di Laura Sacchetti
La Nazione, 4 aprile 2024
Il “Festival della Cura” a Pontremoli adotta la giustizia riparativa come soluzione al conflitto. Organizzato con il supporto di diverse istituzioni, si svolgerà con eventi teatrali, dibattiti e laboratori, focalizzandosi sul tema dell’altro. Torna il “Festival della cura” che adotta il modello della giustizia riparativa come rimedio del danno e della sofferenza generata dal conflitto.
di Marco Marozzi
Corriere di Bologna, 4 aprile 2024
“La Seconda Vita”, film di Vito Palmieri: detenuti della Dozza tra le comparse. I detenuti sono dappertutto. Il carcere non si vede mai; mai celle, sbarre, muri, guardie. I detenuti sono liberi, nelle piazze, nelle strade, nei negozi. Le detenute, una decina, fanno la spesa, vanno in ufficio, tutto è normalità. Una finzione che spera di diventare realtà è “La Seconda Vita” di Vito Palmieri, stasera in anteprima al Modernissimo. Ci saranno il regista, giovane pugliese venuto a studiare a Bologna, che qui ha messo in piedi famiglia, lavoro, ricerche di senso, e Marianna Fontana, che riempie il film con la sua storia di Anna, ragazza uscita da 15 anni di carcere e che cerca il difficilissimo nuovo inizio.
di Daniela Zorat
lavocedelpopolo.it, 4 aprile 2024
Un film che è anche una mostra fotografica e una web-serie sulla vita all’interno del carcere Nerio Fischione di Brescia, il più sovraffollato d’Italia. È frutto di un progetto del regista Nicola Zambelli realizzato insieme a un gruppo di detenuti nel corso di un anno. Un “viaggio, lungo e faticoso” che si intitola “11 giorni” offrirà lo spunto per alcune riflessioni in almeno due primi incontri pubblici: l’8 aprile alle 20 quando al Lumi Bar di via Porta Pile 19/h sarà inaugurata l’esposizione degli scatti “D.entro” e il giorno successivo, 9 aprile alle 21, al cinema Nuovo Eden con la proiezione del documentario in cui un gruppo di uomini racconta il suo percorso di giustizia riparativa. Una serata in cui interverranno, insieme al regista, anche il presidente del Consiglio comunale, Roberto Rossini, Francesco Zambelli presidente dell’associazione InPrimis, la garante delle persone private della libertà personale, Luisa Ravagnani, e il presidente dell’associazione Carcere e Territorio, Carlo Alberto Romano.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 4 aprile 2024
Non si tratta di un rischio più o meno imminente. La sanità a pagamento è ormai diventata un fatto reale. Se un tempo vi ricorreva chi voleva saltare la coda, non voleva aspettare qualche mese per fare un intervento, avere una visita specialistica, effettuare esami clinici, oggi vi è costretto chi non può aspettare non dico qualche mese, ma un anno e più per avere una diagnosi, effettuare visite di controllo necessarie, ottenere un intervento che impedisca il peggioramento della propria malattia. Perché anche le “urgenze” rimangono tali solo sulla carta (per un caso che conosco personalmente un intervento urgente da effettuarsi entro tre mesi è stato effettuato solo dopo nove mesi). E non è inconsueto sentirsi consigliare dagli stessi operatori pubblici di rivolgersi al privato, perché nel pubblico l’attesa è troppo lunga.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 4 aprile 2024
È pensabile che le decisioni più intime, quelle relative alla sfera più profonda della nostra coscienza, non vadano considerate “indisponibili” e, all’opposto, siano sottratte alla facoltà di scelta del singolo? E che il nostro vivere e il nostro morire - di noi individui in carne e ossa - non siano affidati al libero arbitrio di ognuno, bensì ad autorità esterne come quelle dello Stato, delle leggi, delle confessioni religiose e delle morali pubbliche?
