di Amedeo Spagnuolo
Il Manifesto Sardo, 1 agosto 2024
Non è più accettabile che un paese come il nostro, considerato una delle democrazie più avanzate d’Europa, possieda uno dei peggiori sistemi carcerari del continente. Purtroppo tutto parte dal fatto che la nostra Costituzione è largamente disattesa, infatti, è sufficiente andare a leggersi l’articolo 27 della nostra Carta Costituzionale per rendersi conto di come i principi fondamentali della nostra più importante raccolta di leggi venga completamente non tenuta in considerazione. L’articolo 27 recita: “La responsabilità civile è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte”. Nei nostri penitenziari, purtroppo, tutto viene perseguito tranne la rieducazione.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 1 agosto 2024
Il silenzio dei media progressisti sugli orrori della carcerazione preventiva: la maggior parte delle persone che si tolgono la vita nelle prigioni italiane sono cittadini in attesa di giudizio, quindi innocenti. Il sovraffollamento delle carceri italiane, sommato alle condizioni della detenzione in istituti di pena spesso arcaici, sommata alle temperature canicolari, crea una situazione insostenibile. I suicidi in carcere sono quasi quotidiani e spesso riguardano cittadini in attesa di giudizio, quindi innocenti. È un argomento che viene giustamente sollevato dall’opinione pubblica e dalle forze politiche, che però faticano a trovare un bandolo della matassa. È più facile denunciare l’insufficienza delle misure, modeste per la verità, messe in atto dal guardasigilli Carlo Nordio.
redattoresociale.it, 1 agosto 2024
Istituito presso il Cnel il “Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale”. L’iniziativa nell’ambito della sinergia tra Cnel e ministro della Giustizia per favorire studio, formazione e lavoro dentro e fuori dal carcere. Il nuovo organismo, interno al Consiglio, ha il fine di promuovere la cooperazione interistituzionale e concorrere, attraverso il coinvolgimento sistematico delle parti sociali, delle forze economiche e delle organizzazioni del Terzo settore, alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi per il reinserimento socio-lavorativo e l’inclusione delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria limitativi o privativi della libertà personale.
di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 1 agosto 2024
Pochi giorni fa, durante la cerimonia del Ventaglio, il presidente della Repubblica Mattarella ha tenuto a sottolineare le “condizioni angosciose agli occhi di chiunque abbia sensibilità e coscienza” delle carceri in Italia. Parole chiare e drammatiche, che fanno a pugni con l’azione del governo Meloni e della destra in Parlamento, che continuano a cavalcare il populismo penale a partire dal primo, il decreto anti-rave, sino all’ultimo pacchetto sicurezza. In questo vortice inarrestabile di nuovi reati, nuove pene e nuovi detenuti, per qualche secondo qualcuno ha pensato potesse esserci uno spiraglio nelle norme del decreto “carcere sicuro”. Annunciato dal guardasigilli Nordio come un “intervento vasto e strutturale che affronta in modo organico un altro settore del sistema dell’esecuzione penale” si è rivelato per quel che è: semplice fumo negli occhi. Di “umanizzazione” del carcere non vi è nulla: dall’aumento risibile del numero di telefonate, all’intervento virtuale sulla liberazione anticipata. Se aumenta di (sole) mille unità la Polizia penitenziaria, nulla, ma proprio nulla, si fa sul fronte del deficit strutturale di assistenti sociali e operatori dell’area trattamentale.
di Angela Stella
L’Unità, 1 agosto 2024
Via libera in commissione, le minoranze non votano: “Chiuso ogni spazio, ripresenteremo gli emendamenti respinti”. Oggi il testo in Aula. Detenuto si ammazza a Rieti, è il 61esimo. Via libera ieri pomeriggio della commissione Giustizia al Senato al dl Carceri, con il conferimento del mandato per l’aula ai relatori, la presidente della 2a di Palazzo Madama Giulia Bongiorno (Lega) e il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli. Il dl Carceri è ancora in prima lettura al Senato e va convertito in legge entro il 2 settembre. Oggi arriverà nell’aula di Palazzo Madama ma è probabile che il governo ponga la questione di fiducia che verrebbe votata nella giornata di giovedì.
agenzianova.com, 1 agosto 2024
Il vicepremier e ministro degli Esteri è stato in visita alla Casa di reclusione di Paliano. Paliano è un esempio di modello carcerario e la Costituzione dice che la pena deve servire a recuperare il detenuto che “non deve essere considerato un reietto della società”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel punto stampa al termine della sua visita alla Casa di reclusione di Paliano. “Il detenuto è giusto che sia punito per i reati che ha commesso ma si tratta sempre di una persona ed è interesse dello Stato che il detenuto che esce dopo dieci, quindici, vent’anni di carcere non ricominci a fare quello che faceva prima, perché sennò a cosa è servita la detenzione?”, ha aggiunto Tajani. “L’obiettivo è trasformare chi ha fatto dei danni alla società e non li faccia più”, ha spiegato il ministro.
