di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 febbraio 2026
Nordio a Milano: “Se vince il sì dialogo con la magistratura”. Chi pensava che la celebrazione dell’anno giudiziario nei vari Distretti filasse liscia si è sbagliato. Anche se quest’anno le toghe non hanno attaccato al petto la spilla tricolore, né agitato la Costituzione in mano e voltato le spalle ai rappresentanti del Governo come lo scorso anno, non sono mancate affatto le scintille. Soprattutto in Corte di Appello a Roma, dove il capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusy Bartolozzi, abbandonando per qualche minuto il copione del suo intervento ha attaccato il presidente del Corte Giuseppe Meliadò.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 1 febbraio 2026
A Milano la pg Narni davanti a Nordio: “Ci sono intenti punitivi”. Da Napoli Mantovano promette: “Se vince il Sì nessuna apocalisse”. Polemiche anche a Roma. Genova, il pg Zucca: “Nelle piazze la polizia non vada a caccia”. È sul filo della tensione che ieri, nei ventisei distretti delle corti d’appello italiane, si è aperto l’anno giudiziario. Tutti (o quasi) i procuratori generali hanno parlato della riforma costituzionale che a marzo sarà sottoposta a referendum: chi con toni netti, chi in maniera più velata, chi en passant, tra una cosa e l’altra. E, dagli esponenti del governo, non sono mancate le risposte. Anche qui: qualche volta dura, qualche altra meno. Ma il clima è quello: si sta giocando una partita sul futuro della giurisdizione ed è impossibile che nei tribunali non se ne parli.
di Federica Pozzi
Il Messaggero, 1 febbraio 2026
Da nord a sud le relazioni delle Corti d’appello di tutta Italia hanno presentato, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, dati allarmanti riguardo all’aumento di reati commessi da minori. Con la conseguenza di una crescita esponenziale degli under 18 detenuti che, solo a Roma, ha affermato il procuratore generale della Corte d’appello capitolina Giuseppe Amato, “è aumentata del 50% in meno di tre anni”. Nel solo distretto di Roma aumenta il fenomeno dei baby pusher, con 55 minori arrestati, di cui 29 stranieri; in crescita anche i delitti di furto, rapina ed estorsione, passati da 660 dell’annualità precedente a 1152. Un aumento di circa il 20% si registra anche per i reati di natura sessuale che passano da 140 dell’annualità precedente a 170 di quella attuale. Crescono i reati particolarmente violenti, compresi i tentati omicidi, soprattutto con l’uso di coltelli, e diminuisce l’età in cui il primo reato viene consumato.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 1 febbraio 2026
Da Milano a Palermo aumentano i reati degli under 18. Il pg di Roma: “Molti i baby pusher”. E il decreto Caivano affolla le carceri. Il coltello in tasca per sentirsi più forti, anche a scuola. Le “palline” di coca da vendere in piazza. Le rapine in strada senza nemmeno la paura di correre rischi. Le violenze sessuali. Le botte in casa a mamma e papà, fenomeno in “inquietante aumento”. Le leggi puniscono ma non basta. Le carceri scoppiano, le comunità non ci sono e certi destini sembrano segnati come strade senza uscita. È un viaggio nella sofferenza e nel disagio di una generazione quello tratteggiato dalle relazioni dei procuratori di tutta Italia. In centinaia di pagine, le vite perdute di ragazzi di quindici, sedici, diciassette anni.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 1 febbraio 2026
La nomina e l’elezione di domicilio presso l’avvocato di fiducia che svolga il mandato presenziando a tutte le udienze non fa venir meno la presunzione - che però non è assoluta o insormontabile - di volontaria assenza dal processo. No alla rescissione del giudicato per chi dichiarato assente non dimostra di non aver colpa per la mancata conoscenza del processo e dell’emissione della sentenza non più impugnabile, nonostante il condannato abbia nominato difensore ed eletto domicilio presso di lui. La prova di essere restato assente incolpevolemente diviene più complessa in caso di difesa fiduciaria e senza che sia stata fatta rilevare in giudizio da parte dell’avvocato nominato la perdurante mancanza di contatti con l’imputato e il difensore abbia persino impugnato la decisione di primo grado.
