notiziediprato.it, 28 gennaio 2026
Appuntamento venerdì prossimo a palazzo Banci Buonamici per affrontare un tema di stretta attualità come quello degli spazi detentivi spesso ristretti e insufficienti che producono il riconoscimento del danno al recluso. Alternative e soluzioni al centro del dibattito. Riduzioni di pena, risarcimenti e trasferimenti per detenuti costretti a vivere in celle che non rispettano i parametri minimi di legge. È questa una delle conseguenze concrete del sovraffollamento carcerario, tema al centro dell’incontro in programma venerdì 30 gennaio, a partire dalle 15.30, nella sala del Gonfalone di palazzo Banci Buonamici, a Prato (ingresso libero e gratuito).
Corriere del Mezzogiorno, 28 gennaio 2026
Nuove repliche in programma a fine gennaio per “Traggiche criature o della sostanza dei sogni”, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre. La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni “Fornelli” di Bari, sarà nuovamente in scena da questa sera fino a venerdì (ore 20.30) con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi, curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia. L’evento rientra nel progetto nazionale “Per Aspera ad Astra riconfigurare il carcere attraverso la bellezza”, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
di Valerio Callieri
illibraio.it, 28 gennaio 2026
Sta per uscire il romanzo, AS3, ma è anche e, soprattutto, il trentennale di Infinite Jest di David Foster Wallace. La prima casa editrice al mondo a pubblicarlo, al di fuori degli Stati Uniti, è stata Fandango. AS3 è un romanzo edito da Fandango. È con questo sillogismo sdrucciolevole che voglio accompagnarvi dentro la sezione di Alta Sicurezza 3 di Rebibbia da cui nasce il mio romanzo. È qui che ho condotto un lungo laboratorio di scrittura per conto della Fondazione Severino. Prendendo l’abbrivio dall’incipit di un brano di Infinite Jest, voglio suggerirvi quello che ho sentito e che troverete nella storia. Se in virtù di carità o disperazione doveste mai trovarvi rinchiuse nella sezione femminile AS3 del carcere di Rebibbia verrete a sapere molte cose nuove e curiose. Scoprirete che non importa quante volte metterete una crocetta accanto a “Yogurt alla fragola” sul vostro modulo spesa, arriverà sempre quello ai mirtilli.
di Paolo M. Alfieri
Avvenire, 28 gennaio 2026
Nel 2024 sono state censite 167 azioni legali temerarie in Europa. Ventuno arrivano dall’Italia, che per il secondo anno consecutivo è il Paese più colpito. Un segnale allarmante sulla contrazione dello spazio civico e sui limiti della nuova normativa europea anti-SLAPP. Non servono censure esplicite, né redazioni chiuse con la forza: oggi il silenzio si può ottenere per via giudiziaria, a colpi di querele milionarie e minacce legali capaci di fiaccare anche le voci più solide. È quanto emerge dal nuovo rapporto della Coalition Against SLAPPs in Europe e della Fondazione Daphne Caruana Galizia. Un’Europa dove chi indaga, denuncia o critica il potere viene sempre più spesso trascinato in tribunale non per cercare giustizia, ma per essere intimidito. Nel 2024 le azioni legali temerarie censite sono state 167, una in più rispetto all’anno precedente. Un numero che, isolato, può sembrare marginale. Ma il dato diventa allarmante se letto in prospettiva. Dal 2010 a oggi le SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation) documentate salgono a 1.303, in netto aumento rispetto alle 1.049 rilevate fino al 2023. Non episodi sporadici, ma una dinamica strutturale che accompagna la progressiva contrazione dello spazio civico europeo.
