di Paolo Benanti e Sebastiano Maffettone
Corriere della Sera, 13 giugno 2026
L’Occidente nell’età della ragione algoritmica: il nuovo potere diventa governare ciò che pensiamo. La lotta tra dati e verità. Le rivoluzioni tecnologiche portano sempre a una riscrittura dei criteri da cui dipende la credibilità del sapere. Termini come verità, realtà, universalità, obiettività tendono a perdere, di conseguenza, il loro valore tradizionale. Abbiamo visto affermarsi un principio del genere durante quella temperie culturale che abbiamo battezzato postmoderno, che Gianni Vattimo riteneva essere la koinè ermeneutica del nostro tempo. A ben pensare, il postmoderno ha messo in discussione proprio la legittimità del sapere nei modi e nelle forme che erano tramandate.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 13 giugno 2026
Il lavoro minorile è definito come l’attività lavorativa che priva i bambini e le bambine della loro infanzia, della loro dignità e influisce negativamente sul loro sviluppo psico-fisico. Ai bambini in situazione di lavoro minorile viene negato il diritto di andare a scuola, o di andarci regolarmente, la possibilità di giocare, spesso anche di coltivare relazioni affettive e di cura, in sintesi, il diritto a crescere. Non si tratta di un fenomeno marginale e neppure relegato a contesti particolarmente arretrati. Secondo le ultime stime dell’organizzazione Internazionale del lavoro, ci sono nel mondo 138 milioni i bambini e adolescenti - di cui circa 59 milioni femmine e circa 78 milioni maschi - vittime di lavoro minorile.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 13 giugno 2026
Il pacchetto di norme in vigore dal 12 giugno 2026 disciplina il nuovo sistema comune europeo per la gestione dell’immigrazione. Al centro procedure accelerate, meno garanzie, un ricorso diffuso alla detenzione e alla detenzione di fatto. Il 17 giugno atteso il voto in plenaria sul regolamento rimpatri. Il Patto Ue per la migrazione e l’asilo, un pacchetto di norme che disciplina il nuovo sistema comune europeo per la gestione dell’immigrazione, soprattutto dell’asilo, entra in vigore oggi, 12 giugno 2026. Include nove regolamenti, che hanno applicazione diretta negli Stati membri, e una direttiva, che invece ha bisogno di essere recepita. A completamento del quadro, la Commissione ha proposto di modificare la disciplina dei rimpatri, con un nuovo regolamento, che - dopo un iter rapidissimo per i tempi ordinari - è in fase finale di approvazione all’Eurocamera.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 13 giugno 2026
Il Patto Ue per la migrazione e l’asilo apre “una stagione molto inquietante”. L’eurodeputata del Partito democratico Cecilia Strada, con una lunga esperienza di lavoro nelle organizzazioni non governative, descrive così il nuovo capitolo dell’Unione europea sulle migrazioni. Da venerdì 12 giugno è infatti in vigore quel corpus di norme, composto da diversi regolamenti e da una direttiva, che disciplina il nuovo sistema comune europeo per la gestione dell’immigrazione. Che punta sull’applicazione generalizzata di procedure accelerate, sull’aumento delle espulsioni e dei rimpatri, sull’uso delle zone di frontiera in regime detentivo per la valutazione delle domande di asilo.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 13 giugno 2026
Il braccio di ferro legale sulla pena di morte negli Stati Uniti ha vissuto una svolta clamorosa: la giudice federale Emily C. Marks ha bloccato in via definitiva l’esecuzione di un condannato, il 49enne Jeffery Lee, nello stato dell’Alabama. L’uomo doveva essere giustiziato tramite inalazione di azoto gassoso ma la giudice ha stabilito che il metodo viola l’Ottavo Emendamento della Costituzione americana, che proibisce in modo chiarissimo le punizioni crudeli e inusuali. Il caso è subito passato ai livelli più alti della giustizia; il governatore dell’Alabama ha fatto appello d’urgenza sottoponendolo al giudizio della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha confermato il blocco dell’esecuzione. Decisivo il voto di tre giudici conservatori.
