di Roberta Polese
Corriere del Veneto, 30 gennaio 2026
Detenuto suicida dopo la chiusura dell’ala di “alta sicurezza” e la decisione del suo trasferimento. Sono tre le interrogazioni parlamentari alle quali il ministro della Giustizia Carlo Nordio dovrà rispondere per chiarire le circostanze che hanno portato al suicidio Pietro M., 73 anni, detenuto in carcere al Due Palazzi di Padova. L’uomo tra martedì e mercoledì si è tolto la vita nella sua cella all’interno del reparto di Alta sicurezza del penitenziario padovano. Era l’alba del suo trasferimento in un’altra struttura, dopo 19 anni passati a Padova e dopo un lungo percorso riabilitativo che lo aveva portato a lavorare in un laboratorio di cucito con buoni risultati. Al detenuto, ergastolano in cella dal 1998, non era stata nemmeno comunicata la destinazione finale.
di Roberta Polese
Corriere del Veneto, 30 gennaio 2026
“Non faccio nulla di speciale: vado in carcere parlo con i detenuti, chiacchieriamo di tutto, credo che a loro serva proprio questo: essere ascoltati”. La ex professoressa Loredana Drago, padovana, ha 78 anni, fa volontariato da sempre, e da sei anni frequenta con costanza il Due Palazzi. Professoressa quando ha iniziato ad andare al Due Palazzi? “Cantavo nei “Coristi per caso”, facemmo uno spettacolo in carcere quando ho visto i detenuti tornare nelle loro celle, mi si è stretto il cuore, ho pensato alla vita lenta, ripetitiva che vivono, allora mi sono messa a disposizione del centro Ocv, operatori carcerari volontari”.
di Carlo Casini
La Nazione, 30 gennaio 2026
Al 29enne deceduto erano stati diagnosticati problemi di droga e di natura psichiatrica. Il Garante: "Doveva essere curato". Tre deputati Pd presentano un’interrogazione a Nordio. "Il detenuto che si è tolto la vita aveva una doppia diagnosi di dipendenza da stupefacenti e problemi di fragilità mentale molto evidenti. Sono le classiche persone che mandiamo in carcere perché non sappiamo dove metterle. In realtà, non abbiamo altro tappeto sotto cui nascondere questa polvere sociale". Lo ha detto il garante dei detenuti di Firenze, Giancarlo Parissi, parlando del detenuto 29enne morto in ospedale dopo aver tentato il suicidio nella sua cella.
di Mara Rodella
Corriere della Sera, 30 gennaio 2026
Il suo invito: “La cittadinanza potrebbe rispondere con l’offerta di attività occupazionali: i detenuti che lavorano in carcere sono pochissimi”. Ha lavorato tanto, con i detenuti. Anche quando a Brescia non era ancora arrivata. E ci crede davvero, che qualcosa di buono si possa e si debba fare, perché “uno degli enormi problemi di Brescia si chiama carcere”. Al netto delle attese per la nuova struttura che dovrà sorgere a Verziano, la presidente della Corte d’appello, Giovanna di Rosa, lancia un appello - e lo farà anche domani all’Anno giudiziario - alla città tutta. “La giustizia penale termina nell’esecuzione della pena”, una conclusione che quindi deve essere “il più significativa possibile”.
immediato.net, 30 gennaio 2026
Il Gup ha ammesso Regione Puglia, garante dei detenuti e associazione Yairaha onlus nel procedimento che vede 14 imputati tra agenti, medici e psicologo. La procura chiede il rinvio a giudizio per i fatti dell’11 agosto 2023, ma gli indagati respingono ogni accusa. Nel procedimento sulle presunte torture avvenute nel carcere di Foggia l’11 agosto 2023, il giudice dell’udienza preliminare Cecilia Massarelli ha accolto la richiesta di costituzione delle parti civili presentata dal garante regionale per i detenuti, dalla Regione Puglia e dall’associazione “Yairaha onlus”, impegnata nella tutela dei carcerati. Si tratta di uno dei passaggi centrali dell’udienza preliminare che riguarda 14 imputati - dieci poliziotti penitenziari, tre medici e uno psicologo - tutti in servizio nella casa circondariale, per i quali la Procura chiede il rinvio a giudizio.
