di Claudio Critelli
comune.genova.it, 27 gennaio 2026
Si è svoto ieri mattina a Palazzo Tursi il primo incontro ufficiale della Consulta Carcere-Città, l’organismo istituito dal Comune di Genova per avviare un confronto strutturato e continuativo tra Amministrazione, sistema penitenziario e realtà del territorio. L’incontro segna l’avvio operativo di un percorso avviato formalmente lo scorso 5 novembre, quando la Giunta comunale ha approvato la delibera istitutiva della Consulta, rendendo Genova il primo Comune italiano a dotarsi di uno strumento stabile dedicato al rapporto tra carcere e città.
di Viola Mancuso
gnewsonline.it, 27 gennaio 2026
La poesia come strumento di libertà interiore e possibilità di reinserimento sociale. È questo il cuore della mostra poetica “Cicatrici nascoste”, inaugurata il 17 gennaio 2026 presso la Biblioteca Don Milani di Carpineti, un progetto culturale e umano di grande valore sociale nato dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Carpineti, i volontari della Biblioteca, don Angelo Guidetti della parrocchia di Castelnovo Ne’ Monti e l’artista operatrice volontaria Anna Protopapa. La mostra, visitabile fino al 14 febbraio 2026, racconta il percorso di Daniel Palladino, giovane poeta che scrive con lo pseudonimo di Kura Levi, che si è avvicinato alla scrittura durante il suo periodo di detenzione all’interno del laboratorio artistico “Liberi Art”, attivo presso la casa circondariale di Reggio Emilia. Un laboratorio in cui il detenuto ha scoperto la scrittura poetica come mezzo per dare forma alle proprie emozioni, trasformando il dolore in parole e trovando, attraverso l’arte, una nuova consapevolezza di sé.
piacenzasera.it, 27 gennaio 2026
“Il Giubileo in alta sicurezza” porta in scena le detenute alle Novate - Tesse un’analogia fra le detenute che desiderano riabilitarsi e i pellegrini in cerca di perdono lo spettacolo “Giubileo in alta sicurezza”, che andrà in scena venerdì 6 febbraio presso la Casa Circondariale di Piacenza. La drammaturgia, poetica e potente, mette al centro della scena il viaggio: quello dei pellegrini, che si mettono in cammino per realizzare nell’incontro con l’altro la propria conversione; e poi il viaggio, necessariamente solo interiore, dalle persone ristrette, che scontando la propria pena, cercano perdono e salvezza.
adnkronos.com, 27 gennaio 2026
Pubblicato da “Sensibili alle foglie” il romanzo è un viaggio oltre le sbarre dove la parola è l’unica forma di resistenza e il silenzio l’unica condanna. Cosa accade quando la cultura varca la soglia di un carcere? È una missione di salvataggio o un atto di estrema crudeltà, che restituisce voce a chi è destinato a non essere ascoltato? “Gargoyle”, il romanzo d’esordio di Alfredo Vassalluzzo, scava nei meccanismi della detenzione e dell’anima umana e lo fa con un romanzo, a tratti allegro, ironico, atteggiamento che restituisce luce in un ambiente impossibile che i più tendono a non voler ricordare. L’opera si inserisce con forza nel progetto editoriale fondato da Renato Curcio, caratterizzato da una costante ricerca socio-analitica sulle istituzioni totali. “Gargoyle” non è solo un romanzo, ma una testimonianza di ‘rottura’ che esplora il confine sottile tra l’identità dell’individuo e la sua riduzione a numero burocratico.
di Francesca Sabatinelli
L’Osservatore Romano, 27 gennaio 2026
Un diario di quattro giorni, gli ultimi di vita di Bryan Frederick Jennings, nato nel 1958 e messo a morte dallo Stato della Florida il 13 novembre 2025. “Quattro giorni sospesi nel tempo”, così li descrive l’autrice, Federica Massoli, per anni in relazione epistolare con Jennings che, con il racconto di quel “tempo condiviso”, dimostra come “dietro ogni esecuzione” - e dietro alla falsa idea che così si possa portare pace alle famiglie delle vittime, enfatizzata dai “governi pro pena di morte” - c’è “un dolore che si moltiplica, un lutto che si estende anche alle famiglie e agli affetti del condannato”.
