Il Mattino, 4 febbraio 2026
L’iniziativa, curata dall’associazione Exit Strategy, ha visto un gruppo di detenute mettersi in gioco con il progetto “Mandragole”. La Casa Circondariale di Benevento, oggi, per qualche ora è stata un vero e proprio teatro, accogliendo l’esibizione delle detenute che hanno scelto di prendere parte al progetto “Mandragole. Tecniche di Teatro Partecipativo” a cura dell’associazione Exit Strategy e finanziato dal Fondo per la promozione e il sostegno delle attività teatrali negli istituti penitenziari. La restituzione finale di un percorso che ha visto impegnate una parte della popolazione femminile del carcere, mettendosi in gioco e lavorando su se stesse.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 4 febbraio 2026
In principio furono i rave party, poi è arrivata la tutela per l’orso marsicano, passando per i ben più drammatici naufragi di migranti, ma non solo. La concezione della sicurezza per il governo Meloni è un infinito gioco ad acchiapparella con la realtà. “Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione”. Con queste parole Giorgia Meloni ha annunciato il nuovo pacchetto sicurezza. Che arriva in risposta ad alcuni fatti di cronaca: gli scontri durante il corteo per il centro sociale di Torino Askatasuna, un accoltellamento di un ragazzo, ucciso da un compagno di classe a scuola, l’inchiesta per omicidio volontario nei confronti di un poliziotto che ha sparato a uno spacciatore. Non è la prima volta che succede: è già successo molte volte. Ne abbiamo contate dieci, ma l’elenco potrebbe continuare.
di Paolo Venturi
Avvenire, 4 febbraio 2026
Riemerge una vecchia ricetta, apparentemente semplice: più tranquillità in cambio di meno libertà, oppure più libertà accettando un contesto meno sicuro. Ma siamo davvero certi che tutto si giochi su questo equilibrio instabile, o stiamo usando questo schema per evitare di affrontare un vuoto più profondo? Minneapolis prima, oggi Torino. Le città sembrano più insicure, i cittadini più soli, impauriti e disorientati. Riemerge così una vecchia ricetta, apparentemente semplice: più sicurezza in cambio di meno libertà, oppure più libertà accettando un contesto meno sicuro. Un trade-off presentato come inevitabile. Questa narrazione è potente, ma anche rassicurante. Divide il mondo in due campi contrapposti: i “securitari” e i “movimentisti”, quelli che invocano ordine e controllo e quelli che difendono spazi di autonomia e conflitto.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 4 febbraio 2026
La storia è semplice: gli episodi - diciamolo: eversivi - di Torino hanno offerto alla destra un assist senza precedenti per un giro di vite senza precedenti, accompagnato da un racconto assolutamente prevedibile. E questo accade proprio mentre Giorgia Meloni era in un momento di difficoltà. Non solo sull’Ice e su Niscemi, ma proprio sulla sicurezza, tema cruciale per la destra: studenti accoltellati nelle scuole, baby gang che sparano e aumento della violenza nelle strade. Invece di procurare, alla destra, una crisi di identità, i fatti di Torino diventano un elemento di rilancio. Questo ci racconta la sequenza (e il crescendo) degli ultimi giorni. Eccola: le prime dichiarazioni di Giorgia Meloni su magistrati - pensando al referendum - e sinistra che “coccola” gli estremisti, tese a cavalcare lo sdegno.
