di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 3 febbraio 2026
La relazione in consiglio comunale. Questa mattina manifestazione dei centri sociali. Peccato. Si sarebbe forse potuto fare un piccolo strappo alle regole dell’aula. E quantomeno alla luce dei due uomini che si sono tolti la vita nelle loro celle mercoledì e venerdì della scorsa settimana, a distanza di neanche 48 ore l’uno dall’altro, concedere al Garante cittadino dei detenuti, Antonio Bincoletto, qualche minuto in più rispetto ai 10 prestabiliti, magari poi lasciando spazio ad un paio di interventi dai banchi di maggioranza e opposizione.
di Ivan Compasso
padovaoggi.it, 3 febbraio 2026
Il professor Antonio Bincoletto dopo aver ricordato i due decessi al Due Palazzi è tornato sulle criticità del carcere e ha invitato i rappresentanti istituzionali a conoscere quella realtà. “Un mondo a parte, ma gli stereotipi con chi si giudica spesso sono sbagliati”. Nel consiglio comunale, di lunedì 2 febbraio, la prima ad affrontare l’argomento carcere è stata la consigliera Marta Nalin che ha messo l’accento sullo stato di salute delle carceri italiane e del Due Palazzi di Padova in particolare, con una interrogazione. Otto decessi, suicidi, in un solo mese nelle carceri italiane. E due a Padova. “Gli operatori sono stremati, viene messo in discussione un modello che invece cerca di offrire delle possibilità, delle reali opportunità di recupero”, sottolinea Nalin difendendo il modello che da anni si porta avanti al Due Palazzi con attività e percorsi di lavoro e di recupero.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 3 febbraio 2026
La relazione annuale certifica un aumento dei detenuti e il blocco delle misure alternative. Il cronico sovraffollamento, la carenza di personale, le difficoltà di accesso alle misure alternative e il concreto rischio di subire nuove condanne internazionali per l’Italia. È un quadro critico quanto articolato quello tracciato da Arianna Carminati, garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Brescia, nel suo intervento davanti alla commissione diritti alla persona. La garante e costituzionalista ha parlato dall’aula del consiglio comunale, scelta obbligata dopo che è stato negato di farlo, come gli anni scorsi, all’interno di Canton Mombello.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 3 febbraio 2026
Il diniego alla possibilità di tenere la presentazione della relazione annuale della Garante in carcere ha sollevato perplessità bipartisan. Critiche, delusione e anche un’interrogazione parlamentare. Il divieto di tenere la Commissione Diritti alla persona del Comune di Brescia all’interno del carcere di Canton Mombello, in occasione della presentazione della relazione annuale della Garante dei diritti dei detenuti, ha sollevato perplessità trasversali e bipartisan. Il diniego, disposto tramite una circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, è stato interpretato come un’occasione persa, in contrasto con il percorso di sensibilizzazione e dialogo costante costruito negli ultimi anni tra le istituzioni, dentro e fuori dal carcere.
di Riccardo Di Nardo
catanzaroinforma.it, 3 febbraio 2026
Nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, la presidente della Corte d’Appello di Catanzaro richiama l’attenzione sul sovraffollamento e sui suicidi in carcere. L’immagine dei detenuti che girano in tondo senza avanzare. L’idea di un sistema penitenziario che appare senza via d’uscita. Non è casuale l’opera che la presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, ha scelto per la copertina della sua relazione in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. “La ronda dei carcerati” di Vincent Van Gogh, un’immagine capace di parlare prima ancora delle parole e che, ha spiegato la presidente Epifanio, “pur essendo stata dipinta dal grande pittore olandese nel 1890, ben può simboleggiare le criticità della situazione carceraria attuale”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 febbraio 2026
A un mese esatto dalla prima segnalazione, il deputato Roberto Giachetti di Italia Viva presenta una nuova interrogazione parlamentare sulla situazione del carcere di Milano-Opera. Il documento, protocollato il 30 gennaio e indirizzato al ministro della Giustizia, raccoglie le criticità emerse il 25 gennaio scorso e segnalate dall’associazione Yairaiha Ets. Una vera e propria escalation di problemi che si aggiungono a quelli già denunciati nell’interrogazione del 28 dicembre 2025, ancora senza risposta. La nuova interrogazione 4/06904 apre con un caso che ha dell’incredibile. Una famiglia, dopo aver ricevuto conferma scritta per il colloquio domenicale con un minore, si è vista negare l’accesso dall’istituto. La motivazione? Il minore non era “figlio di sangue” del detenuto.
