di Chiara Marchetti
Corriere di Bologna, 12 giugno 2026
All’istituto una sala con 500 libri. Avallone: “Per trovare le parole giuste”. Le pareti colorate, due tavoli con le sedie e scaffali pieni di libri. È la nuova biblioteca dell’Istituto penale per minorenni “Pietro Siciliani” in via del Pratello, frutto del progetto “Letti in flagranza” realizzato da Coop Alleanza 3.0 e Librerie.coop in collaborazione con il Centro per la giustizia minorile (Cgm) “Un grande investimento per la sicurezza - commenta l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, presente ieri al taglio del nastro - perché sicurezza non significa rafforzare le serrature, ma dare speranze”. Per i giovani detenuti, leggere può significare “ricostruire quello che è stato rovinato e che ha portato a farsi e fare del male” aggiunge il cardinale, sottolineando che se un ragazzo scopre la conoscenza “forse può capire che può fare altre cose” rispetto a quelle che ha sempre fatto.
di Claudio Cumani
Il Resto del Carlino, 12 giugno 2026
Sotto le Due Torri i detenuti realizzano un docu film a puntate. Il direttore dell’istituto: la fiction Rai non è realistica. Niente ragazze dal maquillage perfetto, niente ornamenti di design, niente abiti alla moda. “Non esiste in un carcere quella roba lì, è una mistificazione orrenda”, sbotta senza mezze misure Lorenzo Roccaro, da un anno direttore dell’istituto penale per minorenni Pietro Siciliani di Bologna. Nel mirino c’è la fortunata serie televisiva ‘Mare fuori’ giunta alla sesta serie, premiata da due Nastri d’Argento e trasformata un paio di stagioni fa anche in un musical ospitato nei principali teatri italiani.
csvbrindisilecce.it, 12 giugno 2026
Concluso a Lecce il progetto “Io Salvo”: i partecipanti ottengono il brevetto e si preparano a scendere in spiaggia con contratti di lavoro reali. Un ponte concreto tra il tempo della pena e il mercato del lavoro, giusto in tempo per l’inizio della stagione balneare. Si è chiuso ufficialmente ieri, nella cornice istituzionale della Prefettura di Lecce, il percorso sperimentale “Io Salvo”. L’iniziativa ha permesso a un gruppo di reclusi della Casa circondariale di Borgo San Nicola di completare con successo un ciclo di lezioni teorico-pratiche, ottenendo i brevetti professionali per l’assistenza ai bagnanti e l’abilitazione alle manovre di primo soccorso Blsd.
di Cristiana Lenoci
foggiareporter.it, 12 giugno 2026
Una partita di calcio per salutare l’anno scolastico, ma soprattutto per allenare rispetto, collaborazione e senso delle regole. È successo l’8 giugno scorso alla Casa Circondariale di Foggia, dove squadre miste di docenti e studenti detenuti dell’ITET “Notarangelo-Rosati - Giannone-Masi”, indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, hanno giocato l’amichevole di fine anno su un campo di calcio. L’iniziativa ha chiuso un percorso educativo sviluppato in carcere durante tutto l’anno. Per un pomeriggio l’aula si è spostata sul campo.
primonumero.it, 12 giugno 2026
Si è conclusa con una straordinaria partecipazione emotiva e civile la nona edizione di Scrittodicuore, il concorso letterario nazionale che offre ai detenuti degli istituti penitenziari italiani un prezioso spazio di espressione e di racconto autobiografico. Promossa dal Comune di Campobasso e dall’Unione Lettori Italiani, sotto la direzione artistica di Brunella Santoli, l’iniziativa si avvale della storica collaborazione della Casa Circondariale del capoluogo molisano, del suo attivo Laboratorio di lettura e del patrocinio della Provincia, inserendosi nella cornice del progetto permanente “Ti racconto un libro”. Nella suggestiva cornice della sala teatro del penitenziario di Campobasso, lo scorso 10 giugno, si è svolta la cerimonia di premiazione che ha celebrato la forza della parola scritta, capace di superare le barriere fisiche della detenzione per raggiungere l’intimità dei lettori.
