di Ilaria Dioguardi
vita.it, 7 agosto 2024
“Vedo solo una serie di piccoli ritocchi alla normativa esistente”, dice Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. “Invece di aumentare gli agenti, che non coprono neanche il numero di quelli che vanno annualmente in pensione, si dovrebbe investire in figure sociali che sono determinanti per cercare di contrastare la situazione attuale: ricordiamo che ci sono 14mila persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare. Le misure sono piccoli ritocchi alla normativa esistente. Sono del tutto inefficaci rispetto alla tragicità del problema, ai numeri del sovraffollamento, a un tentativo minimale diretto a modernizzare, umanizzare, innovare la vita in carcere”, dice Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 7 agosto 2024
Sebastiano Ardita: “Si vuole risolvere il problema con norme che liberano gente pericolosa. La questione è una matassa imbrogliata rispetto alla quale chi ci mette mano rischia di complicarla ancor di più. Esiste un problema di qualità della vita in carcere, uno di precarietà delle strutture, un terzo di sicurezza e agibilità del personale. Chiunque pensi di affrontarli separatamente o in modo ideologico non risolve il problema, e mette a rischio la sicurezza della società. Finisce per essere indirettamente il responsabile dei morti dentro - prodotti dalla condizione di inciviltà delle carceri - o dei morti fuori, frutto di affrettate scarcerazioni di personaggi pericolosi per risolvere il suo affollamento”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 agosto 2024
Le Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera licenziano il testo governativo. Si suicidano altri due detenuti. Un uomo in sciopero della fame si è impiccato in cella a Biella, un altro nel bagno del Tribunale di Salerno. Il nuovo crimine della “rivolta” è perseguito sia negli istituti penitenziari che nelle strutture per rifugiati con protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati. L’ultima possibilità di correggere almeno un po’ il furioso ddl governativo sulla “Sicurezza” nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera, prima del suo approdo il Aula fissato per il 10 settembre, si è inabissata proprio mentre si registravano i suicidi di altri due detenuti - 65 dall’inizio dell’anno, a cui vanno aggiunti 7 agenti penitenziari: un uomo di 55 anni di origine albanese, in sciopero della fame per ottenere il trasferimento in un carcere più vicino ai suoi familiari, si è impiccato nella sua cella a Biella e un altro si è suicidato nel bagno del Tribunale di Salerno. Nelle stesse ore a Potenza un giovane migrante di 19 anni è morto nel Cpr, ucciso o per colpa di qualcuno - secondo la stessa procura che ha aperto un fascicolo - che non lo ha preso in cura, perché appena qualche giorno fa il ragazzo aveva tentato di togliersi la vita ingerendo pezzi di vetro. Paradossalmente però la macchina repressiva contro la protesta che si è scatenata subito dopo - “rivolta”, secondo la “nuova fattispecie delittuosa” introdotta nel codice penale con l’articolo 18 del disegno di legge Piantedosi -Nordio-Crosetto - era perfettamente oliata.
di Liana Milella
La Repubblica, 7 agosto 2024
Si vota alla Camera l’ordine del giorno al decreto carceri (in linea con il referendum sulla giustizia del 2022 che avevano tra i promotori proprio il Guardasigilli Nordio. Un altro tassello “contro” la custodia cautelare. Approfittando del decreto legge Nordio sulle carceri (votata la fiducia stanotte con 186 sì, 126 no e due astenuti) che, da quando è stato varato, non ha evitato un solo suicidio. Siamo a 64. Erano 49 il 3 luglio quando il consiglio dei ministri lo ha approvato. E 15 suicidi in 34 giorni non sono proprio un niet. Ma il decreto serve per altro. Per Enrico Costa di Azione è l’occasione buona per uno dei suoi ben noti ordini del giorno, che aprono la porta a un desiderata della maggioranza. Ricordate? Il bavaglio ai giornalisti è venuto fuori così. Ma anche la presunzione d’innocenza, poi divenuta legge Cartabia, fu frutto di un ordine del giorno di Costa. Degli escamotage parlamentari lui sa tutto dopo vent’anni di Camera. E lo dimostra pure stavolta. Il clima - vedi il lodo Salvini sullo scudo penale ai governatori - è quello giusto.
