di Ernesto Di Girolamo
casertanews.it, 19 novembre 2024
Per offrire un’opportunità concreta di reinserimento lavorativo ai detenuti vicini al fine pena. Un laboratorio di camiceria all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere diventa un database a disposizione delle aziende del territorio per offrire un’opportunità concreta di reinserimento lavorativo ai detenuti vicini al fine pena. Obiettivo: ridurre la recidiva dei detenuti con benefici sulla sicurezza e coesione dell’intera comunità. È il progetto “Lavoro in corso” della Fondazione Isaia e Maria Pepillo premiato, in Campania, da “Percorsi di Innovazione Sociale”, la innovation academy di Human Foundation dedicata all’empowerment delle imprese sociali e del Terzo Settore del Centro e Sud Italia. Un corso di formazione e accompagnamento totalmente gratuito grazie al sostegno di Eni attraverso Joule, la sua scuola per l’impresa.
garantedetenutilazio.it, 19 novembre 2024
Sovraffollamento e carenza di personale rendono difficile lo svolgimento delle attività trattamentali. Venerdì 15 novembre, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, si è recato in visita alla Casa circondariale di Rieti. Il Garante è stato ricevuto dalla direttrice, Chiara Pellegrini, la quale ha rappresentato le difficoltà in cui versa l’istituto, a causa del sovraffollamento e della carenza di personale. A fronte di 295 posti regolamentari, nel carcere di Rieti sono presenti 509 detenuti, di cui circa il 60 per cento stranieri. Le stanze da due posti letto sono state attrezzate con due letti a castello - per quattro posti in tutto - nelle quali attualmente alloggiano almeno tre detenuti.
di Claudia Milani Vicenzi
ilgiornaledivicenza.it, 19 novembre 2024
Si va verso l’apertura di una sede esterna che potrà dare lavoro sia a ex detenuti sia a persone in semi-libertà. Un nuovo laboratorio per aumentare la produzione, far fronte alle richieste di prodotti e garantire più posti di lavoro. Un obiettivo che sta prendendo forma, un legame tra il carcere e il “mondo esterno” sempre più forte. Si tratta di “Libere golosità” che punta a espandersi e a crescere “perché non parliamo solo di numeri, ma delle vite e destini di persone che insieme abbiamo il potere di cambiare”.
sardegnaierioggidomani.com, 19 novembre 2024
Il 28 novembre, alle ore 20.30, andrà in scena al Teatro del Segno di Cagliari lo spettacolo di Simone Gelsomino “La luna del pomeriggio - Dal carcere al teatro”, liberamente ispirato dal libro “La luna del pomeriggio” a cura di Giovanni Gelsomino, con i testi originali della popolazione detenuta nella Casa di Reclusione ad Alta Sicurezza “Paolo Pittalis” di Nuchis. Lo spettacolo apre una breccia sul complesso mondo del carcere e della rieducazione - tematiche che la società percepisce erroneamente distanti dal quotidiano - presentando, attraverso una narrazione onirica, la doppia dimensione del carcere (quella personale e quella collettiva) per poter concepire, su un unico tavolo, tante idee, tante vite, tanti racconti, tanti punti di tensione paradossale.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 19 novembre 2024
“Dal giorno in cui è mancata la mia Giulia sono state uccise altre 120 donne soltanto in Italia. Migliaia nel mondo. Numeri inimmaginabili, non possiamo permetterci di essere indifferenti, non c’è più tempo per voltare lo sguardo altrove”. Gino Cecchettin, il padre della studentessa uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta un anno fa esatto, ha presentato alla Camera dei Deputati la fondazione che porta il nome della figlia. Che, specifica Cecchettin, “oltre a essere un omaggio a Giulia alla quale si ispira, è un impegno, un richiamo collettivo e un aiuto concreto per chi vive nella paura”.
di Giovanni Viafora
Corriere della Sera, 19 novembre 2024
Gino Cecchettin, padre di Giulia: “Il mio è soltanto uno sforzo d’amore. Problemi con il governo? Solo se il nostro spirito non verrà capito, ma il nostro sforzo educativo è rivolto all’amare”.
