di Marina Crisafi
Il Sole 24 Ore, 11 febbraio 2026
Il Servizio civile universale arriva negli istituti penitenziari: approvato il progetto del Dap. 33 giovani volontari coinvolti in 11 carceri. Il Servizio civile universale entra, per la prima volta, negli istituti penitenziari. Il progetto è stato approvato dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia e sarà inserito nel prossimo bando per operatori volontari, in pubblicazione nelle prossime settimane. L’iniziativa consentirà ai giovani volontari di svolgere il Servizio civile all’interno delle carceri, supportando l’amministrazione penitenziaria nelle attività di rieducazione e di reinserimento sociale delle persone detenute. Il progetto coinvolge complessivamente undici istituti penitenziari distribuiti sull’intero territorio nazionale e prevede l’impiego di 33 giovani operatori volontari.
di Enzo Cheli
Corriere della Sera, 11 febbraio 2026
Sono molti gli equivoci che stanno nascendo e che più o meno maliziosamente vengono coltivati intorno alla riforma dell’ordinamento giudiziario su cui il popolo sarà chiamato a esprimere la propria opinione e il proprio voto con il referendum costituzionale del prossimo marzo. Equivoci che è bene chiarire per consentire agli elettori di fare una scelta veramente consapevole. La legge di riforma su cui a marzo il corpo elettorale sarà chiamato a fare questa scelta è una legge di revisione costituzionale composta da otto articoli che cambiano una norma relativa ai poteri del Capo dello Stato e sei norme relative alla composizione e ai poteri dell’attuale Consiglio Superiore quale organo di governo unitario della magistratura (gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110).
di Glauco Giostra
Avvenire, 11 febbraio 2026
Le critiche ripetute ai giudici fanno nascere un sospetto. Qualcosa non torna. Siamo oramai abituati alle aspre critiche che i politici nostrani rivolgono a iniziative o a provvedimenti giudiziari, screditando la giurisdizione. Da qualche tempo, però, nelle dichiarazioni di importanti esponenti della maggioranza, viene anche indicata la soluzione per superare questo dato conflittuale, deleterio per la democrazia: nel senso non già di evitare le censure, ma di riuscire a scongiurare provvedimenti ritenuti censurabili. Limitandoci per ragioni di spazio solo ad alcuni esempi. Quando il pubblico ministero promosse ricorso in Cassazione contro il provvedimento con cui il ministro Salvini era stato assolto nel caso “Open arms”, lo stesso Ministro definì il ricorso surreale o un atto di accanimento giudiziario, ritenendolo ingiustificato e politicizzato, auspicando la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere della Sera, 11 febbraio 2026
L’Emerito di Procedura penale: da sempre per la separazione delle carriere, ma contrario a due Csm e Alta corte. Colpo di scena: “Allo stato attuale, sarei per la scheda bianca”, dice verso la fine dell’intervento il professor Paolo Ferrua, emerito di diritto processuale penale e, da sempre, alfiere del processo accusatorio e, quindi, della separazione delle carriere. Se ne discuteva lunedì alla Casa valdese - “Dialogo ragionato sulla riforma della giustizia” - in una chiacchierata davanti a pensionati, studenti, insegnanti, avvocati, rispettando la premessa (e la promessa) del moderatore Francesco Mosetto, giudice penale del tribunale: “Si dialoga senza prendersi a mazzate, come purtroppo avviene sempre più spesso”. Al tavolo dei relatori anche la giudice Giulia Locati, della sezione lavoro della corte d’appello e, da esponente di Md, membro del comitato per il no al referendum.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 11 febbraio 2026
Liberato un 31enne giapponese: era accusato di falso e riciclaggio. No all’estradizione in Brasile, perché nelle carceri sudamericane il detenuto potrebbe essere “esposto a trattamenti inumani e degradanti” a causa delle condizioni in cui versano gli istituti: le “strutture sono fatiscenti”, ci sono “carenze igienico-sanitarie” e si registra un costante “sovraffollamento”. Lo scrive la Corte d’appello di Torino nella sentenza con la quale ha disposto l’immediata liberazione di un uomo arrestato nell’agosto dell’anno scorso a Valtournenche.