di Enrico Acciai
Il Domani, 27 gennaio 2026
Da tempo, chiunque si occupi della didattica della Shoah riceve la stessa domanda dagli insegnanti: “Come possiamo celebrare questa ricorrenza dopo quanto è successo a Gaza negli ultimi due anni?” Si può riconoscere la specificità dell’Olocausto e al tempo stesso ammettere che, nel presente, si stiano consumando crimini di massa che chiamano in causa la categoria del genocidio. Da tempo, chiunque si occupi della didattica della Shoah e del Giorno della memoria riceve la stessa domanda dagli insegnanti: “Come possiamo celebrare il Giorno della memoria dopo quanto è successo a Gaza negli ultimi due anni?”.
di Giovanni Maria Flick
Avvenire, 27 gennaio 2026
In un contesto di confusione e di perplessità, riflettere sul significato del Giorno della Memoria diventa un imperativo categorico. Le lezioni di Levi e Segre, le parole di Mattarella e Zupppi.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 27 gennaio 2026
I giudici delle leggi dovranno stabilire se è legittimo trattenere senza titolo né giustificazioni, fino a 48 ore, i richiedenti asilo riportati in Italia da Gjader. La Consulta affronterà questa mattina in udienza pubblica i “palesi” dubbi di legittimità costituzionale sollevati dalla Cassazione in merito a un pezzo della catena di trattenimenti che ruotano intorno ai centri in Albania. In pratica quando i migranti fanno domanda d’asilo a Gjader vengono riportati in Italia perché la Corte d’appello di Roma ha rilevato una possibile violazione del diritto Ue che impone la permanenza dei richiedenti nel territorio europeo. All’arrivo in Italia, però, vengono nuovamente richiusi in un Cpr con un nuovo provvedimento che può tardare fino a 48 ore. Così si crea un lasso di tempo in cui la persona è privata della libertà personale senza titolo né giustificazioni.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 27 gennaio 2026
Silenzi ed omissioni davanti alle violazioni dei diritti umani. Dalla riforma del Patto Ue sulle migrazioni al protocollo Italia-Albania, dalla definizione dei paesi terzi sicuri ai respingimenti alle frontiere: in questi anni l’Alto commissariato non ha mai alzato la voce di fronte a politiche estreme che violano i diritti umani e minano il diritto di asilo. L’Alto Commissario dell’Unhcr Filippo Grandi, che con la fine del 2025 ha concluso il suo mandato decennale di Commissario passando il ruolo a Barham Salih, il 21 dicembre scorso ha rilasciato una lunga intervista al giornalista del Corriere della Sera Paolo Valentino.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2026
Dalle dittature sudamericane alla Siria e all’Egitto di Regeni: come un termine è diventato simbolo globale di violazione dei diritti umani. Le “sparizioni forzate e involontarie”, così definite dal punto di vista giuridico, sono uno dei più gravi crimini di diritto internazionale, che continua a realizzarsi fino a quando lo stato non riveli il destino o la localizzazione delle persone coinvolte e, dopo che la sparizione è stata confermata, non restituisca i resti dei corpi alle famiglie. L’angoscia provata dai familiari nel non sapere dove e come si trovi una persona a loro cara e nel vedersi negata ogni informazione a chiunque la chiedano, è inimmaginabile. La parola “desaparecidos”, che va declinata anche al femminile, è stata usata per la prima volta negli anni Settanta in America del Sud per indicare le persone arrestate per motivi politici o di altra natura, detenute in luoghi sconosciuti e private di ogni contatto col mondo esterno.
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