friulisera.it, 20 febbraio 2026
Cinque registri di matricola dei detenuti nel carcere di Tolmezzo nel periodo 1935-1947, anni cruciali per la guerra e la Resistenza in Friuli e in Carnia, conservati nella Casa circondariale di Udine, sono oggetto di digitalizzazione e valorizzazione da parte dell’Università di Udine grazie al lavoro di due detenuti in semilibertà. È quanto prevede una convenzione tra la Casa circondariale di Udine e il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo. L’obiettivo è approfondire la conoscenza e la ricostruzione di quegli anni fondamentali per il territorio grazie al ritrovamento di questi registri custoditi nell’Archivio storico del carcere udinese.
imgpress.it, 20 febbraio 2026
“Rebibbia: la Città invisibile” è un esperimento di docu-teatro che debutterà il 10 marzo 2026 alle ore 20:00 all’interno della stagione dell’Auditorum Parco della Musica “Ennio Morricone”. Lo spettacolo nasce dai Laboratori d’Arte in carcere e si ispira all’opera di Italo Calvino in occasione del 40°anniversario della scomparsa del grande Autore. È prodotto dall’Associazione Ottava Arte con la Regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe. Coinvolge i detenuti, gli ex detenuti e il personale della Polizia Penitenziaria di Rebibbia. Gli interpreti sul palco sono i veterani del Teatro Libero di Rebibbia Juan Dario Bonetti, Giacomo Silvano, Marcello Lupo, Leonardo Ligorio e Maurizio Montepaone. Con loro, sullo schermo, i volti e le voci di chi ancora sta scontando la pena.
di Laura Sacchetti
La Nazione, 20 febbraio 2026
I figli delle persone recluse potranno leggere insieme al genitore. Tra i promotori Avis e Sos Telefono azzurro: un’altra donazione per l’Opa. “Non si nasce con l’istinto della lettura, come si nasce con quello di mangiare e bere...bisogna educare i bambini alla lettura”. Lo diceva Gianni Rodari e questa frase è diventata il mantra per le associazioni di volontariato chi ogni giorno si occupano e si preoccupano dei bambini, come la sezione di Massa di Fondazione Sos Telefono Azzurro che con le sue volontarie da oltre 20 anni gestisce e porta avanti il progetto Bambini e Carcere. Grazie alla collaborazione con le due librerie Giunti di Massa ha preso corpo il progetto “Aiutaci a crescere. Donaci un libro” che si è concretizzato sabato scorso quando sono stati consegnati alla Ludoteca della casa di reclusione di Massa i libri che sono stati donati dai cittadini nelle due librerie Giunti di Massa.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 20 febbraio 2026
Giorgia Meloni, si sa, aveva apprezzato pochissimo l’affondo incontinente del ministro Nordio contro il Csm. È una politica di lungo corso: sapeva perfettamente quanto l’incauto Guardasigilli avesse esposto il fianco con quella sortita che aveva oltretutto anche il demerito di oscurare le parole altrettanto fuori luogo di Gratteri. Eppure, dopo il monito molto severo e drastico del capo dello Stato di fronte al Plenum del Csm, è stata proprio lei, non il genuflesso Nordio, a tornare immediatamente alla carica sparando ad alzo zero sui magistrati, rei di aver ordinato un risarcimento alla Sea Watch.
di Giulia Merlo
Il Domani, 20 febbraio 2026
Due tribunali siciliani hanno deciso per il risarcimento danni alla ong e lo stop al fermo di una seconda nave. Il governo all’attacco, ma le sentenze dicono altro. Il monito del capo dello Stato Sergio Mattarella a mantenere “rispetto reciproco” pur nella campagna referendaria è già caduto nel vuoto. Da due giorni, infatti, i nuovi avversari scelti da Giorgia Meloni, Matteo Salvini e anche dalla seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, sono i giudici civili di Palermo, colpevoli di aver pronunciato una sentenza di condanna di risarcimento danni di 76mila euro in favore della ong proprietaria della nave SeaWatch all’epoca del sequestro capitanata da Carola Rackete.
