di Vincenzo Pellico
La Repubblica, 21 giugno 2026
Sono circa 50 fra gli undici istituti di pena che sono sparsi per la regione. C’è chi parte da zero, ma anche chi sceglie di proseguire gli studi dopo averli interrotti nel passaggio dallo stato di libertà a quello detentivo. È Lecce il modello più virtuoso, con 23 iscritti. Studiano sociologia, giurisprudenza, criminologia, scienze politiche. Ma anche filosofia, psicologia e scienze motorie. E in numero sempre maggiore: i detenuti nelle carceri pugliesi iscritti all’università non sono mai stati così tanti. Una cinquantina, complessivamente, fra gli undici istituti di pena che sono sparsi per la regione. C’è chi parte da zero, ma anche chi sceglie di proseguire gli studi dopo averli interrotti nel passaggio dallo stato di libertà a quello detentivo.
di Luca Fiorucci
La Nazione, 21 giugno 2026
Rems. Richiesta, attesa, acclamata. In Umbria non c’è, ma la sua necessità è evocata, da tempo, da più parti. A iniziare dalla Procura generale di Perugia, passando per il Garante dei detenuti e, ovviamente, i sindacati di polizia penitenziaria che, quotidianamente, tengono una implacabile contabilità di disordini e violenze negli istituti della regione, spesso e volentieri provocati da detenuti che in carcere dovrebbero stare. Ma, appunto, in una Residenza per l’esecuzione di misura di sicurezza che, però, non c’è sul territorio, rendendo necessario appoggiarsi a strutture fuori dai confini regionali. Con tutti gli ostacoli che questo comporta. Che ne debba essere realizzata una in Umbria la Regione lo ha ribadito e confermato.
Gazzetta di Modena, 21 giugno 2026
Si tratta di un 30enne, cause da chiarire: in cella a Parma aveva tentato il suicidio. Un altro morto in carcere. Ieri mattina - 19 giugno - un 30enne marocchino, detenuto al Sant’Anna di Modena, ha perso la vita. L’uomo fino a marzo era recluso a Parma e, lì, aveva tentato il suicidio. Si trovava in cella da settembre 2025 dopo una condanna per furto e tra un mese sarebbe uscito dal carcere. Ancora da chiarire le cause della morte ma l’ipotesi è appunto che si sia trattato di un gesto volontario.
di Stefano Fabbri
Corriere Fiorentino, 21 giugno 2026
Tranne il fatto che più di 200 di persone dovranno essere trasferite in carceri già altrettanto sovraffollate come se fossero pacchi postali. Non importa se stanno frequentando corsi e scuole, o sono in procinto di cominciare un lavoro - tutte attività portate faticosamente avanti dagli operatori del carcere e strettamente connesse a quanto prevede la Costituzione che assegna alla pena il compito di rieducazione e reinserimento del condannato - o se hanno un ultimo brandello di rapporti familiari sul territorio. Le “disposizioni superiori” giunte al carcere non consentirebbero di compiere una selezione. Se non fosse troppo triste per essere vera sembrerebbe quasi una bizza ritorsiva, ma a danno dei soli detenuti: il giudice ordina di chiudere delle sezioni?
di Valentina Marotta e Antonella Mollica
Corriere Fiorentino, 21 giugno 2026
Al vaglio l’apertura dei due padiglioni delle Sughere ristrutturati e mai collaudati. C’è tempo fino a giovedì per completare il trasferimento dei primi 66 detenuti da Sollicciano ad altre otto strutture in Toscana. Tra loro ci sono anche alcuni reclusi che finiranno di scontare la pena tra pochi mesi. La maggior parte di questo primo gruppo andrà a Prato (17) e Porto Azzurro (13), istituti entrambi alle prese con problemi di sovraffollamento. Gli altri a Pisa (10), Massa (8), Pistoia (5), all’istituto a custodia attenuata Mario Gozzini di Firenze (4), Siena (4)e Massa Marittima (4). Uno solo finirà a Volterra, carcere modello con detenuti che hanno una lunga pena da scontare.