di Franco Corleone
L’Espresso, 12 giugno 2026
L’inazione non è una possibilità. A meno che non si voglia cinicamente far esplodere la situazione. Sovraffollamento è un superlativo che però non rende l’idea, o meglio la realtà. Neppure il dato di 64.741 detenuti presenti, ben 18.118 in più della capienza regolamentare, rende plasticamente la situazione. Occorre passare dai freddi numeri allo sforzo di immaginare una cella bollente in cui sono previste due brande - il linguaggio paramilitare è consono - e trovarne quattro o addirittura sei accatastate. Vi è un tavolino quadrato con due o quattro sgabelli, che sono un elemento di ulteriore afflizione: le sedie non sono previste perché comode per la schiena. A saturare del tutto lo spazio vi sono poi degli armadietti per le poche povere cose consentite.
di Angela Stella
L’Unità, 12 giugno 2026
Il Pd chiedeva il ritiro della circolare che dispone la rimozione dei frigoriferi dalle celle e la collocazione in spazi comuni con accesso in orari prestabiliti. Nordio non torna indietro: i frigoriferi restano fuori dalle celle detentive. Lo ha messo nero su bianco rispondendo ad una interrogazione parlamentare del Partito democratico in merito alla recente circolare del Dap intervenuta sull’utilizzo dei refrigeranti nelle camere di pernottamento, che ne ha imposto la rimozione dalle celle e la collocazione in spazi comuni, con accesso regolato da orari prestabiliti. Secondo i dem “la misura appare non solo distante dalla realtà concreta degli istituti penitenziari, ma anche in evidente contraddizione con quanto dichiarato dallo stesso Ministero della giustizia pochi mesi fa, quando veniva annunciata la distribuzione di frigoriferi come risposta al caldo record e come segnale di attenzione alla dignità delle persone detenute. Ne deriva un profilo di grave incoerenza amministrativa, che rischia di incidere negativamente sulle condizioni igienico-sanitarie e sul benessere quotidiano proprio nel periodo dell’anno in cui tali esigenze diventano essenziali”.
ansa.it, 12 giugno 2026
“Le cifre parlano da sole. Nelle carceri italiane, a fronte di una capienza effettiva di circa 46.300 posti, sono detenute 64.741 persone: oltre 18.400 in più. Rispetto a sei mesi fa i detenuti sono aumentati di 1.342 unità. Altro che riduzione del sovraffollamento”. Lo dichiara il senatore Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Antimafia e segretario della Commissione Giustizia. “Questa situazione - sottolinea il parlamentare - produce conseguenze sempre più drammatiche. Nei primi cinque mesi dell’anno si sono già registrati 27 suicidi. In molti istituti le condizioni di vita e di lavoro sono diventate insostenibili, mentre continuano a mancare agenti di polizia penitenziaria, psicologi, educatori, mediatori culturali e personale sanitario”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 12 giugno 2026
Il provvedimento prevede una particolare detenzione domiciliare e una procedura di definizione anticipata del processo fondata sull’adesione a programmi di cura. Via libera del Senato a un disegno di legge di iniziativa governativa contenente disposizioni in materia di detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero. L’aula del Senato ha approvato, per alzata di mano, il disegno di legge di iniziativa governativa contenente disposizioni in materia di detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero. Il provvedimento, che ha ottenuto l’ok mercoledì 10 giugno, prevede una particolare detenzione domiciliare e una procedura di definizione anticipata del processo fondata sull’adesione a programmi di cura.
di Ernesto Piro
verdisinistra.it, 12 giugno 2026
“Pochissimi beneficiari e risorse insufficienti”. Ogni volta che un detenuto, le cui condizioni sono incompatibili con il regime carcerario, esce dal carcere per noi è un successo. Mi rendo benissimo conto che il problema delle carceri non è colpa solo della destra, ma sicuramente l’eccessivo numero di nuovi reati che la destra ha introdotto ha contribuito ad aggravare il problema. Non sono ipocrita, si parla da anni del problema delle carceri, nel frattempo mio fratello è morto di carcere da tossicodipendente. So benissimo di cosa stiamo parlando, di quanto si tratti di una vera emergenza e per come tale va trattata. Ma questo provvedimento rischia di essere assolutamente inutile. Non è abbastanza far uscire dal carcere cinquecento detenuti tossicodipendenti.









