di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni
L’Espresso, 6 aprile 2024
Dieci anni fa il paese degli Stati Uniti ha depenalizzato commercio e uso di cannabis. Risultato? L’erario ci ha guadagnato e la criminalità è diminuita. E ora il tema potrà essere decisivo nelle elezioni. Quando Charles apre la porta blindata della serra, una zaffata tiepida e dolciastra invade le narici: l’odore è inconfondibile. Le rigogliose piante di cannabis sono in fiore e tra qualche tempo saranno pronte per la lavorazione nei laboratori di Seed & Smith, tra le prime aziende a coltivare e distribuire marijuana in Colorado.
di Rossella Tercatin
La Repubblica, 6 aprile 2024
Medico israeliano denuncia il trattamento dei prigionieri da Gaza nell’ospedale dell’Idf. Il sanitario ha scritto una lettera ai ministri di Sanità e Difesa spiegando che nell’ospedale da campo della base militare di Sde Teinam le conseguenze di questa detenzione violenta prevedono spesso l’amputazione degli arti a causa delle ferite dovute alle manette. Prigionieri da Gaza tenuti ammanettati e bendati 24 ore su 24, nutriti tramite cannuccia, costretti a defecare in pannolini. Condizioni che spesso causano danni irreparabili alla salute, come la perdita degli arti.
di Marta Serafini
Corriere della Sera, 6 aprile 2024
Licenziati due ufficiali per i missili sull’Ong. “Di notte i loghi non erano visibili dai droni”. La Ong dice che all’indagine israeliana “manca credibilità”. Due ufficiali israeliani licenziati e altri due formalmente rimproverati per l’attacco al convoglio umanitario di World Central Kitchen in cui sono morti 7 operatori. La decisione è stata comunicata dal capo di stato maggiore dell’Idf, il generale Herzi Halevi, dopo un briefing alla stampa in cui è stata fornita una ricostruzione dell’accaduto.
di Massimo Nava
Corriere della Sera, 6 aprile 2024
Ma il Paese guidato da Kagame è tra i più vivaci del Continente. Per uno di quei paradossi della Storia, è accaduto che la tragedia di un popolo, inimmaginabile per dimensione e atrocità, abbia prodotto, a distanza di una generazione, una società progredita, ordinata, soprattutto pacifica. Parlando di Africa, addirittura un modello. È la storia del Ruanda, trent’anni dopo il genocidio nel dolcissimo scenario del Paese delle Mille Colline, un milione di esseri umani trucidati in una primavera. La corrente del fiume Kagera, fino al confine con l’Uganda, trascinava migliaia di corpi. Mucchi di cadaveri erano sparsi davanti alle chiese, sulle piazze polverose dei villaggi, lungo le strade. Non ci fu pietà nemmeno per i bambini. Si scorgevano ossa e muscoli dilaniati da granate lanciate dentro improvvisati campi di sterminio. Camion e bulldozer preparavano gigantesche fosse comuni.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 5 aprile 2024
“Nodo alla gola” è il titolo del prossimo Rapporto di Antigone sulle carceri. Sono già 28 i suicidi nel 2024. L’ultimo della lunga e tragica sequenza è stato quello di un giovane trentaduenne nel carcere cagliaritano di Uta. Era finito in prigione un paio di giorni prima per furto. Lui è l’immagine di un sistema penale e penitenziario in crisi. Nelle carceri si respira un’aria di tensione preoccupante. Il personale deve governare durante la giornata situazioni drammatiche: detenuti che stanno male, detenuti a cui manca lo spazio vitale in quanto il sovraffollamento è cresciuto enormemente (sono 61mila secondo le più recenti rilevazioni, i più alti nell’ultimo decennio), detenuti che si tagliano, detenuti che non capiscono perché devono essere sempre chiusi in cella mentre prima non lo erano, detenuti che sono confinati in celle con letti a castello a tre piani fino anche a venti ore al giorno, detenuti che non possono andare a scuola perché la scuola è stata trasformata in dormitorio, detenuti che vorrebbero telefonare frequentemente ai propri cari come al tempo del Covid ma che non gli è più consentito, detenuti che diventano aggressivi, detenuti che subiscono aggressioni, detenuti che vengono puniti con l’isolamento, detenuti che si tolgono la vita o che ci provano e vengono salvati in extremis.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 aprile 2024
