di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 26 giugno 2026
La discussione in Senato per una normativa sul fine vita, così come puntualmente riportata da Francesca Spasiano, mostra aspetti sconcertanti. Dopo la legge Bazoli, in occasione del precedente governo (disegno di legge n. 104,) il Senato sembra essersi impegnato nel corso di questi anni ad evitare che sia consentito al medico di mettere a disposizione del paziente, che versa in determinate condizioni previste dalla sentenza della Corte costituzionale, trattamenti diretti a determinarne la morte. Pertanto, il paziente per congedarsi dalla vita è costretto ancora ad attendere che la sentenza della Corte costituzionale si concretizzi in una normativa.
di Piergiorgio Donatelli*
Il Dubbio, 26 giugno 2026
I temi del fine vita continuano ad animare il dibattito, anche se il Parlamento non ha più legiferato da quasi un decennio. Ci ha lasciato però una legge importante, la 219 del 2017, che tratta il rifiuto dei trattamenti e la sedazione palliativa profonda continua. Poi ha proseguito la Corte costituzionale, a partire da una sentenza storica, la n. 242/2019, che ha dichiarato illegittimo l’art. 580 del Codice penale nella parte in cui non esclude la punibilità dell’aiuto al suicidio in presenza di determinate condizioni, aprendo così la strada al riconoscimento del suicidio medicalmente assistito nell’ordinamento italiano. Tra queste condizioni vi è la presenza di sostegni vitali sulla cui interpretazione è tornata, e si è nuovamente riunita lo scorso 23 giugno. Il percorso delle persone malate per vedere garantito il loro diritto è ugualmente proseguito creando casi giurisprudenziali e alimentando una conversazione pubblica che sta facendo maturare la consapevolezza della società.
di Nello Trocchia
Il Domani, 26 giugno 2026
Domani ha raccolto le testimonianze inedite dei migranti rinchiusi nel centro in Albania. “Muore la civiltà”, dicono gli avvocati. Meno di 100 ristretti nella struttura costata milioni. “Ho sempre lavorato, in fabbrica, in campagna, ho fatto saldature, ho raccolto l’uva, fagioli, pomodori, poi è scaduto il mio permesso di soggiorno, il mio avvocato non ha fatto ricorso e sono rimasto senza documenti. Io non ho mai fatto reati eppure sono qui”. A parlare è Mohamed, nome di fantasia, rinchiuso nel centro di Gjadër, l’infernale struttura voluta dal governo Meloni in Albania con quasi un miliardo speso in cinque anni. È qui che sorge il Cpr, al cui interno è stato ricavato un piccolo carcere quasi sempre vuoto. Domani ha ascoltato il suo racconto raccolto dagli avvocati, Debora Piazza e Marco Romagnoli, che hanno deciso di entrare nel Cpr e farsi testimoni di un’assenza, il diritto alla difesa.
di Antonella Mariani
Avvenire, 26 giugno 2026
Un atto di cinismo istituzionale: questo è stato secondo molti osservatori il faccia a faccia di martedì scorso in Belgio tra i rappresentanti della Commissione europea e di 15 Stati membri e cinque emissari dei mullah che dal 2021 tengono in scacco l’Afghanistan. Come è noto, sul tavolo delle trattative, in corso in via riservata da parecchi mesi, c’è la definizione delle procedure di rimpatrio di cittadini afghani che secondo i portavoce della Commissione hanno commesso “reati gravi” in Europa o che “rappresentano una minaccia per la sicurezza. Una definizione che lascia ampi margini di incertezza, anche perché la versione riportata da Euronews e da Reuters è assai diversa: secondo i due media, infatti, l’invito rivolto dalla Ue ai taleban fa riferimento tout court al rimpatrio di cittadini afghani senza diritto di soggiorno.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 giugno 2026
Sospese le agevolazioni ai visti. Brunner: “Pronti a usare la nostra leva per ottenere risultati. I Paesi di origine devono adempiere ai loro obblighi, altrimenti possono esserci conseguenze”. Il Consiglio Ue ha deciso di bloccare temporaneamente, ma senza stabilire un termine, i visti agevolati ai somali. La ragione è che il paese dell’Africa orientale non collabora abbastanza nella riammissione dei suoi cittadini presenti in modo irregolare nel territorio comunitario. A tale conclusione è arrivata un’analisi della Commissione, il Consiglio ha fatto il resto. Di conseguenza, per le persone con questa nazionalità, gli Stati membri non potranno più: rilasciare visti a ingresso multiplo; esentare dai requisiti riguardanti le prove che i richiedenti di visto devono presentare; esentare la tassa di visto per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio.
