di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 8 agosto 2024
I media, che sembravano sepolti dalla invadenza gioiosa della comunicazione fai da te, tornano ad avere un ruolo decisivo, di presidio liberale di spazi di conoscenza sottratti ai più funerei e distorsivi messaggi che oggi avvelenano la Rete e sono fondati sulla falsificazione della realtà a fini di propaganda. “La guerra civile è inevitabile”. Queste parole - a metà tra una profezia, un desiderio e una sollecitazione - le ha scritte uno dei guru dell’innovazione di questo tempo, Elon Musk. Le ha pubblicate sul social di sua proprietà e le ha riferite alla situazione della Gran Bretagna, un Paese democratico per eccellenza, uno dei pochi, in Occidente, in cui non si siano mai conosciute le dittature. In questi giorni l’Inghilterra è straziata dal dolore per tre bambine uccise da un ragazzo di diciassette anni mentre partecipavano a un campo estivo.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 8 agosto 2024
Nel Mediterraneo centrale gli arrivi diminuiscono del 63%. Il governo esulta. La stessa dinamica si registra nei Balcani: -72%. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato ieri di immigrazione nel question time alla Camera. Con l’assist di un paio di deputati della maggioranza ha snocciolato i numeri che dimostrerebbero l’efficacia dell’azione governativa: -63% di sbarchi rispetto all’anno record del 2023 e ora anche -20% sul 2022, quando in carica c’era l’esecutivo Draghi. Complessivamente sono stati 34.762 (contro i 93.467 e 44.637 dei due anni precedenti).
Ristretti Orizzonti, 8 agosto 2024
Agosto, il momento peggiore per la condivisione; ognun per sé, sognando California. Però intanto in galera la gente muore, e chi governa chiude gli occhi, facendo finta di niente. Meglio la coerenza: “garantisti nel processo” (che poi non è vero), “la certezza della pena dopo” (marcire). Così, da una parte si dice: siamo contro provvedimenti tampone, chi sbaglia deve pagare, mentre qualcun altro invece osserva che non ci sono le condizioni politiche, mancano le risorse, ci vorrebbe una riforma organica, e ancora che occorre lasciare intatta la percezione sociale e politica che la limitazione della libertà personale prosegua “senza sconti”, sia pure al di fuori delle strutture penitenziarie ormai giunte al collasso.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 7 agosto 2024
L’ultimo detenuto morto è un cittadino albanese di 55 anni: dall’inizio del 2024 si è suicidato un carcerato ogni tre giorni, davanti a un governo che ha approvato il Decreto Carceri, nei fatti inadeguato alla tragedia in corso. Era un cittadino di origini albanesi, aveva 55 anni, si è impiccato martedì sera in una cella della Casa circondariale di Biella. Nella tragica contabilità degna di Antigone che le associazioni della galassia radicale aggiornano ogni giorno, è il 64esimo detenuto suicida dall’inizio del 2024, uno ogni tre giorni. Il suicidio numero 63 era avvenuto solo lunedì, un 48enne originario di Montecorvino Rovella che si è impiccato nel bagno della camera di sicurezza del tribunale di Salerno. A queste vittime, che ormai si possono a buon diritto definire di “omicidio”, vanno inoltre aggiunti i sette agenti del Corpo di polizia penitenziaria che si sono tolti la vita nello stesso periodo. Il segretario generale di UilPa Polizia penitenziaria, Gennarino De Fazio, ha commentato: “Nella sostanziale indifferenza del governo, non si ferma la carneficina nelle carceri del paese e siamo a un numero di morti assurdo, mai visto in precedenza”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 agosto 2024
Il coordinamento nazionale dei Garanti territoriali oggi incontra il guardasigilli Carlo Nordio. Non se ne può più. Come segnalato dal Segretario generale Gennarino De Fazio della Uilpa, si sono verificati altri due suicidi nel giro di 24 ore. Uno è avvenuto nel bagno della camera di sicurezza del Tribunale di Salerno, dove il detenuto era stato condotto per la convalida dell’arresto per maltrattamenti in famiglia. L’altro lunedì sera nel carcere di Biella. Dall’inizio dell’anno, si contano 64 suicidi tra i detenuti, ai quali vanno aggiunti i 7 appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. Un numero senza precedenti in sette mesi. A ciò si aggiunge il sovraffollamento che, unito al caldo torrido insostenibile nelle strutture prive d’aria, sta scatenando diverse rivolte. Di fronte a questa situazione, il governo e in particolare il ministro della Giustizia sembrano inerti, limitandosi a emanare un decreto carcere che non può essere nemmeno paragonato a un’aspirina.