di Luigi Iorio*
avantionline.it, 1 agosto 2024
Il sistema detentivo in Italia è ormai da decenni al collasso. I numeri ancora una volta evidenziano come nel nostro Paese i detenuti scontino una doppia pena: quella prevista dal codice penale e quella perpetrata attraverso modalità di detenzione lesive dei principi del diritto e della dignità umana, come più volte richiamato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Al 3 giugno 2024 erano 61.480 le persone detenute, a fronte di una capienza ufficiale di 51.234 posti, 2.682 le donne presenti, 22 i bambini in carcere con le loro madri, 532 i minorenni reclusi. I detenuti in attesa di primo giudizio 9.213. I detenuti stranieri sono 19.213, una percentuale pari quasi a un terzo, provenienti in ordine decrescente dei seguenti paesi: Marocco, Romania, Albania, Tunisia, Nigeria, Egitto. Seguono altre diverse nazionalità. Cresce dunque il tasso di affollamento che raggiunge a livello nazionale il 119,3%.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 1 agosto 2024
Contingentamento dei tempi per gli interventi dei gruppi sugli emendamenti presentati al ddl Sicurezza e lo svolgimento di una seduta notturna per concludere le ultime votazioni sul disegno di legge del governo. Lo ha stabilito ieri un ufficio di presidenza congiunto delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia. La maggioranza puntava a concludere l’esame delle proposte di modifica ieri notte e a conferire il mandato ai relatori al massimo entro oggi. Quindi l’approdo in aula a Montecitorio a partire da lunedì per l’avvio della discussione generale. Sul tavolo una serie di nodi da sciogliere, come le proposte di maggioranza e opposizione accantonate sul tema delle body cam per le forze dell’ordine, l’emendamento del governo che interviene sulla cannabis light e le proposte della Lega sulla castrazione chimica per chi compie violenza sulle donne e sul reato di integralismo islamico. Il Pd: “Il ddl contiene norme sbagliate e pericolose ed è inaccettabile che i due presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera abbiano deciso di imporre una vera e propria dittatura della maggioranza. Ma la verità è che la stessa maggioranza è divisa, come dimostra il fatto che il governo ancora non è in grado di presentare i pareri a molti emendamenti bandiera delle tre forze di governo. Vogliono correre per superare e nascondere i veti incrociati”.
di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 1 agosto 2024
La maggioranza accelera sul ddl sicurezza. La trama è sempre la stessa: punire il nemico, ovvero poveri, migranti, dissenzienti. Della sicurezza come sociale nessuna traccia. Il disegno di legge sulla sicurezza pubblica che la maggioranza vorrebbe licenziare alla Camera prima della pausa estiva infittisce la tela repressiva che oscura lo spazio democratico; una tela intrecciata da anni di decreti sicurezza adottati senza soluzione di continuità dai vari governi. La trama è sempre la stessa: punire il nemico, ovvero dissenzienti, poveri, migranti; il colore nero più intenso. La criminalizzazione è funzionale a delegittimare e giustificare la repressione di chi potrebbe minare il modello neoliberista egemone e consente di sviare e occultare la responsabilità delle diseguaglianze sociali, della guerra, della devastazione climatica.
di Valerio Spigarelli
L’Unità, 1 agosto 2024
Le intercettazioni servono a registrare le debolezze degli uomini in ceppi, innocenti o colpevoli che siano, a proseguire la battaglia giudiziaria fuori dei tribunali, inquadrando nel mirino mostri, veri o fabbricati, da gettare in pasto alla cronaca, perché i processi si fanno anche così. La vicenda dei colloqui in carcere di Turetta padre e figlio continua a rimanere sul tamburo e per, una volta, accanto all’ovvio, leggi le tirate moralisteggianti dei mille inquisitori un tanto al kilo che popolano i giornali pronti a strologare sul degrado morale non solo dell’assassino ma anche dei suoi familiari, c’è da registrare anche una nutrita serie di prese di posizioni critiche nel mondo dell’informazione. In molti si sono chiesti come mai quel colloquio privatissimo e dolente sia finito sulle pagine dei giornali, essendo evidente che il contenuto non aveva nulla a che vedere con l’informazione sulla vicenda giudiziaria.
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