Il Dubbio, 22 giugno 2026
Le detenute trans scrivono agli organizzatori del Napoli Pride: “Siamo la voce muta che non si sente”. Dentro il carcere di Secondigliano, a Napoli, una lettera firmata “Le Sirene di Secondigliano” chiede di non lasciare fuori dai cancelli la dignità, l’identità e i diritti. A scriverla sono le donne trans detenute nel reparto Infermeria dell’istituto, che si rivolgono agli organizzatori del Napoli Pride per chiedere “parità, uguaglianza e inclusività di genere” nelle carceri della Campania. Il messaggio è definito “corale, profondo e pacifico” ed è indirizzato alle istituzioni e alla comunità. Non una richiesta di privilegi, spiegano le firmatarie, ma una rivendicazione di diritti, ascolto e percorsi reali di reinserimento.
vaticannews.va, 22 giugno 2026
La storia di Kamal, detenuto nella casa a custodia attenuata Gozzini di Firenze, che ha appena ottenuto un contratto a tempo indeterminato in un ristorante Mc Donald’s della città, guidato da un imprenditore illuminato. Le sue speranze e la sua visione del futuro in attesa del fine pena previsto nel 2030. “Il mio nuovo lavoro, la mia nuova vita” è il corso di pasticceria in 8 lezioni che hanno seguito alcuni detenuti dell’Alta sicurezza della casa circondariale Le Sughere di Livorno. La testimonianza del garante comunale dei diritti delle persone detenute di Livorno, Marco Solimano.
di Gian Luigi Gatta
sistemapenale.it, 22 giugno 2026
È scomparso ieri Elvio Fassone, già magistrato (Pretore a Pinerolo e Presidente di Corte d’Assise a Torino), componente del C.S.M. e per due Legislature Senatore della Repubblica. La nostra Rivista partecipa al lutto dei familiari, dei colleghi e della comunità degli studiosi ed esperti del sistema penale per la scomparsa di un giurista raffinato e di una persona che, con la sua attività e con i suoi scritti, è riuscita come poche a mettere al centro l’umanità nelle vicende della pena. Ci piace, nell’immediatezza della scomparsa, ricordare Fassone ripubblicando la recensione al suo splendido “Fine pena: ora” (Sellerio, 2015), uscita a firma di chi scrive sulla Rivista Italiana di Diritto e Procedura Penale nel 2017.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Con i partiti in crisi, la legge elettorale non dovrebbe guardare solo alla governabilità ma andrebbe pensata per riportare i cittadini alle urne. È il momento della diaspora. A destra, un altro politico improvvisato; al centro e a sinistra, qualche neofita della politica e politici di lungo corso si dànno da fare per aumentare il già numeroso mondo dei partiti. Sono una ventina i partiti che hanno rappresentanti in Parlamento. Ora si aggiunge a destra Futuro nazionale. Nell’area del centro-sinistra pullulano le iniziative: Progetto civico Italia, Partito liberale democratico, Più Uno, Centro democratico, area riformista del Pd. Insomma, per secessione o dispersione, il mondo dei partiti si frammenta sempre di più.
di Mario Calderini
Il Sole 24 Ore, 22 giugno 2026
Le organizzazioni del sociale emettono i bandi; le fondazioni e la pubblica amministrazione rispondono, candidandosi come beneficiarie competendo tra loro. È un mondo alla rovescia, nel quale le fondazioni e le pubbliche amministrazioni competono per le idee e i progetti generosamente messia disposizione dalle organizzazioni del terzo settore e dell’economia sociale, offrendo umilmente le loro risorse finanziarie o immobiliari. In fondo, qual è la risorsa più importante, meno abbondante e più preziosa, nel rapporto tra politica pubblica, filantropia e innovatori sociali? I soldi o la capacità di risolvere problemi e rispondere ai bisogni?
