di Antonella Mollica
Corriere della Sera, 1 agosto 2024
Simone Innocenti perquisito per otto ore in casa e in redazione: “Il tenore della pubblicazione puntuale fa ritenere che il giornalista si sia procurato gli atti grazie al favore di pubblici ufficiali infedeli”. Succede che un’allieva di 25 anni della scuola marescialli di Firenze un triste giorno di aprile si tolga la vita. Succede poi che il giornalista del Corriere Fiorentino che si è occupato di questa vicenda una mattina, tre mesi dopo quel suicidio, si trovi poliziotti e carabinieri alla porta di casa con un decreto di perquisizione firmato dal procuratore capo di Firenze Filippo Spiezia e dalla pm Lucia D’Alessandro, arrivata da pochi mesi alla Procura di Firenze da Venezia.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 1 agosto 2024
Sbaglia il giudice se ritiene inammissibile la domanda di ammissione perché manca la dichiarazione sottoscritta del terzo in merito ai propri redditi. E il giudice non ha alcun potere di richiederla. In merito all’istanza di ammissione al gratuito patrocinio, l’obbligo di comunicare i propri redditi e quelli di eventuali terzi/familiari conviventi è pienamente assolto con la sola dichiarazione sostitutiva proveniente dall’istante. Non può cioè il giudice ritenere insufficiente l’autocertificazione fatta dal solo imputato relativamente al cumulo reddituale e non può richiedere espressa dichiarazione da parte dei familiari in merito ai loro redditi, attraverso ulteriore autocertificazione da parte degli stessi.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 1 agosto 2024
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sentenza n. 31180/2024 accogliendo il ricorso dell’imputato. È illegittimo il decreto di ispezione informatica con il quale il pubblico ministero, prima di disporre la restituzione della “copia forense” dei dati acquisiti tramite il sequestro probatorio di telefoni cellulari, annullato dal tribunale del riesame, acquisisca nuovamente i medesimi dati. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sentenza n. 31180/2024 accogliendo il ricorso dell’imputato. Per la VI Sezione penale, infatti, un simile provvedimento è “inosservante della decisione giurisdizionale”. Ne consegue il venir meno del potere dell’organo inquirente di incidere ulteriormente sul bene, neppure soggetto a confisca obbligatoria. Ragion per cui l’acquisizione di tali dati configura la violazione della sfera di libertà e segretezza della corrispondenza, al di fuori dei presupposti stabiliti dall’articolo 15 della Costituzione. La Corte ha poi precisato che le “chat” acquisite, affette da “inutilizzabilità patologica”, non sono utilizzabili nella fase delle indagini e a fini cautelari.
di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 1 agosto 2024
“Portatela fuori o sarà la prossima vittima del sistema carcerario”. La lettera dalla Dozza di Bologna al Garante, per chiedere un intervento urgente. Il problema è che lei è senza domicilio e residenza e bisogna trovare una struttura adeguata. Da quando è tornata dall’ospedale non si alza più in piedi. A 70 anni, passa le sue giornate a letto. Accudita da un’altra detenuta che l’aiuta in tutto, persino a mangiare. Un sollievo, certo. Come lo è anche il piccolo ventilatore montato dall’amministrazione penitenziaria nella sua cella. Della condizione dell’anziana, reclusa della sezione femminile della Dozza, si sta occupando il garante per i detenuti del comune, Antonio Ianniello, sollecitato dalle stesse compagne di sezione della donna. Nei giorni scorsi ha infatti ricevuto una lettera con la quale gli è stato chiesto un intervento urgente, specificando “che la signora in queste condizioni sarà l’ennesima vittima di questo sistema carcerario”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 1 agosto 2024
L’appello della rettrice: “Il ministro intervenga”. Ieri mattina è stato osservato un minuto di silenzio all’Università di Firenze per sensibilizzare sulla drammatica situazione che stanno affrontando gli istituti penitenziari italiani e anche quelli toscani, alla luce dei due recenti suicidi che si sono verificati prima a Sollicciano e poi a La Dogaia di Prato. Il momento di raccoglimento si è tenuto intorno alle 9.30 nell’atrio dell’aula magna del Rettorato, in piazza San Marco. Era presente la rettrice dell’Università, Alessandra Petrucci, insieme al prorettore vicario, Giovanni Tarli Barbieri, e alla delegata alla inclusione e diversità, Maria Paola Monaco, oltre al personale del rettorato. Presente, tra gli altri, anche Carmelo Cantone, ex vicecapo Dipartimento amministrazione penitenziaria, già provveditore regionale.
di Anna Rosso
Messaggero Veneto, 1 agosto 2024
Sono intervenuti nella notte carabinieri e polizia: una parte dell’area della struttura in via Spalato è stata evacuata per la presenza di fumo. Più pattuglie di carabinieri e polizia sono intervenute, nella serata di mercoledì 31 luglio, all’esterno del carcere di via Spalato, a Udine. Più pattuglie di carabinieri e polizia sono intervenute, nella serata di mercoledì 31 luglio, all’esterno del carcere di via Spalato, a Udine, dove - stando alle prime informazioni - alcuni detenuti, secondo le testimonianze delle persone presenti sul posto, avrebbero avviato una sorta di protesta, urlando e battendo sulle sbarre. Ad un certo punto, nella zona delle celle, si è sviluppato del fumo e, a titolo precauzionale, l’area in questione è stata evacuata: i detenuti sono stati temporaneamente trasferiti nel cortile esterno del carcere stesso. In via Spalato c’erano anche un’ambulanza e l’automedica.