di Paola Mauti
La Nazione, 21 giugno 2026
Firmato un protocollo per la formazione dei detenuti, affidata a Techne, che possano poi trovare un posto nella grande distribuzione organizzata. Sul piano regionale è certamente un inedito e per i singoli istituti penitenziari coinvolti un traguardo in più verso il raggiungimento di uno degli obiettivi della reclusione e cioè il reinserimento dei detenuti nella società. Nei giorni scorsi, infatti, è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa, valido per il triennio 2026-28, con in calce le firme dei direttori dei tre Istituti carcerari della Romagna, cioè di Forlì, Ravenna e Rimini; oltre a quella di Maurizio Pelliconi, presidente di uno dei giganti della grande distribuzione romagnola, cioè Cia Conad.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 21 giugno 2026
Da oltre 10 anni nella seconda sezione del carcere di Bollate è attivo un progetto di introspezione attraverso l’arteterapia. Le persone detenute che partecipano al percorso sono anche le protagoniste di un progetto ponte scuola-carcere. L’artista Luisa Colombo è la curatrice del progetto: “L’arte aiuta le persone detenute ad avere relazioni sane, sia con loro stesse che con gli altri. Con i ragazzi, permette di lavorare in termini preventivi, rallentando percorsi devianti che a volte sono già in atto”. Finora sono stati coinvolti circa 10mila studenti della Lombardia.
ilcittadinomb.it, 21 giugno 2026
La casa circondariale di Monza è stata per cinque settimane la sede del corso di criminologia tenuto dal professor Roberto Cornelli dell’Università Statale di Milano. Una novità assoluta per il carcere di via Sanquirico che per la prima volta ha aperto le porte a studenti universitari portando l’Ateneo dentro le mura dell’istituto. Venticinque gli studenti che, accompagnati da Cornelli, hanno seguito le lezioni da marzo a maggio. Cinque mattinate da quattro ore ciascuna suddivise in lezioni frontali e momenti di confronto e lavoro di gruppo a cui hanno partecipato non solo gli studenti del corso di laurea ma anche una quarantina di detenuti, gli operatori del carcere e la direttrice, Cosima Buccoliero.
iltrafiletto.it, 21 giugno 2026
Uscire dai manuali per confrontarsi con la realtà dell’esecuzione penale. È questo l’obiettivo del progetto formativo che il prossimo 24 giugno porterà un gruppo selezionato di giovani giuristi, tutti soci di Elsa Teramo (The European Law Students’ Association), all’interno della Casa Circondariale di Pescara. L’iniziativa, di natura strettamente accademica, apolitica e apartitica, si articolerà in un seminario dal titolo “La Filiazione e la gestione del conflitto tra genitori”. L’incontro vedrà gli autorevoli interventi della Prof.ssa Lorena Ambrosini e della Dott.ssa Maria Catapone, offrendo ai futuri professionisti del diritto l’opportunità unica di analizzare sul campo le dinamiche relazionali e familiari all’interno del delicato contesto detentivo.
di M. Serena Quercioli
La Nazione, 21 giugno 2026
“Il carcere di Prato è sovraffollato, le condizioni non sono così pessime come a Sollicciano, anche se questa struttura è stata inaugurata 1986 quindi ha quarant’anni, ma ci sono muffe, docce che non funzionano e cimici nei letti”: così Margherita Michelini, garante comunale per i diritti dei detenuti, descrive in poche parole la situazione del carcere La Dogaia. Lo scenario non è quindi dei migliori: “Il ministero della giustizia - spiega l’avvocato Michelini - ha un’applicazione che rileva lo spazio pro capite del detenuto. A Prato su iniziativa della camera penale, con autorizzazione del magistrato di sorveglianza, è stata effettuata una nuova misurazione e nella maggior parte delle celle con 3 detenuti, non ci sono 3 mq calpestabili ciascuno, come stabilito dalle direttive europee.
- Modena. I tortellini dei detenuti trovano casa: in arrivo la Bottega Sant’Anna
- Siracusa. Gli eroi dell’Iliade sono tutti prigionieri
- Siracusa. Inaugurata la mostra fotografica di Bianca Burgo “Ora d’aria”
- La toga e il manganello
- In migliaia al Roma Pride per chiedere all’Italia di colmare il ritardo sui diritti civili









