di Mario Di Vito
Il Manifesto, 31 luglio 2024
Intervista alla presidente di Magistratura democratica: “La situazione è gravissima, ma i detenuti non sono un elettorato di riferimento. Nordio diceva di essere a favore del diritto penale minimo, ma in tutta evidenza non è così: ha abolito l’abuso d’ufficio, ma il governo continua a criminalizzare il dissenso”. “La situazione è talmente grave che deve essere affrontata subito, immediatamente”. Silvia Albano, giudice al tribunale di Roma e presidente di Magistratura democratica esordisce così parlando di carcere. L’emergenza, del resto, è conclamata: il numero dei suicidi tra i detenuti è spaventoso (61), le rivolte si susseguono a ritmo quotidiano, il numero di atti di autolesionismo non si riesce nemmeno a calcolare, i garanti dei detenuti un giorno sì e l’altro pure fanno presente che così proprio non è possibile andare avanti.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 31 luglio 2024
“Sinceramente non ho mai capito perché in questo paese, da almeno 40 anni a questa parte, manchi un progetto di riforma carceraria, così come manca un progetto sulla giustizia, visto che ogni ministro che è arrivato ha fatto riformine a macchia di leopardo sempre nell’interesse di una determinata parte o di un determinato gruppo ideologico. Non si possono affrontare settorialmente i problemi facendo un’amnistia o un indulto, perché il problema non è dato dalla costruzione di nuove carceri o dalle misure alternative alla detenzione”. Sono le parole pronunciate ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, da Alfonso Sabella, giudice del tribunale di Roma, a proposito dell’emergenza carceraria, sulla quale espone la sua passata esperienza personale di capo ispettivo al Dap (Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria - Polizia Penitenziaria) del Ministero della giustizia.
di Debora Bionda
forensicnews.it, 31 luglio 2024
Le condizioni di vita nei penitenziari sono sempre più problematiche. Suicidi e violenze sono all’ordine de giorno. Il sovraffollamento rende la vita in carcere ancora più critica. Che fare? Sono ormai 60 i suicidi nelle carceri italiane da inizio anno. Strutture fatiscenti, violenze, condizioni igieniche precarie rendono la detenzione invivibile ed ecco che i carcerati arrivano a compiere gesti estremi. E poi c’è il grande tema del sovraffollamento. Secondo un rapporto di Antigone, al 31 marzo 2024 erano 61.049 le persone detenute, a fronte di una capienza ufficiale di 51.178 posti. Nel dettaglio, il livello di sovraffollamento nazionale ha raggiunto il 130% e in 56 carceri italiane è superiore al 150% con picchi di oltre 200%.
di Massimo Lensi
Il Domani, 31 luglio 2024
In carcere manca tutto. Nell’istituzione totale dedicata a curare chi la legge viola, manca anzitutto il rispetto della legge. Un paradosso repressivo e disciplinare ma fino a un certo punto. Molte attenzioni si concentrano, infatti, sulle condizioni di vita dei reclusi e la fatiscenza degli edifici. Una sorta di fatale Bolero accompagna le modeste attenzioni. Si usano sempre parole adeguate: disumanità, condizioni di vita degradanti. Un altro recluso si è impiccato alla Dogaia, il carcere di Prato. C’era stata una rivolta in quel carcere. Normalmente una rivolta si accende a causa di un suicidio in carcere. Questa volta è accaduto l’opposto. Il giovane detenuto si è tolto la vita alla conclusione dei tafferugli. Un’anomalia. Gli eroi son tutti giovani e belli, ma non in carcere. Addirittura, in questa occasione, è stato modificato lo spazio semantico della parola “rivolta”.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 31 luglio 2024
Il collegio guidato da Felice Maurizio D’Ettore è considerato troppo vicino al Governo. Il suo atteggiamento cozza con il grande attivismo dei Garanti territoriali, che il 7 agosto vedranno Nordio. Verini (Pd): “Concezione burocratica del ruolo”. Le associazioni: “Stanno distruggendo l’istituzione”. Gli agenti: “Nessun rapporto”. “E il Garante nazionale dei detenuti dov’è? Che fa?”. Mentre il dramma dei suicidi in carcere e delle condizioni indecenti dei penitenziari emerge con prepotenza e non incontra risposte adeguate, un interrogativo serpeggia tanto in Parlamento quanto tra addetti ai lavori e associazioni. C’è un certo malcontento, che assume picchi più o meno alti a seconda di chi parla, nei confronti del nuovo collegio del Garante nazionale dei detenuti. A Felice Maurizio D’Ettore - civilista, ex parlamentare, prima berlusconiano, poi totiano, infine meloniano - e ai suoi colleghi Irma Conti e Mario Serio si contesta in alcuni casi l’assenza, in altri un’interpretazione troppo burocratica del ruolo, in altri ancora un’eccessiva accondiscendenza nei confronti dei provvedimenti del governo. Al punto che un tiepidissimo dubbio - scritto in giuridichese spinto - espresso dal Garante sul ddl sicurezza era stato salutato con sorpresa, perché considerato un gesto inusuale.