Il Dubbio, 11 febbraio 2026
A febbraio 2026 il tasso nazionale è al 138%, in Campania istituti oltre il 150%. Ciambriello chiede misure urgenti e più liberazione anticipata. Il sovraffollamento carceri Campania supera ormai la soglia dell’emergenza e si inserisce in un quadro nazionale sempre più critico. I dati aggiornati a febbraio 2026 fotografano un sistema penitenziario sotto pressione, con un tasso di affollamento in Italia pari al 138,26 per cento: 63.703 detenuti a fronte di 46.074 posti effettivamente disponibili. Dei 51.271 posti regolamentari complessivi, ben 5.197 risultano non disponibili, segnale di un deterioramento strutturale che incide sulla capienza reale degli istituti. Il dato più estremo si registra a Lucca, dove l’affollamento ha raggiunto il 257 per cento.
di Angelo Ferrarini*
Ristetti Orizzonti, 11 febbraio 2026
Due settimane fa sono andato in carcere per il corso settimanale al primo piano Alta Sicurezza. Il cancello era aperto. Strano, suono ugualmente. Arriva il giovane assistente. -Le aule sono tutte occupate, mi dice gentile. Ci sono i colloqui degli educatori. -Aspetto qui. -Non so quando finiranno e qui non c’è posto. -Torno lunedì prossimo… -Non so se domani sia possibile. -Beh, telefonerò in direzione. -Non credo che lo sappiano. Ci guardiamo, un sorriso. Non l’ho mai visto qui, forse nuovo. Torno al cancello, prendo l’ascensore.
di Luca Molinari
cronacabianca.eu, 11 febbraio 2026
“Il reinserimento sociale non è solo un diritto della persona detenuta, ma un interesse collettivo: investire su formazione, lavoro e inclusione significa costruire maggiore sicurezza e coesione sociale. La Regione ha un ruolo fondamentale: per questo chiediamo risposte puntuali e impegni chiari, perché a Sant’Anna non si può più aspettare”. Fare chiarezza sui percorsi di formazione, lavoro e inclusione attivi nella Casa circondariale di Modena - Sant’Anna e comprendere quali nuove iniziative la Regione Emilia-Romagna intenda attivare per rendere effettiva la funzione rieducativa della pena.
di Agnese Siliato
webmarte.tv, 11 febbraio 2026
Approvato dalla Giunta comunale l’atto di indirizzo per l’istituzione del garante dei detenuti: nasce una figura indipendente per la tutela dei diritti umani e il reinserimento sociale. Il Comune di Augusta compie un passo significativo sul fronte dei diritti civili e della coesione sociale. Con deliberazione approvata all’unanimità dalla Giunta municipale il 6 febbraio scorso, è stata ufficialmente istituita la figura del garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale, insieme al regolamento che ne disciplina funzioni, requisiti e modalità operative. L’iniziativa si inserisce in un percorso di rafforzamento delle politiche di tutela delle persone sottoposte a misure limitative della libertà e di promozione di una nuova cultura della pena, orientata all’umanizzazione, al rispetto dei diritti fondamentali e al reinserimento nel tessuto sociale.
di Antonella Sarno
avellinotoday.it, 11 febbraio 2026
Nel carcere borbonico si accende il confronto su come ripensare la pena: testimonianze, difficoltà e speranze in un percorso che ricompone. Nella Sala Ciriaco De Mita del Carcere Borbonico di Avellino si è svolto oggi l’incontro pubblico dal titolo “Un altro modo è possibile”. Un titolo semplice, quasi dimesso, che tuttavia pone una domanda centrale: che senso ha la pena oggi e se esista davvero una via capace di ricomporre ciò che il reato ha spezzato. L’iniziativa, promossa dall’associazione Il Lampione della Cantonata, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, del mondo educativo e della società civile. Non un convegno di formule, ma un momento di ascolto e confronto sulla giustizia riparativa, concepita come possibilità concreta di responsabilità e di dialogo.
- Milano. Dialisi in carcere: il progetto a Opera, come modello di sanità territoriale
- Siena. CellaMusica, il rock che unisce detenuti e comunità esterna
- Milano. Olimpiadi anche in carcere. L’iniziativa a Bollate e lo sport per l’inclusione
- Asti. Un anno raccontato “da dentro”
- Rossano Calabro. Nel carcere si sente “Profumo di Libertà” grazie al panino identitario