di Angela Stella
L’Unità, 4 febbraio 2026
“Veniamo da tre anni di legislazione d’emergenza non dichiarata, senza alcun risultato positivo. Un autentico fallimento della coppia Piantedosi-Nordio. Quali sarebbero le nuove emergenze segnalate dai fatti di Torino? Una strumentalizzazione intollerabile”. “Meloni ha chiesto alla magistratura di applicare, per l’episodio del poliziotto ferocemente picchiato, il reato di tentato omicidio. Mentre la maggioranza si sgola per dire che la riforma della giustizia non porterà alla sottomissione del pm all’esecutivo”. Luigi Manconi, già docente di Sociologia dei fenomeni politici e già presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, è editorialista di Repubblica e presidente di A Buon Diritto. Il suo ultimo libro è La scomparsa dei colori, dove racconta la sua esperienza di perdita della vista.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 febbraio 2026
Non è una distorsione accidentale del sistema, né il frutto di singole cattive gestioni. I Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in Italia sono un’aberrazione strutturale. Lo dice chiaramente il secondo rapporto di monitoraggio presentato dal Tavolo asilo e immigrazione (Tai), una rete della società civile che mette insieme 41 organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti. Il documento, ultimato il 21 gennaio 2026, scatta una fotografia impietosa di quello che succede dentro le mura di dieci strutture: Bari-Palese, Brindisi-Restinco, Caltanissetta-Pian del Lago, Gradisca d’Isonzo, Macomer, Milano-Via Corelli, Palazzo San Gervasio, Roma-Ponte Galeria, Torino-Corso Brunelleschi e Trapani-Milo
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 4 febbraio 2026
I grafici del Viminale sugli arrivi di gennaio mostrano una fila di zero. Ma c’è un terribile non detto. Zero sbarchi e mille dispersi. Sono i terribili numeri delle rotte dei migranti nel Mediterraneo in questo inizio 2026. “I numeri non sono opinioni. Ma alcune opinioni provano a usare i numeri”, avevamo scritto sette mesi fa. Ora aggiungiamo che i numeri parlano da soli ma per chi li vuole leggere con verità. “Quest’anno, anche se siamo appena a un mese, siamo alla metà degli arrivi rispetto all’anno scorso”, aveva annunciato dieci giorni fa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Aggiungendo che “i numeri, anche se sembrano aridi, parlano chiaro e creano un percorso di valutazione di quello che si fa”.
di Luca Casarini
L’Unità, 4 febbraio 2026
I giorni che vanno dal 14 al 21 gennaio, noi li ricorderemo come quelli della “settimana di sangue”. È anche quella del ciclone “Harry”, che oltre a devastare le coste di Calabria e Sicilia, ha imperversato per almeno due giorni su tutto il Mediterraneo. Nonostante gli allarmi meteo, tra le 15 e le 25 barche piene fino a oltre cinquanta persone ognuna, sono state fatte partire dalla costa orientale della Tunisia, dalle parti di Sfax. Chi le ha fatte partire? 5 di queste sicuramente un trafficante soprannominato “Mauritania”, ma è chiaro che una partenza così massiccia non può avvenire senza l’accordo con i militari che normalmente pattugliano quell’area. Sono pagati dall’Italia e dall’Unione Europea per farlo, per respingere, deportare o far naufragare le barche di migranti subsahariani che tentano di scappare da quella che è diventata un’altra Libia. Gli accordi stipulati con l’autocrate Saied, servono a questo in tema di immigrazione.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 3 febbraio 2026
La proposta nata in seno alle celebrazioni per il Giubileo del mondo carcerario, ultimo appuntamento dell’Anno Santo dedicato alla speranza in coincidenza anche con il 50.mo anniversario dell’Ordinamento penitenziario italiano, ha riscosso il favore dell’episcopato italiano che ne ha parlato nel documento conclusivo della sessione invernale del Consiglio permanente della Cei. Zuppi: “Non smettiamo di chiedere dignità, opportunità e speranza per i detenuti”. “Apriamo le porte dei nostri cuori e delle nostre comunità”: questo l’invito del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, nel discorso d’apertura della sessione invernale del Consiglio permanente della Cei che si è conclusa qualche giorno fa a Roma, nel corso della quale i presuli si sono detti favorevoli a proposte di clemenza quali - appunto - l’indulto “differito” o “programmato” e a percorsi di giustizia riparativa. Un provvedimento di clemenza invocato già da Papa Francesco nella Bolla d’indizione del Giubileo 2025, appello che ha fatto proprio anche Papa Leone, ma che è rimasto finora inascoltato.
di Edoardo Patriarca
vita.it, 3 febbraio 2026
Salgono a due i progetti targati Cnel dedicati a implementare l’occupazione delle persone detenute. L’ultimo è stato depositato a novembre 2025. Nel primo dei tre articoli si prevede che in ogni istituto dovrà esserci un responsabile per il lavoro e i rapporti con le imprese e che dovranno essere convenzioni con le cooperative sociali. Previste specifiche convenzioni con le imprese sociali. La dotazione finanziaria? Zero euro. La settimana parlamentare è dedicata alla proposta di legge del Cnel A.C. 2710 “Disposizioni in materia di lavoro penitenziario” depositata nel novembre 2025 in Parlamento che si aggiunge al progetto di legge sempre del Cnel A.C. 1920 “Disposizioni per l’inclusione socio-lavorativa e l’abbattimento della recidiva delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale” consegnato alle Camere nel giugno 2024.
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