di Giancarlo Visitilli
Corriere del Mezzogiorno, 12 aprile 2024
Chissà come si sarà sentito Akim, quando ha ascoltato le parole del ministro della Scuola pubblica italiana (e non di altro), Giuseppe Valditara: “La maggioranza degli alunni in classe sia italiana”. Cosa avrà pensato Gioele, bambino palestinese, che fatica a pensare “alla nonna in guerra, se vive ancora, non abbiamo notizie di lei da molto tempo e mia madre piange”, quando deve fare i conti con la sua imbarazzante estraneità in una classe in cui le parole di un ministro (di un ministro, non di un coetaneo di Gioele!) gli ricordano che è straniero, perché è in Italia e frequenta una classe di scuola italiana. Nella storia, ogni volta che si fa pesare agli altri la propria estraneità, diversità, “anormalità”, si realizza il razzismo.
di Carlo Forte
L’Unità, 12 aprile 2024
Il ministro riferisce sul nuovo patto per l’asilo deciso dall’Europa. Aumenteranno i respingimenti e gli espatri, sparirà l’articolo 10 della Costituzione. Il ministro Piantedosi ha annunciato che l’Italia farà nuovi Cpr, sostituirà i vecchi, renderà più veloci le espulsioni. E se poi i Cpr sono nel degrado e ci si vive dentro da cani, poco male: la colpa - ha detto il ministro al Senato - è dei detenuti che fanno un sacco di danni. Cosa sono i Cpr? Sono “prigioni per stranieri”, cioè prigioni dove si vive peggio ancora che nelle carceri italiane, e dentro le quali si finisce senza aver commesso nessun reato tranne il reato, nuovissimo, di “stranierità”.
di Widad Tamimi
La Repubblica, 12 aprile 2024
Parla l’imam della Grande Moschea di Roma: “Bisogna proteggere la vera essenza delle religioni e isolare le appropriazioni illecite dei simboli sacri”. Per chi guarda il cielo, non solo figurativamente, ma alla ricerca di quella falce di luna così importante nella scansione del tempo per l’Islam, la convergenza tra religione e scienza è oltre che un passo significativo di armonizzazione tra fede e ragione, sacralità e secolarità, un’indicazione essenziale per l’adempimento delle norme religiose. Nader Akkad è un’esemplare sintesi di questa convergenza: ingegnere, è stato ricercatore all’International Centre for Theoretical Physics di Trieste ed è imam della Grande Moschea di Roma. Ogni occasione è per lui un pretesto per muovere importanti passi di un’integrazione che non è solo religiosa, ma anche culturale, sociale e si spinge fino al dialogo con la scienza.
di Elisa Sola
La Repubblica, 12 aprile 2024
Elmadhi Halili è stato il primo ideologo dello Stato Islamico arrestato in Italia. Condannato a 6 anni, in carcere ha iniziato la deradicalizzazione, interrotta dopo l’uscita. Definito, pericoloso e ancora ossessionato, è stato però lasciato solo. Lezione numero uno. “Ai miscredenti dico, aggrediteli come vi hanno aggredito. Chi insulta Maometto, lo si può uccidere”. Era il 6 luglio 2017 quando Elmadhi Halili, il primo ideologo dello Stato islamico in Italia condannato per terrorismo, spiegava a un ventenne ivoriano - in una casa di Lanzo - il proprio manuale, “Quaderno rosso”. Un manoscritto di 64 pagine che Halili, a 23 anni, aveva ideato per indottrinare i combattenti pronti a partire per la Siria.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 aprile 2024
Il Mandato di Arresto Europeo (European Arrest Warrant) rappresenta un pilastro fondamentale della cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri dell’Unione Europea. Affinché questo strumento funzioni in modo efficace e rispetti i diritti fondamentali delle persone coinvolte, è essenziale adottare raccomandazioni specifiche per migliorarne le procedure e l’attuazione. Un’analisi approfondita condotta dall’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali ha focalizzato l’attenzione sulla decisione quadro 2002/ 584/ GAI riguardante il Mandato di Arresto Europeo.
