di Alberto Cisterna
Il Riformista, 12 aprile 2024
In un paese in cui il codice penale non riesce a impedire scandali e mascalzonate, è davvero buffa l’idea di rispolverare il vecchio arnese del codice etico per porre rimedio ai guasti di una classe politica, a tratti, palesemente inadeguata. L’armamentario dei codici etici appartiene a un tempo passato quando ancora si riteneva che precetti morali e collegi di probiviri potessero arginare la tendenza di taluno a occuparsi di affari o imbrogli vari. Poi è impattata sul problema la stessa magistratura, con lo scandalo Palamara, e l’esperienza dei probiviri dell’Anm ha suscitato perplessità e incertezze non essendo apparso uno strumento del tutto convincente. Se le stesse toghe hanno avuto difficoltà a destreggiarsi con condotte penalmente irrilevanti e asseritamente in contrasto con l’etica associativa, c’è da immaginarsi cosa accada o possa accadere altrove. È intuitivo che la questione sia molto più complessa e si avvertono in filigrana gli scricchiolii di una visione del mondo, di una cosmologia e di un’antropologia insieme, che non tengono il passo di una modernità dissolvente.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 12 aprile 2024
Questione morale e sinistra: abbiamo chiesto il parere di Luciano Violante, l’ex magistrato che è stato parlamentare dal 1979 al 2008 e Presidente della Camera dal 1996 per cinque anni.
Il garantismo è un valore universale?
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 aprile 2024
Dopo anni di gogna la macchina mediatica si è inceppata: nessun titolone sull’assoluzione di Claudio Foti, mostrificato senza pietà da giornali e tv. “Il lavaggio del cervello per dare i bimbi in affido”. “Manipolavano i bambini per darli in affido agli amici”. “Vergogna affido, elettroshock e bimbi plagiati”. “Abusi e lavaggio del cervello ai piccoli”. “Scoperta tratta di bimbi”. “Bimbi affidati per soldi”. “Emilia, le carte horror sui ladri di bambini a colpi di elettroshock”. “Elettroshock ai bambini per portarli via ai genitori”. E ancora: “Il metodo Foti”, in varie salse, e altre fantasiose leggende. Le frasi che riportiamo qui sono solo alcune delle centinaia apparse sulle prime pagine dei giornali all’indomani dell’operazione “Angeli e Demoni”, messa a segno dai Carabinieri di Reggio Emilia il 27 giugno 2019.
di Federico Berni
Corriere della Sera, 12 aprile 2024
Nella Casa circondariale nove suicidi tra il 2020 e il 2021. La direttrice: “È una realtà molto complessa”. Il cavo dell’antenna della tv usato come laccio da stringersi al collo. Poi, il gesto estremo. Gli agenti cercano di intervenire per salvarlo, ma l’uomo, poco prima, aveva fatto modo di ostacolare l’ingresso in cella, bloccando la porta. Quando riescono a soccorrere il detenuto, si trova già in condizioni gravissime, dopo essere rimasto senza ossigeno per un tempo che, nonostante il trasporto immediato in ospedale, si è rivelato fatale. Ahmed Fathy Ehaddad, egiziano, è morto a 42 anni dopo qualche giorno di agonia.
rainews.it, 12 aprile 2024
Bilancio di Franco Corleone, vicino alla scadenza del mandato: “Via Spalato sta cambiando volto, ma il nodo principale resta il sovraffollamento”. A Udine il garante dei detenuti Franco Corleone, vicino alla scadenza del suo mandato, ha tirato le somme dell’attività di quest’anno e non solo. Un bilancio per alcuni aspetti positivo, tre anni intensi che stanno vedendo la trasformazione del carcere di via Spalato. I lavori, a detta del garante, dovrebbero concludersi entro fine anno o al massimo entro i primi mesi dell’anno prossimo. Risultato che è stato definito dal capo del Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo collegato in videoconferenza, il “miracolo Udine”. Il triennio, dice però Corleone, vede anche ombre.
