di Enrica Muraglie
Il Manifesto, 9 ottobre 2024
Diritti In guerra, bambine e ragazze sono più esposte anche alle mutilazioni genitali e all’abbandono scolastico, “per il quale la probabilità è 2,5 volte maggiore rispetto alle loro coetanee che non si trovano in questi contesti”. Dal 2017 al 2022, il numero di donne e ragazze che vivono nei contesti di guerra è aumentato del 50 percento, raggiungendo i 614 milioni. “In Medio Oriente, dove il fenomeno non era abituale, la pratica è entrata nelle famiglie, soprattutto quelle rifugiate. Affidare la figlia minore a un uomo più grande significa proteggerla”, afferma Donatella Vergari, la presidente di Terre des hommes Italia, organizzazione impegnata nella difesa dei diritti dei bambini e delle bambine. Secondo la restituzione del dossier “Indifesa”, dedicato alla condizione delle bambine e ragazze di tutto il mondo nel 2023, e presentato ieri alla Camera, la pratica dei matrimoni combinati sarebbe più diffusa nelle zone di conflitto, dunque.
di Luca Liverani
Avvenire, 9 ottobre 2024
Terre des Hommes: in 10 anni maltrattamenti e abbandoni sono saliti del 34%. La violenza si consuma sempre di più sul corpo delle ragazze. Quando arrivano nelle pagine di cronaca fanno notizia. Ma l’attenzione dei mass media non restituisce la vera dimensione di un fenomeno più diffuso di quanto si possa immaginare. Sono gli odiosi reati contro i minori: maltrattamenti, violenze sessuali, abbandoni. Ben 6.952 in Italia nel 2023, una media di 19 ogni giorno, 95 in più rispetto al 2022. Una crescita del 34% in 10 anni, addirittura dell’89% dal 2006. I più diffusi sono i maltrattamenti in famiglia: 2.843 casi, più 6% dal 2022, raddoppiati dal 2013. A raccontare il lato doloroso dell’infanzia sono i dati elaborati dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale Polizia criminale, resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes, che ha elaborato il Dossier In-difesa 2024 su “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”, presentato a Montecitorio in vista della Giornata internazionale delle bambine dell’11 ottobre. All’incontro anche il Presidente della Camera Lorenzo Fontana e la vice questore della Polizia di Stato Eugenia Sepe. La crescita degli indicatori, dicono i ricercatori, si spiega in buona parte con la crescita delle denunce.
di Francesca Barra
L’Espresso, 9 ottobre 2024
Il razzismo s’incarna in mille forme subdole. Parola delle madri di giovani italiani con la pelle nera. “Mamme per la pelle” è un’associazione non profit nata nel 2018, dopo un post sui social sotto elezioni scritto dall’agente e scrittrice Gabriella Nobile e dedicato a Matteo Salvini. Il figlio quattordicenne di Nobile era stato aggredito verbalmente da diversi adulti. Il post della madre diventò virale e lei fu contattata da altre mamme adottive e da tantissime famiglie affidatarie e biologiche, con in comune il fatto di avere figli di diverse origini e neri. Nobile riteneva responsabile Matteo Salvini di un clima di diffidenza e odio nei confronti dei ragazzi di colore. Lui le rispose quando vinse le elezioni: “Salvini non fa paura ai bambini”. La invitò anche a bere un caffè con i rispettivi figli, ma ciò non è mai avvenuto.
di Grazia Zuffa
L’Unità, 9 ottobre 2024
Le affermazioni sull’aborto e l’attacco ai medici “sicari” hanno giustamente suscitato grande scalpore. Non hanno riscosso (a torto) la stessa attenzione le parole sulla donna, pronunciate dal papa all’Università Cattolica di Lovanio. Ha suscitato scalpore la dichiarazione di papa Bergoglio in Belgio, che ha definito i medici che praticano la interruzione di gravidanza “sicari”. L’Ordine dei Medici di Torino ha inviato al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e al Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, una lettera in cui si chiede un passo del governo italiano presso lo Stato di Città del Vaticano “per il marchio di infamia impresso sulla categoria medica,” dalle parole del Pontefice “al limite dell’ingerenza nella legittimità di una norma di legge del nostro stato”. In Belgio, le istituzioni stesse si sono mosse, poiché il premier Alexander De Croo, rispondendo a una interrogazione alla Camera, ha definito le parole del Papa “inaccettabili” e ha annunciato che convocherà il Nunzio Apostolico.
