di Mario Bovenzi
Il Resto del Carlino, 25 gennaio 2026
Progetti e speranza: da Ferrara il racconto di un 31enne, condannato a 10 anni, di cui 6 già scontati. “Sono pentito, voglio costruirmi un futuro migliore”. Le lancette dell’orologio si sono fermate alle 12, i volontari e gli ospiti si mettono a tavola insieme. È tutto pronto, il profumo del cibo si respira nella sala, insieme alla voglia di ritrovarsi. Piatti, bicchieri e tovaglioli. I volontari hanno servito minestra di verdura, lenticchie con pezzetti di mortadella. Poi arriverà anche la frutta e alla fine il caffè. È mezzogiorno nell’azienda agricola sociale Parco Contadino Pratolungo, la sede si trova nella zona dei Prati di Palmirano.
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 25 gennaio 2026
Ok all’indennizzo del Ministero. Gli episodi nel carcere di Marino del Tronto. Una rissa sedata, con tanto di lesioni subite, e due soccorsi in extremis per salvare i detenuti dal suicidio. Un fardello emotivo troppo pesante da sopportare per un agente della Polizia penitenziaria che, all’epoca dei fatti, operava nel carcere di Marino del Tronto. Episodi gravi che gli hanno causato un “pregresso stato ansioso” tale da chiedere al Ministero il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio. Tradotto: un equo indennizzo a causa della patologia sviluppata per motivi di lavoro.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026
L’architetto Stefano Boeri firma il progetto che farà dialogare il carcere con la movida. Nei giorni scorsi un sopralluogo nell’istituto penitenziario. Lontano dai riflettori ed in gran segreto questa settimana il carcere di Canton Mombello ha ospitato il gruppo di progettisti che saranno impegnati ad installare la “porta della speranza” all’interno della casa circondariale. Anzi, le “porte della speranza”, perché a Brescia queste opere d’arte saranno due e renderanno il progetto promosso dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis dello Stato Vaticano in collaborazione con il DAP e realizzato dal Comitato Giubileo Cultura Educazione con la fondamentale direzione artistica di Rampello & Partners, decisamente inedito rispetto quelli che si possono o potranno vedere fuori dagli istituti penitenziari di Milano, Venezia, Lecce, Palermo, Roma, Reggio Calabria e Napoli.
di Angela Gorelllini
La Nazione, 25 gennaio 2026
Alla casa circondariale di Siena sono arrivati gli attori di “Malinconico. Moderatamente felice”. Un momento di svago tra aneddoti, curiosità e l’esibizione dei “Cellamusica” con brani del loro cd. Al teatro della casa circondariale di Santo Spirito, sono arrivati gli attori di ‘Malinconico. Moderatamente felice’: Massimiliano Gallo, Greta Esposito, Eleonora Rella, Biagio Musella, Diego d’Elia e Manuel Mazia. Artisti in tournée, con sveglia all’alba e valigie sempre pronte, che hanno scelto di regalare una mattina di svago ai detenuti. Un gesto concreto: nessuna posa, solo presenza e tempo da dedicare ad altri. Il progetto “Artisti dietro le sbarre” del Cpia1 di Siena va avanti da più di dieci anni. Ha portato a Santo Spirito decine di nomi prestigiosi e, ogni volta, è successo qualcosa di indimenticabile. Anche stavolta.
tg24.sky.it, 25 gennaio 2026
Lunedì 26 gennaio alle 17 va in scena lo spettacolo di Marco Floris e Alessandro Corsi, nell’ambito dell’iniziativa di Mediobanca toDEI, dedicata alla diversità e all’inclusione. Sul palco, racconti in prosa alternati a poesie, portano lo spettatore nel mondo delle dipendenze e del carcere, in un percorso di dolore e rinascita. Un racconto di vita che intreccia poesia e prosa per affrontare il tema delle dipendenze, del carcere, della rinascita. Arriva lunedì 26 gennaio alle 17 al teatro dei Filodrammatici di Milano lo spettacolo “Oltre. Io prima, me dopo” tratto dall’omonimo libro (Mark Sirolf, BookaBook edizioni). Sul palco Marco Floris e Alessandro Corsi, che ha curato anche la regia.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 25 gennaio 2026
Una società giusta non è quella in cui tutti hanno la stessa dotazione di beni, bensì quella in cui nessuno è costretto a stare in una posizione di inferiorità civile, di dipendenza umiliante o di obbedienza forzata. Siamo portati a pensare alla giustizia sociale come ad una faccenda principalmente distributiva. Chi ha quanto, chi guadagna di più e chi di meno e come trasferire ricchezza, servizi, opportunità, in modo da rendere la distribuzione più egualitaria. Ma questa prospettiva quantitativa rischia di oscurare un punto decisivo. Le disuguaglianze economiche possono non essere ingiuste di per sé. Ma lo diventano quando strutturano rapporti di subordinazione tra le persone.