di Giuseppe Nicolò*
Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Da alcuni mesi l’Italia è tornata a dotarsi di uno strumento strategico che offre una visione organica dell’assistenza psichiatrica e psicologica: il Piano di azioni nazionale sulla salute mentale. Per troppo tempo la salute mentale è rimasta ai margini del dibattito pubblico, schiacciata tra emergenze sanitarie, carenza di risorse e disuguaglianze territoriali. Oggi qualcosa sta cambiando. La pandemia ha rappresentato uno spartiacque: l’isolamento sociale, la perdita delle relazioni, l’incertezza e la fragilità diffusa hanno lasciato segni profondi, soprattutto tra i più giovani. I numeri registrati negli anni successivi hanno evidenziato un incremento del disagio psicologico, dei comportamenti autolesivi, dei tentativi di suicidio e delle situazioni di ritiro sociale. Ora è chiaro che la salute mentale è una componente essenziale della salute delle persone e richiede servizi preparati, accessibili e vicini ai cittadini.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Un preside pubblica una pagella finta creata dall’intelligenza artificiale e in fondo spiega ai genitori perché l’ha fatto. Ma nessuno si spinge a leggere tutto e cominciano a commentare a conferma che un numero consistente di frequentatori dei social si accontenta del verosimile, anche quando il vero è lì, a portata di mano. E commenta senza sapere di cosa sta parlando, per evitare la “fatica” della lettura e dell’attenzione. “Che enorme tristezza”. Alfonso D’Ambrosio, il preside dell’Istituto comprensivo Lozzo Atesino di Padova non nasconde lo sconforto a chiusura di un intervento sulla sua pagina facebook. Tristezza, appunto. Aveva pubblicato un post generato con l’intelligenza artificiale: una finta pagella di un Mario inventato lì per lì. C’era scritto “auguri, Mario, per la promozione! Complimenti per il tuo 6 in italiano, il 7 in musica e persino per quei due 5 che fanno tanto “studente autentico”“. Poi, un po’ di righe bianche e più giù, la verità, e cioè che Mario non esiste, che quella pagella l’ha inventata l’IA. “Se l’avessi pubblicata senza dirvelo, qualcuno avrebbe messo un cuoricino, qualcun altro un “bravissimo!”, e altri anche commenti cattivi”, scrive il preside appena sotto gli auguri fake.
di David Maria Riboldi*
Avvenire, 22 giugno 2026
Il racconto di un giovane senegalese trascinato da Milano al centro di Gjadër, dove ha fatto una video call con un giudice (di Milano) che l’ha rispedito in Italia, a Brindisi. La chiamano “movimentazione di persone”. “Don, mi hanno scaricato a Brindisi dall’Albania. Mi riprendi in dormitorio, che non so dove andare? E… mi paghi il biglietto del treno?”. Un ragazzo senegalese, che avevo accolto dal carcere al dormitorio Domus Madre Teresa della mia Parrocchia di S.Anna, in Busto Arsizio. Aveva poi preso il largo, trovando dove dormire e un posto di lavoro. Insomma: sembrava tutto Ok. Un giorno, a Milano, lo fermano. “Documenti?”. Lui aveva appena fatto la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno. Certo, non aveva ancora avuto la convocazione per la valutazione del rinnovo. I precedenti penali hanno vinto: tradotto al centro per il rimpatrio di via Corelli. Passano due mesi e mezzo. Poi, “con l’aereo don!” viene portato nei centri in Albania.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Nei primi sei mesi del 2025 gli sbarcati erano stati 28 mila, quest’anno finora sono 13 mila: meno della metà. “La migrazione non si affronta con slogan ideologici ma con responsabilità, umanità, visione europea, strumenti concreti”: così Pietro Bartolo, il medico dell’isola divenuto europarlamentare per dieci anni e ora fondatore di Rete Lampedusa. Nei primi sei mesi del 2025 le persone sbarcate sulle coste italiane erano state 28 mila, quest’anno finora sono 13 mila: meno della metà. I dati sono aggiornati al 19 giugno e la fonte è il sito del Viminale. “La migrazione non si affronta con slogan ideologici ma con responsabilità, umanità, visione europea, strumenti concreti”: così Pietro Bartolo, il medico dell’isola divenuto europarlamentare per dieci anni e ora fondatore di Rete Lampedusa.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 22 giugno 2026
Alcuni nomi raccontano una storia. È il caso di Nasrin Sotoudeh, avvocata iraniana per i diritti umani perseguitata dagli ayatollah. Ed è il caso di Ebru Timtik, la legale turca morta nelle celle di Erdogan dopo 238 giorni di sciopero della fame. La loro vicenda è un monito universale. Perché mette a nudo un metodo ricorrente: chi vuole fiaccare lo spirito della democrazia colpisce al cuore dell’avvocatura. Ma chi non tollera i diritti non agisce mai indisturbato, perché c’è un faro potente che illumina le vicende umane e professionali dei legali colpiti in tutto il mondo. Una lunga lista di casi, abusi e persecuzioni giudiziarie su cui vigila attentamente l’occhio dell’OIAD, l’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo che lo scorso 21 aprile ha compiuto dieci anni di attività.
- “La paura non potrà cancellare l’America dei diritti”
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