di Giuseppe Di Bisceglie
Corriere del Mezzogiorno, 9 ottobre 2024
“Mancanza di cure adeguate”. Il 65enne, condannato a 30 anni di reclusione, era entrato in carcere in buone condizioni di salute ed era perfettamente in grado di camminare. Ma durante la detenzione sono subentrate patologie alla colonna vertebrale non curate in modo appropriato. Le cure ricevute da un detenuto durante il suo periodo di permanenza in carcere non sono state adeguate e per questo l’Italia dovrà risarcirlo con ottomila euro. È quanto stabilito da una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in riferimento al caso di un detenuto 65enne, originario di Taranto, che durante il periodo di detenzione in carcere ha visto aggravarsi le sue condizioni di salute, al punto da non riuscire più a camminare.
di Veronica Deriu
La Prealpina, 9 ottobre 2024
“Il carcere di Varese è stato dichiarato non utilizzabile all’inizio degli anni 2000, nonostante questo continua ad essere pieno di detenuti. Quindi è evidente che c’è qualcosa che va rivisto. Ci auguriamo che si possano trovare nuove soluzioni, anche un po’ diverse rispetto alle attuali”. Lo ha detto oggi, martedì 8 ottobre, il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, nell’ambito di un ragionamento sulle carceri lombarde fatto a margine del Consiglio regionale. “È un dato di fatto che dove i detenuti lavorano la recidiva si abbassa del 70-80%. È chiaro che bisognerà cercare delle soluzioni tali per cui all’interno del carcere ci sia la possibilità per tutti i detenuti di crearsi una professione per garantire all’uscita la possibilità di avere un’occupazione. Bisogna trovare un mix tra carcere e lavoro” ha spiegato il governatore.
consiglio.regione.lazio.it, 9 ottobre 2024
Negata da alcuni dei relatori una connessione diretta con la tematica del sovraffollamento, che però resta un problema grave. Audizione oggi in VII Commissione - Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare del Consiglio regionale del Lazio con tema: “Episodi di suicidio recentemente verificatisi nel carcere di Regina Coeli”. La presidente Alessia Savo ha precisato in apertura che l’audizione sarebbe stata incentrata sulla situazione sanitaria del carcere, come impone la materia di cui si occupa la commissione. Il consigliere Rodolfo Lena del Partito democratico ha introdotto i lavori, esprimendo la sua preoccupazione per lo stato di grave sovraffollamento della struttura.
La Nuova Sardegna, 9 ottobre 2024
La Garante regionale dei detenuti ha effettuato una visita ispettiva riscontrando gravi carenze. “Esco ora dal carcere di Bancali e ho saputo che piove dentro le celle, presenterò un esposto alla Procura della Repubblica di Sassari, per denunciare le infiltrazioni d’acqua in tutte le sezioni”. La Garante regionale dei detenuti Irene Testa ha effettuato insieme a Gianfranco Favini, garante dei detenuti del Comune di Sassari, una visita ispettiva nelle sezioni maschili e femminili dell’istituto, riscontrando gravi carenze che segnalerà alla magistratura.
percorsiconibambini.it, 9 ottobre 2024
Il progetto “Altrove - Non è la mia pena” nasce da una esigenza fondamentale: non far ricadere sui più piccoli le pene che i loro genitori stanno scontando in carcere. Per un bambino vivere il distacco dai propri genitori è un trauma indelebile, incontrarli solo periodicamente in spazi inadeguati peggiora la situazione e impedisce anche agli adulti di vivere la loro genitorialità. La situazione delle carceri italiane è critica con un numero di suicidi senza precedenti. Tutto questo non può ricadere sui più piccoli. Altrove cerca di dare risposte efficaci a queste criticità per garantire ai figli dei detenuti la possibilità di vivere una infanzia felice.
di Filippo Merli
Italia Oggi, 9 ottobre 2024
Grazie a un progetto editoriale tra Magnetti building e la casa circondariale di Bergamo nasce la rivista “Spazio”, con una tiratura di 500 copie. La rivista trimestrale ha una tiratura di 500 copie. E viene distribuita ai detenuti, alle loro famiglie, agli operatori e alle istituzioni che ogni giorno dialogano con la casa circondariale di Bergamo. Il periodico si chiama “Spazio. Diario aperto dalla prigione”. E permette ai carcerati di cimentarsi nel giornalismo.
