a conoscenza dei problemi di salute che lo tormentavano: schizofrenia. Aveva le allucinazioni quando non prendeva le medicine, diceva che volevano ucciderlo.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 17 novembre 2024
Ci sono troppe ombre sulla morte del 29enne messinese Ivan Domenico Lauria, avvenuta nel carcere di Catanzaro nella tarda serata di ieri. I certificati medici parlano di arresto cardiaco ma secondo la mamma è stato picchiato, lo dimostrerebbero alcune foto. Ma soprattutto secondo il suo avvocato non avrebbe mai dovuto restare in carcere. Perché il ragazzo, detenuto per droga, una lunga fedina penale, era tossicodipendente, aveva problemi psichiatrici e più volte il legale ha provato ad avvicinarlo alla famiglia e assicurargli le cure, ma senza riuscirci. “Chiediamo che sia fatta chiarezza sia sulla sua morte - spiega l’avvocato Pietro Ruggeri - sia sul perché questa tragedia non è stata evitata. Sono rimaste inascoltate le nostre istanze e anziché essere curato il ragazzo è stato trasferito di carcere in carcere, la sua situazione è andata peggiorando fino al tragico epilogo”.
- Bologna. Al Pratello, emergenza continua: “I ragazzi oggi girano col coltello. Va fatto il possibile per educare”
- Venezia. Il nuovo cappellano del carcere: realtà dura, servono più misure alternative
- Treviso. Nuova biblioteca al carcere minorile: “Leggere è il primo passo verso una nuova vita”
- Brescia. Mediatrici culturali d’eccezione per l’artista dissidente sudanese
- Torino. Al convegno su carcere e informazione la Garante legge lettera dei detenuti











