di Simona Musco
Il Dubbio, 10 febbraio 2026
La scelta del Capo dello Stato di confermare la data del referendum accende forti tensioni, mentre il Csm scende in campo in difesa del Primo presidente D’Ascola. Sono infuocate le chat dei magistrati, dopo la scelta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di firmare il nuovo quesito referendario senza imporre uno slittamento della data del voto. Una scelta compiuta su proposta del governo e definita dallo stesso Capo dello Stato “giuridicamente ineccepibile”, accompagnata dall’invito a “rispettare” la Corte di cassazione, finita nelle ultime ore al centro di un’ondata di polemiche e attacchi personali dopo l’accoglimento del ricorso presentato da un comitato di 15 giuristi.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 10 febbraio 2026
Palermo 1986 - 2026 Il giudice del pool che, con Falcone e Borsellino, istruì il processo: “La mafia ha perso. E già dicevamo che non bastano i tribunali. Se ne sono dette tante, ma la verità è semplice: fu un’indagine fatta come si deve”. A Palermo, del 10 febbraio del 1986, un lunedì, ricordano soprattutto la pioggia che bagnava l’astronave di cemento e vetro costruita in sei mesi al carcere dell’Ucciardone: l’aula bunker messa su per ospitare 400 imputati di mafia nelle apposite gabbie in quello che poi sarebbe diventato famoso con il nome di “maxiprocesso”. Per gli amici (e i nemici): il maxi. O meglio, ‘u maxi. Presidente Alfonso Giordano, a latere Pietro Grasso. I pm d’aula erano Giuseppe Ayala e Domenico Signorino. La prima udienza fu tecnica: molte eccezioni. E qualche colpo di teatro: Pippo Calò con il famoso cappotto sulle spalle, Luciano Liggio che chiede di poter seguire le udienze “in compagnia”, qualcuno dà di matto, un altro ingoia chiodi, c’è chi si cuce le labbra.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 10 febbraio 2026
Il parmigiano Roberto Cavalieri ha scritto ai consiglieri regionali per sensibilizzare l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna su quanto previsto dalla riforma Cartabia. Coinvolgere la comunità e soprattutto le vittime, superando modelli esclusivamente punitivi che risultano poco efficaci al raggiungimento dell’obiettivo della reintegrazione sociale. È uno degli obiettivi della giustizia riparativa, così come prevista dalla cosiddetta riforma Cartabia. Su questo tema il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha indirizzato una lettera ai consiglieri regionali contenente otto raccomandazioni.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 10 febbraio 2026
Un uomo detenuto è stato da poco trasferito da San Vittore a Opera. È padre di una bambina di cinque anni e nel primo istituto di pena, la piccola aveva la possibilità di sentire il padre quasi ogni giorno e di vederlo tutti i sabati, mentre ora le telefonate si sono ridotte a sei al mese e le visite ad una al mese. Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino: “È lei a soffrire più di tutti, la sua quotidianità è profondamente cambiata”. In arrivo la terza interrogazione parlamentare per denunciare il progressivo irrigidimento securitario del carcere di Opera sotto la nuova direzione.
agensir.it, 10 febbraio 2026
“La popolazione detenuta, anche nelle carceri milanesi e lombarde, cresce rapidamente. Nei sette istituti penitenziari presenti nel territorio della diocesi ambrosiana erano detenute, lo scorso 5 febbraio, 5.360 persone, ovvero ben 257 in più rispetto a un anno prima. Di conseguenza, il tasso di affollamento medio è giunto a superare il 160%, e in alcuni istituti il 200%. Fino ad arrivare al 235% di San Vittore, dove - come è noto - un incendio sviluppatosi negli scorsi mesi ha comportato la chiusura di un intero raggio”. Lo si legge in un comunicato diffuso da Caritas Ambrosiana, che fra l’altro richiama gli appelli in materia dell’arcivescovo Delpini. “Se il sovraffollamento, e il conseguente deterioramento delle condizioni di detenzione e di vita in carcere, è ormai strutturale, altrettanto si può dire dei disagi stagionali”, segnala la Caritas di Milano.
