di Alessandro Barbano
Il Riformista, 4 aprile 2024
La sindrome del “vorrei ma non oso” ha colpito ancora a un passo dal traguardo. Quando una moderata stretta sulle intercettazioni stava per essere approvata in commissione giustizia al Senato, il governo ha chiesto un rinvio, come aveva già fatto per il disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere. È la prova anzitutto di quanto forti siano le pressioni che una parte della magistratura esercita dall’esterno e dall’interno dei palazzi, avendo occupato una gran parte degli uffici legislativi e dei gabinetti che contano. Ma è anche la prova di quanto sia fragile la cultura dello Stato di diritto in una maggioranza che pure si dichiara garantista, ma che mastica il garantismo non diversamente dalla numismatica babilonese.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 4 aprile 2024
Slitta in commissione giustizia del Senato il voto sul disegno di legge che pone limiti agli ascolti, riguardava limiti temporali e all’uso del Troyan, e il divieto di captazione per il colloquio tra difensore e indagato. Ennesimo stop ieri in Commissione giustizia a Palazzo Madama sul ddl recante “Modifiche alla disciplina delle intercettazioni tra l’indagato e il proprio difensore, nonché in materia di proroga delle operazioni”. Il governo, tramite il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, ha chiesto infatti più tempo per la riformulazione dell’emendamento della relatrice, la senatrice della Lega Erika Stefani, che stabiliva una durata complessiva delle intercettazioni non superiore a quarantacinque giorni, salvo che nei procedimenti in materia di criminalità organizzata oppure quando l’assoluta indispensabilità delle operazioni, per una durata superiore, sia giustificata dall’emergere di elementi specifici e concreti, che devono essere oggetto di espressa motivazione.
di Alessandro Barbano
Il Riformista, 4 aprile 2024
Il teatrino del procuratore che attacca il governo. “Io non condivido la grandissima maggioranza delle cose che ha detto Berlusconi, però Berlusconi una volta ha detto una cosa giusta, che ai magistrati bisognerebbe fare i test psicoattitudinali”: Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, cinque anni fa non aveva dubbi. Quello dei magistrati - raccontava a Massimo Giannini, che lo intervistava da Radio Capital - “è un lavoro molto logorante: ogni cinque anni in modo anonimo ci dovrebbero sottoporre ai test”.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 4 aprile 2024
La leale collaborazione istituzionale, indispensabile proprio per rendere valida la divisione dei poteri, non può “imporre” al Parlamento le decisioni. In un periodo di animate discussioni sulle riforme costituzionali e sulle riforme dell’ordinamento giudiziario è necessario far riferimento costante al tema della separazione dei poteri e dei pesi e contrappesi che costituiscono l’ossatura della nostra Costituzione. Le leggi costituzionali configurano un sistema di valori nei quali si debbono riconoscere tutti: costituiscono un patto tra lo Stato e i cittadini che ha un fondamento nella cultura e nella storia dei diritti, e interpretano le nuove esigenze della società. Per modificare una Costituzione occorre una grande spinta morale e culturale idonea ad individuare cosa deve essere l’Italia di domani.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 aprile 2024
Nella pronuncia di assoluzione di un presunto stupratore viene rispolverato l’onere della donna di resistere alla violenza sessuale. Ma piazza Cavour “corregge” i colleghi. Palermo, anno domini 2022. In una sentenza redatta da alcuni giudici della Corte d’Appello appare un’espressione antiquata, tirata in ballo nel verdetto di assoluzione di un giovane accusato di violenza sessuale. Un’espressione che riporta indietro di anni, quando i reati sessuali erano ancora rubricati come reati contro la morale sessuale e valeva il principio “l’uomo ha il diritto di chiedere, la donna ha il dovere di rifiutare”.
