di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 8 aprile 2024
Dalla Turchia all’Ucraina in guerra, dall’Iran alla Russia alla Bielorussia, vi riportiamo testimonianze che danno la esatta misura di una equazione inesorabile: lì dove la libertà dell’avvocato, e dunque il diritto di difesa del cittadino, è minacciata o negata, lì è in pericolo o è morta la libertà di un Paese. Non vi è nulla di retorico in questa equazione, la cui rigorosa esattezza si è confermata nei secoli, e continua a confermarsi ovunque nel mondo senza soluzione di continuità. Un regime dittatoriale o autarchico, così come una “democratura” (cioè un modello democratico che addirittura rivendica la propria avversione ai principi ed ai valori liberali) che voglia affermarsi e consolidare il proprio potere, deve avere cura di ottenere due obiettivi: conculcare il diritto di difesa dei suoi cittadini, e sottomettere al proprio totale controllo l’autorità giudiziaria. Il percorso che questa settimana potrà fare il nostro lettore, grazie ai contributi autorevoli che gli proponiamo, ne darà piena conferma. E tuttavia, non vorremmo che le esperienze che qui raccontiamo, provenendo da Paesi profondamente e storicamente illiberali, provocassero un improprio effetto rassicurante per noi. Come a dire: ciò che accade in Iran o in Russia, in Bielorussia o nella Turchia islamizzata di Erdogan, non potrà mai accadere in casa nostra.
di Roberto Scaini*
La Stampa, 8 aprile 2024
Mi trovo con Medici Senza Frontiere al sud di Gaza dove dopo diverse difficoltà siamo riusciti ad avviare un programma nutrizionale. Qualche giorno fa, fuori la clinica e mentre parlavo con il mio collega palestinese Sohaib, la mia attenzione è stata catturata da un bimbetto in braccio a sua mamma. La reazione è stata immediata. “Sohaib, quel bambino va visitato, è malnutrito e non è messo molto bene”.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 8 aprile 2024
Le autorità iraniane, come noto, rifiutano di rendere pubblici i dati sulle condanne a morte e sulle esecuzioni, molte delle quali avvengono in segreto. Secondo i calcoli di Amnesty International, lo scorso anno in Iran sono state eseguite 853 condanne alla pena capitale. Per stabilire questo numero, l’organizzazione per i diritti umani ha collaborato strettamente col Centro Abdorrahman Boroumand e ha analizzato informazioni da fonti aperte, come organi di stampa statali e indipendenti e organizzazioni per i diritti umani. Ha anche esaminato i dati raccolti da Iran Human Rights e dal Kurdistan Human Rights Network.
di Nicola Marfisi
agi.it, 7 aprile 2024
Due anni fa si tolsero la vita in cella 84 persone. Per fronteggiare l’emergenza il ministro Nordio ha firmato un decreto con il quale stanzia 5 milioni di euro per prevenire i suicidi e ridurre il disagio psicologico della popolazione carceraria. Sono già 29 i suicidi di detenuti avvenuti nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno. Un numero che inquieta per il rischio di registrare a fine 2024 un altro triste record eguagliando o superando gli 84 suicidi del 2022, l’annus horribilis con una media di un suicidio ogni 4 giorni.
di Paolo Doni
L’Eco di Bergamo, 7 aprile 2024
Sono 28 i suicidi di detenuti nelle carceri italiane da inizio anno. Per dare un’idea del livello dell’emergenza in cui è precipitato il nostro sistema penitenziario, l’anno scorso alla stessa data erano 16, e a fine anno arrivarono a 69. Cifre mai viste in Italia negli ultimi trent’anni. Gli istituti sono sovraffollati come non mai: 61.049 i detenuti presenti a fine marzo, per 42.276 posti regolamentari disponibili, con un indice di affollamento pari al 129,19%.
di Aurora Compagnone
ultimavoce.it, 7 aprile 2024
Alessio Scandurra, dell’associazione Antigone: “Il suicidio, come il tentato suicidio, è un trauma pesantissimo sia per chi lavora attorno a quel detenuto, sia per i compagni della sezione che per l’intero Istituto. È un trauma che poi dentro quella comunità resta” Il numero di suicidi in carcere in Italia continua a registrare numeri in crescita. L’ultimo si è verificato il giorno di Pasqua, quando un detenuto di 32 anni si è tolto la vita facendo salire a 28 il numero delle vittime dall’inizio dell’anno.
