di Valerio Spigarelli
Il Dubbio, 25 gennaio 2026
Nel corso degli anni a nessun magistrato dotato di un minimo di onestà intellettuale era venuto in mente di dare del criptofascista ad un sostenitore della separazione delle carriere. L’avevo saputo in anteprima perché me lo aveva preannunciato un ex presidente dell’ANM. Era almeno un anno fa, quando si era capito che il testo della riforma costituzionale sarebbe passato in Parlamento. “D’ora in avanti noi faremo solo propaganda”, mi disse. Chiaro, semplice, diretto. Propaganda, con quel carico di verità relativa che il concetto esprime, ma anche con quel malcelato sentimento di susseguo intellettuale che comprende.
di Giulia Merlo
Il Domani, 25 gennaio 2026
L’ex magistrato, oggi scrittore, si è schierato per il No al referendum. L’estrazione per sorteggio è uno sberleffo nei confronti dei magistrati, invece i politici vengono sorteggiati attraverso una selezione qualificata. É chiaro che questo produrrà un soggetto più forte e un soggetto più debole”. Giancarlo de Cataldo, ex magistrato, oggi scrittore, si è schierato per il No al referendum, con la consapevolezza che il tema è complicato, ma la posta in palio sono “i rapporti tra magistratura e potere politico”.
di Carmine Paul Alexander Tedesco
lexced.com, 25 gennaio 2026
La sentenza 41407/2025, riafferma un principio fondamentale nel rapporto tra detenzione e salute mentale: la valutazione sull’adeguatezza delle cure in carcere non può essere superficiale, ma deve basarsi su una verifica concreta ed effettiva. Questo caso ha visto l’annullamento di un’ordinanza che negava a un detenuto con gravi patologie psichiche la possibilità di scontare la pena in una modalità alternativa, ritenendo sufficiente la terapia farmacologica intramuraria. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la valutazione sulla detenzione e salute mentale non può essere formale. È necessaria una verifica concreta ed effettiva della qualità delle cure fornite, non bastando la mera somministrazione di farmaci.
studiogambalonga.it, 25 gennaio 2026
La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 10 novembre 2025 n. 29697, ha ritenuto che il rapporto di lavoro del detenuto deve considerarsi unitario e continuativo, senza interruzioni intermedie volontarie nei periodi di attesa della “chiamata al lavoro”, rispetto alla quale il detenuto non ha alcun potere di controllo o scelta. La cessazione del rapporto coincide con la fine dello svolgimento dell’attività lavorativa. La decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi inizia dal termine del rapporto unico e l’onere di dimostrare eventuali interruzioni grava sull’Amministrazione penitenziaria.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 25 gennaio 2026
Non può eludere l’esame del diritto all’unità familiare solo perché non è stato contratto matrimonio o perché lo straniero non ha chiesto autorizzazione ad hoc per permanere sul territorio nazionale in presenza di figli minori. La presenza di un figlio minore in Italia rileva come elemento ostativo all’espulsione dello straniero anche quando quest’ultimo non abbia richiesto al tribunale dei minorenni la formale autorizzazione alla permanenza nel territorio nazionale in ragione del rapporto di filiazione. Lo stesso vale - in termini ostativi all’esecuzione dell’ordine amministrativo espulsivo - per la sussistenza di un legame affettivo di carattere “familiare” quale è una relazione sentimentale con persona regolarmente soggiornante in Italia. E la relazione sentimentale, che può avere rilevanza anche in assenza di matrimonio, impone al giudice dell’opposizione di tenerne conto, anche se si tratti di mera convivenza more uxorio o anche - come l’evoluzione giurisprudenziale sta affermando - anche per legami esistenti tra non conviventi.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026
La carenza di personale costringe a ridurre le iniziative a favore dei detenuti. Limitazioni anche per le telefonate. A Canton Mombello sovraffollamento e carenza d’organico continuano a ripercuotersi sulle condizioni dei detenuti. Nella casa circondariale “Nerio Fischione” dovrebbero essere 182 i posti regolamentari, ma all’interno si trovano oltre il doppio delle persone: 386 alla fine dello scorso anno, con un tasso di sovraffollamento (212%), tra i più alti d’Italia. Più detenuti significa anche maggior lavoro per chi deve curarsi di loro: dalla polizia penitenziaria agli educatori, passando per medici, psicologi e volontari vari, il carico di lavoro è diventato insostenibile. Solo con questa doverosa premessa si possono comprendere i fatti che si registrano all’interno dell’istituto di pena, che a parole tutti vorrebbero chiudere una volta per tutte per ampliare quello di Verziano (attualmente anch’esso sovraffollato, ma non a questi livelli e con una struttura e servizi decisamente meno fatiscenti), ma che invece rimane sempre aperto, con vecchi problemi ai quali se ne aggiungono di nuovi.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 25 gennaio 2026
Per il ministro il sovraffollamento sta migliorando ma garante e sindacati restano critici. In poco più di un mese e mezzo, “tra l’1 ottobre e il 19 novembre 2025”, al carcere della Dozza si sono contati “18 aggressioni tra ristretti, 33 fatti di danneggiamento, 7 incendi, 5 proteste collettive, 19 proteste individuali, un tentativo di evasione e 6 episodi di introduzione di oggetti non consentiti”. A fornire i numeri e a promettere “interventi, alcuni già concretizzati e altri in attuazione, a sostegno della struttura bolognese” è stato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo a un’interrogazione dei senatori del M5s su quali iniziative abbia intenzione di “attivare per ristabilire condizioni minime di sicurezza”, hanno scritto nell’atto ispettivo i pentastellati, ricordando anche di un sovraffollamento cronico e di un organico sottodimensionato.
