di Pierfilippo Pozzi*
Corriere della Sera, 19 novembre 2024
Se l’obiettivo della giustizia minorile è l’inclusione sociale degli adolescenti che hanno commesso un reato, possiamo dire che la loro detenzione è un fallimento. La buona notizia è che esiste la soluzione. Prima, però, un breve affresco di chi è detenuto e di cosa lo aspetta dentro le mura, senza considerare i casi estremi che trovate sulle prime pagine. Qui parliamo degli invisibili, la quasi totalità. Metà sono minorenni, metà sono stranieri. La maggioranza è in custodia cautelare, generalmente per reati contro il patrimonio. Una discreta percentuale arriva dalla condizione di libertà, maggiorenne, per reati commessi anni prima. Altri arrivano dalle comunità perché si sono agitati troppo. Esprimono alcuni tratti ribelli dell’adolescenza, ma portati all’estremo: sono ostili alle istituzioni perché ne subiscono l’ostilità.
askanews.it, 19 novembre 2024
Con “Fuoriclasse” 5 mln per il loro reinserimento sociale. Sostenere progetti per il reinserimento sociale delle persone detenute attraverso la formazione digitale, per contrastare il fenomeno della recidiva. Questo l’obiettivo di “Fuoriclasse”, il nuovo bando promosso e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il bando prevede un totale di 5 milioni di euro.
di Davide Vari
Il Dubbio, 19 novembre 2024
Siamo al compimento di una guerra iniziata trent’anni fa con Tangentopoli. E la posta in gioco è enorme: il ripristino di un equilibrio che forse non c’è mai stato. A questo punto è chiaro: lo scontro tra questo governo e la magistratura non può essere liquidato come l’ennesimo attrito tra istituzioni; questa volta il conflitto tra toghe e politica è a tutti gli effetti una resa dei conti, una sorta di battaglia finale che ridefinirà i confini tra i due poteri. Forse in modo permanente.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 19 novembre 2024
L’ex presidente della Camera Luciano Violante: “Bisogna battersi seriamente per difendere l’indipendenza delle toghe, ma ciascun magistrato deve comprendere che si tratta di una responsabilità”. Violante interviene sul rapporto tra politica e magistratura e spiega che “il magistrato, vista la quantità di poteri discrezionali che esercita nei confronti della reputazione, della libertà e dei beni delle persone, non è un cittadino come gli altri” e che è in corso “un riequilibrio” tra poteri dello Stato.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 19 novembre 2024
“Ha disonorato il suo ruolo e la professione”. Una lunga lettera inviata dalle Camere penali del Piemonte ai parlamentari eletti in regione e in Valla d’Aosta, per sottolineare la gravità - a loro avviso - delle ultime dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia. “Esiste un limite anche nella manifestazione delle idee contrarie al diritto e ai diritti. E questo limite è stato superato. L’onorevole avvocato Delmastro Delle Vedove ha disonorato, non per la prima volta, il ruolo che ricopre e la professione che pure ha svolto con parole che non possono appartenere a un rappresentante del Governo”.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 19 novembre 2024
Scintille in consiglio comunale tra Alessandro Giungi (Pd) e Michele Mardegan (Fdi), avvocati e consiglieri, sui suicidi in carcere e la frase del sottosegretario Delmastro sul non far “respirare” i detenuti nei blindati. Scontro tra avvocati in consiglio comunale a Milano, lunedì 18 novembre, sulle carceri. Sul ‘ring’ Alessandro Giungi del Partito democratico e Michele Mardegan di Fratelli d’Italia. L’uno, vice presidente della sottocommissione carceri a Palazzo Marino, spesso interviene per parlare dei problemi dei detenuti; l’altro, dal profilo più riservato, quando si sente colto sul vivo non le manda a dire.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 19 novembre 2024
Claudio Ferrari lascia dopo un anno, direzione vacante. Nell’istituto minorile evasioni e rivolte. Innalzata l’anzianità richiesta per guidare una sede ritenuta ora “di livello superiore” anche per le sue criticità. L’attuale direttore passa a nuovo incarico. La complessità gestionale “di alto livello” associata alla “specificità criminologica milanese” richiede adesso come direttore dell’Istituto penale minorile una figura con requisiti di anzianità “elevati, stringenti e inderogabili”, ovvero almeno nove anni e mezzo di esperienza nel sistema penitenziario.
di Stefano Mattia Pribetti
triesteprima.it, 19 novembre 2024
Allarmanti i dati riferiti dalla garante dei detenuti di Trieste, l’avvocato Elisabetta Burla, convocata in consiglio comunale dai consiglieri di opposizione, che hanno rivolto all’amministrazione comunale un appello per favorire percorsi di reinserimento degli ex detenuti nella società. La popolazione carceraria al Coroneo è cresciuta di oltre il 25 per cento in due anni, e non accenna a diminuire nonostante un sovraffollamento superiore al 70 per cento. Questo e altri allarmanti dati sono stati riferiti dalla garante dei detenuti di Trieste, l’avvocato Elisabetta Burla, convocata in consiglio comunale dai consiglieri di opposizione, che hanno rivolto all’amministrazione comunale un appello per favorire percorsi di reinserimento degli ex detenuti nella società. La garante ha illustrato la relazione che si riferisce al periodo dal luglio del 2023 al luglio del 2024. Dopo la rivolta dello scorso luglio, a quanto appreso, i numeri non hanno accennato a calare significativamente, senza mai scendere al di sotto dei 250 detenuti. La prossima settimana è stato programmato un sopralluogo del Comune nella struttura carceraria.
messinatoday.it, 19 novembre 2024
Sarà conferito domani l’incarico per l’autopsia sul corpo del giovane messinese morto venerdì scorso nel carcere di Catanzaro. La procura calabrese ha deciso di vederci chiaro dopo la denuncia presentata dai familiari, assistiti dall’avvocato Pietro Ruggeri, che chiedono chiarezza sul decesso “per arresto cardiaco”. Sul corpo del 28enne di Giostra troppe le ferite, gli ematomi e parti del corpo sanguinamenti documentate con una cinquantina di foto scattate dalla mamma sulla salma che ha dunque deciso di denunciare tutto all’autorità sanitaria.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 19 novembre 2024
“Trattamento inumano”. Il caso del 2014: il giovane aveva dato una spinta alla madre, uno schiaffo al padre e un pugno in faccia al medico. È in quel frangente che l’ospedale aveva praticato la “contenzione meccanica”. Italia condannata dalla Corte europea per i diritti dell’Uomo di Strasburgo (Cedu) sul tema delle misure di contenzione meccanica di persone con problemi psichiatrici nei reparti ospedalieri: e cioè per violazione dell’articolo 3 della Convenzione sul divieto di trattamenti inumani o degradanti, e per non avere l’Italia assicurato una soddisfacente indagine sull’accaduto.
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Detenuti realizzano le camicie per gli agenti della polizia
- Rieti. Il Garante Anastasìa in visita al carcere: “Sovraffollamento e carenza di personale”
- Vicenza. “Libere golosità” e il nuovo laboratorio, un ponte tra carcere e libertà
- Cagliari. “La luna del pomeriggio”, spettacolo teatrale sulla vita dei detenuti in Alta sicurezza
- “Un impegno sociale perché le nostre sorelle rimangano vive”











