di Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo
Il Domani, 2 agosto 2024
La semplificazione culturale, condita da un’ottima dose di sana propaganda securitaria, che il governo Meloni riesce a esprimere sul tema delle carceri italiane è drammaticamente imbarazzante. Ne viene fuori un sistema che apre la porta a metodi di gestione fondati su violenze, abusi e trattamenti degradanti per arginare situazioni di emergenze da vero e proprio collasso. Il conteggio dei suicidi è oramai inarrestabile e si estende anche a coloro che ci lavorano, come gli agenti della penitenziaria. Problemi strutturali colpevolmente irrisolti per i quali l’Italia è oramai paese “pregiudicato” recidivo da numerose condanne pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Le rivolte esplodono sempre più numerose, e allora il sottosegretario Delmastro allestisce un set degno di Gotham City, annunciando alla stampa la creazione di nuovi corpi speciali per stabilizzare il sistema e mettere in legalità le carceri.
di Gabriella Cerami
La Repubblica, 2 agosto 2024
La pdl, che ha come primo firmatario Della Vedova di +Europa ed è stata sottoscritta anche da Forza Italia, Noi Moderati, Pd, Azione, Italia Viva e Avs, prevede 15 giorni di tirocinio nei penitenziari e lo studio su testi dedicati al ruolo della giustizia come strumento di garanzia dei diritti e delle libertà. Un’esperienza formativa. Quindici giorni di tirocinio tra i detenuti in carcere per i nuovi magistrati e studio su testi dedicati al ruolo della giustizia come strumento di garanzia dei diritti e delle libertà. Porta i nomi di Leonardo Sciascia e di Enzo Tortora la proposta di legge bipartisan depositata alla Camera a prima firma Benedetto Della Vedova di +Europa che ha già ottenuto il sostegno di Forza Italia oltreché degli altri partiti di opposizione ad eccezione, almeno per adesso, del Movimento 5 Stelle.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 2 agosto 2024
Nel provvedimento c’è pure un piccolo ritocco garantista all’indegno “sistema della prevenzione”, che però andrebbe riformato del tutto, come chiede la Cedu. La commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha approvato un emendamento al ddl Sicurezza con il quale il termine per proporre impugnazione avverso i provvedimenti di prevenzione viene ampliato da dieci a trenta giorni. È una buona notizia? In apparenza sì, perché accorda al difensore (e al pm, come ripetutamente ricordato nel verbale di seduta della commissione) più tempo per studiare e “aggredire” provvedimenti che, sovente, hanno contenuti tecnico- contabili che esulano dalle competenze medie di un giurista e, non raramente, presentano motivazioni molto complesse, per la cui stesura il giudice può stabilire un termine fino a 90 giorni.
di Alessandro Tarantino
Gazzetta del Sud, 2 agosto 2024
La relazione (allarmante) del Garante regionale per le persone detenute. Muglia: da inizio anno si sono registrati 5.306 “eventi critici”. Il Garante regionale per i diritti delle persone detenute e delle persone private della libertà, Luca Muglia, ha presentato, ieri, la sua relazione sui primi sei mesi del 2024. L’analisi include una panoramica dettagliata degli eventi critici registrati, dello stato in cui versano le strutture penitenziarie e delle attività e condizioni dei detenuti all’interno di tali istituti. A preoccupare il Garante sono, innanzitutto, i dati sui suicidi nelle carceri calabresi: se il 2023 si era chiuso, infatti, con un totale di 4 casi accertati, nei primi sei mesi del 2024 sono già 3 i decessi avvenuti per suicidio, l’ultimo circa un mese fa nel carcere di Paola.
di Serenella Bettin
Il Foglio, 2 agosto 2024
“Il carcere è un contenitore di vite umane che si riempie e si svuota. Ma oggi è diventato difficile svuotare. Mancano comunità, trovarle è impossibile. Manca il territorio che accolga questi ragazzi. Manca una magistratura attenta e sensibile. Pochissimi casi di permesso premio a casa. E nessuna detenzione domiciliare”, dice Girolamo Monaco. La sofferenza si consuma qui dentro, fra queste mura. Trasudano ansia disperazione angoscia, emanano sudore e puzza, vomitano speranze e sogni. Quelli brutti, come è scritto a matita sulle pareti di questa cella del carcere minorile di Treviso. “Faccio sogni brutti”, ha inciso un ragazzo. La sofferenza è tutta compressa qui dentro, in questo tempo sospeso, in questa cesura della vita, dove però non si respira. “Io la sento tutti i giorni la puzza di sporcizia qui”, ci dice Girolamo Monaco, il direttore di questo istituto, mentre ci accompagna in questa gabbia dove il sole entra sempre di sbieco.