di Gabriele Romagnoli
La Repubblica, 11 aprile 2024
La prigione dev’essere un luogo di privazione della libertà, ma anche di preparazione al reinserimento. Il condannato resta un cittadino, non deve perdere la dignità. Purtroppo nessuno vuole riformare il carcere. La verità è che c’è una resistenza sociale alla umanizzazione delle prigioni. Il punto è che il livello di vita dei detenuti deve essere inferiore a quello del gradino più basso nella scala sociale di chi detenuto non è. Un poveraccio onesto non può sopportare che un carcerato viva meglio di lui, è una cosa che creerebbe rivolte. Ma una società democratica deve cercare di migliorare le condizioni di entrambi”.
di Gaetano Scalise*
Il Dubbio, 11 aprile 2024
La proposta di legge elaborata da Roberto Giachetti e Rita Bernardini, che determinerebbe un sicuro effetto deflattivo nelle carceri, è criticata dalla giudice Vittoria Stefanelli: le condanne, dice la magistrata del Tribunale di Sorveglianza di Roma, verrebbero, in virtù dello sconto di pena, “neutralizzate”.
di Riccardo C. Gatti
Il Riformista, 11 aprile 2024
La carenza di risposta terapeutica multidisciplinare e la mancanza di terapeuti e di supporto, può trasformarsi in un dramma. In un articolo di ieri, a firma Giovanni M. Jacobazzi, intitolato “Trenta suicidi in cella: insufficienti i fondi per gli psicologi” si precisa che “Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha firmato l’altro giorno un decreto con cui vengono stanziati 5 milioni di euro per il potenziamento dei servizi trattamentali”. Questo può migliorare in qualche modo la situazione, tenendo, però, presente che questi servizi dipendono dalla Amministrazione Penitenziaria e il “trattamento” a cui ci si riferisce, consiste, come esplicitato nel sito del Ministero della Giustizia, “nell’insieme degli interventi rieducativi che gli operatori penitenziari propongono di attuare nei confronti del condannato o internato nel corso dell’esecuzione della pena”. Sebbene la fase di “osservazione scientifica della personalità” possa fornire alcuni elementi utili per allertare sulla eventuale presenza di situazioni patologiche, l’équipe di osservazione, composta da personale dipendente dell’Amministrazione Penitenziaria, ha a che fare solo indirettamente con la clinica e la cura di patologie e si muove sostanzialmente in area rieducativa.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 11 aprile 2024
“Sulla giustizia chiediamo un’accelerazione dei tanti dossier annunciati e mai portati a termine”, ha affermato ieri l’avvocato Francesco Petrelli, presidente delle Camere penali, rispondendo alle domande del Riformista. Riguardo la separazione delle carriere in magistratura, in particolare, Petrelli ha dichiarato che l’occasione è “irripetibile”. Purtroppo per Petrelli, e per la maggioranza dei cittadini che aspirano ad un sistema giustizia effettivamente liberale e garantista, la possibilità che le riforme in cantiere vadano in porto è ogni giorno che passa sempre più difficile, con il concreto rischio che ci si limiti ad un semplice maquillage.
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 11 aprile 2024
Intervento del Csm per trasferire 60 toghe nei tribunali dove i ritardi sono più gravi. Un “bonus Pnrr” per i magistrati italiani. Il governo corre ai ripari per far fronte alle gravi carenze di organico della giustizia. E soprattutto accelerare sullo smaltimento dell’arretrato del processo civile, un obiettivo chiave del Recovery Ue da cui dipende l’erogazione di ingenti fondi all’Italia. Fra gli emendamenti della maggioranza al decreto Pnrr al vaglio della Camera ce n’è uno dedicato alla “giustizia-lumaca”. La norma prevede “applicazioni straordinarie di magistrati per il raggiungimento degli obiettivi Pnrr”.