Il Guardasigilli mette sul piatto un pacchetto di fondi: “Rinforzeremo i servizi trattamentali e psicologici”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha annunciato un significativo incremento dei fondi destinati alla prevenzione dei suicidi in carcere, con l’obiettivo di contrastare il drammatico fenomeno che colpisce la popolazione detenuta. Nordio ha dichiarato: “Ho firmato un decreto che prevede per il corrente anno l’assegnazione di 5 milioni di euro all’amministrazione penitenziaria per il potenziamento dei servizi trattamentali e psicologici negli istituti, attraverso il coinvolgimento di esperti specializzati e di professionisti esterni all’amministrazione”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 5 aprile 2024
Il Guardasigilli annuncia lo stanziamento di 5 milioni per coprire l’aumento di stipendio degli psicologi. Sono 81 euro a recluso. Meloni cerca intese per il rimpatrio dei detenuti stranieri mentre il Cpt monitora l’Italia. La prevenzione e il contrasto al “drammatico fenomeno dei suicidi” e la “riduzione del disagio”, nell’ambito della popolazione detenuta, inizia con cinque milioni di euro assegnati all’amministrazione penitenziaria “per il potenziamento dei servizi trattamentali e psicologici negli istituti”.
di Zaccaria Trevi
opinione.it, 5 aprile 2024
Sono 29 i detenuti che hanno deciso di togliersi la vita nelle carceri italiane in questi primi mesi del 2024. L’anno scorso sono stati 69 i casi di suicidio in prigione, mentre il 2022 è stato uno degli anni peggiori da quando questo dato viene analizzato, con 84 casi di questo genere. Non solo detenuti, ma anche tre appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria hanno scelto di togliersi la vita, “nell’inerzia assoluta delle Istituzioni, al di là delle dichiarazioni di stile o, meglio, di facciata”, ha commentato quasi un mese fa Gennarino De Fazio, Segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. E i dati parlano chiaro: in Italia ci sono circa 14mila detenuti in più rispetto ai posti disponibili, mentre alle autorità penitenziarie mancano alla conta circa 18mila unità, per far si che il sistema detentivo del Paese possa essere definito come tale.
di Barbara Jerkov
Il Messaggero, 5 aprile 2024
Il Consiglio dei ministri ha deciso che il test psicoattitudinale per i magistrati partirà anche in Italia dal 2026. Decisione che, stando ai sondaggi, vede il 37,1% degli italiani d’accordo. Un altro 22% vorrebbe addirittura estendere questi test a chiunque ricopra un incarico di responsabilità in politica o comunque nel settore pubblico.
di Fabrizio Mastrofini
L’Unità, 5 aprile 2024
Sebbene sia davvero auspicabile una migliore conoscenza e uso di questi complessi strumenti (non entriamo poi nella galassia dei test proiettivi), ci vorrebbe un Ordine degli Psicologi capace di intervenire con competenza nel dibattito. Test psicologici: sì o no? Ma in ogni caso, dove è l’Ordine degli Psicologi? Perché la decisione sul tipo di test, la somministrazione, l’interpretazione, la restituzione del risultato, è materia che appartiene agli specialisti. E appunto, perché l’Ordine degli Psicologi non interviene in un settore che è sua specifica competenza? Forse perché in Italia la ‘testistica’ non gode di una buona scuola, è ristretta nei corsi di laurea ad un solo insegnamento e quanto alla scelta degli strumenti da somministrare, si fa ricorso a prodotti soprattutto anglosassoni.
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