di Irene Famà
La Stampa, 30 maggio 2026
Parla Simone Silvestri, al vertice di Magistratura Democratica: “La priorità? La situazione carceri”. Dopo la vittoria del Sì al referendum costituzionale sulla Giustizia “la magistratura deve responsabilizzarsi e attivarsi per un’autoriforma seria”. Simone Silvestri, neo segretario generale di Magistratura Democratica, storica corrente di sinistra delle toghe, non si abbandona a facili entusiasmi. E invita comunque i colleghi ad un’analisi.
di Giulia Merlo
Il Domani, 30 maggio 2026
La procura ha chiesto e ottenuto di poter disporre video e intercettazioni davanti a un’aula del tribunale, in cui sono stati ripresi anche avvocati. Questo ha provocato la protesta dei penalisti: si viola il “divieto assoluto di intercettazione delle conversazioni o comunicazioni dei difensori e di quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite”. Come ciclicamente avviene, torna a far discutere il fatto che i difensori vengano intercettati durante i colloqui con i loro assistiti. La vicenda è avvenuta a Napoli e ha sollevato enorme indignazione nel foro, tanto da dare vita a una protesta davanti all’ingresso del palazzo di giustizia.
di Salvatore Merlo
Il Foglio, 30 maggio 2026
L’avvocato dell’ex ministro: “È un dispetto”. Il Provveditorato penitenziario ha impugnato l’ordinanza che anticipava la scarcerazione per condizioni detentive inumane. Il Tribunale dovrà decidere di nuovo. Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria ha impugnato l’ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza di Roma aveva disposto la scarcerazione anticipata di Gianni Alemanno. La decisione impugnata, emessa ad aprile, concedeva all’ex sindaco di Roma, ed ex ministro, una riduzione di trentanove giorni sulla pena residua - ai sensi dell’art. 35-ter dell’ordinamento penitenziario, per condizioni di detenzione ritenute inumane e degradanti - fissando al 24 giugno la data di uscita dal carcere di Rebibbia.
di Francesca Moriero
fanpage.it, 30 maggio 2026
Proposta l’archiviazione per Andrea Delmastro nel procedimento disciplinare dell’Ordine degli avvocati sulle frasi shock pronunciate nel 2024: per i giudici fu una dura espressione politica contro la mafia e non un attacco ai detenuti. Il procedimento disciplinare avviato a Torino a carico di Andrea Delmastro Delle Vedove potrebbe presto chiudersi. Il consigliere istruttore incaricato dal Consiglio territoriale di disciplina dell’Ordine degli avvocati ha infatti formulato una formale proposta di archiviazione per l’esponente politico, chiamato in causa in qualità di iscritto al Foro di Biella. Al centro del fascicolo c’era la bufera mediatica e politica scatenata da una dichiarazione pronunciata nel novembre del 2024 dall’allora sottosegretario alla Giustizia, che era stata duramente contestata dalle opposizioni e da una parte del mondo dell’avvocatura.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 maggio 2026
Tre suicidi a Uta, due decessi per cause ancora da accertare a Bancali, 178 atti di autolesionismo nel solo istituto sassarese e 68 tentativi di suicidio nel carcere cagliaritano. Il tasso di occupazione dei penitenziari sardi è quasi raddoppiato in tre anni, passando dall’82% del 2023 al 98% del 2025, con sei istituti ora oltre la capienza regolamentare. La sanità è al centro di tutto: quasi la metà delle 149 istanze formalmente ricevute dalla garante Irene Testa riguarda problemi di salute o disagio psichiatrico. È il quadro che emerge dalla relazione annuale 2025, trasmessa al Consiglio regionale della Sardegna, che fotografa un sistema in peggioramento.
ravennawebtv.it, 30 maggio 2026
Svolta storica a Forlì: per la prima volta tutti gli istituti penitenziari della Romagna lavoreranno insieme all’interno di un unico protocollo per la formazione e il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti. L’accordo è stato sottoscritto nella sede di Techne alla presenza del Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna, Silvio Di Gregorio, e del Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, durante un momento conviviale preparato dai ragazzi del laboratorio “Ristorando”. Il protocollo, valido per il triennio 2026-2028, coinvolge le Case circondariali di Forlì, Ravenna e Rimini insieme a Techne e a Cia Conad, con l’obiettivo di creare un progetto sperimentale capace di favorire concretamente l’inserimento lavorativo delle persone detenute al termine del percorso detentivo.