di Alessandro De Pascale
L’Espresso, 26 giugno 2026
Diversi Paesi hanno provato negli anni a esportare i propri detenuti oltre confine. Senza mai risolvere il problema del sovraffollamento e minando i diritti della popolazione carceraria. I1 sovraffollamento carcerario è diventato, negli ultimi quindici anni, un problema che diversi governi europei cercano di risolvere affittando posti dietro le sbarre all’estero. Un mercato che oggi coinvolge Belgio, Danimarca, Norvegia, Svezia e Regno Unito, sollevando interrogativi sempre più pressanti su giurisdizione, diritti dei detenuti e reale efficacia della misura.
di Giacomo Piras
pagellapolitica.it, 26 giugno 2026
Lo ha sostenuto Fratelli d’Italia, ma la sentenza non cancella le contestazioni mosse all’Italia dalla Corte penale internazionale, che avrà l’ultima parola sul caso. Negli ultimi giorni, Fratelli d’Italia è tornata a parlare del “caso Almasri”. Almasri, al secolo Osama Almasri Njeem, è l’ex capo della polizia giudiziaria libica ricercato dalla Corte penale internazionale (CPI), che a gennaio 2025 era stato prima arrestato e poi rimpatriato dall’Italia. Lunedì 22 giugno il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato sul proprio sito ufficiale un comunicato dal titolo “Almasri: condanna in Libia conferma che espulsione fu corretta”.
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 26 giugno 2026
I giudici si schierano con Trump: sì al respingimento dei migranti al confine sud. Ancora sì all’espulsione di haitiani e siriani. “Se i rifugiati della M.S. Saint Louis (la nave con a bordo 930 ebrei in fuga dalla Germania, a cui gli Stati uniti rifiutarono l’ingresso nel 1939, ndr) dovessero recarsi a un punto d’ingresso al nostro confine sud oggi, l’interpretazione della maggioranza (della Corte suprema) consentirebbe agli agenti dell’immigrazione di rifiutarsi di prendere anche solo in considerazione la loro richiesta d’asilo, impedendogli fisicamente di entrare sul suolo statunitense”. E questo nonostante il Refugees Act del 1980 sia stato approvato proprio affinché “non si ripetessero gli errori del passato”.
di Giuseppe Maria Toscano
Il Riformista, 25 giugno 2026
Una nota frase, erroneamente attribuita a Dostoevskij, recita: “Il grado di civiltà di una società si misura dalle sue prigioni”. Potremmo dire infatti che, tanto più una società è avanzata e civile, tanto più essa ha cura del rispetto di chi, in un certo momento, si trova in una situazione di totale vulnerabilità. Tanto più una società, e chi la rappresenta, civile non è, tanto inferiore è il grado di cura rivolto a chi si trova nella situazione di cui sopra. La situazione del carcerato è, a ben vedere, la condizione del vulnerabile per antonomasia: da quando viene portato nel luogo di reclusione, infatti, egli vive da uomo (che pur ha sbagliato) privato dei suoi averi, del suo gruppo d’appartenenza, della sua casa (ammesso che ne abbia una) e, in fin dei conti, della sua stessa individualità.
di Angela Stella
L’Unità, 25 giugno 2026
Per il sottosegretario Mantovano, i numeri delle dipendenze ci parlano di una pandemia. Insomma: la relazione del governo conferma quanto denunciato nel Libro bianco sulle droghe delle associazioni: il proibizionismo non funziona. “I numeri delle dipendenze ci parlano di una pandemia che ha la particolarità di non essere percepita come tale”. È l’accostamento utilizzato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano che in una conferenza stampa ieri ha presentato la relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia. Secondo la premier Giorgia Meloni occorrono, dunque, “un approccio a 360 gradi e risposte lungimiranti”. Insomma il proibizionismo non funziona. E la conferma è arrivata sempre ieri quando è stata presentata alla Camera dei Deputati, su iniziativa del deputato di +Europa Riccardo Magi, la diciassettesima edizione del Libro Bianco sulle droghe, dal titolo “E non sono pazzi”.
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