di Serena Quercioli
La Nazione, 5 agosto 2024
La Commissione carcere della Camera Penale di Prato bacchetta l’onorevole Erica Mazzetti che l’altro giorno ha visitato il carcere di Prato definendo la situazione “non affatto emergenziale”. Parole che hanno fatto trasalire la Commissione carcere dalla Camera Penale: “Noi visitiamo periodicamente il nostro Istituto di Pena e denunciamo la prolungata inerzia della politica, nel suo insieme, a far fronte alle criticità del sistema penitenziario, ad iniziare dalla nostra casa circondariale. Ci auguriamo che le dichiarazioni dell’onorevole siano dovute a una visita nelle sole sezioni che notoriamente riscontrano pochi problemi, dove sono ristretti i detenuti di Alta Sicurezza ed i Collaboratori di Giustizia”.
di Alessandro Mondo
La Stampa, 5 agosto 2024
Presidio dei radicali durato tutta la notte scorsa: “Più informazione e interventi immediati della politica”. Quindici ore di presidio. È cominciato ieri sera - a poche ore di distanza dalle rivolte scoppiate anche al minorile Ferrante Aporti - un presidio di Europa Radicale al carcere Lorusso e Cutugno di Torino per chiedere al governo interventi immediati e alla stampa più attenzione: esposti su un’auto i nomi dei 62 detenuti e dei 7 agenti di polizia penitenziaria che si sono suicidati dal primo gennaio a oggi.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 5 agosto 2024
Più libertà, meno catene. Più mercato, meno corporativismo. Più concorrenza, meno rendite. Ma in Italia si può? La famosa espressione “esiste, dunque, un giudice a Berlino” è un’espressione mutuata da una grande opera di Bertolt Brecht all’interno della quale si narra la storia di un eroico mugnaio che lotta tenacemente contro l’imperatore per vedere riparato un abuso. Con grande tenacia, il mugnaio, alla fine, riesce a trovare un giudice onesto che lo aiuta a vincere la causa. In Italia, la frase di Brecht viene spesso utilizzata a sproposito, su casi piccoli, non importanti, marginali, ma c’è forse un ambito in cui la frase di Brecht, c’è un giudice a Berlino, potrebbe non risultare fuori luogo. Un ambito che in verità corrisponde a un luogo insieme fisico e istituzionale e che forse meriterebbe un plauso per tutto quello che negli ultimi mesi ha fatto per difendere alcuni princìpi cardine della nostra democrazia liberale spesso calpestati nell’indifferenza generale.
di Serena Sileoni
La Stampa, 5 agosto 2024
Si potrebbe chiamare l’estate dei referendum. E non solo per la fruttuosa raccolta firme per quelli sull’autonomia differenziata e sul Jobs Act, o per i preparativi all’orizzonte del referendum costituzionale sul premierato (e magari anche sulla separazione delle carriere dei magistrati). Da una decina di giorni, è attiva un’importante innovazione: una piattaforma online per le firme necessarie a presentare la richiesta dei referendum abrogativi e le proposte di legge di iniziativa popolare, già avviata dal governo Draghi e ora resa finalmente operativa dal ministro Nordio. Una innovazione modesta, se paragonata ai tentativi di introduzione del voto elettronico che sono stati sperimentati all’estero, ma comunque un piccolo, grande passo avanti per i principali strumenti di partecipazione popolare alle decisioni politiche. Proprio da questa piattaforma, dall’interfaccia un po’ grossolana ma comunque sicura grazie al sistema Spid, si scopre che quelli contro il Jobs Act e l’autonomia differenziata sono i due più importanti di ben undici referendum in questo momento aperti alle sottoscrizioni, a cui si aggiungono quattro proposte popolari di legge. Sono anche i due referendum su cui, come detto, sono state già raggiunte le firme necessarie per avanzare la richiesta, che deve passare ora il controllo di regolarità della Corte dei Conti e poi quello, dagli esiti ben più incerti specie per il referendum contro la legge Calderoli, di ammissibilità della Corte costituzionale, prima di poter essere sottoposti al voto popolare e, quindi, di superare il quorum di validità.
di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 5 agosto 2024
Riccardo Magi (+Europa): “Ci stiamo lavorando proprio in queste ore e credo possa essere una svolta. Il referendum è uno strumento vivo, dimostriamolo”. Lo ius soli torna sulla scena. E potrebbe farlo con tutta la forza di un referendum. Il diritto di cittadinanza sarà infatti al centro di un quesito che +Europa intende presentare nei prossimi giorni, coinvolgendo altre forze politiche e associative, sulla piattaforma nazionale per i referendum e le iniziative popolari entrata in funzione la scorsa settimana. Un sito acceso presso il ministero della Giustizia che potrebbe cambiare, almeno in parte, la fisionomia alla politica italiana.