di Enrico Carta
La Nuova Sardegna, 30 maggio 2026
Il recluso è spirato la notte scorsa. Improbabile l’ipotesi del suicidio e la procura affida l’incarico a un medico legale. Un alone di mistero avvolge la morte di un detenuto, avvenuta all’interno del carcere di Uta. Mirco Fiori, 45 anni di Bosa con numerosi precedenti penali e condanne passate in giudicato da scontare, è spirato nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio, ma qualche circostanza ha destato dei sospetti, tanto che la procura di Cagliari ha disposto l’autopsia. Nei giorni scorsi non c’erano stati segnali che potessero far pensare a un suicidio e le condizioni della cella, oltre che quelle in cui è stato ritrovato il corpo senza vita questa mattina, non sembrano lasciar spazio a questa ipotesi.
Corriere Salentino, 30 maggio 2026
“Sovraffollamento e poco personale”. La Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, professoressa Maria Mancarella, lancia l’allarme dopo i tragici suicidi dei due giovani detenuti stranieri nel carcere di Lecce: “Sono una drammatica conferma della grave situazione che, ormai da mesi, vive la Casa Circondariale di Borgo San Nicola, una struttura tra le più sovraffollate d’Italia. 1.419 detenuti a fronte di 787 posti regolamentari, con un tasso di sovraffollamento del 180%; 578 operatori di polizia penitenziaria su un fabbisogno di 742.
di Fabiana Marcolini
L’Arena, 30 maggio 2026
Giovanissima, si era allontanata dalla famiglia. Arrestata durante il blitz in stazione, nel 2025 la prima condanna a 4 anni. Era giovanissima quando la sua vita ha preso una piega sbagliata, quella che l’ha allontanata dalla famiglia, l’ha avvicinata al ragazzo che non era un punto di riferimento o forse lo era. Ma anche quello era sbagliato. Abrar era nata a Cremona nel settembre 2004, aveva 19 anni quando in stazione si verificò il blitz che smantellò la gang responsabile di furti, rapine, aggressioni. E il suo nome figurava tra quelli per i quali il gip dispose la custodia cautelare in carcere. Giovanissima anche quando, un anno dopo, arrivò la prima condanna a 4 anni e due mesi per i fatti della stazione e non solo (un’aggressione, una rapina all’Adigeo, resistenza e ricettazione). Era a Montorio, aveva chiesto di essere curata, di andare in comunità.
La Nazione, 30 maggio 2026
Quattro detenuti rinviati a giudizio dal Gip per violenza sessuale e tortura. I fatti sono avvenuti tutti nel carcere “La Dogaia” negli ultimi anni e testimoniano il clima di violenza che caratterizza l’istituto. Il procuratore capo Luca Tescaroli ha reso note le decisioni del Gip. Il primo caso riguarda un cittadino marocchino di 39 anni che ha torturato un detenuto italiano nativo di Pagani (in provincia di Salerno) di 47 anni, provocandogli acute sofferenze fisiche e un trauma psichico: l’uomo veniva svegliato di notte con il pretesto che russava, percosso abitualmente, bruciandogli le foto dei familiari, minacciandolo e offendendolo, rovesciandogli addosso il bidone della spazzatura, costringendolo a subire violenza sessuale e umiliazioni.
- Catania. “Nelle carceri allarme per sovraffollamento e salute mentale”, l’allarme di Ladelfa
- Concorezzo (Mb). Riscatto per i detenuti, la cura del verde favorisce l’inclusione
- Udine. “In carcere per dare assistenza spirituale ai detenuti islamici”
- Vercelli. Soroptimist promuove il progetto “Libere in cucina” nella Casa circondariale
- Torino. “Andarsene”, l’emozione dei detenuti di evadere con il teatro










