garantedetenutilazio.it, 8 agosto 2024
La Garante di Roma Capitale, Calderone: “Apprezziamo la disponibilità, ma le misure urgenti di cui il sistema penitenziario ha bisogno adesso non sono state prese in considerazione”. Dopo la richiesta di un incontro con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, da parte del Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello, oggi il ministro, insieme al viceministro Francesco Paolo Sisto, hanno ricevuto il Portavoce e alcuni membri del Coordinamento della Conferenza nazionale dei Garanti, vale a dire il Garante regionale del Piemonte, Bruno Mellano, la Garante comunale di Roma Capitale, Valentina Calderone, e la Garante comunale di Parma Veronica Valenti.
di Alessandro Di Matteo
La Stampa, 8 agosto 2024
Le madri detenute sono un caso. La segretaria del Pd Schlein: “Accecati dalla foga punitiva”. Comincia male e finisce peggio l’ultimo giorno di lavori della Camera dei deputati prima della pausa estiva. Dopo ore di scontri sugli ordini del giorno, Montecitorio - tra le polemiche - converte in legge il “decreto-carceri”, ma proprio mentre l’aula vota il ministro della Giustizia Carlo Nordio - facendo infuriare ulteriormente le minoranze - partecipa ad un vertice con Giorgia Meloni in cui si decide che altre misure sul tema verranno messe a punto. Inaccettabile per le opposizioni, che denunciano la “violazione delle prerogative del Parlamento” e chiedono al presidente della Camera Lorenzo Fontana di intervenire.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 agosto 2024
La segretaria del Pd Elly Schlein è intervenuta per criticare il decreto: “Le carenze delle strutture colpiscono tutti: detenuti e chi ci lavora”. Via libera definitiva alla Camera con la fiducia al dl Carceri con 153 voti favorevoli, 89 contrari e un astenuto. Maggioranza compatta ma forti scontri con l’opposizione. A tenere banco le dichiarazioni della deputata leghista Simonetta Matone che aveva chiesto di mettere la sua firma “a titolo individuale” all’odg a favore delle detenute madri presentato dal dem Marco Lacarra. In particolare, si chiedeva al Governo di “incrementare di almeno 10 milioni di euro annui” “il fondo per le case famiglia protette al fine di contribuire alla tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori nonché al fine di incrementare l’accoglienza di genitori detenuti con bambini al seguito in case-famiglia”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 agosto 2024
Ancora un suicidio in cella. Vertice a Palazzo Chigi con Meloni durante il voto alla Camera. Bagarre sugli odg dopo la fiducia. Imbarazzato, il ministro si rivolge al presidente. Il decreto “Carcere sicuro”, come lo ha ribattezzato il ministro Nordio pur senza alcuna autoironia, è legge. Un contenitore vuoto che mette in imbarazzo lo stesso governo chiamato d’urgenza a raccolta a Palazzo Chigi, per affrontare l’emergenza sovraffollamento e suicidi, mentre la Camera era ancora impegnata nelle ultime operazioni di voto.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 agosto 2024
A darne notizia è una nota di via Arenula. E c’è un aspetto per certi versi sorprendente: il responsabile della Giustizia dichiara di aver “prospettato”, al Capo del governo, “soluzioni a breve termine per il sovraffollamento carcerario”. Di fatto, è l’ammissione che l’opera dell’Esecutivo non può fermarsi al decreto appena convertito in legge ieri. E, cosa ancora più significativa, lo stesso Nordio ha aggiunto che, sempre sul tema del sovraffollamento, chiederà “un incontro al presidente della Repubblica, che ha sempre manifestato grande attenzione al riguardo. Del pari”, assicura ancora il guardasigilli, “proporrò al Csm di considerare la copertura di organico per la magistratura di sorveglianza, garantendo da parte del ministero agili procedure per il completamento della pianta organica degli amministrativi presso i Tribunali di sorveglianza”. E qui siamo a uno dei temi emersi in un incontro che ha preceduto di poche ore quello di Palazzo Chigi e che il guardasigilli ha avuto con i Garanti territoriali dei detenuti: loro stessi hanno ricordato la valanga di istanze che sommerge i non abbastanza numerosi giudici di sorveglianza e che rallenta la concessione dei benefici.