di Elisa Messina
Corriere della Sera, 19 novembre 2024
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha detto che “è una visione ideologica quella che vorrebbe risolvere la questione femminile lottando contro il patriarcato” ma queste affermazioni non sono corrispondenti a quello che dicono i dati e le storie. Secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara “L’incremento dei fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e devianza in qualche modo discendenti dalla immigrazione illegale”. Ha affermato anche che “è una visione ideologica quella che vorrebbe risolvere la questione femminile lottando contro il patriarcato” sottolineando che la via giusta per contrastare la violenza è quella “concreta, ispirata ai valori costituzionali”. Lo ha detto in un videomessaggio nel giorno in cui, alla Camera, Gino Cecchettin presentava la Fondazione che si occupa di progetti di prevenzione nelle scuole.
di Flavia Amabile
La Stampa, 19 novembre 2024
I progetti per i giovani e gli operatori non sono decollati, il testo unico è fermo. La Fondazione Una, nessuna, centomila: “È stato l’anno più buio di sempre”. È il 18 novembre del 2023 quando il corpo di Giulia Cecchettin viene ritrovato in fondo a un canalone, dopo essere stata uccisa con 75 coltellate da quello che avrebbe voluto essere ancora il suo fidanzato ma da tempo non lo era più. L’ondata di sdegno diventa una commozione che investe l’Italia intera. Purtroppo per il governo l’assassino non ha nulla del violentatore o del femminicida onnipresente nei loro racconti. È bianco, di buona famiglia, ed è nato e cresciuto nel cattolicissimo e leghistissimo Veneto. Ma rimanere in silenzio è impossibile. Ha inizio una gara a colpi di buoni propositi, annunci dai toni trionfalistici e bersagli da indicare per allontanare dalla pubblica opinione l’idea che il codice rosso e l’apparato punitivo su cui da tempo il governo sta lavorando siano inefficaci come da tempo sostengono dalle file dell’opposizione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 novembre 2024
Mentre l’Anm alza ancora i toni nei confronti di Nordio e il ministro replica alle critiche, ecco la lettera dei presidenti delle Corti d’appello. Che chiedono di fermare le norme con cui l’esecutivo assegna ai loro uffici i ricorsi sui migranti. Nessuna tregua fra magistratura e politica, anzi: da ambo le parti si affilano le armi per lo scontro finale: il referendum sulla separazione delle carriere. A nulla è servito il messaggio conciliatorio del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del numero due di via Arenula, Francesco Paolo Sisto, dieci giorni fa alla festa per i sessant’ anni di Magistratura democratica. È trascorsa solo una settimana da allora e il clima è tornato nuovamente rovente.
di Domenico Quirico
La Stampa, 19 novembre 2024
Sanzioni e aiuti militari non hanno funzionato. Lo Zar ha il tempo dalla sua parte e aspetta Trump. Si sta per chiudere il sipario su migliaia di morti. Il caso è grave: mille giorni di inutile guerra. Quando si sono pronunciate queste poche sillabe, e intanto in Ucraina uomini e cose si rarefanno, appassiscono, cadono a pezzi, si è detto tutto, si è risposto a tutto e la vittoria non è nemmeno più una speranza. E allora siamo alla domanda, indefettibile: perché ci hanno ingannato promettendoci la vittoria? Chi dovrà renderne conto? L’argomento è scabroso, non lo nego. I progressi della tecnica, e della bugia, hanno reso molto feroci non soltanto questa guerra ma anche la (possibile) tregua. Non dimentichiamo questi due anni di malattia della verità, le false certezze per cui si è accettato un massacro progressivamente e umanamente premeditato: Putin sarà sconfitto, punto! Sarà Zelensky a stabilire quando la vittoria gli apparirà sufficiente perché totale! Mai trattative con Putin che è un criminale di guerra! L’economia russa non resisterà un mese al martello implacabile delle sanzioni! L’esercito russo è formato da aspiranti disertori portati in trincea con il fucile alla schiena! Eroismo ucraino e carri armati Leopard: risultato sicuro! A Mosca scoppierà la rivoluzione, oligarchi orfani di yacht e vacanze, generali umiliati, dissidenti impavidi fatevi sotto!
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