di Caterina Pozzi*
Il Manifesto, 31 luglio 2024
Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca) ha espresso forte preoccupazione per il decreto cosiddetto “svuota-carceri”. Lo abbiamo fatto con un documento, sia per l’impostazione del provvedimento, sia per alcuni punti specifici contenuti nel testo. Il Cnca ha esperienza diretta di cosa significhi accogliere persone in misura alternativa alla detenzione: nell’ultima rilevazione quasi 400 persone erano ospitate a questo titolo nelle comunità terapeutiche residenziali della rete. La strada maestra per affrontare il problema del sovraffollamento in carcere è quella di ridurre gli ingressi nelle strutture detentive e limitarne i tempi. Un risultato che si raggiunge con una decisa azione di depenalizzazione e di ricorso esteso alle misure alternative alla detenzione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 luglio 2024
Il Garante regionale dei diritti delle persone detenute della Calabria, l’avvocato Luca Muglia, ha pubblicato innovative linee guida riguardanti i procedimenti di limitazione della responsabilità genitoriale per le persone ristrette in carcere e il diritto dei figli minori a mantenere un legame affettivo continuativo con il genitore detenuto. Questo documento, frutto di un’ampia consultazione con numerose istituzioni e organizzazioni, mira a bilanciare le esigenze di tutela dei detenuti nell’esercizio delle loro funzioni genitoriali con la necessità di proteggere i diritti dei minori, in particolare il loro diritto alla bigenitorialità. Le linee guida, elaborate sotto forma di Raccomandazioni, sono il risultato di un’estesa collaborazione. Muglia ha coinvolto la magistratura minorile e di sorveglianza, gli Ordini degli Avvocati, l’Ordine regionale degli Assistenti sociali, il Centro Giustizia Minorile, l’Uiepe, l’Amministrazione penitenziaria, le associazioni forensi rappresentative, l’Osservatorio carcere dell’Unione Camere Penali e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università IE di Madrid. Ha inoltre collaborato con i Garanti calabresi dei diritti delle persone detenute, il portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali Samuele Ciambriello e il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Una specifica interazione sui contenuti è stata effettuata con Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 luglio 2024
Via libera ieri pomeriggio della commissione Giustizia al Senato al dl Carceri, con il conferimento del mandato per l’aula ai relatori, la presidente della 2a di Palazzo Madama Giulia Bongiorno (Lega) e il senatore Sergio Rastrelli (Fratelli d’Italia). Il dl Carceri è ancora in prima lettura al Senato e va convertito in legge entro il 2 settembre. Oggi arriverà nell’aula di Palazzo Madama ma è probabile che l’Esecutivo ponga la questione di fiducia che verrebbe votata nella giornata di domani. Le opposizioni (Pd, Iv, M5s e Avs), presenti con i soli capigruppo di Commissione, non hanno partecipato al voto in segno di protesta per l’impianto dell’intero provvedimento e si sono riservate di ripresentare la quasi totalità degli emendamenti, respinti in commissione, in sede di discussione in Aula.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 31 luglio 2024
La volontà della maggioranza di chiudere i provvedimenti più discussi prima dello stop estivo ha dato un’accelerazione anche al ddl Sicurezza. Il centro destra vuole concludere l’esame nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera per garantire l’approdo in Aula nella prossima settimana. Il provvedimento, a quanto sembra, conterrà anche la stretta sulla cannabis light proposta dal governo con un emendamento. Ma in discussione c’è anche la proposta della Lega sulla castrazione chimica per gli stupratori e quella che prevede l’introduzione del reato di “integralismo islamico” con il carcere fino a 6 anni. Ci saranno inoltre la norma ribattezzata anti-Ghandi che prevede il carcere fino a un mese per chi blocca una strada o una ferrovia con l’aggravante del reato di resistenza a pubblico ufficiale nel caso in cui la protesta punti a impedire la realizzazione di un’opera pubblica, la norma anti No Ponte e Tav.
di Riccardo De Vito
Il Manifesto, 31 luglio 2024
Mentre la contabilità della morte in carcere arriva a quota 61 e un decreto interviene d’urgenza, senza neppure nominare il sovraffollamento e soltanto per complicare le procedure per la concessione dei famosi giorni di liberazione anticipata, si torna a discutere della proposta di legge Sciascia-Tortora. Di cosa si tratta è presto detto: il nucleo dell’iniziativa prevede che i magistrati ordinari in tirocinio svolgano un periodo non inferiore a quindici giorni di esperienza formativa in carcere, comprensivo di pernottamento in casa circondariale o di reclusione. Solo d’acchito il tema può sembrare eccentrico rispetto all’emergenza. A un’analisi più attenta, al contrario, costringe a porsi una domanda essenziale: conosciamo davvero il carcere? Sappiamo come funziona e come possiamo migliorarlo? Lo sanno i giudici?
- Proposta paradossale: qualche giorno di carcere obbligatorio per i magistrati tirocinanti
- Lazio. Allarme carceri: a Rieti un altro suicidio in isolamento, proteste in diversi istituti
- Firenze. I Radicali a Sollicciano: “È una tortura di Stato, denunciamo il ministro”
- Roma. Emergenza carceri, gli avvocati scrivono a Mattarella: “Liberazione anticipata subito”
- Milano. I detenuti a Opera denunciano pestaggi: “Ci trattano come animali”. La Procura apre un’inchiesta