di Marco Galluzzo
Corriere della Sera, 8 agosto 2024
Manca l’accordo su possibili modifiche alle norme sulla custodia cautelare. Alle sette di sera, quando si diffonde la notizia che Carlo Nordio ha avuto un faccia a faccia con Giorgia Meloni, ma soprattutto dopo che il ministro fa sapere di voler parlare con il capo dello Stato su possibili modifiche alle norme sulla custodia cautelare, si capisce che nel governo c’è stata un’accelerazione improvvisa e in parte imprevista. Il decreto del ministro che viene votato in Parlamento rafforza la sicurezza degli istituti penitenziari, ma non interviene sulla sofferenza dei detenuti dovuta al sovraffollamento.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 8 agosto 2024
Approvato un odg di Costa sul “pericolo di reiterazione” di incensurati. Gli unici a scalmanarsi con la bava alla bocca sono stati i manettari del Fatto, ancor prima che il fatto si verificasse: “Non si fermano più - Niente carcere per i colletti bianchi ancora incensurati”, in prima pagina, dove a far rabbrividire è quell’”ancora” di sapore davighiano. (Per Repubblica si tratta di “un altro tassello ‘contro’ la custodia cautelare”, “approfittando” del dl Nordio. Manca solo il favore delle tenebre). E dopo l’approvazione dell’ogd dell’onorevole Enrico Costa il titolo è diventato “Casta alla riscossa dopo il caso Toti”. Tanto furore fa persino ridere, se non nascondesse tragedie. E soprattutto se si tiene conto che l’ordine del giorno votato ieri alla Camera ha un significato più che altro simbolico: la strada del garantismo, per evitare altri orrori alla Toti, resta lunga. Ma bene ha fatto il deputato di Azione a proporre e ottenere l’approvazione di un odg relativo al decreto Carceri, contro gli abusi della custodia cautelare.
di Francesco Olivo
La Stampa, 8 agosto 2024
Nervosismo nel governo per i ritardi della promulgazione. Crosetto condivide il tweet di Costa: “28 giorni e ancora niente”. Un tweet, un semplice tweet, porta alla luce una tensione che covava da giorni. La mancata firma del presidente della Repubblica sul disegno di legge Nordio che contiene l’abolizione dell’abuso d’ufficio, ha causato malumori nel governo. Formalmente non ci sono anomalie, il Presidente ha un mese per promulgare la legge e nelle ultime settimane è stato impegnato in missioni all’estero, in Brasile e Francia. E molto probabilmente il sigillo verrà posto nelle prossime ore. Ma il fatto che il Quirinale stia usando tutto il tempo a disposizione viene letto nell’esecutivo come un messaggio che genera sospetti e un certo nervosismo. Sentimenti vissuti in silenzio, per non turbare l’equilibrio di un rapporto sempre molto delicato, specie negli ultimi mesi.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 agosto 2024
“Le misure cautelari debbono essere proporzionate: sono scelte da organi di giustizia, ma non sono ancora giustizia”, spiega Sabino Cassese. “Non bisogna dimenticare che l’aggressività penale è spesso dovuta ad una concezione sbagliata della giustizia come controllo della virtù. Né bisogna dimenticare gli effetti prodotti da tale aggressività”. Proprio per questo motivo “le misure cautelari debbono essere proporzionate: sono scelte da organi di giustizia, ma non sono ancora giustizia”. A dirlo è Sabino Cassese, giurista, già ministro della Funzione pubblica e giudice emerito della Corte costituzionale, che ha redatto, nelle scorse settimane, un parere per la difesa di Giovanni Toti, l’ex presidente della Regione Liguria rinviato a giudizio per corruzione che ha trascorso tre mesi ai domiciliari.
di Angiola Petronio
Corriere del Veneto, 8 agosto 2024
Si chiama “Liberi di crescere” ed è un progetto triennale di cui è capofila Caritas Verona con la coop sociale “Il Samaritano”, che coinvolge 25 tra associazioni e realtà no-profit venete, che nelle carceri di Montorio, Venezia, Treviso e Verona svilupperà azioni “volte a tutelare la dignità dei minori figli di detenuti e aiutarli ad essere protagonisti della loro crescita”. Il monito è quello biblico de “le colpe dei padri non ricadano sui figli”, che da esortazione diventa colonna vertebrale di un progetto che per quei figli vuole un futuro non solo consapevole ma libero dagli stigmi. E che renda le carceri e la pena non solo un incubatoio di vite, ma un percorso riabilitativo e di riparazione anche di quel rapporto genitoriale che la detenzione spesso sgretola.
- Calabria. Il Garante e il dramma dei detenuti: “Condizioni di vita pessime”
- Prato. Detenuto si impicca in cella: in Toscana è il terzo suicidio in un mese
- Milano. Nel carcere di Opera un solo medico per 1.385 detenuti
- Venezia. “A Santa Maria Maggiore un educatore ogni 60 detenuti”
- Monza. Viaggio nella fabbrica dei detenuti: dalle borse in pelle ai rosari con le barche dei profughi