di Gigi Di Fiore
Il Mattino, 7 agosto 2024
I numeri sono da emergenza. Nei primi otto mesi di quest’anno, secondo il Garante nazionale dei detenuti sono stati ben 61, 33 italiani e 28 stranieri, i suicidi nelle carceri italiane. L’associazione Antigone ne conta invece 64. L’ultimo, in ordine di tempo, è un 55enne di origini albanesi che si è impiccato in cella a Biella. Il giorno prima, un 48enne di Montecorvino Rovella in attesa di interrogatorio si è ucciso nella camera di sicurezza del Tribunale di Salerno. Nelle ultime ore, nel carcere di Ariano Irpino un detenuto ha cercato di impiccarsi, salvato da un agente della polizia penitenziaria. Disperazione, gente rinchiusa in strutture lontane dalle zone dove vive la famiglia o priva di legami familiari e con poche risorse economiche per permettersi un avvocato di fiducia. Secondo le statistiche del Dipartimento amministrazione penitenziaria (il Dap), le 190 carceri italiane hanno una capienza di 51.207 detenuti. A fine luglio, nelle celle ce ne erano invece 61.133, di cui 19.150 stranieri e 2.682 donne. È sovraffollamento, con 9.926 detenuti oltre i limiti di capienza delle carceri. I record a Foggia, Varese, Verona e al Regina Coeli di Roma. In estate, significa condizioni di vivibilità impossibili per il caldo, a volte carenza d’acqua e condizioni igieniche approssimative per i servizi da condividere tra più persone.
di Roberto Galullo
Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2024
Il problema, non emergenziale ma strutturale. È poco censito e affligge oltre il 40% dei detenuti. Nel dibattito ricorrente sulle condizioni nelle quali la popolazione carceraria è condannata a sopravvivere c’è sempre un convitato di pietra: il disagio mentale. L’emergenza psichiatrica negli istituti di pena - che colpisce i reclusi ma si riflette su direttori, agenti, funzionari giuridico-pedagogici, personale medico e volontari - è presenza incombente ma invisibile, che tutti conoscono ma che pochi nominano. Per molti analisti, esperti e politici, l’argomento è tabù perché, a 11 anni dalla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e di fronte all’agonia delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza - che ne hanno preso il posto -, nessuno o quasi sa cosa fare.
di Don Vincenzo Russo*
Il Dubbio, 7 agosto 2024
Sempre più si sentono voci che si alzano dall’universo carcere e giustizia per porre all’attenzione dell’opinione pubblica il tema della drammatica condizione nella quale versano i detenuti rinchiusi negli istituti italiani. Tanti i problemi, troppi, per un sistema ormai al collasso e che, nonostante ciò, rimane in vita inalterato producendo morti con il trascorrere dei giorni. Ogni ora che passa è un tempo infinito di tormento e lesione della dignità per tante persone che, anche per cause di certo non estranee alle mancanze e alle contraddizioni della nostra attuale società, sono ammassate in sovrannumero in luoghi dove, come essi temono, sono confinati quasi per essere dimenticati e puniti. Inutile dire che tante, troppe volte, le comunicazioni che appaiono nei vari organi di stampa lasciano trapelare, nemmeno troppo velatamente, un sentimento di vendetta profondo, agli occhi del quale, evidentemente, il carattere puramente afflittivo della pena così come oggi si sconta, non può apparire del tutto fuori luogo e inopportuno.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2024
Il decreto carceri dopo il voto di fiducia di ieri sera, si avvia oggi a completare il suo iter, con la decretazione d’urgenza, pur non contenendo nessun disposizione immediatamente operativa. Un vulnus che aveva portato la minoranza a presentare una eccezione di costituzionalità, respinta dall’Aula di Montecitorio. Il Dl prevede l’assunzione di mille unità per il personale del Corpo della Polizia penitenziaria: 500 nel 2025 e 500 nel 2026. E incrementa, in linea con il Pnrr, di 30 unità anche la dotazione organica del personale dirigenziale penitenziario e autorizzando al tempo stesso lo scorrimento delle graduatorie relative agli ultimi concorsi per allievi commissari e per allievi vice ispettori del Corpo della polizia penitenziaria le cui graduatorie sono state già approvate.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 7 agosto 2024
Secondo Caterina Pozzi, presidente Coordinamento delle Comunità di accoglienza, il dl Nordio rischia di trasformare le strutture di recupero e reinserimento dei detenuti in “piccole prigioni private”. Altro che misure alternative: con il “decreto svuota carceri” in via di approvazione da parte del Parlamento, esiste il rischio che le strutture residenziali di recupero e reinserimento sociale dei detenuti si trasformino in una specie di “piccole prigioni private” dove finire di scontare la condanna. Nessuna risposta concreta, cioè, al sovraffollamento degli istituti, nessun paso avanti rispetto alla necessità, imposta dall’articolo 27 della Costituzione, che la pena abbia sempre una finalità emendativa.
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