di Charles De Pechpeyrou
L’Osservatore Romano, 7 aprile 2024
Si intitola “Misericordia io voglio e non sacrifici” il sussidio pastorale preparato dall’Ufficio liturgico nazionale e dall’Ispettorato dei cappellani delle carceri della Conferenza episcopale italiana per promuovere e sensibilizzare l’attenzione verso il mondo delle carceri. Si tratta di uno strumento agile - contenente le parole dei pontefici sul tema e alcune proposte per l’animazione liturgica - che ogni comunità potrà utilizzare per declinare tale sensibilità secondo le modalità che riterrà più opportune.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 aprile 2024
“Non vorrei che i test, come qualcuno ha detto, fossero un’arma di distrazione di massa, rispetto ai veri problemi della giustizia su cui il Ministro appare inadeguato”, ha detto il presidente dell’Anm. “La nostra indignazione deve essere governata razionalmente”: così stamattina il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia in apertura del “parlamentino” del “sindacato” delle toghe in merito ai test psico-attitudinali, approvati dal Governo per accedere alla funzione dal 2026. Dunque si accantona, con la contrarietà del gruppo dei CentoUno, la via dell’astensione e si avvicina quello di un dossier contenente “i pareri dei rappresentanti delle associazioni scientifiche degli psicoanalisti e dei costituzionalisti” per consegnare “ai presidenti di Camera e Senato” una “istruttoria che il Parlamento non ha potuto fare, è mancata l’indagine conoscitiva” considerato che nella delega votata non era presente la previsione dei test e per l’eventuale violazione della riserva di legge in materia di ordinamento giudiziario. L’obiettivo? Far cancellare la norma entro il 2026. C’è tutto il tempo per studiarla e trovare la strada per abrogarla. “Dico questo anche forte del passato: fu introdotta dalla riforma Castelli, visse sulla carta qualche mese, forse qualche anno e poi fu eliminata”, ha aggiunto il leader delle toghe.
di Giulia Merlo
Il Domani, 7 aprile 2024
Il decreto legislativo del governo introduce nel 2026 dei test per valutare l’equilibrio degli aspiranti magistrati. Il modello è stato inventato negli Stati Uniti nel 1942, ma gli esperti dubitano che sia funzionale per le toghe. La premier Giorgia Meloni sostiene che “la maggioranza dei magistrati è d’accordo” con i test psicoattitudinali introdotti con l’ultimo decreto legislativo approvato dal consiglio dei ministri. Per contro, l’Associazione nazionale magistrati proprio questo fine settimana deciderà se proclamare o meno uno sciopero contro un’iniziativa che è stata definita dal presidente Giuseppe Santalucia “una norma simbolo”, con lo scopo di “creare la suggestione nell’opinione pubblica che i magistrati hanno bisogno di un controllo psichiatrico”. Nel mezzo c’è il ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha licenziato formalmente il testo e, come test su cui modellare quello delle toghe, ha citato il Minnesota. Visto che ancora non ci sono certezze di merito, se non che i test verranno introdotti dal 2026 e la procedura sarà nelle mani del Csm, con la commissione esaminatrice dei futuri magistrati coadiuvata da psicologi, proprio l’evocazione del test Minnesota è l’unico esempio empirico a cui rifarsi per capire meglio a cosa andranno incontro le toghe.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 7 aprile 2024
Secondo l’associazione di don Ciotti, la scarsa trasparenza sui progetti e il destino dei fondi rimodulati sono premesse per attirare la criminalità. Il 71% degli italiani afferma di avere “nessuna” o “scarsa conoscenza” dei finanziamenti del Pnrr. Ma il 47% si dichiara “allarmato” riguardo alla possibilità di infiltrazioni mafiose. E il 40% “rassegnato”, dando per scontato il rischio, analogo a quello presente per tutti gli investimenti pubblici. Solo il 12% risponde con “ottimismo” che, grazie alle particolari norme messe in atto, il rischio criminale sia inferiore al solito.
- Cagliari. Gianni Loy nuovo Garante dei diritti dei detenuti per la città metropolitana
- Trani. Boccia (Pd): “Governo incapace aumenta emergenza delle carceri”
- Siena. Boldrini (Pd): “Spazi angusti, troppi detenuti e manca un giudice di sorveglianza”
- Catanzaro. Diritti fondamentali dei detenuti, al convengo l’appello di “Bon’t worry”
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Il carcere militare avvia una riflessione critica sul proprio ruolo











