di Angela Stella
L’Unità, 6 aprile 2024
La Corte europea dei diritti umani sul caso di due reclusi al carcere duro dal 1997: “ci sono ragioni valide per l’estensione del regime speciale?”. Le avvocate: “Dignità annichilita”. “I ricorrenti sono stati sottoposti ad un trattamento vietato dall’articolo 3 (Proibizione della tortura - Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti, ndr) della Convenzione a causa dell’applicazione prolungata delle restrizioni del regime carcerario speciale del 41 bis?”: è questa la domanda che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha posto al Governo italiano a seguito del ricorso presentato da due detenuti al regime speciale. In particolare, si chiede all’Italia se “le autorità nazionali abbiano fornito ragioni adeguate per giustificare l’estensione dell’applicazione del regime carcerario speciale” ed è stata invitata a fornire tutti i relativi documenti giustificativi entro il 7 maggio.
di Raffaele Stolder
L’Unità, 6 aprile 2024
Sono un detenuto napoletano e scrivo anche come “giornalista diversamente libero” di Cronisti in Opera, il periodico che viene realizzato nella Casa di Reclusione di Opera. Partecipo mensilmente ai laboratori di Nessuno tocchi Caino. Nell’ultimo del mese scorso è intervenuto anche il mio ex compagno di cella Alfredo Petrosino, anch’egli napoletano e come me cresciuto senza un padre. Era stato condannato a trent’anni quando Alfredo era poco più che un bambino. Da allora non è riuscito più a vederlo. È stato come un rincorressi, cercarsi, desiderarsi. Più volte era stato richiesto il ricongiungimento familiare in carcere quando anche Alfredo nel frattempo più volte vi era finito … Si sa, “senza guida sovente si sbanda”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 aprile 2024
Stamane l’Associazione nazionale magistrati riunirà il proprio “parlamentino” a Roma per decidere se rispondere con una qualche iniziativa (e di che tipo) all’introduzione dei test psico- attitudinali varata dal governo per chi parteciperà, a partire dal 2026, ai concorsi in magistratura. La norma ancora non è pubblicata in Gazzetta ufficiale. E in proposito, il deputato e responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa ha dichiarato: “Sono passati 10 giorni dal Consiglio dei ministri che ha approvato le norme sui test per i magistrati, sui fuori ruolo, sulle valutazioni di professionalità e non c’è ancora il testo ufficiale. Lo hanno rimaneggiato per giorni. È troppo chiedere di leggere l’articolato?”. Quello che invece le toghe hanno letto ieri mattina è stata la lunga intervista rilasciata dal ministro Carlo Nordio al Messaggero, nella quale il guardasigilli ha ribadito che i test sono a maggior ragione importanti considerato che i sondaggi descrivono un grosso calo di fiducia dei cittadini nei confronti delle toghe.
di Mario Ajello
Il Messaggero, 6 aprile 2024
L’ex giudice della Consulta: i magistrati non devono fare i legislatori né i politici. Professor Cassese, è un principio liberale a difesa dei cittadini o è un torto di lesa maestà alla magistratura quello secondo cui vanno valutate le capacità di giudizio dei giudici?
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 6 aprile 2024
Dalle ultime vicende pugliesi alle mozioni di sfiducia nei confronti dei ministri indagati, la presunzione d’innocenza si rivela un vacuo proclama, che tutti sono pronti a rinnegare non appena l’indagine di un pm offre su un piatto d’argento la testa del nemico. Se il garantismo è morto a Bari, anche in Parlamento non si sente molto bene. Abbiamo assistito in questi giorni, in contemporanea, alla tarantella del “siamo garantisti però” sia per vicende giudiziarie e di sicurezza che si sono sviluppate in Puglia, sia a causa dei tentativi illiberali di sfiducia individuale nei confronti di due ministri in Parlamento.