doremiao.it, 30 gennaio 2026
Si è concluso venerdì 23 gennaio il progetto “Insieme in DogAia”, Educazione Assistita con i cani all’interno del carcere di Prato. Fortemente sostenuto dal personale dell’Istituto e facilitato in tutte le sue fasi da un’ottima organizzazione che ha consentito il miglior svolgimento possibile, il percorso ha previsto (oltre alle sue fasi progettuali) una serie di dieci incontri settimanali della durata di due ore ciascuno, alla presenza di uno o due cani e degli operatori dell’associazione Do Re Miao. Gli obiettivi del progetto hanno riguardato aree della sfera personale che risentono maggiormente delle restrizioni legate alla privazione della libertà, quali l’ansia e i comportamenti autolesivi e violenti.
micromega.net, 30 gennaio 2026
Un volume interamente dedicato a carcere e penalità nel XXI secolo. Che cosa significa punire? Quali comportamenti meritano di essere affidati alla sfera del penale in uno Stato di diritto? È pensabile addirittura abolire il carcere? In un tempo in cui le destre al governo ampliano il catalogo dei reati fino a criminalizzare povertà, dissenso e migrazione, MicroMega dedica il primo volume del 2026 a uno dei grandi rimossi del nostro presente: il carcere, interrogando con rigore l’idea stessa di pena e il suo senso all’interno delle società democratiche contemporanee.
fuoriluogo.it, 30 gennaio 2026
Carceri al collasso, cure negate, libertà d’informazione in caduta: il nuovo Rapporto di A Buon Diritto fotografa un arretramento che riguarda tuttə. Il 28 gennaio 2026, nella Sala Stampa della Camera, A Buon Diritto ha presentato l’aggiornamento del Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, un monitoraggio che da oltre dieci anni prova a mettere in fila - con dati, analisi e un linguaggio accessibile - ciò che troppo spesso resta frammentato: l’erosione quotidiana delle garanzie, l’asimmetria tra diritti proclamati e diritti praticabili, la trasformazione di bisogni sociali in problemi di ordine pubblico.
di Luigi Alfonso
vita.it, 30 gennaio 2026
Parla Ugo Bressanello, il fondatore di Domus de Luna, una Fondazione che opera in Sardegna da vent’anni. Indica una delle carenze più gravi del sistema sanitario nazionale: i disturbi psichiatrici, spesso legati alle dipendenze, e i servizi destinati a donne e bambini che hanno vissuto incuria, maltrattamenti e abusi. “C’è una criticità insidiosa all’interno dell’emergenza sanitaria, in Sardegna come nel resto d’Italia. Riguarda tanti cittadini, ma non solo le fasce più fragili della popolazione. Mi riferisco al complesso mondo della psichiatria, ai problemi delle dipendenze da sostanze, alcol o gioco d’azzardo, ma anche ai servizi essenziali destinati a donne e bambini che hanno vissuto incuria, maltrattamenti e abusi”.
di Christian Raimo
Il Domani, 30 gennaio 2026
Il testo della direttiva dei ministri Piantedosi e Valditara sui metal detector nelle scuole è intriso di lessico militare e poliziesco: il disagio giovanile diventa esclusivamente un problema di ordine pubblico. I rischi pedagogici di questa operazione sono altissimi. L’uso di strumenti di rilevazione trasformerebbe la scuola in un luogo di prevaricazione educativa, la fiducia tra docenti e studenti verrebbe ovviamente lacerata. Sembra essere nato un nuovo ircocervo governativo, il ministero del Controllo e della sorveglianza, che unisce il ministero dell’Istruzione e del merito con quello dell’Interno. La direttiva congiunta emanata mercoledì 28 gennaio dai ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi sulle misure “per il rafforzamento della prevenzione e contrasto dell’illegalità negli istituti scolastici” segna una svolta repressiva che trasforma la scuola da laboratorio di democrazia a terminale di pubblica sicurezza. Con un linguaggio burocratico e francamente prefettizio, il provvedimento ignora il mandato costituzionale della pedagogia pubblica e dell’inclusione, e privilegia una logica di commissariamento che tradisce l’essenza stessa della relazione educativa.
- “Pacchetto sicurezza”: una nuova ondata di sadismo contro i migranti?
- Fumare nelle carceri in Europa: dove è permesso?
- Il patto con la polizia egiziana siglato nel nome di Regeni
- Vorrei Istituzioni che sappiano essere miti e sensibili
- L’appello per diritti e umanità in carcere dopo l’ultimo suicidio: c’è un’enorme questione democratica