collettiva.it, 10 febbraio 2026
“I diritti non si arrestano”, nemmeno dietro le sbarre. Con questo messaggio Cgil Milano, Varese, Monza e Brianza e Cgil Lombardia promuovono l’iniziativa di giovedì 12 febbraio alle ore 9.30 alla Camera del lavoro di Milano. Un momento pubblico di confronto e approfondimento sul lavoro degli sportelli sindacali negli istituti penitenziari e sulla tutela dei diritti delle persone detenute, “troppo spesso invisibili ma pienamente titolari di diritti costituzionali”. “La situazione delle carceri del nostro Paese e della nostra Regione è drammatica - scrivono i sindacati. Il numero dei suicidi e i tassi di sovraffollamento sono solo alcune delle spie che segnalano quanto nel nostro Paese, nonostante lo sforzo di molti, siamo molti lontani dal rispetto del dettato costituzionale che stabilisce che le pene non possano consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione.
di Marco Turco
unionemonregalese.it, 10 febbraio 2026
Il progetto “Panatè” nato nella casa circondariale di Cuneo. “Non facciamo “buonismo”: facciamo impresa”. Ancora una volta parliamo di qualcosa di bello: della società benefit “Panatè”, nata nel 2019 presso la Casa Circondariale di Cuneo ed oggi presente anche nelle carceri di Fossano e Torino, oltre che con un laboratorio esterno a Magliano Alpi. La “iena” Giulio Golia entra nel carcere di Cuneo e racconta il progetto di reinserimento “Panaté”, una realtà che prova a creare un’economia “dentro e fuori” dal carcere offrendo lavoro vero ai detenuti che aderiscono. Contratti regolari, stipendi e contributi, per dare un senso agli anni di pena e ridurre il rischio di ricadute. Nel progetto lavorano circa 40 persone, di cui 24 detenuti.
di Stefania Micheli
ilnuovogiornale.it, 10 febbraio 2026
Nella Casa Circondariale di Piacenza è andato in scena lo spettacolo “Il Giubileo dell’alta sicurezza”: il cast, composto da da un gruppo di detenute dell’alta sicurezza e da attrici professioniste come Adriana Busi e Monica Garcia, è stato diretto con toccante sensibilità dal regista Mimmo Sorrentino. Lo spettacolo è rientrato nel progetto “Educarsi alla libertà” patrocinato dal Ministero della Giustizia e dal Ministero della Cultura e delle Belle Arti, sostenuto dalla fondazione di Piacenza e Vigevano e promosso dalla cooperativa Teatroincontro. Erano presenti diverse autorità tra cui il vescovo mons. Adriano Cevolotto ed il presidente della Fondazione Roberto Reggi.
di Virginia Serpe
giornalelavoce.it, 10 febbraio 2026
Al Centro socioculturale di Ciriè l’ultimo incontro per le classi quinte: dati, diritti e contraddizioni di un sistema penitenziario sotto pressione. Non un semplice momento formativo, ma un confronto diretto con uno dei nodi più delicati della democrazia contemporanea. Lunedì 9 febbraio, al Centro socioculturale di Ciriè, si è svolto l’ultimo incontro del percorso rivolto alle classi quinte sul tema “La Costituzione e il carcere”, chiudendo un ciclo di appuntamenti pensati per avvicinare gli studenti a una realtà spesso distante, ma centrale nel rapporto tra Stato, diritti e giustizia. A guidare la riflessione è stata la professoressa Perla Arianna Allegri, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, dove insegna Filosofia del Diritto, e membro dell’Osservatorio nazionale di Antigone sulle condizioni di detenzione.
garantedetenutilazio.it, 10 febbraio 2026
Nell’ambito del progetto Libera/mente, promosso dall’Università degli Studi Internazionali di Roma - Unint in collaborazione con la Casa Circondariale di Civitavecchia, sono stati presentati presso la Sala Tevere della Regione Lazio i volumi di poesie “Parole di pace e libertà” e “Parole di speranza” scritte dai detenuti, testi che evidenziano il ruolo riabilitativo della poesia nel contesto carcerario. Il progetto Libera/mente è frutto di tre anni di incontri tra professori universitari e detenuti. Questi appuntamenti si sono focalizzati sulla lettura e scrittura poetica, e i partecipanti sono stati invitati, per stimolare ricordi e apertura emotiva, a scrivere poesie nella loro lingua d’origine poi tradotte da docenti e ricercatori Unint. La poesia ha agito come ponte verso l’interiorità, promuovendo resilienza e speranza per il reinserimento sociale.
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