Ristretti Orizzonti, 12 aprile 2024
Apprendiamo con sorpresa che i Colleghi di Camera Penale Parma hanno sentito il bisogno di prendere pubblicamente le distanze da un nostro comunicato, che si limita a descrivere sinteticamente la visita al carcere di Parma e non nega di certo le criticità della situazione carceraria. Tale comunicato aveva lo scopo di far conoscere al pubblico l’adesione della sezione di Parma alla più ampia iniziativa Nazionale dell’ONAC; iniziativa che si tradurrà in una nostra relazione approfondita sulle condizioni dell’Istituto penitenziario di Parma ed in proposte concrete volte ad affrontare strutturalmente l’emergenza carceri.
di Anna Liberatore
Il Mattino, 12 aprile 2024
L’iniziativa della Camera penale per sensibilizzare l’opinione pubblica sui suicidi in carcere, sempre più frequenti. All’interno del tribunale di Benevento, su iniziativa della Camera penale, è stato esposto il “macabro manifesto”: una affissione, aggiornata costantemente, che mette in bella vista il numero dei suicidi avvenuti in carcere dal 1° gennaio di quest’anno. L’obiettivo è di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni in cui vivono i detenuti. “Abbiamo chiesto al presidente del tribunale - ha spiegato la presidente della Camera penale di Benevento, l’avvocato Simona Barbone - di poter affiggere questo manifesto. Quando abbiamo fatto la richiesta i suicidi erano 26, qualche giorno dopo erano già saliti a 31.
Il Messaggero, 12 aprile 2024
La presidente: “Certi suoni come il chiavistello alle tue spalle non si dimenticano”. Sono in tutto una ventina i volontari del Gavac (Gruppo assistenti volontari animatori carcerari), l’associazione che opera all’interno e all’esterno della casa circondariale di Viterbo per dare assistenza a detenuti e familiari. “Da 50 anni sul campo - spiega la presidente Elisabetta Gatti - ma i nostri valori sono sempre gli stessi, così come i nostri obiettivi”.
di Luca Tavecchio
Il Giorno, 12 aprile 2024
Cristian Loor Loor fu arrestato a Linate nel 2012: durante la detenzione ha fondato la Onlus Catena in Movimento: “Per farla crescere ho rinunciato ai permessi cui avevo diritto dal 2019. Ma ne è valsa la pena”. “Mi chiamavano ‘Quaranta chili’, perché quando sei in carcere conta quello che hai fatto, quello per cui sei dentro. Non conta niente chi sei o cosa sai fare”. Per quei quaranta chili Cristian Loor Loor si è fatto dieci anni e due mesi di prigione. Prima San Vittore, poi Bollate. Erano quaranta chili di cocaina liquida nascosta dentro una valigia diplomatica scoperti dai doganieri all’aeroporto di Linate nel 2012. È entrato in carcere a 33 anni. Ne è uscito a 43. Ora “Quaranta chili” non esiste più. Al suo posto c’è Loor Loor, il presidente di Catena in Movimento onlus, un’associazione nata nel laboratorio di Bollate nel 2017 con lo scopo di dare ai carcerati la possibilità di non sprofondare, di progettare una vita fuori dalla cella. E pensare che Cristian, originario dell’Ecuador ma in Italia da vent’anni, nella sua vita prima del carcere era un attore e un regista. Si occupava di televisione e teatro.
di Beppe Donadio
laregione.ch, 12 aprile 2024
Sono quelle di detenuti e detenute del penitenziario, nel suo laboratorio di giornalismo e comunicazione. È andata così. Dopo i classici tot anni di onorata carriera in Rai, Paolo Aleotti deve decidere se scegliere “quella cosa un po’ strana” che è la pensione anticipata; il destino vuole che ‘Antigone’, associazione che s’interessa della tutela dei diritti nel sistema penale e penitenziario, gli chieda di provare a insegnare ai detenuti del carcere di Bollate, in provincia di Milano, a fare documentari, inizialmente radiofonici. “Ci ho pensato, mi è parso un segno del destino e sono entrato. Come si fa in questi casi, ho fatto per quattro mesi il convitato di pietra, cercando di capire come funzionasse quel posto. Dopo poco ho avuto il colpo di fulmine: lì dentro ho trovato delle persone, che dopo il tempo trascorso a studiarci reciprocamente mi hanno detto: “Noi non siamo reati che camminano, noi siamo persone che hanno commesso un reato”. E mi hanno chiarito il concetto: “Tu non sei un giornalista, sei Paolo che fa un sacco di cose compreso il giornalista, e ora quest’altro lavoro”.
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