di Massimo Massenzio
Corriere della Sera, 2 agosto 2024
Nella notte tra l’1 e il 2 agosto al Ferrante Aporti è stato appiccato un incendio, devastata la sala controllo telecamere, e alcuni uffici sono stati distrutti compreso quello del comandante della polizia penitenziaria. Rivolte, incendi e tentativi di evasione. Quella fra l’1 e il 2 agosto è stata una notte di passione per le carceri torinesi. Nel penitenziario minorile Ferrante Aporti circa 50 detenuti (praticamente l’intera popolazione carceraria) ha cercato di prendere il controllo dell’istituto.
di Filippo Femia e Caterina Stamin
La Stampa, 2 agosto 2024
Protesta di una sessantina di detenuti, incendiati celle e corridoi. Gli agenti: “Attenzione, hanno una nostra radio, sentono tutto”. Una nottata infinita al Ferrante Aporti. A mezzanotte inoltrata non si placano i disordini dentro il carcere minorile di Torino. Si sentono urla, lampeggiano le volanti, la strada è ancora bloccata. Chi si avvicina alla zona viene invitato ad allontanarsi “per motivi di sicurezza”. All’interno del carcere sono in corso le perquisizioni dei detenuti che hanno partecipato alla protesta esplosa dopo le 20. Venti agenti di polizia penitenziaria li sorvegliano a vista e li riportano man mano nelle celle. Nelle poche che non sono andate distrutte. Arriva anche la Scientifica.
di Alessia Marani
Il Messaggero, 2 agosto 2024
Claudia Clementi: “Troppi reclusi, pochi agenti. Anche il caldo è un problema. La struttura non è condizionata, abbiamo chiesto i ventilatori”. Roma, Trieste, Torino, Velletri, Rieti: sono solo alcuni degli istituti di pena italiani in cui da settimane soffia il vento della rivolta. A Regina Coeli il 27 giugno ottanta reclusi della quarta sezione hanno appiccato incendi e allagato i corridoi, le scene riprese dagli stessi detenuti con i telefonini (che in carcere non dovrebbero esserci) sono finite addirittura su TikTok. Non sono stati gli unici episodi. Claudia Clementi da più di due anni è la direttrice del carcere romano, edificio che insiste nel cuore della città, all’interno del rione Trastevere.
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 2 agosto 2024
Poca acqua e scabbia, carceri irpine in ginocchio. La situazione è sempre più drammatica negli istituti penitenziari della provincia. Sovraffollamento, diffusione di malattie infettive e carenza di cure sanitarie. Aumentano gli atti di autolesionismo. Non solo. Bisogna fare i conti anche l’emergenza idrica che impone il razionamento dell’acqua e la mancanza di personale penitenziario che è diventata cronica. Il quadro è dunque preoccupante. A denunciarlo è il garante provinciale per i diritti dei detenuti, Carlo Mele insieme all’avvocato Giovanna Perna, componente dell’Osservatorio Carcere Unione Camere Penali italiane nel corso di una conferenza stampa. Mele e Perna fanno appello al Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) e al Governo per “intervenire subito con provvedimenti urgenti e immediati”.
di Marco Monetta
orticalab.it, 2 agosto 2024
Sovraffollamento, allerta sanitaria e psicologica, mancanza di personale e continui atti di violenza. È a tinte fosche la fotografia delle carceri in Irpinia. Da inizio anno in Italia ben 60 suicidi. Il Garante provinciale Mele: ““Chi segue misure alternative, non torna in carcere. Chi vive solo il carcere, è condannato a tornarci al 95%”. Sovraffollamento, allerta sanitaria e psicologica, mancanza di personale e continui atti di violenza. È a tinte fosche la fotografia delle carceri in Irpinia, nel solco di un trend nazionale che mette a referto ben 60 suicidi da inizio anno. Un quadro, quello irpino, aggravato anche dall’emergenza idrica, con forniture razionate dentro e fuori gli istituti penitenziari.
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Violenze in carcere, la Procura chiede misure per altri 29 agenti
- Bergamo. Riammesso tra i detenuti il cappellano del carcere. “Le lettere? Una leggerezza”
- Trento. La due-giorni in val di Fiemme di Padre Vittorio Trani, cappellano di Regina Coeli
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