di Adriano Sofri
Il Foglio, 4 aprile 2024
Gli scrittori dicono che il Paese ha perduto l’anima, nella suicida e omicida leadership moderna. I vecchi capi sentivano la precarietà del rapporto con gli arabi. Quelli di oggi conoscono solo l’esercito di occupazione. Gli scrittori israeliani danno interviste desolate, in cui dicono alternamente che Israele ha perduto l’anima, o ha perduto la reputazione. È probabile che l’anima sia il miglior sinonimo della reputazione, e viceversa. Ambedue le espressioni lasciano intendere che la reputazione e l’anima perduta sono molto difficili, se non impossibili, da recuperare. Che cosa può succedere ancora che, se non salvare anima e reputazione, riduca almeno il danno e rallenti la corsa allo sbaraglio che ha ubriacato il governo israeliano? Un mio amico, uno che ha spinto il suo amore per Israele fino alla impossibile difesa di Netanyahu, mi dice che una volta tolto di mezzo Netanyahu gli altri faranno esattamente quello che sta facendo lui. Io dissento anche da questo, almeno per principio - l’ultima dea. Ma non ho alcuna speranza che compaia sull’orizzonte israeliano un uomo (o una donna) “nuovo”, capace di un pensiero e di un gesto spiazzante, che mostri semplicemente ragionevole ciò che oggi sembra scandalosamente o fatalmente impensabile. Mi piace, certo, una simile idea. È il bello di ogni messianismo. Peccato che non succeda. Nemmeno nel nostro piccolo, quando si evocava, e ci piaceva, l’avvento di un “papa straniero”. Non succede nemmeno col papa, da qualunque parte provenga.
di Pietro Pellegrini*
quotidianosanita.it, 3 aprile 2024
Nei primi tre mesi del 2024 sono stati 28 i suicidi nelle carceri. Tassi di suicidio 20 volte superiori a quelli della popolazione generale. Un fenomeno allarmante e complesso rispetto al quale non sono adeguate letture semplicistiche che talora alimentano lo stigma dei malati mentali ritenuti responsabili sia dei disordini interni agli istituti di pena sia dei suicidi. I dati della Relazione del Garante Nazionale offrono importanti riflessioni.
di Irene Carmina
La Repubblica, 3 aprile 2024
Intervista al sociologo: “Il 40% dei detenuti assume psicofarmaci, in larga parte sedativi”. Per Luigi Manconi, sociologo dei fenomeni politici ed ex sottosegretario alla Giustizia nel governo Prodi, il carcere oggi assomiglia a una grossa “bancarotta irreversibile”. Un luogo non solo inutile ma anche dannoso che calpesta i diritti dei detenuti. Con l’aggravante che, “se la classe politica non adotterà provvedimenti radicali, la situazione potrà solo precipitare”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 aprile 2024
Lo ha detto il Garante del Lazio Anastasìa presentando il suo libro “Le pene e il carcere”. Nel Salone del Commendatore nel Complesso monumentale Santo Spirito in Sassia si è svolto l’incontro per la presentazione del libro del Garante Stefano Anastasìa “Le Pene e il Carcere”, un’opera che offre un’analisi approfondita del complesso scenario delle istituzioni carcerarie italiane. L’evento, promosso dal Commissario straordinario della Asl Roma 1, Giuseppe Quintavalle, ha fornito un’opportunità di confronto su tematiche cruciali legate al sistema penitenziario nazionale.
Il Dubbio, 3 aprile 2024
Aldo Di Giacomo, oltre a digiunare, visiterà le case circondariali di Napoli Poggioreale, Bologna, Padova, Milano e Firenze. Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia penitenziaria, inizierà da oggi, 2 aprile, un tour in alcune carceri e uno sciopero della fame a oltranza: oggi a Napoli Poggioreale, domani a Bologna, giovedì a Padova, venerdì a Milano, sabato a Firenze, “per riaccendere i riflettori sulla sempre più grave emergenza che ha due facce della stessa medaglia: i suicidi dei detenuti (28 dall’inizio dell’anno, con una media di 1 ogni 3 giorni) e le aggressioni agli agenti (1.800 circa nel 2023, circa 40 a settimana in questi primi tre mesi del 2024)”.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 3 aprile 2024
Guardasigilli a rischio in caso di rimpasto, a meno che gli azzurri non sbanchino alle Europee. Le Europee stanno diventando così importanti, che forse dal loro esito dipenderà anche il futuro della riforma della giustizia. Negli ambienti di Forza Italia non lo si dice apertamente, ma la sensazione è che il destino della separazione delle carriere sia legato a un filo esile, per motivi anche regolamentari, ma principalmente di ordine politico.
di Alessandro Barbano
Il Riformista, 3 aprile 2024
Il teatrino del procuratore Gratteri che attacca il governo cela una sottile complicità politica. “Io non condivido la grandissima maggioranza delle cose che ha detto Berlusconi, però Berlusconi una volta ha detto una cosa giusta, che ai magistrati bisognerebbe fare i test psicoattitudinali”: Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, cinque anni fa non aveva dubbi. Quello dei magistrati - raccontava a Massimo Giannini, che lo intervistava da Radio Capital “è un lavoro molto logorante: ogni cinque anni in modo anonimo ci dovrebbero sottoporre ai test”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 3 aprile 2024
Esemplare la sentenza sull’ergastolo, avversata da FdI come dai 5S. Sarà lo stesso con l’affettività in carcere. È un rapporto controverso. Ambivalente. Corte costituzionale e politica parlano con difficoltà. Comunicano tra incomprensioni, insofferenze, tentativi di apertura presto respinti. Da tempo il rapporto fra la maggioranza di centrodestra e il giudice delle leggi viene ricondotto alla scadenza dei quattro componenti che, nei prossimi mesi, il Parlamento potrà avvicendare: l’ex presidente Silvana Sciarra, che ha già completato a fine 2023 i propri nove anni (e attualmente infatti la Corte ha 14 giudici anziché 15), il suo successore Augusto Barbera e due dei tre attuali vicepresidenti, ossia Franco Modugno e Giulio Prosperetti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 aprile 2024
La magistratura di Sorveglianza non può impartire disposizioni al carcere per migliorare la vita detentiva di chi è al 41 bis. Questo è, in sintesi, quanto emerge da una recente sentenza della Cassazione, numero 12362. Tale decisione si basa su un ricorso proposto dal ministero della Giustizia contro un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Perugia, relativa alla fornitura di servizi di barberia nella sezione del 41 bis del carcere di Spoleto.
Il Sole 24 Ore, 3 aprile 2024
Chiesto al ministero della Giustizia di esplicitare nel testo del Dm il ruolo di titolare del trattamento dei dati svolto dalle Procure della Repubblica. Parere favorevole del Garante Privacy sullo schema di decreto del ministero della Giustizia che regola l’attivazione dell’archivio digitale delle intercettazioni (ADI) presso le infrastrutture interdistrettuali e definisce tempi, modalità e requisiti di sicurezza della migrazione e del conferimento dei dati. L’archivio - tenuto sotto la direzione e la sorveglianza del Procuratore della Repubblica - custodisce i verbali, gli atti e le registrazioni delle intercettazioni disposte dalle singole Procure.
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