Il Resto del Carlino, 7 agosto 2024
Le domande dovranno essere presentate entro le 13 del 30 settembre. L’assessore Coletti: “Pronti a completare l’iter sulla prossima nomina”. Tra le attività, uno sportello sociale e di mediazione e un giornalino. Aperta la procedura che porterà all’individuazione del nuovo garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Gli interessati potranno presentare la propria richiesta di candidatura, tramite Pec, all’indirizzo
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 7 agosto 2024
Da 15 giorni alcuni uomini del penitenziario campano lavorano in un’azienda agricola di Buccino. L’amministratore delegato: “C’è spazio per un’economia eticamente sostenibile”. Detenuti e immigrati insieme al lavoro in una grande azienda agroalimentare. Da quindici giorni quattro detenuti escono dal carcere di Eboli e raggiungono la Icab La Fiammante di Buccino, 350 dipendenti, tra i quali 50 immigrati, tutti con regolare contratto. Da due anni anche 9 assunti grazie al progetto di filiera etica NoCap ideato da Ivan Sagnet, attivista camerunense, nominato cavaliere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella per il suo impegno in difesa dei diritti dei lavoratori.
garanteinfanzia.org, 7 agosto 2024
Iniziativa di ascolto dell’Autorità garante. Coinvolti in laboratori fotografici ragazze e ragazzi di cinque istituti minorili. Ha preso il via ieri nell’istituto penale per i minorenni (Ipm) di Pontremoli in provincia di Massa Carrara - l’unico interamente femminile in Italia - il progetto dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Dalla mia prospettiva. Ascoltare, partecipare, costruire. Si tratta di una serie di laboratori fotografici pensati per offrire a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 17 anni la possibilità, sin dalla scelta dei temi, di esprimere il loro “punto di vista” sull’esperienza che stanno vivendo in Ipm.
di Matteo Maria Macrì
Il Fatto Quotidiano, 7 agosto 2024
Sono un medico rianimatore ospedaliero e da circa un anno svolgo mensilmente alcuni turni in ambulanza nel servizio 118. Questa esperienza mi ha dato modo di addentrarmi nel cuore della mia città. Entrare per brevi momenti nella vita delle persone e osservare il tessuto sociale nella sua varietà, da una prospettiva completamente diversa da quella della vita di tutti i giorni. Perché in un modo o nell’altro tendiamo a vivere all’interno di bolle sociali, composte da persone culturalmente ed economicamente simili a noi.
di Frank Cimini
L’Unità, 7 agosto 2024
Ennesima violenza scoppiata in un Cpr ed ennesima vittima. Il suo nome era Osama ed era originario dell’Africa. Lui, come tutti i suoi compagni, era in un carcere senza aver commesso alcun reato. Morto poche ore dopo la fine della rivolta nel Cpr di Palazzo San Gervasio, in Basilicata. Forse per un infarto ma non è chiaro. Sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso di Osama, 19 anni, africano. I medici e un’autoambulanza non hanno potuto fare nulla per salvarlo. La sera prima c’era stata una rivolta con incendio. I vigili del fuoco sono intervenuti insieme a una sessantina di agenti della polizia penitenziaria. Il Cpr ospita un centinaio di immigrati e circa 70 operatori. Il procuratore di Potenza, Francesco Curcio, dice che le indagini sono in corso che non si esclude l’omicidio probabilmente colposo perché il giovane non sarebbe stato picchiato. Questo non esclude secondo i pm alcuna fattispecie di reato.