di Zita Dazzi
La Repubblica, 4 aprile 2024
Cappellano per 50 anni al carcere minorile “Beccaria” di Milano, don Gino Rigoldi, 84 anni, ha passato le consegne da pochi giorni a don Claudio Burgio, prete con cui collabora da vent’anni. Poi è entrato in ospedale per un piccolo intervento al cuore, ma sorride come sempre quando lo incontriamo nel giardino assolato della sede della sua fondazione, a Bisceglie, periferia sud ovest della città.
veneziaradiotv.it, 4 aprile 2024
La situazione critica carceraria a Santa Maria Maggiore di Venezia evidenzia carenze strutturali e lacune legislative. Migliore, invece, la situazione alla Giudecca. Nella puntata di “Una Voce Forte”, il conduttore Riccardo Cecconi intervista Samuele Vianello, segretario Radicali Venezia. Viene ripreso il tema delle realtà carcerarie, argomento già affrontato recentemente a seguito di una protesta avvenuta il 20 marzo. Cecconi si sofferma, nello specifico, sulla situazione del carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 aprile 2024
“Vogliamo una Giornata nazionale per la Giustizia Riparativa”: la raccolta di firme parte da Mantova il 5 aprile nella sede dell’Università di Mantova, in via Scarsellini 2, con un evento che riunirà esperti italiani ed europei. Un’iniziativa che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un approccio alla giustizia che vada oltre la semplice applicazione delle norme tecniche. La Giustizia Riparativa si propone di sanare le ferite causate da un reato non solo attraverso la punizione del colpevole, ma anche occupandosi della vittima, dei suoi familiari e della comunità nel suo insieme. L’evento, organizzato da Libra Ets insieme all’Ordine degli avvocati di Mantova, il Laboratorio Nexus di Mantova e altre importanti istituzioni, vedrà la partecipazione di numerosi esperti del settore giudiziario, sociale, educativo e culturale. Non è un caso che il primo lancio ufficiale della raccolta di firme avvenga a Mantova, dove da anni si svolgono iniziative che hanno anticipato la legge sulla Giustizia riparativa, con il sostegno ai condannati nell’acquisizione di competenze umane e lavorative per la vita libera, ma anche iniziative per sanare le ferite delle vittime, e altre per prevenire i conflitti. La giornata inizierà alle 10 e si conclude alle 18.30, tra i relatori e i partecipanti ci saranno magistrati, giudici di sorveglianza, docenti universitari, volontari attivi nelle carceri, esperti internazionali e il filosofo Umberto Curi.
di Tiziana Barillà
italiachecambia.org, 4 aprile 2024
Scrivere è terapeutico e spesso, per chi si trova costretto in una condizione che limita la quotidianità, come i detenuti di un carcere, è un modo per mantenere vivi la mente e lo spirito. È anche questo - ma non solo - uno dei principi a cui si ispira S-catenati, un giovano giornale che raccoglie i contributi e gli scritti degli ospiti della Casa Circondariale di Matera. La scrittura come forma meditativa o addirittura liberatoria. Su questo presupposto è nato S-catenati, oltre l’errore, un giornale realizzato con la collaborazione dei detenuti della Casa Circondariale di Matera, grazie all’idea e agli sforzi dell’associazione di volontariato penitenziario Disma. È un periodico trimestrale che racconta le storie di chi abita il carcere, creando un legame tra il dentro e il fuori delle mura carcerarie.
di Paolo Girotti
Il Giorno, 4 aprile 2024
Visita guidata per i ragazzi del Bernocchi: “L’occasione per vedere da vicino il mondo dietro le sbarre”. Educare - e rieducare - è una sfida che non ammette mai resa. È questo il principale insegnamento che gli studenti dell’Isis Bernocchi hanno ricavato in occasione dell’ultima iniziativa organizzata dall’istituto legnanese. La scorsa settimana, infatti, le classi 5ªO, 5ªQ e 5ªZ dell’Isis Bernocchi si sono recate in uscita didattica al carcere di Opera, per una visita guidata organizzata dagli Avvocati delle Camere penali di Milano nell’ambito del progetto legalità condotto in Istituto con il loro supporto.











