di Don Paolo Selmi
casadellacarita.org, 25 giugno 2026
Sono 31, nel momento in cui scrivo, le persone che si sono tolte la vita in un carcere italiano dall’inizio del 2026. Ogni suicidio in carcere è una sconfitta per lo Stato e per la comunità e interpella chi, come la Casa della Carità, fin dall’inizio della sua attività entra negli istituti penitenziari con progetti sociali e culturali. Ma una di queste morti - avvenuta lo scorso 8 giugno a Milano - ci tocca particolarmente. La vittima, Lamine, era reclusa a San Vittore nella sezione riservata alle persone ad “alto rischio suicidario” o in fase di grave scompenso psichico, ed era conosciuta da operatrici e operatori della Fondazione che entrano in questo reparto per offrire momenti semplici di relazione e di ascolto a chi non ha davvero nulla, in un ambiente che è già di per sé di grande privazione.
di Luca Rondi
altreconomia.it, 25 giugno 2026
A metà giugno il Tribunale di Firenze ha messo sotto sequestro preventivo alcune sezioni dell’istituto per le terribili condizioni strutturali tra muffa, perdite e impianti deteriorati che perduravano da anni. È la prima volta che succede in Italia. Per Alessio Scandurra di Antigone il provvedimento lancia un segnale anche ad altre autorità di controllo, aziende sanitarie in primis: è possibile “mettere i sigilli” e fermare situazioni insostenibili. Il Tribunale di Firenze ha messo sotto sequestro preventivo a metà giugno una parte del carcere di Sollicciano per le sue condizioni disastrose. In Italia non era mai successo ed è l’ennesimo capitolo della “storia penitenziaria” del nostro Paese, ormai in caduta libera.
foggiatoday.it, 25 giugno 2026
Sono aperte le candidature per la nomina del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Foggia. Sarà nominato dal Consiglio comunale e durerà in carica quattro anni, con possibilità di rinnovo per un solo ulteriore mandato. Entro 20 giorni i candidati potranno presentare domanda. In base al regolamento, l’incarico sarà svolto a titolo completamente gratuito. È previsto esclusivamente il rimborso delle spese documentate ed effettivamente sostenute per lo svolgimento delle attività istituzionali. A bilancio sono previsti 10mila euro da destinare alla copertura delle spese di rappresentanza del Garante.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 25 giugno 2026
Il direttore della Caritas diocesana, don Enzo Pacini, è anche il cappellano della casa circondariale La Dogaia. Racconta al Sir cosa è stato fatto fino a oggi a sostegno dei detenuti e della sensibilizzazione. “I progetti Caritas sul carcere sono attivi dal 2017 circa - ci racconta don Enzo Pacini, direttore della Caritas diocesana di Prato e cappellano della casa circondariale La Dogaia - alcuni sono specificamente a favore di chi vive in carcere, per esempio abbiamo avuto la possibilità di avere dei fondi per i detenuti bisognosi e per sostenere anche un gruppo di volontari della San Vincenzo con cui collaboriamo che gestisce il guardaroba interno al carcere, con l’acquisto di biancheria per i detenuti che non hanno famiglia”.
siracusapost.com, 25 giugno 2026
“Imprese per il territorio: alleanze possibili”: è il titolo dell’evento promosso da L’Arcolaio Cooperativa Sociale nell’ambito del progetto nazionale Jail to Job attraverso una mattinata di confronto tra imprese, istituzioni e mondo penitenziario sul lavoro come leva di sviluppo per il territorio. Jail to Job è un progetto nazionale realizzato dalle cooperative sociali Rigenerazioni Onlus (Palermo), L’Arcolaio (Siracusa) e Lazzarelle (Napoli), con il sostegno di Fondazione San Zeno. Accompagna 540 persone in percorsi di inclusione socio-lavorativa attraverso formazione, accompagnamento e inserimento lavorativo, in 7 istituti penitenziari tra Sicilia e Campania.