di Gabriella Debora Giorgione
vita.it, 7 agosto 2024
Di nuovo morte nei Centri per il rimpatrio. Questa volta in Basilicata, dove i detenuti per protesta appiccano il fuoco alla struttura. Il Procuratore di Potenza Francesco Curcio: “Non si esclude alcuna fattispecie di reato, compreso l’omicidio doloso, colposo”. Aveva solo 19 anni. Il suo nome era Belmaan Oussama, di nazionalità algerina. Era detenuto nel Cpr di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 7 agosto 2024
Qualche giorno fa la sede del Corriere Fiorentino e l’abitazione del suo giornalista Simone Innocenti sono stati oggetto di perquisizione per un articolo su una vicenda amara e scabrosa. Si tratta del suicidio avvenuto lo scorso marzo della carabiniera Beatrice Belcuore, a causa - aveva denunciato la famiglia - delle vessazioni subite nella Scuola per allievi e marescialli. Di che si tratta? Rivelazione di segreti di ufficio? Sembra assurdo che si sia ancora a questo punto. Al riguardo vi è, oltre alle prese di posizione delle organizzazioni sindacali, un’interrogazione parlamentare rivolta alla Commissione di un bel gruppo di parlamentari di Strasburgo, a partire dalla vicepresidente Pina Picierno. Tra l’altro, fa giurisprudenza la sentenza del 2018 della Corte di Cassazione su un’omologa vicenda che colpì Marco Lillo del Fatto quotidiano. I giudici ordinarono di restituire tutto quello che era stato sequestrato, vietando di trattenere le copie dei dati acquisiti.
di Stefano Bocconetti
Il Manifesto, 7 agosto 2024
Entro metà agosto l’Onu approverà il trattato contro i crimini digitali, ma i criminali c’entrano poco: obblighi securitari, diritti facoltativi, dati personali a disposizione degli Stati e delle polizie. Quando i cyber-criminali diventano solo un pretesto. Quando tre anni di discussioni, di negoziati, di “sessioni riservate” saranno servite solo a firmare un trattato che non ha più nulla a che fare con lo scopo dichiarato ma che ora disegna un futuro orwelliano. Per il mondo, per tutto il mondo. Nel drammatico silenzio di tanti, non di tutti ma di troppi.
di Marco Perduca
Il Manifesto, 7 agosto 2024
Da 35 anni l’Onu dedica il 26 giugno alla lotta alle dipendenze e al narcotraffico. Tema di quest’anno “L’evidenza parla chiaro: investire in prevenzione”. Un’ovvietà da non dare mai per scontata - e non solo nei regimi autoritari che prevedono la pena di morte per uso personale di stupefacenti. L’Ufficio per le droghe e il crimine dell’Onu (Unodc), diretto dall’ex ministra egiziana Ghada Waly (prima di lei solo russi o italiani) si barcamena tra il rispetto dei diritti umani e i desiderata degli Stati membri refrattari alla ricerca di un bilanciamento tra attenzioni sociosanitarie e lotta al narcotraffico. “Dalle persone con disturbi legati all’uso di sostanze alle comunità alle prese con le conseguenze del narcotraffico e della criminalità organizzata - si legge nel comunicato di Waly - l’impatto delle droghe è di vasta portata e complesso. Per affrontare questa sfida è fondamentale adottare un approccio basato su evidenze scientifiche che diano priorità a prevenzione e trattamento”. Per l’Unodc le “politiche efficaci devono fondarsi su scienza, ricerca, pieno rispetto dei diritti umani come su compassione e una profonda comprensione delle implicazioni sociali, economiche e sanitarie del consumo di droga”. Questo “dovere” e le realtà a livello nazionale non sempre combaciano. Il Rapporto mondiale sulla droga (al singolare, sic!), quest’anno si concentra in particolare sull’emergere di nuovi oppioidi sintetici e sugli aumenti record di offerta e domanda di tutte le altre droghe che aggravano l’impatto mondiale del problema, portando a un aumento dei disturbi legati all’uso delle sostanze e a danni sociali e ambientali.
di Enrico Varrecchione
linkiesta.it, 7 agosto 2024
In un contesto alienante come quello del carcere è fondamentale preservare la vita sociale e i rapporti umani. Il sistema norvegese prevede incontri settimanali con i familiari, attività ricreative e la presenza di funzionari penitenziari altamente specializzati. Le porte del carcere di Oslo si spalancano per fare entrare il nostro ipotetico detenuto, giunto al terzo episodio dell’inchiesta dedicata al sistema correzionale norvegese. Il carcere cittadino è anche quello forse più iconico, con l’ingresso nel braccio “A” (ora chiuso) che si affaccia sul quartiere multietnico di Tøyen, non lontano dal centro. Poco lontano vi è la moschea cittadina, e il lungo viale che taglia in due la città vecchia è costellato da ristoranti e negozi esotici.
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