di Davide Varì
Il Dubbio, 5 agosto 2024
Bombardate le tende nel cortile dell’ospedale di Al-Aqsa a Deir el-Balah: almeno tre morti e 18 feriti. L’attacco è avvenuto poche ore dopo quello a una scuola trasformata in rifugio, ha ucciso 17 persone. Hezbollah ha annunciato di aver lanciato “dozzine” di razzi contro Israele. Mentre nell’intero Medio Oriente si guarda con preoccupazione alla minacciata risposta di Teheran all’azione che ha portato all’uccisione a Teheran del capo dell’ufficio politico di Hamas Ismaii Haniyeh, anche in Iraq è tornata a salire la tensione. Proprio nelle stesse ore in cui Israele colpiva l’alto esponente del movimento palestinese e a Beirut uccideva anche Fuad Shukr, uno dei più importanti comandanti militari di Hezbollah, le truppe americane in Iraq hanno compiuto un raid a Babil contro le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), le locali milizie filo-iraniane, uccidendo quattro persone.
di Antonella Napoli
L’Espresso, 5 agosto 2024
Non si procederà contro i responsabili della missione Onu congolesein cui il diplomatico fu ucciso. Ma l’indagine prosegue e cerca moventi in affari loschi a cui la vittima si oppose. Le verità nascoste del delitto di Luca Attanasio s’impregnano di veleni e accuse irricevibili gettati sull’ambasciatore italiano, ucciso in un agguato nella Repubblica democratica del Congo il 22 febbraio 2021 assieme al carabiniere che gli faceva da scorta, Vittorio Iacovacci, e all’autista del World Food Programme, Mustapha Milambo. Mentre in Italia si chiude definitivamente la possibilità di un processo per le responsabilità dei due dipendenti del Wfp, Rocco Leone e Mansour Rwagaza, che avevano organizzato la missione terminata tragicamente nella regione congolese del Nord Kivu, emergono documenti che riportano osservazioni diffamatorie di una contrattista della sede diplomatica italiana a Kinshasa nei confronti di Attanasio, mentre era capomissione, poi formalizzate davanti a un carabiniere addetto alla sicurezza dell’ambasciata, ma solo dopo la sua morte.
di Riccardo Ricci
La Repubblica, 5 agosto 2024
Un pacifista russo è morto in cella il 27 luglio, pochi giorni prima dello storico scambio di detenuti tra i paesi occidentali e la Russia. Pavel Kushnir, 39 anni, di professione pianista, era meno noto ai media degli attivisti liberati il primo agosto. Numerosi detenuti per reati politici si trovano ancora nelle prigioni e rischiano di morirci, come successo a Kushnir e prima di lui ad Aleksej Navalny. Il musicista e attivista si trovava in un centro di custodia cautelare di Birobidzhan, nell’Estremo Oriente russo. Secondo fonti locali, era accusato di tentativi di rovesciamento violento dell’ordine costituzionale.
di Stefano Barricelli
agi.it, 4 agosto 2024
Il picco record del 231,15% a Milano San Vittore. Al 31 luglio scorso già 58 detenuti si sono tolti la vita, 18 in più rispetto allo stesso periodo del 2022 e 2023. Sono 61.140 i detenuti presenti nelle carceri italiane: i posti disponibili ammontano a 46.982, rispetto alla capienza regolamentare di 51.269, per un indice di sovraffollamento del 130,06% a livello nazionale. Sono alcuni dei dati - aggiornati al 31 luglio - resi noti da Felice Maurizio D’Ettore, Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Sono 150 (pari al 79%) gli istituti con un indice di affollamento superiore al consentito che in 50 casi risulta superiore al 150%, con il picco record del 231,15% per Milano San Vittore. La quasi totalità delle regioni (17) registra un indice di affollamento superiore agli standard e solo tre si collocano al di sotto della soglia regolamentare.
di Davide Ferrario
Corriere di Torino, 4 agosto 2024
Ho fatto il volontario prima a San Vittore e poi al Lorusso e Cutugno dal 1999 al 2012. Anni alla fine dei quali l’allora direttore del carcere di Torino, Pietro Buffa, mi disse: “Lei vive gli ultimi momenti di un’epoca che sta finendo”. Si riferiva a un decennio in cui, grazie a dirigenti come lui e a una cultura della pena considerata non come puro castigo, i penitenziari erano diventati luoghi più umani. Considerai quelle parole come una battuta, ma ora ci penso ogni volta che leggo cosa sono diventate le carceri nazionali, in particolare il Lorusso e Cutugno e il suo omologo torinese per minorenni, il Ferrante Aporti. Le cronache riportano i dettagli di una vera e propria rivolta concertata tra i due istituti. Erano quarant’anni che non si vedeva una cosa simile.
- Ora che tutti vedete le carceri c’è bisogno di fare davvero qualcosa
- Torino. Rivolta al carcere minorile, trasferiti i detenuti. I video pubblicati su Tiktok
- Torino. “Non siamo in grado di gestire questi ragazzi”
- Torino. L’insegnante al Ferrante Aporti: “Si investe solo in sicurezza, ma bisogna dare speranza”
- Torino. Proteste al “Ferrante Aporti”: spiegare non significa scusare