di Marina Lomunno
vocetempo.it, 20 febbraio 2026
Giro di vite sulle migrazioni, ma scricchiola il Cpr di Torino. Parlano Lucia Bianco, vicepresidente del Gruppo Abele, e Giovanni Belingardi, referente dell’Associazione Famiglie accoglienti. Mentre mercoledì 11 febbraio scorso il Tribunale di Torino ha condannato ad un anno di reclusione (con la condizionale) Annalisa Spataro, all’epoca direttore del Centro di permanenza per il rimpatrio cittadino (Cpr) per conto della società di gestione della struttura Gepsa, nel Cpr di Bari moriva per cause ancora da accertare un giovane di 26 anni marocchino. Ancora, qualche giorno dopo, sei medici dell’ospedale di Ravenna vengono indagati per aver negato l’ingresso nei Centri a persone straniere perché non ritenute idonee causa patologie infettive e psichiatriche. Tre fatti, in meno di una settimana, che confermano la problematicità dei 10 Cpr della nostra Penisola che, più che Centri di permanenza per il rimpatrio, somigliano a luoghi di detenzione con tutte le criticità che affliggono le carceri italiane.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 20 febbraio 2026
Il sistema è “un fallimento”, “in termini di arrivi effettivi e assunzioni”, denuncia il quarto rapporto annuale di Ero Straniero Nel 2025, solo il 7,9 per cento delle persone è arrivata ad avere un permesso di soggiorno. Tra zone grigie e migliaia di persone ogni anno a rischio sfruttamento. Una soluzione c’è. Citare alcuni dati isolandoli è il modo in cui il governo comunica successi che, se visti in una dimensione più ampia e complessa, non sono tali. A questo si aggiunge l’assenza di dati pubblici completi e, dunque, mancanza di trasparenza. “Abbiamo rafforzato i canali regolari di ingresso”, aveva detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel suo bilancio di fine anno.
di Simona Musco
Il Dubbio, 20 febbraio 2026
Prima i giudici di Palermo, poi quelli di Catania. Per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, le occasioni per declinare il binomio migranti-magistratura in chiave elettorale non mancano e, soprattutto, non vengono lasciate cadere. È una strategia lucida: trasformare le aule di giustizia in un palcoscenico per raccattare consensi in vista del referendum costituzionale, forse il più difficile della storia repubblicana. Le ultime due decisioni dei Tribunali - il risarcimento per la vicenda che coinvolse la “capitana” Carola Rackete e l’annullamento, ieri, del fermo per la Sea Watch 5 - sono state immediatamente risucchiate dal vortice del centrodestra per sostenere le ragioni della riforma. Poco importa che, a ben guardare le carte, tali decisioni nulla hanno a che fare con le politiche migratorie in sé, ma riguardino imbarcazioni fermate in modo, secondo la magistratura, illegittimo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 febbraio 2026
La magistratura si trova sotto accusa da fronti opposti. Giorgia Meloni e il suo Governo la criticano per quella che definiscono un’ingerenza politica nelle scelte dell’esecutivo sui migranti - i giudici che bloccano i rimpatri, le toghe che “sabotano” le politiche di sicurezza. Dall’altra parte, associazioni come l’Asgi, l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, puntano il dito contro la Procura di Ravenna per ragioni diametralmente opposte: qui non si tratta di magistrati accusati di essere troppo morbidi con i migranti, ma di pubblici ministeri che hanno trasformato l’atto del curare in un’ipotesi di reato, criminalizzando medici che si sono limitati a fare il loro dovere. Due critiche agli antipodi, un solo bersaglio. È questo il paradosso, in pieno clima referendario tra il Sì e il No alla riforma della separazione delle carriere, che rende il caso di Ravenna qualcosa di più di una semplice inchiesta giudiziaria.
di Simona De Ciero
Corriere della Sera, 20 febbraio 2026
L’ordinario di Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Torino: “Non si parla di fine vita perché non crea consenso. Burocrazia insensibile alla sofferenza umana”. Oggi il dibattito sul fine vita in Piemonte torna in aula. Per questo, il Corriere Torino ha voluto raccogliere l’autorevole punto di vista di Maurizio Ferraris, professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Torino.
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