di Dario De Martino
Il Mattino, 9 ottobre 2024
Per il terzo anno consecutivo il giornale entra a Poggioreale e Secondigliano. “Carcere, parole in libertà” si rinnova e si rafforza. L’iniziativa del “Mattino” che dà voce ai detenuti di Poggioreale e di Secondigliano è stata rinnovata ufficialmente ieri con una conferenza stampa che ha riunito tutti i protagonisti nella sede consiglio regionale della Campania. Il progetto ha aperto una finestra sul mondo ai detenuti e ha dato la possibilità ai lettori di guardare con occhio diverso alla realtà del carcere e ai suoi ospiti. Per il terzo anno, quindi, nelle case circondariali arriveranno le copie del giornale e ogni settimana, come i nostri lettori più affezionati già sanno, ci sarà una pagina dedicata agli articoli che arriveranno dai detenuti, frutto dell’attività di laboratorio svolta all’interno del carcere. Un’iniziativa apprezzata dai detenuti, dai loro garanti, dalla società civile, dal mondo della politica e pure dai lettori del “Mattino”.
Ristretti Orizzonti, 9 ottobre 2024
La Cittadella di Assisi (Pg) sarà teatro della convention “Le carceri incostituzionali” che si terrà giovedì 17 ottobre dalle 15,00 alle 19,00 e dell’assemblea di venerdì 18 ottobre dalle 10,00 alle 13,00 organizzate dal Movimento No Prison con la presenza, tra l’altro, di don Tonio Dell’Olio (presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi), Livio Ferrari (giornalista, portavoce del Movimento No Prison), Giuseppe Mosconi (sociologo del diritto), Rosa Palavera (docente di diritto penale all’Università degli studi di Urbino), Giovanna Perna (avvocato, componente Osservatorio Carcere Ucpi) ed Elisabetta Zamparutti (componente del “Comitato Europeo Prevenzione Tortura” e “Associazione Nessuno Tocchi Caino”).
ekuonews.it, 9 ottobre 2024
Si terrà venerdì 11 ottobre, alle ore 10.00, nella Sala delle lauree del Polo didattico G. D’Annunzio dell’Università di Teramo il convegno dal titolo “I percorsi formativi dei Poli Universitari Penitenziari per l’inclusione e la sostenibilità sociale”. “Il convegno - spiega Emilio Chiodo, delegato del Rettore per il Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Teramo - partendo dalle esperienze del nostro Ateneo e della Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori ai Poli Penitenziari, ha l’obiettivo di approfondire la riflessione sul ruolo della formazione universitaria nel percorso educativo delle persone detenute. Un percorso che si svolge in carcere ma che chiama in causa le relazioni tra le istituzioni, le interazioni con il territorio e la società civile, la creazione di possibilità di reinserimento lavorativo in un’ottica di “public engagement” dell’istituzione universitaria finalizzato all’inclusione e alla sostenibilità sociale”.
forlitoday.it, 9 ottobre 2024
Stasera alle 20.30, nel quadro delle iniziative della festa parrocchiale di Ravaldino, si terrà un incontro con don Enzo Zannoni sull’esperienza di servizio in carcere all’interno della Rocca. “Spetta alla società civile, non solo agli specialisti, prendersi cura dei detenuti: cosa stiamo facendo?” chiede don Zannoni, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Penale e Cappellano della Casa Circondariale di Forlì. L’appuntamento, nella chiesa di Sant’Antonio Abate in corso Diaz, sarà aperto a domande pur essendo l’occasione per ascoltare chi è a contatto con il mondo carcerario forlivese: 160 detenuti cui si aggiungono altri 500 “invisibili” reclusi con altre forme, vale a dire una comunità spesso sconosciuta o mal conosciuta da chi vive al di fuori da provvedimenti penali. Le informazioni veicolate dai mezzi di comunicazione spesso suscitano emozioni contrastanti, tra lo scandalo e l’indignazione, non permettendo di addentrarsi sul tema. Quella che manca, secondo don Zannoni è “una riflessione sulla validità della pena” che può consistere anche nel “divieto di incontrare e frequentare altre persone, limitazioni di orari” cioè “limiti pesanti che spesso non consentono di fare un percorso comunitario”. Così, il “percorso rieducativo” invocato dalla Costituzione è costantemente in salita. L’incontro proposto, dunque, sarà l’occasione per conoscere meglio un mondo, quello dei detenuti che vivono all’interno della Cittadella della Rocca: una città da molti ignorata e quasi invisibile che cerca ogni giorno di trovare un modo per riscattarsi.