di Giulio Cavalli
La Notizia, 9 ottobre 2024
La sentenza UE sulla canapa idroponica sfida il governo Meloni, evidenziando il divario tra progresso europeo e rigidità italiana. Ancora una volta l’Europa smentisce l’Italia. La recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sulla coltivazione della canapa ha messo in luce un divario sempre più ampio tra le visioni progressiste di Bruxelles e l’approccio restrittivo del Belpaese.
di Domenico Quirico
La Stampa, 9 ottobre 2024
Siamo entrati nell’Era del Castigo. Chi non ha qualcuno da punire severamente, e soprattutto definitivamente e senza mezze misure: i palestinesi e i libanesi complici “oggettivamente” degli assassini di Hamas ed Hezbollah, i persiani burattinai in turbante e zimarra nera di ogni perversione anti-occidentale, gli israeliani ultimi zeloti di un colonialismo senza pudore da 75 anni, gli ucraini “nazisti”e traditori della Santa Russia, i russi ammalati antropologicamente di espansionismo criminale e di prevaricazione planetaria eccetera eccetera.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 9 ottobre 2024
La richiesta di arresto per Netanyahu? Per lo Stato ebraico la Corte dell’Aia non ha giurisdizione perché non c’è mai stato uno Stato palestinese sovrano. Lo Stato d’Israele si difende (attaccando) sul campo di battaglia e davanti alla Corte penale internazionale. Dopo la richiesta di mandato d’arresto dello scorso maggio, firmata dal procuratore Karim Khan, nei confronti del premier Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa, Yoav Gallant, Israele ha presentato, tramite il Procuratore generale aggiunto, Gilad Noam, le proprie osservazioni contenute in due memorie.
di Lucio Motta
filodiritto.com, 8 ottobre 2024
Il recente Decreto carceri (D.l. n. 92 del 4 luglio 2024, conv. l. n. 112 dell’8 agosto 2024), noto anche come “Carcere sicuro”, annunciava propositi di rispondere alla necessità di un sistema più efficiente e rispettoso dei diritti umani. Ma la modifica della procedura per il riconoscimento della liberazione anticipata e un più rapido accesso alle misure alternative, i due cardini del decreto che avrebbero dovuto liberare le carceri dalla morsa del sovraffollamento - a detta del ministro della Giustizia nel giro di tre mesi - si stanno rivelando inutili ed inefficaci.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 ottobre 2024
Diverse carceri italiane presentano schermature in plexiglass alle finestre delle celle, impedendo un adeguato ricambio d’aria. Questa situazione crea un ambiente malsano, con un aumento di anidride carbonica, diossido di azoto, batteri e virus, oltre al cancerogeno gas radon. La mancanza di aerazione, soprattutto durante l’estate, rende le condizioni di detenzione inaccettabili. La gravità di questa problematica ha spinto l’avvocato Luca Muglia, Garante regionale delle persone private della libertà della Calabria, a rivolgersi alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, presieduta dall’on. Stefania Pucciarelli.
ansa.it, 8 ottobre 2024
“In questi nove mesi dell’anno l’emergenza carcere ha raggiunto il livello storico più allarmante di sempre determinando una situazione del tutto fuori dal controllo dello Stato”. Lo sostiene il segretario generale del Spp (Sindacato di polizia penitenziaria), Aldo Di Giacomo, che ha realizzato un report con i dati numerici sulla ‘catastrofe’ in corso. “Dall’inizio dell’anno - rileva il report di Spp - 183 sono i morti in carcere, di cui 76 suicidi e almeno una cinquantina di casi con cause ancora da accertare; 7 suicidi tra il personale penitenziario; i tentati suicidi di detenuti sono stati 1.022, per diverse centinaia di casi solo l’immediato intervento del personale ha scongiurato altre vittime; le evasioni e i tentativi di fuga più 700%, con la pronta risposta del personale e comunque la cattura degli evasi; le aggressioni al personale di Polizia penitenziaria (1.950) con le carceri campane al primo posto, poi quelle lombarde e laziali; le manifestazioni di protesta collettive (752), i ferimenti (386) e le colluttazioni (2.803)”.
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- Lombardia. Carceri, primo passo delle istituzioni regionali (sperando non sia l’ultimo…)