di Pierangelo Sequeri
Avvenire, 25 gennaio 2026
Gli manca “soltanto la parola”, si dice di una postura particolarmente intelligente o espressiva dei nostri amici a quattro zampe. In compenso, aumentano gli umani che, pur avendo l’uso della parola, imparano ad abbaiare. L’uso aggressivo della parola, grazie alla pervasività della competizione mediatica, che cerca la battuta a effetto a tutti i costi, è filtrato anche nella normalità dei rapporti sociali. Non importa il significato, importa l’abbaio. È una deriva che porta assuefazione. Il suo rapporto con l’ormai vistoso fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, che insidia proprio i Paesi della fioritura dell’umanesimo nelle lettere e nelle arti, che hanno dato entusiasmo e anima anche alle invenzioni e alle scienze (è una favola per giovani marmotte secolarizzate, quella che racconta di un privilegio della cultura umanistica che mortifica la razionalità scientifica), è fuori discussione, ormai. Ma l’assuefazione all’uso della parola come arma e come armatura, che alza una barriera intorno a un ego che si rivela, al tempo stesso, prepotente e codardo, è anche l’anticamera di un’aggressività che passa facilmente all’azione. Una pace disarmata e disarmante, come chiede papa Leone, è decisa dall’abitudine alla parola corrispondente.
di Simonetta Sciandivasci
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026
L’ex leader Pd torna in libreria con “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi”: “La politica si occupi della disperata vitalità delle nuove generazioni”. Gli piace l’algoritmo, quello di Spotify. “Mi ha fatto scoprire gli Zen Circus”, dice, circondato da cd, dvd, ciak, premi, libri, qualche taccuino. Il salotto di Walter Veltroni, a Roma, quadrante posh, movimentato e apolitico del Salario, è uno studio diffuso. Al centro della libreria, un acquerello che lo ritrae salta agli occhi. Gli assomiglia ma non lo coglie. Accanto, il cofanetto dei film di Ettore Scola, “la persona a cui ho più voluto bene nella mia vita”, ha detto una volta, dieci anni fa. Difronte, il bozzetto del salone de La Famiglia di Scola, firmato da Scola medesimo.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 25 gennaio 2026
Un ulteriore spreco di risorse pubbliche tolte a sanità, lavoro e istruzione, per le opposizioni. Ma il ministro difende la scelta di continuare a tenere in piedi il Cpr di Gjadër semi vuoto: “Devono stare nelle nelle stamberghe?”. A vincere il contratto, senza gara, il Rafaelo Resort, già al centro di polemiche. Nuova spesa, nuovo appalto, vecchio servizio per i centri per migranti costruiti dall’Italia in Albania e rimasti semi vuoti. Il “Rafaelo Resort” si è confermata essere la struttura in cui far alloggiare le forze dell’ordine impegnate nel Cpr di Gjadër, voluto dal protocollo in materia migratoria siglato nel 2023 dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dall’omologo Edi Rama.
di Leonardo Clausi
Il Manifesto, 25 gennaio 2026
L’aveva annunciato venerdì che ieri avrebbe iniziato lo sciopero della sete. E ieri ha puntualmente messo il suo proposito in atto. Potrebbe avere davanti solo altre poche ore di vita, Muhammad Umer Khalid - il ventiduenne di Manchester in custodia cautelare nel carcere di Wormwood Scrubs - anche per via della rara forma di distrofia muscolare di cui soffre. Proprio per questa sua condizione, aveva ricominciato lo sciopero della fame due settimane fa. Vuole un incontro con rappresentanti del governo che lo tengono da oltre un anno senza processo per far parte di un’organizzazione terroristica - tale è considerata Palestine Action, il gruppo nonviolento di attivisti che ha imbrattato un paio di aerei da guerra nella Base Raf di Brize Norton e fatto irruzione nella sede della Elbit Systems Uk, industria militare israeliana che rifornisce l’esercito britannico.
- Russia. La storia di Roman, arrestato per un cartello di pace e morto in carcere
- L’unica amnistia è quella che lo Stato concede tutti giorni a se stesso
- “Ragazzi, state in guardia: il carcere non è Mare Fuori; ci aiutino gli influencer”
- “Negli Ipm gli equilibri sono turbati dagli immigrati”. Lo studio del Ministero degli Esteri
- L’arte di sollevare dubbi: perché la Costituzione ha bisogno di giudici che non chinano il capo