Corriere della Calabria, 1 agosto 2024
Capienza al limite, poco personale e problemi che riflettono quelli degli istituti di tutta Italia. I Radicali: “Tenere alta l’attenzione”. Vivere in pochi metri quadrati con un caldo asfissiante e una crisi idrica: è la drammatica condizione dei detenuti nel carcere di Vibo Valentia, dove pochi giorni fa una protesta è degenerata in aggressioni al personale e danni alla struttura. Una “polveriera” sociale che rischia di implodere con carenze strutturali, poco personale e diritti dei detenuti a rischio: l’emergenza carceri, diffusa in tutta Italia, è anche più evidente nel Sud, dove alle problematiche “interne” si aggiungono quelle di un contesto “esterno” in difficoltà. È il caso, ad esempio, dell’ordinanza di non potabilità dell’acqua emanata qualche giorno fa dal sindaco di Vibo Enzo Romeo che, unita al caldo asfissiante estivo, ha portato i detenuti a due giorni di proteste culminati in un principio di fuoco appiccato in una stanza. Situazione su cui accendono i fari anche i sindacati della polizia penitenziaria: poco personale a gestire la “polveriera” e a rischiare la propria incolumità. Un allarme lanciato anche dall’altra parte, da chi difende i diritti di detenuti “costretti” a vivere in condizioni difficili.
di Beatrice Branca
Corriere del Veneto, 1 agosto 2024
“La pubblicazione delle intercettazioni del primo colloquio fra Filippo Turetta e i suoi genitori è apparsa come un’azione violenta e irrispettosa di una relazione, genitore-figlio, assolutamente intima e che dovrebbe restare privata”. Si è espresso così Carlo Vinco, il garante dei detenuti della Casa Circondariale di Montorio (Verona), dove si trova Filippo Turetta, accusato di aver ucciso l’ex fidanzata Giulia Cecchettin l’11 novembre 2023. L’intercettazione risale al 3 dicembre 2023 ed è stata resa pubblica la scorsa settimana dal settimanale Giallo, scatenando la gogna mediatica nei confronti di Nicola Turetta, padre di Filippo, per aver minimizzato il femminicidio compiuto dal figlio, definendolo “un momento di debolezza”.
di Annalisa Maggi
Il Messaggero, 1 agosto 2024
Il vice premier Antonio Tajani in visita al supercarcere di Paliano. Ieri mattina, alle 10, il portone della Casa di Reclusione di Paliano si è aperto per accogliere il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. Parte dalla Ciociaria, infatti, e precisamente dall’ala della cinquecentesca Rocca dei Colonna adibita a Casa di Reclusione l’iniziativa “Estate in carcere”. Si tratta di una serie di visite negli istituti di pena in tutta Italia programmate da parte di parlamentari, eurodeputati, consiglieri regionali, amministratori e militanti azzurri, per verificare le condizioni dei detenuti e confrontarsi con dirigenti, operatori, agenti di polizia penitenziaria e magistrati di sorveglianza.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 1 agosto 2024
Al lavoro sui campi, fianco a fianco, detenuti e volontari. È l’iniziativa promossa da Libera nel carcere “Novelli” di Carinola, in provincia di Caserta. Non era mai successo. Lavorare sui campi, fianco a fianco, detenuti e volontari. È il campo di lavoro promosso da Libera nel carcere “Novelli” di Carinola nel Casertano. Non era mai successo. È infatti, il primo promosso dall’associazione guidata da don Luigi Ciotti, in un istituto penitenziario. Dal 29 luglio al 3 agosto 16 persone provenienti da tutta l’Italia lavoreranno sui terreni agricoli del carcere e si confronteranno coi detenuti. Un’iniziativa resa possibile grazie all’impegno molto convinto del direttore del carcere, Carlo Brunetti, e della cooperativa sociale “La strada” che hanno già realizzato il progetto “C.R.eA. - Coltivare responsabilità e alternative in agricoltura” per rendere produttivi i terreni dell’istituto penitenziario e attivare un laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli. Il carcere era infatti nato proprio come colonia agricola ma poi nel tempo era stato trasformato in un penitenziario vero e proprio, anche di massima sicurezza, e l’attività sui campi mai pienamente realizzata.
- Forlì. Inserimento di detenuti della Rocca nel tessuto sociale e lavorativo: anche Cia-Conad firma
- Torino. Studiare alle Vallette: anche d’estate si prova a evadere con i libri
- Milano. Sul palco attori ed ex detenuti per ripensare l’idea del male e riflettere sulla nostra società
- Coerenza sui diritti umani: il doppio standard rende deboli le democrazie
- Belgio. Andrea, da mesi in carcere per un furto di collanine