Il Manifesto, 28 gennaio 2026
Appello dei professionisti della salute per la tutela delle persone migranti, in risposta alla Circolare del Ministero dell’Interno del 20/01/2026. Nella circolare rivolta alle prefetture dal Ministro dell’Interno il 20 gennaio 2026, che punta ad aumentare la capienza dei CPR e a facilitare le espulsioni, le indicazioni per ritardare la visita medica di idoneità dopo l’ingresso nei CPR dal punto di vista della sanità pubblica rappresentano una sfida al Codice Deontologico e alla tutela della salute, che sollecitano alcune riflessioni.
di Angela Nocioni
L’Unità, 28 gennaio 2026
La Guardia costiera italiana non ha dato pubblicamente la notizia. Di quest’ultima tragedia si sa solo perché Scandura, di Radio Radicale, ha trovato e diffuso il comunicato InmarSat alle navi nell’area. La Guardia costiera italiana non ha diffuso la notizia dell’ennesima strage nel Mediterraneo centrale. Delle 380 persone disperse e probabilmente inghiottite dalle onde dopo esser partire dalla tunisina Sfax si sa soltanto perché Sergio Scandura, il giornalista di Radio Radicale che da anni svolge un prezioso lavoro di costante monitoraggio dell’area, ha trovato la comunicazione d’allerta alle navi data dalla Guardia costiera.
di Pierpaolo Arzilla
L’Opinione, 28 gennaio 2026
C’è un’Europa che chiude accordi commerciali nei quattro angoli del mondo e un’altra che chiude troppo stesso entrambi gli occhi sulla necessità che anche la coercizione e la privazione della libertà da parte dello Stato necessita livelli essenziali di dignità. Non è il caso delle carceri francesi. Il Comitato anti tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa ha denunciato di recente le condizioni di vita nelle prigioni d’Oltralpe. Che il rapporto definisce “magazzini di esseri umani”. Il Cpt ha visitato 14 stazioni di polizia e gendarmeria, quattro carceri (Fleury-Mérogis, Fresnes, Marseille-Baumettes e Villefranche-sur-Saône) e il carcere minorile di Marseille-la-Valentine. Anche se la maggior parte delle persone recentemente arrestate dalla polizia e dalla gendarmeria non ha denunciato maltrattamenti, il Cpt ha, tuttavia, raccolto diverse segnalazioni di violenza intenzionale, anche nei confronti di minori, in particolare durante le contenzioni a terra che comportavano pressione sul torace, sul collo o sul viso. Il comitato sottolinea che tale tecnica presenta un elevato rischio di asfissia posturale e ne chiede una revisione.
di Pietro Piga
vita.it, 28 gennaio 2026
Non solo Liam (5 anni) e Chloe (2 anni): dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, almeno 3.800 minorenni, compresi 20 neonati, sarebbero stati fermati e detenuti dall’Ice. In diverse scuole del Minnesota la frequenza scolastica è diminuita tra il 20 e il 40%: i genitori hanno paura che i figli, tornando a casa da scuola, possano non trovare più nessuno ad aspettarli. Che cosa comporta per i bambini vivere in questa costante paura? In dialogo con la sociologa Joanna Dreby dell’Università statale di Albany.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 27 gennaio 2026
Le violenze contro due detenuti nell’istituto di pena fiorentino, avvenute sei e otto anni fa, furono torture. Così ha deciso la Corte d’Appello di Firenze con il rito abbreviato a un’ispettrice della polizia penitenziaria e ad otto agenti per i reati di tortura, falso e calunnia, con pene inflitte da cinque anni e quattro mesi a tre anni e quattro mesi. Simona Filippi, responsabile del contenzioso per l’associazione Antigone: “Ad oggi questa è la sentenza di merito più significativa che è stata scritta sul reato di tortura. Il fatto che i giudici abbiano avuto il coraggio, la consapevolezza di ribaltare una decisione di primo grado su un illecito così delicato, compiuto in un luogo che è dello Stato, lo ritengo importante”.
di Lorenzo Cipolla
interris.it, 27 gennaio 2026
Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina creativa e Ufficiale della Repubblica, spiega a Interris.it la sua visione di impresa sociale. “Tutti parlano di business. Noi vogliamo parlare di felicità, di voglia di vivere, di benessere”. Luciana Delle Donne, fondatrice e CEO della cooperativa sociale non a scopo di lucro Officina creativa e Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica, da vent’anni porta creatività e bellezza nei penitenziari italiani. Lo fa attraverso il lavoro di sartoria che produce gadget e capi di abbigliamento per il brand Made in Carcere, partendo dagli scarti tessili che acquisiscono nuova vita con patchwork cromatici che sfidano i dettami stagionali della moda, fornendo alle detenute impiegate uno stipendio e una nuova consapevolezza di sé stesse e del proprio futuro.
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