di Venanzio Postiglione
Corriere della Sera, 12 giugno 2026
Il diritto di espressione non è diritto di aggressione, come ha spiegato John Stuart Mill. Succede. Anche spesso. E viene da piangere. Una persona perde la vita, la notizia finisce sui social, i commenti sono pieni di dolore, poi qualcuno comincia a insultare chi è appena morto, immagina chissà quale complotto, getta fango senza una ragione. La chiamano libertà di espressione. Ma così diventa un inganno, una trappola universale, un dirupo in cui cadono milioni di persone. Il diritto all’odio non esiste: nella vita comune, nella Costituzione, nei tre millenni (e più) di civiltà sui cui è costruito il mondo. Da sempre, e per sempre, la libertà è associata alla parola gemella. Rispetto. Sono termini che si specchiano e si danno forza, vivono in perenne equilibrio. I miei diritti in simbiosi con i tuoi e i tuoi collegati ai miei: non c’è altra strada. A distanza di un anno e quattro mesi, ci sono frasi che bruciano ancora.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 12 giugno 2026
Non è che sia impossibile. Anzi. Forse a far rabbia è proprio che le esperienze non solo positivamente etiche ma soprattutto efficaci contro caporalato e sfruttamento non solo esistano ma funzionino eccome: vedi il progetto Dambe So (in lingua bambara “Casa della dignità” a San Ferdinando, con un ex albergo ristrutturato da Mediterranean Hope - Fcei) che accoglie cinquanta persone per 90 euro al mese di affitto, con corsi di italiano, autogestione della struttura, eventi culturali. “Il punto è - sintetizza Francesco Piobbichi, operatore del progetto stesso - che queste esperienze non diventano sistema. Storie bellissime, ma eccezioni: come se il sistema lo volesse di proposito, il mantenimento dell’emergenza”.
La Nazione, 12 giugno 2026
Il report dal Tavolo Asilo e Immigrazione: strutture inefficienti e disumane. Le associazioni lanciano un appello contro l’apertura sul territorio regionale. No al Cpr in Toscana. La posizione presa da Arci, Asgi, Cgil, Cospe, Florence Must Act, Iparticipate, Medu, Migrantes Toscana e Oxfam Italia, contro la realizzazione di un centro a Pallerone (Aulla) è netta. Ed è quella che le medesime associazioni chiedono alla Regione di (ri)prendere. Un appello accompagnato da dati e numeri che, a loro avviso, confermano un’immagine dei Centri di permanenza per il rimpatrio tutt’altro che positiva e utile alla causa: “spazi di sospensione dei diritti fondamentali”, tra l’altro “inefficienti nell’esecuzione degli ordini di rimpatrio”.
di Gabriele Rosana
Avvenire, 12 giugno 2026
Identificazioni più severe, procedure accelerate, un ampio ricorso alla detenzione e misure di solidarietà con gli Stati di primo arrivo. Trascorsi due anni dal via libera definitivo, prende effetto da oggi il Patto Ue sulla migrazione, la maxi-riforma europea del diritto d’asilo composta da dieci provvedimenti che puntellano i confini della “Fortezza Europa”. “Il nuovo approccio sta già dando buoni risultati, con un calo del 55% degli attraversamenti irregolari delle frontiere” rispetto al 2024, sostengono dalla Commissione.
Il Manifesto, 12 giugno 2026
La serie di nuove norme che entra in vigore oggi suscita profonda preoccupazione, poiché mette a repentaglio l’accesso alle procedure di asilo e alle garanzie procedurali. Il Patto UE su migrazione e asilo, adottato formalmente il 14 maggio 2024, entra in vigore oggi, 12 giugno 2026. Con il pretesto di riformare ulteriormente la gestione della migrazione nell’UE e di istituire un sistema comune di asilo, questa serie di nuove norme suscita profonda preoccupazione, poiché mette a repentaglio l’accesso alle procedure di asilo e alle garanzie procedurali.
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