di Edoardo Iacolucci
lacapitale.it, 25 giugno 2026
Nel carcere di Regina Coeli, a Roma, il laboratorio artistico “Storie Brevi” guidato dalla pittrice Laura Federici offre ai detenuti uno spazio di espressione, creatività e reinserimento sociale attraverso arte e narrazione. Pennelli, cartoncini e pennarelli. Dentro il carcere di Regina Coeli, a Roma, ogni giovedì la biblioteca dell’istituto si trasforma in uno spazio di creatività e confronto. Qui la pittrice Laura Federici conduce “Storie Brevi”, un laboratorio artistico e narrativo rivolto ai detenuti, nato con l’obiettivo di favorire l’espressione personale e sostenere percorsi di reinserimento sociale attraverso l’arte. In una realtà complessa come quella di Regina Coeli, storica struttura nata come convento e successivamente convertita in carcere, gli spazi destinati alle attività educative e culturali sono limitati. La situazione è resa ancora più delicata dalla funzione dell’istituto, destinato in larga parte alla custodia cautelare, con un continuo ricambio della popolazione detenuta che rende difficile costruire percorsi stabili nel tempo.
di Alfonso Celotto
La Stampa, 25 giugno 2026
Il 25 giugno 1946 è una data che segna uno spartiacque nella storia italiana. Quel giorno si insedia l’Assemblea Costituente, chiamata a scrivere le regole fondamentali della nuova Repubblica. È l’inizio di una stagione politica senza precedenti, destinata a cambiare per sempre il volto dello Stato. Per la prima volta nella storia nazionale viene eletta un’assemblea a suffragio universale, maschile e femminile. Per la prima volta le donne non soltanto votano, ma siedono tra i banchi dell’organo chiamato a costruire il futuro del Paese. È una rivoluzione profonda, che sancisce il passaggio dall’Italia liberale, nella quale il potere era riservato a pochi e concentrato nelle mani di una ristretta élite maschile, a uno Stato fondato sulla partecipazione democratica e sull’inclusione di tutte le componenti della società.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 25 giugno 2026
La sicurezza è una priorità e giocherà un ruolo primario alle prossime elezioni. Un partito, Futuro Nazionale, concepito dal generale in pensione Vannacci promette con toni da caserma quello che neanche lui riuscirà a ottenere: sconfiggere la paura. Come? Cacciando a frotte i colpevoli principali. Chi sarebbero? Gli stranieri, ma solo quelli poveri, neri o bruniti. Lo seguiranno con promesse altrettanto ardite tutti i partiti dell’attuale maggioranza. Quanto all’opposizione, per adesso sta a guardare, ancora indecisa sul modo di disporsi in campo. Una volta che l’avrà scelto, non mettere il tema sicurezza tra le priorità significa candidarsi a consegnare il Paese nelle mani di chi già lo guida. La paura degli italiani va guardata negli occhi e affrontata. Rieducazione al posto di remigrazione, per esempio. La differenza che conta davvero è tra ciò che si potrebbe realmente fare e ciò che invece somiglia a quegli spaventapasseri che si piazzavano nei campi per la tranquillità del contadino. Via via, sciò sciò. Bastasse quello.
di Sara Gandini*
Il Fatto Quotidiano, 25 giugno 2026
Il migrante è il volto visibile, ma non riconosciuto, di problemi che hanno radici più profonde. L’attenzione che i media stanno dando a Roberto Vannacci e al suo movimento “Futuro Nazionale” racconta ancora una volta come sulla politica migratoria si giochi una parte notevole del consenso contemporaneo. Paure determinate dalle diseguaglianze strutturali promosse dal neoliberalismo, vengono convertite in questioni identitarie su cui speculare senza vergogna. Del resto, quando il generale imbraccia l’arma della “remigrazione”, sta cavalcando, per i suoi fini, la perdita dell’identità nazionale e si presenta come interprete di un disagio diffuso che attraversa ampi settori della società italiana.
di Federica Pennelli
Il Domani, 25 giugno 2026
Dai carcerati nelle celle sovraffollate a chi vive per strada; dalle persone con disturbi psichiatrici ai lavoratori con meno tutele sindacali. Il caldo è un moltiplicatore di disuguaglianze sociali. L’estate italiana riflette l’immagine di un paese sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico. Le lunghe file davanti alla galleria degli Uffizi di Firenze, dove il caldo estremo ha messo in difficoltà l’impianto di climatizzazione facendo sospendere la vendita dei biglietti, sono solo uno degli esempi della morsa di caldo torrido che affligge le nostre città. Nel tempo della crisi climatica permanente, infatti, il peso più grande grava sulle spalle delle persone già esposte a fragilità socioeconomiche, colpite dall’ennesimo moltiplicatore di disuguaglianze.
- Il mondo sommerso dell’abbandono scolastico e della formazione dei minori detenuti
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