di Simone Canettieri
Corriere della Sera, 27 gennaio 2026
La scelta di Palazzo Chigi e Viminale. Le misure che la Lega voleva subito saranno poi nel ddl. Il nuovo decreto Sicurezza vedrà la luce “la prima settimana di febbraio”, ha annunciato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. E alla fine, salvo sorprese, sarà confermato l’impianto che il Viminale aveva inviato a Palazzo Chigi una settimana fa. Nel decreto - 25 articoli - non ci saranno le strette sulle manifestazioni, le sanzioni amministrative per le famiglie dei minori che commettono reati, lo stop ai coltelli facili e lo “scudo penale” per le forze dell’ordine. Sono tutte norme che resteranno nell’altro pacchetto Sicurezza (40 articoli) presentato da Piantedosi, ma sotto forma di disegno di legge.
di Vitalba Azzollini
Il Domani, 27 gennaio 2026
Il governo è davvero convinto che decine di nuove norme e sanzioni innalzeranno il livello di sicurezza dei cittadini? Se avesse verificato come norme similari hanno funzionato in altri paesi, avrebbe forse constatato che l’inasprimento normativo, da solo, raramente produce cali stabili e strutturali dei fenomeni criminali. Il governo è davvero convinto che decine di nuove norme e sanzioni innalzeranno il livello di sicurezza dei cittadini o vuole solo tranquillizzare l’elettorato? Di certo, credere e far credere che la realtà si conformi a quanto previsto in disposizioni di legge, senza valutarne preventivamente gli impatti, sarebbe tra gli atti di maggiore presunzione che un esecutivo possa fare.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 27 gennaio 2026
La ricercatrice Sofia Ciuffoletti: “I giovani oggi non sono più violenti, è la società ad esserlo”. “Credo che il decreto Caivano non si ponga il problema di una diminuzione dei reati, quanto di una risposta eccezionale all’emergenza. C’è una grande differenza. Non so come l’inasprimento delle pene, la riduzione delle possibilità della messa alla prova minorile, l’introduzione di istituti amministrativi e non giurisdizionali di gestione della devianza minorile possano condurre a una diminuzione dei reati”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 27 gennaio 2026
“Mi sentivo forte, facevo paura agli altri. In realtà stavo morendo”. Il giovane adesso vive in una casa-famiglia in Toscana. “Com’è cominciato? Le compagnie e mio padre assente”. “Quando ho accoltellato quel ragazzo, ricordo di aver sentito il suo sangue caldo nella mia mano. È un pensiero malato, ma in quel momento mi sentivo potente”. Edoardo (nome di fantasia), 18 anni, vive in una casa-famiglia per minori fragili in Toscana gestita dalla Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi.
di Donata Columbro
Il Domani, 27 gennaio 2026
Non c’è l’età di chi li ha commessi, o delle vittime, la ripartizione geografica, non sappiamo se gli autori (o le autrici) hanno commesso suicidio dopo l’atto, non ci sono indicazioni su denunce pregresse. Non conosciamo nemmeno la loro nazionalità. Giulia Sudano, presidente del think tank femminista Period, “così risultano inutilizzabili, compromettendo l’analisi del fenomeno, anche da parte delle istituzioni stesse”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 27 gennaio 2026
Il messaggio, poi cancellato, citava l’omicidio di Pretti a Minneapolis. Il segretario Maruotti si è scusato, ma il ministro “Falsità indegne”. Attesa la decisione del Tar sulla data del referendum. Sembra impossibile abbassare la tensione intorno alla campagna referendaria sulla riforma della magistratura e il clima rischia solo di peggiorare, nonostante manchino ancora almeno due mesi al voto. Almeno, perché oggi il Tar Lazio deciderà in camera di consiglio sul ricorso dei 15 promotori della raccolta firme, secondo cui la data del 22-23 marzo è stata fissata senza tenere in conto la loro iniziativa e dunque violando i precetti anche costituzionali per la convocazione del referendum e dunque anche per l’inizio della campagna elettorale.
