di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 23 gennaio 2026
“Meno sanzioni? Ho accolto i rilievi del Pd”. Senatrice Giulia Bongiorno, nella sua proposta di legge sulla violenza sessuale depositata oggi in commissione Giustizia del Senato sparisce la parola “consenso” che viene cambiata con la parola “dissenso”. Ovvero, si legge: “L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 23 gennaio 2026
La Cassazione, con l’ordinanza n. 1428 depositata oggi, esclude automatismi anche in presenza di una condanna per violenza sessuale. Se lo straniero irregolare invoca il diritto alla “coesione familiare”, il provvedimento di espulsione non può essere confermato senza una preventiva valutazione giurisdizionale del quadro affettivo. Anche di fronte a precedenti penali di carattere ostativo - nel caso, violenza sessuale nei confronti di un minore - il giudice dovrà sempre operare una valutazione “in concreto” dei rapporti familiari, senza poter presumere automaticamente alcuna pericolosità sociale.
di Lorenzo Priviato
Il Resto del Carlino, 23 gennaio 2026
Giovane suicida in carcere. Il Pm: “Lo psichiatra sbagliò”. La famiglia chiede giustizia. Richiesta di condanna, a otto mesi per omicidio colposo, per il medico che abbassò la soglia di rischio da medio a lieve per il 23enne Giuseppe Defilippo. Come parti civili i genitori chiedono una provvisionale di 300mila euro. Ci sono due genitori che da oltre cinque anni chiedono giustizia per la morte del figlio. Mario Defilippo ed Elisabetta Corradino non hanno mai accettato che il suicidio di Giuseppe, trovato impiccato a 23 anni nella cella del carcere di Ravenna, potesse essere archiviato come una tragedia inevitabile.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 23 gennaio 2026
Ci fu tortura nel carcere fiorentino di Sollicciano. Così ha deciso la Corte d’appello di Firenze che al processo in abbreviato ha condannato l’ispettrice della penitenziaria E.V. a 5 anni e 4 mesi di reclusione e a pene comprese tra 3 anni e 4 mesi e 4 anni e 4 mesi gli altri otto agenti di polizia accusati a vario titolo, di tortura, calunnia e falso. I giudici hanno ribaltato la sentenza di primo grado, che aveva riqualificato il reato di tortura contestato dalla pm Christine von Borries in lesioni e aveva assolto dall’accusa di falso e calunnia. In primo grado l’ispettrice della penitenziaria era stata condannata a 3 anni e 6 mesi di carcere. L’inchiesta esplose nel gennaio 2020, quando furono arrestati l’ispettrice, un agente e un assistente capo coordinatore. Scattarono le misure interdittive per altri sei.
di Marina Verdenelli
Il Resto del Carlino, 23 gennaio 2026
Situazione esplosiva nel carcere anconetano, accolti solo due degli arrestati del blitz nel Maceratese. Il garante: “Sono 337 contro i 256 consentiti”. Troppi detenuti al punto che c’è stato anche chi ha dovuto dormire per terra. Una situazione che non può più essere lasciata in limbo: ne va della sicurezza dei detenuti e di tutti coloro che lavorano nell’istituto penitenziario del capoluogo marchigiano. Il carcere di Montacuto è sempre più in sofferenza per il sovraffollamento cronico della struttura che sta mettendo a dura prova non solo i detenuti ma anche tutto il personale lavorativo, dalla polizia penitenziaria agli amministrativi. Il pieno da codice rosso è scattato negli ultimi due giorni e con la retata di arresti per droga che si è conclusa ieri nel Maceratese.
brindisireport.it, 23 gennaio 2026
Il progetto si inserisce in un percorso volto a offrire concrete occasioni di riscatto e a favorire il riavvicinamento del singolo al territorio. Nella casa circondariale di Brindisi si conclude in questi giorni un percorso che prende spunto dalla campagna “Impara l’Arte” sviluppata dalle sedi del circuito Gruppo Fortis. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Profeta - partner e sede del circuito del Gruppo Fortis - è stata accolta con entusiasmo dalla casa circondariale di Brindisi. Il progetto si inserisce in un percorso volto a offrire concrete occasioni di riscatto e a favorire il riavvicinamento del singolo al territorio.
Avvenire, 23 gennaio 2026
La questione del reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute, una volta conclusa la pena, resta spesso sullo sfondo delle analisi sul sistema penitenziario italiano, nonostante sia vivo il dibattito su come rendere la reclusione, quando possibile, riabilitativa anche per un sostanziale miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri. In questo quadro, la formazione professionale può rappresentare uno strumento efficace per impiegare il tempo della detenzione nel costruire un progetto di vita spendibile al di fuori.
rugbymeet.com, 23 gennaio 2026
Si può andare in meta anche “Oltre le sbarre”. Lo dimostra da anni lo sviluppo del rugby come attività sportiva di recupero nelle carceri italiane. Si è partiti nel carcere di Torino con La Drola co-fondata da Walter Rista (nominato per questo Commendatore della Repubblica) e oggi viene proposto “all’interno di circa 19 Istituti di Pena e 2 Case Famiglia sul territorio nazionale - scrive la Fir nel suo sito - Con l’obiettivo di contribuire, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby (il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro, il sostegno del compagno) alla risocializzazione del detenuto”.
di Daniela Scherrer
La Provincia Pavese, 23 gennaio 2026
Il teatro della Casa circondariale di Torre del Gallo al completo: lunghi applausi della platea per lo storico Un uomo enorme, ma anche un santo “ingombrante”, che esce dall’immaginetta sorridente e dalla biografia che per lungo tempo è stata l’unica autorizzata dalla Chiesa di Roma. È questo il San Francesco che lo storico e divulgatore Alessandro Barbero ha raccontato ieri nel suo incontro presso la casa circondariale di Torre del Gallo, in un teatro gremito di detenuti e di volontari. In prima fila la direttrice Stefania Mussio, che da sempre crede nel valore educativo degli incontri culturali in carcere, e il sindaco Michele Lissia.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 23 gennaio 2026
A Roma la mostra realizzata dall’Unicef con le storie e i disegni di Remon, Mamoudou, Omar e Majo. Nel mare disegnato da Elsa, ci sono sopra i pesci e sotto, in fondo, un barcone. È quello su cui la bambina, otto anni, ha viaggiato insieme alla mamma dopo essere scappata dall’Eritrea. Di quel naufragio oggi ricorda solo che “il mare ha un brutto sapore”. I disegni della piccola, oggi in accoglienza in Italia, aprono la mostra inaugurata ieri a Roma da Unicef dal titolo “In viaggio da te” negli spazi di Villa Altieri. Un percorso artistico e immersivo per raccontare la vita dei minori e dei ragazzi stranieri che vivono nel nostro paese. Il viaggio inizia, infatti, dall’approdo in Italia e dai primi aspetti dell’accoglienza: dalle traversate in mare agli hotspot, fino ai centri sul territorio e al possibile percorso di affido e di accoglienza familiare. L’ultima stanza invita i visitatori a calarsi nella loro realtà, tra voci, immagini e poesie.
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