di Roberto Lazzari
triesteprima.it, 25 gennaio 2026
A dirlo è il Garante regionale dei detenuti Enrico Sbriglia, dopo la visita di ieri, 23 gennaio. Le condizioni di sovraffollamento e i numerosi problemi, anche sistemici, sembrano essere all’estremo. Il garante spinge anche per lo studio della possibilità di amnistia (“non di indulto”), purché con rigorosi criteri di reinserimento in società. Scrive di “condizioni non poche volte mortificanti” all’interno del Coroneo il Garante regionale dei detenuti Enrico Sbriglia, dopo la visita in delegazione di ieri, 23 gennaio, per fare il punto della situazione. La serie di problematiche riscontrate non lascia uscita: “A Trieste si impone la realizzazione di un nuovo e funzionale istituto penitenziario”, per restituire dignità a detenuti e operatori.
di Martina Capovin
Il Dolomiti, 25 gennaio 2026
Bozen Solidale: “Kompatscher vuole creare un lager di Stato”. Previsti cento posti nella Casa circondariale e cinquanta nel Centro di permanenza per i rimpatri. Il progetto per il nuovo carcere e per il Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) di Bolzano esce finalmente dalle secche della burocrazia. È questo l’esito del vertice istituzionale svoltosi al Palazzo del Viminale tra il presidente della Provincia altoatesina, Arno Kompatscher, l’assessora alla sicurezza Ulli Mair e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Un incontro che ha sancito l’accelerazione decisiva per un’opera che il territorio attende, tra promesse e rinvii, dai tempi della giunta Durnwalder.
di Mario Bovenzi
Il Resto del Carlino, 25 gennaio 2026
Bedin: “Da noi chi ha misure alternative al carcere”. “Da vent’anni ormai accogliamo detenuti che vengono condannati agli arresti domiciliari e quelli che usufruiscono delle misure alternative al carcere, come l’affidamento in prova”. Domenico Bedin, presidente dell’associazione Viale K, si trova nell’azienda agricola Parco Contadino Pratolungo. È mezzogiorno, ora di pranzo. Pratolungo è un’azienda agricola sociale, è una delle strutture che fanno parte di Viale K. Le misure alternative al carcere nel nostro paese includono principalmente l’affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare, la semilibertà, la liberazione anticipata, e le pene sostitutive come i lavori di pubblica utilità, che permettono di scontare la pena fuori e oltre le sbarre, spesso in cambio di attività lavorative, terapeutiche o sociali. Vengono disposte in alternativa alla detenzione carceraria per reati di minore gravità o in base alle condizioni personali.
- Ferrara. La rinascita del detenuto F.: “Prima spacciavo, ora aiuto gli altri”
- Ascoli. Agente salva 2 detenuti dal suicidio: “Ansia patologica”. Accolto il ricorso al Tar, verrà risarcito
- Brescia. Le Porte della Speranza tra Canton Mombello e piazzale Arnaldo
- Siena. “Artisti dietro le sbarre” a S. Spirito. Dal teatro una finestra sulla libertà
- Milano. Al Filodrammatici “Oltre. Io prima, me dopo” racconta il carcere e la rinascita