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 4 aprile 2024
Ispezione del consigliere regionale Pd Paladini e dell’infettivologo Cocco a via Corelli: “Gli eventi critici sono trattati come ordinari”. “Il Cpr non è vita, vieni maltrattato e dimenticato da tutti. Devi urlare per chiedere ogni cosa. Ho visto gente sbattere la testa contro il muro solo per chiedere di accendere una sigaretta. Preferisco morire che tornare lì dentro”. Nabil vive in Italia da 20 anni, è originario del Marocco, ma è cresciuto a Cremona dove ha moglie e figli. Dopo una condanna, già scontata, non è più riuscito a rinnovare il permesso di soggiorno e a inizio febbraio è finito dentro al Cpr di via Corelli a Milano.
di Andrea Di Turi
Avvenire, 4 aprile 2024
Cresce la protesta di realtà cattoliche e della società civile contro la modifica, in senso permissivista, della legge 185 sul commercio e il finanziamento degli armamenti. Il messaggio non potrebbe essere più chiaro: questa legge non s’ha da modificare, comunque non come vorrebbe il governo. La legge è la 185/90 sull’export di armi. Sulle modifiche votate in Senato a febbraio e ora all’esame della Camera, che potrebbe votarle a maggio, un numero crescente di associazioni cattoliche e più in generale della società civile ha alzato la voce per dire senza mezzi termini il suo “No!”. C’è il timore che la 185 venga svuotata e non riesca più a garantire trasparenza e controllo democratico sul commercio di armamenti e su chi lo finanzia. Per giunta in anni di narrazione bellicista imperante, in Italia e in Europa.
di Piero Sapienza
prospettive.eu, 4 aprile 2024
“La pace è soprattutto deterrenza”, così, il 28 marzo scorso, la premier Giorgia Meloni si è rivolta al contingente militare italiano operante in Libano. Io non so se la premier conosce o no il latino, ma questa sua affermazione riecheggia il celebre detto degli antichi romani: “Si vis pacem, para bellum” (Se vuoi la pace, prepara la guerra). Una visione questa diametralmente opposta a quella del Magistero sociale della Chiesa che, proprio a riguardo del fenomeno della deterrenza delle armi come mezzo di dissuasione, ha espresso “severe riserve morali”, affermando: “L’accumulo delle armi sembra a molti un modo paradossale di dissuadere dalla guerra eventuali avversari. Costoro vedono in esso il più efficace dei mezzi atti ad assicurare la pace tra le nazioni”.
di Carmine Pinto
Il Riformista, 4 aprile 2024
L’universalismo dei diritti politici e sociali, la difesa delle donne, il pacifismo morale: una sfida potente per le nostre società. Non tutti i dittatori sono uguali. Prendiamo il caso del Venezuela, dove alla leader dell’opposizione Maria Corina Machado è stato appena proibito di partecipare alle elezioni. Un paese travolto dall’ondata populista degli anni Novanta, dove prese il potere un militare ex golpista, Hugo Chavez, seguito (dopo la morte) da Nicolas Maduro. Il loro regime si è basato sul controllo delle materie prime, la distruzione dei media liberali, la repressione degli oppositori. Ha provocato una delle peggiori crisi umanitarie del XXI secolo. Attualmente, sono in carcere almeno 268 dissidenti.
di Micol Flammini
Il Foglio, 4 aprile 2024
Sullivan avverte gli israeliani che potrebbe essere dichiarata la carestia nella Striscia, il problema è la distribuzione degli aiuti e dopo la morte dei sette volontari della World Central Kitchen, anche altri operatori umanitari minacciano di andare via. Ieri i giornali israeliani erano pieni di virgolettati di funzionari dell’esercito che lamentavano la diffusione di due culture molto diverse all’interno di Tsahal e il sovvertimento della catena di comando. L’uccisione dei sette operatori umanitari che stavano portando i rifornimenti nella Striscia di Gaza, conducendo un’operazione di cui l’esercito era stato informato in ogni dettaglio, ha fatto emergere un dibattito intenso in Israele.
- Medio Oriente. Non c’è falco israeliano che non s’imbatta in un ripensamento. Tranne uno
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