di Angela Stella
L’Unità, 27 gennaio 2026
Ieri le scuse di Maruotti (Anm), che aveva accostato le gesta dell’Ice agli obiettivi della riforma, e la velenosa replica di Nordio. Ma anche a destra la campagna per il Sì sembra aver perso la bussola. E rischia di rendere un servizio al fronte opposto. Abbandonata qualsiasi analisi dotta sul testo della riforma sulla separazione delle carriere, in queste settimane a predominare è la propaganda. Per giorni è stato criticato pesantemente lo slogan del Comitato “Giusto dire No” dell’Anm (“Vorresti giudici che dipendono dalla Politica? No). Ieri poi a subire una shitstorm è stato il Segretario dell’Anm Rocco Maruotti che su Facebook ha accostato l’immagine dell’uccisione di Alex Pretti ad opera di agenti dell’ICE alla modifica costituzionale. Lui poi ha cancellato post e si è scusato. Ma non ha evitato la velenosa e forse eccessiva reazione di Nordio: “Prendo atto della retromarcia tardiva e grottesca del segretario della ANM. Dopo il suo comunicato così indegno, le scuse, inaccettabili, rivelano o un intelletto inadeguato alla importanza della carica o la debolezza di un cuore incapace di essere coerente con le proprie pulsioni”. Chissà se fino a marzo non si prenderanno letteralmente a schiaffi. Ma oggi guardiamo dall’altra parte dello schieramento, mettendo in fila tutta una serie di dichiarazioni spesso usate proprio per giustificare dinanzi all’elettorato di destra la necessità di confermare nelle urne il provvedimento approvato dal Parlamento. Il filo conduttore che le lega è l’insofferenza del Governo verso decisioni sgradite della magistratura. Così facendo però si rischia, deviando dalla reale sostanza della riforma, che una parte di elettorato di sinistra favorevole al Sì potrebbe votare No. Ma vediamo nel dettaglio.
ordinamentopenale.it, 27 gennaio 2026
Cass. pen., sez. II, 9/12/2025 (ud. 9/12/2025, dep. 22/01/2026), n. 2653 (Pres. Verga, Rel. Saraco). Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava quando l’interrogatorio di garanzia in materia di misure cautelari è nullo. Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento. Il Tribunale di Napoli, in sede di riesame, confermava un’ordinanza con cui il G.i.p. del Tribunale di Torre Annunziata aveva disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare della custodia in carcere, per i reati di furto aggravato, rapina aggravata e lesioni aggravate.
di Giorgio Bernardini
Corriere Fiorentino, 27 gennaio 2026
La segnalazione della Procura che ricostruisce almeno 4 aggressioni da fine novembre ad oggi tra i detenuti nel carcere di Prato. Liti e tentativi di abusi, violenza tra detenuti e sui detenuti. Ancora una volta un bollettino disarmante di aggressioni e presunti abusi sessuali arriva dal carcere: la Dogaia di Prato è nel caos. La Procura pratese segnala una nuova recrudescenza di episodi criminali nella struttura penitenziaria al centro di numerosi interventi repressivi già avviati nei mesi di giugno e novembre del 2025.
di Lorenzo Nicolao
Corriere dell’Alto Adige, 27 gennaio 2026
Intesa col Comune per impiegare i detenuti in lavori socialmente utili. Si comincia a febbraio. Partecipare a lavori di manutenzione e pulizia utili alla comunità e guadagnare la possibilità di reinserirsi nella società, magari trovando anche lavoro. I detenuti del carcere di Bolzano potranno farlo da febbraio grazie al protocollo d’intesa firmato dal sindaco Claudio Corrarati e dal direttore dell’istituto penitenziario Giovangiuseppe Monti. Un lavoro svolto in prima linea dall’assessora alle Politiche sociali Patrizia Brillo e dall’area educativa della Casa circondariale. Si comincerà dal primo febbraio con un gruppo di cinque-sei detenuti, ai quali siano già state autorizzate misure come l’assegno di libertà o la possibilità di lavorare all’esterno dell’istituto.
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