di Giuseppe Sottile e Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 6 aprile 2024
Finirà? No, non finirà. I predicatori della “Cosa nostra eterna e invincibile” non cedono. Pentiti, pataccari, tavoli ovali: gli strumenti di scena per tenere in vita un’emergenza che non c’è. Sono trent’anni, o forse più, che ci affliggono con le trame oscure e le regie occulte, con i servizi deviati e le verità inconfessabili, con i tavoli ovali e le complicità sottintese. E sono trent’anni che vagano per giornali e televisioni predicando teoremi che nulla hanno a che fare con un’indagine, con un’istruttoria, con un processo, con lo stato di diritto, con la giustizia. La mafia delle stragi non c’è più e i boss di quella stagione maledetta sono già morti o murati vivi nelle carceri di massima sicurezza. Ma i chierici vaganti dell’emergenza non si arrendono, non indietreggiano, non prendono atto che lo Stato ha vinto e la mafia ha perso.
di Edoardo Corasaniti
Il Riformista, 6 aprile 2024
Vittorio Manes è uno dei più noti penalisti italiani. Professore ordinario di diritto penale nell’Università di Bologna e avvocato in processi di caratura nazionale. Come avvocato, insieme ai colleghi Milio e Romito, ha difeso il generale Mori e il colonnello De Donno davanti alla Corte di Cassazione, nel processo concernente la cosiddetta Trattativa Stato-Mafia (oggetto del convegno che si terrà venerdì e sabato 12-13 aprile ad Avellino su iniziativa della Camera Penale Irpina): un tema ritornato in ballo pochi giorni fa quando, alla notizia della collaborazione di Francesco Schiavone detto “Sandokan”, boss dei Casalesi, qualcuno ha alzato di nuovo il tiro. Di fatto, c’è chi sembra affascinato dall’idea che Sandokan possa raccontare la verità sulle stragi mafiose del 1992-1993.
di Riccardo Tripepi
Il Dubbio, 6 aprile 2024
La lettera del presidente del Consiglio regionale e del Garante a Nordio e al Capo del Dap. L’emergenza carceri continua ad aggravarsi nell’indifferenza generale e i dati sui suicidi sono fortemente allarmanti: 28 detenuti (a cui va aggiunto il ragazzo che si è tolto la vita nel Cpr di Ponte Galeria all’inizio dell’anno) e 3 guardie penitenziarie. Nel corso dell’iniziativa “Articolo 27. I diritti in carcere” organizzata dalla Cgil è stato tracciato un quadro complessivo che descrive un tasso di sovraffollamento medio pari al 119%.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 6 aprile 2024
“È assolutamente necessario che il carcere, non solo quello di Montorio, venga alleggerito nei numeri, perché così non reggiamo”. È nelle parole del garante dei detenuti don Carlo Vinco l’amarezza per la situazione di quella casa circondariale che - come gli altri penitenziari italiani - paga lo scotto di un sovraffollamento a cui da contraltare fa una serie di carenze, a partire da quella del personale della polizia penitenziaria. E dopo un periodo tranquillo l’altra sera a Montorio si è rivissuta la tensione che si dipanava tra le celle tra novembre e febbraio, quando furono cinque i detenuti che si tolsero la vita. L’altra sera a provarci è stato un tunisino di 35 anni, sposato e padre di una bambina di otto mesi.
di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 6 aprile 2024
I giudici scrivono a Roma: “Insostenibile”. La presidente del Tribunale di Sorveglianza Maria Letizia Venturini: “Le persone detenute sono a noi affidate, dobbiamo garantire loro almeno la tutela dei diritti minimi. Gli istituti sono invece sovraffollati, persino oltre ogni margine di tolleranza, sono degradati e privi di risorse”. Il carcere della Dozza e gli altri istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna dovranno fare i conti con nuovi tagli. Questa volta la sforbiciata, che ha provocato la reazione della presidente del Tribunale di Sorveglianza Maria Letizia Venturini, riguarda gli psicologi, figure indispensabili per la macchina della giustizia. In una lettera inviata al Ministero della Giustizia, la giudice afferma che diminuire “i già ridotti orari di presenza degli psicologi” si tradurrà in una disponibilità media del servizio ai detenuti “di 20 minuti al mese”.
- Treviso. Carcere minorile verso la chiusura: “Detenuti trasferiti a Rovigo”
- Pistoia. Il tecnico per l’attivazione del braccialetto elettronico non c’è: l’imputato resta in carcere
- Mantova. “Una Giornata dedicata alla giustizia riparativa”, parte la raccolta firme
- Mantova. “Giustizia riparativa senza fondi e personale”: la denuncia
- La voce dei detenuti di Brescia nella webserie “11 giorni”