di Michele Fullin
Il Gazzettino, 1 febbraio 2026
L’allarme della presidente della Corte d’appello di Venezia, Rita Rigoni: “Suicidi, tentativi e episodi di autolesionismo sintomi di profondo malessere”. Ostellari: “In Italia previsti quasi 5mila nuovi posti”. La riforma della magistratura, il dramma dei suicidi nelle carceri e i tempi sempre più lunghi per istruire i processi “di prossimità” come quelli del giudice di pace. Al di là della situazione difficile del distretto di Venezia sotto il profilo delle scoperture di personale e del grande sforzo portato avanti per ridurre gli arretrati, ieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 è tornata la polemica sulla riforma Nordio che sarà oggetto di referendum del 22-23 marzo.
di Silvia Quaranta
Il Mattino di Padova, 1 febbraio 2026
“Mio figlio non si è ucciso impiccandosi, è stato ammazzato. Ora voglio giustizia”. L’ipotesi del suicidio per depressione non regge secondo Fiorenza Ponton, madre di Matteo Ghirardello, il detenuto vicentino di 33 anni trovato morto venerdì mattina al carcere Due Palazzi di Padova. La seconda tragedia in tre giorni. Si è immediatamente parlato di un gesto volontario, ma per i familiari c’è stata, quanto meno, una forte istigazione. L’accusa è pesantissima: “Sono più che convinta dice la madre che mio figlio non si sia ucciso impiccandosi, è stato ammazzato oppure è stato istigato al suicidio”. Troppi, per i familiari, i dettagli che non tornano: la madre, in particolare, fa riferimento ad una lettera ricevuta una decina di giorni fa (“Se mi uccidono ti voglio dare le ultime volontà” scriveva Ghirardello), e poi quella richiesta di effettuare un bonifico ad uno sconosciuto. Per quale motivo? L’avvocata del giovane, Letizia de Ponti, parla di debiti e di cattivi rapporti con altri detenuti, recentemente sfociati in un pestaggio violento.
di Claudia Milani Vicenzi
Giornale di Vicenza, 1 febbraio 2026
La madre del 34enne detenuto non crede che il figlio si sia tolto la vita in carcere. “Se mi uccidono ecco le mie disposizioni”. Queste le parole nella lettera scritta alla mamma, il 16 gennaio. Una lettera che lei ha ricevuto il 28, il giorno prima della sua morte. Giovedì sera il 34enne vicentino è stato trovato senza vita nella sua cella. E adesso lei chiede giustizia. “Sono più che convinta che mio figlio non si sia ucciso impiccandosi: è stato ammazzato oppure è stato istigato al suicidio. La mattina del giorno in cui è morto mi ha chiamato ed era sereno anche perché doveva essere trasferito in un altro carcere. Dieci giorni prima mi aveva scritto per lasciare le ultime disposizioni”.
di Alice Ferro
Il Mattino di Padova, 1 febbraio 2026
A parlare è Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti. “Sarebbe meglio fare un indulto e mandare fuori persone che hanno un fine pena vicino, non cambierebbe nulla per sicurezza del Paese”, afferma Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, commentando la drammatica situazione del carcere di Padova. “Un atto di clemenza è l’unica cosa che ora come ora darebbe sollievo”, aggiunge, sottolineando come l’emergenza non riguardi solo singoli casi, ma l’intero sistema penitenziario. Secondo Favero, la sovrappopolazione e la gestione di persone fragili rendono invivibile la detenzione: “C’è un sovraffollamento tale che succede di tutto. C’è molto disagio. Le persone non possono essere seguite bene e inoltre ci sono sempre più detenuti problematici, con problemi di dipendenze varie, più fragili, con alle spalle storie disastrate”.
di Rocco Currado
Il Mattino di Padova, 1 febbraio 2026
Antonio ha 58 anni, è stato al Due Palazzi dopo altre due strutture. “I fatti di questi giorni testimoniano il carattere punitivo delle scelte”. Antonio (nome di fantasia) ha 58 anni e ha chiuso da un po’ di tempo con il carcere. “C’è chi crede che non finirà mai dietro le sbarre, in realtà è più facile di quanto si pensi”, riflette, “io ci sono finito a causa di scelte sbagliate, legate alla fretta di risolvere i miei problemi usando scorciatoie e il fai-da-te: prima o poi si paga”.
- Padova. Lavoro, scuola e arte per 8 detenuti su 10. “Due suicidi sono un allarme”
- Padova. Morte di Selmanaj avvolta nel mistero, nello stesso carcere altri 3 decessi in pochi giorni
- Padova. Due suicidi in carcere ma internet esulta: ordinaria disumanità
- Firenze. La presidente della Corte d’Appello: “Intervenire su Sollicciano, altrimenti trasferire i detenuti”
- Cremona. “In carcere condizioni disumane”