di Valeria Pacelli e Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 7 agosto 2024
Dopo la legge sulla presunzione di innocenza (la norma che, tra le altre cose, impone ai procuratori di parlare con la stampa solo tramite comunicati ufficiali con tanto di conseguenze per il diritto dei cittadini a essere informati), il deputato di Azione, Enrico Costa, prova a riscrivere anche le norme sulla custodia cautelare. E lo fa con un Ordine del giorno al decreto Carceri. Verrà votato oggi alla Camera e riguarda la possibilità di valutare la misura cautelare per pericolo di reiterazione nei confronti di incensurati solo in caso di “reati di grave allarme sociale e di reati che compromettano la sicurezza pubblica o privata o l’incolumità delle persone”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 agosto 2024
Il capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia alla Camera, Tommaso Calderone, anticipa al Dubbio il contenuto di una proposta di legge che depositerà a breve e che ha al centro il tema delle intercettazioni.
di Simona Lorenzetti
Corriere della Sera, 7 agosto 2024
Stava facendo lo sciopero della fame e più volte aveva chiesto di lasciare il carcere di Biella ed essere trasferito nel penitenziario in cui viveva precedentemente, più vicino ai propri familiari. Lunedì sera si è impiccato nella propria cella. A.S. aveva 55 anni, era di origine albanese ed era rinchiuso nel padiglione che ospita i cosiddetti sex offender: avrebbe finito di scontare la condanna nel 2034. Con la sua morte salgono a 64 i suicidi nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno, almeno 21 in più rispetto allo stesso periodo del 2023. Un triste e drammatico elenco al quale vanno aggiunti i 7 agenti della polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. Numeri che raccontano, ancora una volta, come gli istituti di pena sparsi sul territorio nazionale stiano vivendo una crisi senza precedenti.
di Federica Zaniboni
Il Giorno, 7 agosto 2024
La Procura di Milano indaga per presunti maltrattamenti nel carcere di Opera, trasformando il fascicolo “modello 45” in “modello 44”. Segnalazioni di violenze e condizioni disumane portano all’attenzione delle autorità. C’è stato un passo avanti nell’inchiesta sui presunti pestaggi nel carcere di Opera, per i quali adesso la Procura di Milano indaga per maltrattamenti. Il fascicolo cosiddetto “modello 45”, senza indagati né ipotesi di reato, si è quindi trasformato in un “modello 44”. Sul caso sono al lavoro le pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena, le stesse che indagano sui presunti maltrattamenti e torture nel carcere minorile Cesare Beccaria, per i quali lo scorso aprile 13 agenti della polizia penitenziaria erano stati arrestati e altri otto sospesi dal servizio.
Giornale di Brescia, 7 agosto 2024
I detenuti del carcere di Brescia prendono le distanze dall’annuncio della “battitura” fissata per questo giovedì e per Ferragosto: “Noi pensiamo a strategie di dialogo”. “La totalità della popolazione detenuta è ignara della decantata protesta”. Le persone detenute a Canton Mombello prendono distanza con fermezza dall’annuncio di una protesta (la “battitura”) in programma già questo giovedì e poi nel giorno di Ferragosto. “Nessun detenuto ne era assolutamente a conoscenza”, assicurano nella lettera inviata alla redazione del Giornale di Brescia tramite la Garante dei diritti dei detenuti di Brescia, Luisa Ravagnani.
tp24.it, 7 agosto 2024
Un drammatico appello è stato lanciato dalla famiglia del giovane petrosileno G.M., classe 1997, che da oltre un anno è detenuto nel carcere di Trapani. La sua famiglia, preoccupata per le gravi condizioni di salute del loro caro, ha deciso di rivolgersi alla nostra redazione per denunciare la situazione e chiedere aiuto. G.M. ha subito un intervento chirurgico ortopedico alcuni anni fa, con l’applicazione di protesi alla gamba. Tuttavia, durante il periodo di detenzione, ha sviluppato seri problemi: le protesi si sono spostate, provocando fuoriuscite evidenti, dolori intensi e gravi difficoltà di deambulazione. Le immagini scioccanti che ci sono state inviate mostrano i “ferri” che spuntano sotto la pelle, suscitando preoccupazione anche tra gli altri detenuti.
- Ferrara. Garante comunale dei detenuti, aperto il nuovo bando
- Salerno. L’emarginazione si è fermata a Eboli. Qui i detenuti ripartono dalla terra
- Pontremoli (Ms). Parte dall’Istituto penale per minorenni il progetto Agia “Dalla mia prospettiva”
- Più casi psichiatrici dovuti al disagio sociale
- Migranti. Davvero in Italia è stata abolita la condanna a morte?









