di Edoardo Izzo
La Stampa, 10 aprile 2024
“Mio figlio non è mai stato alle dipendenze dei Servizi italiani o stranieri”. Giulio Regeni “non è mai stato alle dipendenze di autorità italiane, inglesi ed egiziane. Né ci ha mai collaborato” ed è stato “tradito da una persona di cui si fidava” il sindacalista Mohamed Abdallah. Sono le parole di Claudio Regeni che, in una testimonianza di circa due ore, ha ricostruito la vita del figlio dalle vacanze in famiglia con il camper agli ultimi giorni di vita in quel maledetto inverno del 2016 quando il giovane ricercatore friulano è stato rapito, torturato e ucciso a Il Cairo. Alla sbarra ci sono i quattro 007 egiziani. Si tratta del generale Tariq Sabir, dei colonnelli Athar Kamal e Uhsam Helmi e del maggiore Magdi Ibrahim Abdel Sharif. La procura, rappresentata in aula da Sergio Colaiocco, contesta, a seconda delle posizioni, il concorso in lesioni personali aggravate, l’omicidio aggravato e il sequestro di persona aggravato.
di Carlo Renda
huffingtonpost.it, 10 aprile 2024
In 38 anni vissuti in una prigione israeliana per partecipazione alla lotta armata si è laureato in scienze politiche; ha scritto saggi e romanzi; si è preso altri due anni per traffico di cellulari in carcere; ha concepito una figlia; e ha vissuto fino in fondo, sulla sua pelle, gli effetti della guerra di Gaza. Togliere ogni aggettivo non rende meno crudo il racconto della morte di Walid Daqqa, il decano dei detenuti palestinesi nelle prigioni israeliane.
di Marco Perduca
Il Manifesto, 10 aprile 2024
Il Paese più popoloso del mondo non fa mai notizia quando si parla di stupefacenti o di guerra alla droga: sarà perché i cinesi la stanno vincendo? Per ragioni storiche e culturali che risalgono all’Ottocento quando la Cina fu vittima di due guerre per il controllo del mercato (legale e illegale) dell’oppio, l’approccio cinese è poco tollerante nei confronti delle droghe illecite. In linea con il sistema pervasivo di misure di controllo tipico di uno stato totalitario digitale, la Cina ha sviluppato leggi antidroga prima molto severe - per il traffico di più di 50 grammi di eroina, metanfetamine o cocaina c’è persino la pena di morte, oggi non più sistematica come 20 anni fa anche se non si conoscono dati ufficiali - poi progressivamente volte al controllo dei comportamenti individuali. Documenti ufficiali segnalano che nel 2022 “le autorità di controllo della droga hanno raggiunto traguardi significativi attuando pienamente la strategia di affrontare le cause profonde della domanda e dell’offerta di droga”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 aprile 2024
L’Italia continua a soccombere sotto il peso inesorabile dell’affollamento carcerario, con dati recenti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, aggiornati fino al 31 marzo 2024, che dipingono un quadro in continua crescita. A quella data, il numero di detenuti presenti in tutto il Paese ha raggiunto 61.049, cifra sempre più vicina alla soglia che fece scattare la sentenza Torreggiani. Questo rappresenta un incremento di 883 unità rispetto all’inizio dell’anno, un aumento percentuale del 1,5%. È un trend che si protrae da troppo tempo, un flusso inarrestabile che mina le fondamenta del nostro sistema penitenziario. Ciò che rende la situazione ancora più critica è il continuo peggioramento delle condizioni di sovraffollamento. Dei 189 istituti penitenziari italiani, ben 145 mostrano tassi di affollamento effettivi superiori al 100%. Questo significa che le nostre carceri sono stracolme, al di là delle loro capacità, con conseguenze disastrose per la salute e la sicurezza dei detenuti e del personale. Solo due regioni, il Trentino Alto Adige e la Sardegna, possono vantare un numero di detenuti inferiore ai posti effettivamente disponibili. Il resto d’Italia affronta l’insostenibile sovraffollamento.
di Angela Stella
L’Unità, 9 aprile 2024
La spaccatura durante il comitato direttivo centrale del fine settimana. Trenta detenuti suicidi dall’inizio dell’anno ma Magistratura indipendente si oppone perfino al rafforzamento delle pene alternative: “Il nostro sistema penale è sbracato”. Le correnti di sinistra denunciano la distanza tra le carceri e la Costituzione. Il documento finale è un compromesso al ribasso. Non si ferma l’ondata di suicidi di detenuti nelle carceri italiane. Siamo arrivati a 30 dall’inizio dell’anno. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello di un recluso di origine straniera ristretto nella casa circondariale di Vibo Valentia.