di Emanuele Lentini
brindisireport.it, 3 febbraio 2026
Il tentativo di suicidio si è consumato nelle scorse ore, nel carcere di Bari, dove il 42enne Alberto Villani è detenuto. Mesi fa, prima di una udienza, bevve una sostanza tossica. La morte della donna, picchiata e carbonizzata, risale al settembre 2023. Ha tentato il gesto estremo, nella sua cella del carcere di Bari, dove si trova recluso. Il 42enne Alberto Villani, di San Michele Salentino, ora si trova ricoverato presso il Policlinico del capoluogo pugliese, in condizioni gravissime. L’episodio risale a ieri, domenica 1 febbraio 2026.
di Barbara Calderola
Il Giorno, 3 febbraio 2026
Nell’impresa leader del make-up conto terzi due persone in semilibertà. Il progetto portato avanti con Ci Group e la cooperativa Homo Faber. Il riscatto che nasce dal lavoro, Intercos assume due detenuti. “Inclusione e carenza di talenti” sono i pilastri di #NextChapter, il progetto ideato da Gi Group, l’agenzia per l’impiego, dalla cooperativa sociale Homo Faber e dal gigante del make-up con quartier generale ad Agrate per dare una possibilità a chi non ha ancora finito di scontare la pena. Al lavoro due detenuti in semilibertà. “Non è un gesto simbolico, ma un investimento in persone, talento e fiducia - dice Maria D’agata, direttrice delle risorse umane -. Credo che prima di tutto il lavoro debba essere uno strumento che abbatte le barriere. Con questo piano dimostriamo che è possibile coniugare responsabilità sociale e bisogni reali delle aziende, valorizzando competenze spesso invisibili. Il progetto nasce dall’ascolto, dalla collaborazione e da un approccio pragmatico all’inclusione”. Obiettivo, favorire attraverso l’occupazione il reinserimento sociale e professionale di chi è stato condannato.
di Federica Dolce
laltroparlante.it, 3 febbraio 2026
Seconda Chance supporta aziende medio-grandi, imprenditori e microimprese disponibili ad assumere detenuti che, grazie a un comportamento irreprensibile, hanno ottenuto l’accesso al lavoro esterno o a misure alternative alla detenzione. Nel dibattito pubblico italiano, il carcere continua a essere raccontato soprattutto come luogo di punizione. Raramente, invece, viene osservato per ciò che potrebbe diventare: uno spazio di trasformazione, responsabilità e ritorno alla società. In questo vuoto narrativo e operativo si inserisce Seconda Chance, associazione del Terzo Settore fondata nel 2022 dalla giornalista Flavia Filippi, che lavora per creare un collegamento concreto tra il mondo della detenzione e quello dell’impresa.
di Paolo Cutillo
informareonline.com, 3 febbraio 2026
Il cancello del carcere di Poggioreale non è solo un confine fisico. È una linea netta che separa chi resta visibile da chi, molto spesso, smette di esserlo. Dentro, il tempo cambia densità: rallenta, si accumula, si stratifica. Le giornate si assomigliano tutte, e il rumore di fondo è quello di una vita sospesa. È in questo spazio che, da oltre dieci anni, esiste un progetto che prova a fare una cosa semplice e radicale insieme: trattare le persone come persone. A raccontarlo sono Giacomo Smarrazzo, presidente della cooperativa Era, insieme a Giuseppe Pollio e Roberta Battinelli, operatori del Progetto IV Piano, nato all’interno del Padiglione Roma della Casa Circondariale di Poggioreale, in integrazione con il SerD Area Penale dell’ASL Napoli 1 Centro. Un ex spazio abbandonato, all’ultimo piano, diventa laboratorio, luogo di relazione, terreno di possibilità. Nessuna formula salvifica, nessun proclama. Solo presenza costante.
- Palermo. Donne in carcere e parole in libertà
- Treviso. Il carcere oltre le sbarre: al Festival del Sapere la voce di Maria Gabriella Lusi
- Genova. Mafie e disagio, incontro con gli autori di “E-mail a una professoressa”
- Suor Emma Zordan: “Il carcere è una tomba”
- La violenza politica non rappresenta mai il disagio: lo sequestra