di Francesco Damato
Il Dubbio, 9 aprile 2024
Recidivo probabilmente nella “bestemmia” attribuitami di recente da un navigante internettiano per avere io dissentito da una delle ormai frequenti interviste del Papa, sono rimasto meno felicemente sorpreso o compiaciuto del suo interlocutore Fabio Fazio, sulla 9, o Nove in lettere, sentendolo riproporre l’Inferno “vuoto”. Anche se questa volta, in verità, dichiaratamente “immaginato”, e non garantito. Con tutto quello che accade nel mondo, e che tanto addolora primo fra tutti lo stesso Papa, rimasto senza parole durate l’ultima messa di Pasqua, preferendo il silenzio all’omelia assegnatagli dalla liturgia, Francesco ha voluto essere più misericordioso dello stesso Cristo, o Dio, misericordiosissimo al quale si ispira come rappresentante in terra.
aics.it, 9 aprile 2024
Il 16 aprile il convegno “Recidiva zero: studio, formazione e lavoro in carcere”. Il referente dell’area sociale AiCS, Antonio Turco, nel gruppo “Governance” del Segretariato permanente voluto da Brunetta. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, d’intesa con il Ministero della Giustizia, promuove un evento sul tema della formazione e del lavoro in carcere dal titolo “Recidiva zero. Studio, formazione e lavoro in carcere: dalle esperienze progettuali alle azioni di Sistema in carcere e fuori dal carcere”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 9 aprile 2024
Il “sindacato” delle toghe ribadisce la propria contrarietà ma rinuncia alla protesta. Obiettivo: far cancellare la norma entro il 2026. Finalmente sabato è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto attuativo di riforma dell’ordinamento giudiziario che contiene anche il nuovo articolo 5 bis: “Terminata la valutazione degli elaborati scritti, i candidati ammessi alla prova orale, esclusivamente ai fini dello svolgimento del colloquio psico-attitudinale di cui al comma 4, lettera m -bis), sostengono i test psico-attitudinali individuati dal Consiglio superiore della magistratura, per le medesime finalità, nel rispetto delle linee guida e degli standard internazionali di psicometria. Il colloquio psico-attitudinale, diretto dal presidente della seduta con l’ausilio dell’esperto psicologo nominato ai sensi del comma 6, si svolge dinanzi alla commissione o alla sottocommissione competente per la prova orale, cui è rimessa la valutazione anche dell’idoneità psico-attitudinale”.
di Francesco Olivo
La Stampa, 9 aprile 2024
Nordio: “Il ddl approvato a breve”. Ma FdI non vuole scontri con i giudici. Azione: “Se si va a dopo le Europee voleranno gli stracci tra gli alleati”. L’abolizione dell’abuso d’ufficio può aspettare, settimane, forse mesi. La riforma, che fa parte del cosiddetto ddl Nordio, era stata approvata dal Consiglio dei ministri ormai dieci mesi fa, tra mille polemiche e dibattiti, spaccando partiti, amministratori e giuristi. Una fatica che però rischia di essere inutile o per lo meno prematura, visti i ritmi che il Parlamento sta adottando per arrivare al via libera definitivo. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio si mostra convinto che manchi poco: “Siamo a buon punto, perché penso entro un mese dovrebbero essere approvate dalla Camera in via definitiva le famose riforme sull’abolizione del reato di abuso d’ufficio, la riforma della custodia cautelare, la riforma dell’informazione di garanzia, dell’impugnazione del pm”.
di Luca Martinelli
Il Manifesto, 9 aprile 2024
Il presidente di “ReCommon” travolto dalla metro a Milano. Famiglia e amici: possibile un legame con le sue inchieste fatte in Sud America. C’è un fascicolo aperto per istigazione al suicidio a carico di ignoti per la morte di Tancredi Tarantino, giornalista investigativo morto una settimana fa, lunedì primo aprile, alla periferia est di Milano, investito da un treno della metropolitana lungo la linea M2, che lì corre in superficie. Quarantasei anni, originario di Marsala, in provincia di Trapani, Tarantino, profondo conoscitore dell’America Latina (dove aveva vissuto a lungo, in Ecuador), era presidente dell’associazione ReCommon, che lotta contro gli abusi di potere e il saccheggio dei territori per creare spazi di trasformazione nella società.
- Campania. Il sovraffollamento delle carceri si può risolvere: basterebbe far uscire 3.400 detenuti
- Reggio Emilia. Caso torture in carcere. Spunta un altro episodio
- Parma. La Camera Penale: “Le condizioni del carcere non sono accettabili”
- Milano. “In 50 anni al Beccaria ho visto 50mila ragazzi. Da loro mai un vaffa”
- Pesaro. Vita in carcere, l’Ast di Pesaro investe sul reinserimento dei detenuti











