di Elisa Sola
La Stampa, 20 gennaio 2026
Inchiesta su Hamas, il Riesame mette in libertà 3 indagati su 7. Un documento dei pm: “Utilizzabili gli atti di Servizi esteri e Fbi”. Sembra una sfida semplice. Ma è un risiko giuridico. Un braccio di ferro complesso che trova nuova linfa dopo che ieri il tribunale del Riesame di Genova ha scarcerato tre dei sette indagati per terrorismo accusati di avere finanziato Hamas con oltre sette milioni di euro. Sembra una vittoria solo per tre difensori su sette, l’avvocato Samuele Zucchini, che assiste Raed Al Salahat, Nicola Canestrini e Fausto Gianelli, che tutelano Abu Rawwa e Sandro Clementi, che difende Abu Dejah. Eppure la notizia è stata accolta come un punto a favore di tutte le difese.
di Liana Milella
Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2026
In manette direttamente chi può delinquere di nuovo e si rinviano gli altri accusati a un secondo momento: doppio lavoro per gli uffici del Gip. Solo due pagine. In arrivo dalle Sezioni unite della Cassazione, fissano per pm e gip l’indirizzo da seguire su una delle norme più contestate della prima legge di Carlo Nordio che impone l’interrogatorio preventivo prima dell’arresto. Gli ermellini non solo confermano il diritto di conoscere le accuse, ma costringono pm e gip a scindere il destino degli imputati tra chi viene arrestato subito perché potrebbe delinquere di nuovo, e non ha diritto a essere interrogato prima, e chi il diritto ce l’ha.
di Vincenzo Giglio
terzultimafermata.blog, 20 gennaio 2026
Cassazione penale, Sez. 1^, sentenza n. 1449/2026, 7/14 gennaio 2026, ha affermato che l’obbligazione dello Stato al pagamento delle somme riconosciute ex art. 35-ter Ord. pen. sia suscettibile di essere compensata con l’obbligazione che grava sul detenuto, nei confronti dello Stato. Con la ordinanza indicata in epigrafe il Tribunale di sorveglianza respingeva il reclamo presentato dal Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria contro il provvedimento del magistrato di sorveglianza che aveva parzialmente accolto l’istanza del detenuto GU per la concessione dei rimedi risarcitori di cui all’art. 35-ter Ord. pen. liquidando, in suo favore, a titolo di risarcimento del danno la somma di euro 6.244,00.
ordinamentopenale.it, 20 gennaio 2026
Cass. pen., sez. I, 16/12/2025 (ud. 16/12/2025, dep. 15/01/2026), n. 1748 (Pres. Santalucia, Rel. Calaselice). La questione giuridica, affrontata dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se i provvedimenti in materia di permessi con scorta del detenuto possano formare oggetto d’impugnazione. Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento. Il Tribunale di sorveglianza di Sassari, in accoglimento di un reclamo proposto avverso un provvedimento del Magistrato di sorveglianza competente che aveva concesso un permesso ex art. 30, comma 2, ord. pen., e segnatamente concedendo al condannato il permesso di necessità per la durata di quattro giorni, in regime di detenzione domiciliare.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 20 gennaio 2026
59 anni, rinchiuso a Regina Coeli in espiazione di una pena che non dovrebbe finire mai. La qualità della sua vita è legata a una sedia a rotelle, appesa a un tubicino di un sacchetto di liquido nutriente. Da due anni non sente più i sapori e i profumi dei cibi siciliani dell’infanzia. Il suo esofago è sparito, distrutto da un sorso di sostanza caustica. Si chiama Giuseppe Scuderi, ha 59 anni ed è detenuto nel carcere di Regina Coeli, in espiazione di una pena che non dovrebbe finire mai, secondo una sentenza di condanna emessa al di qua di ogni ragionevole dubbio. Ma alla pena fino alla morte si è aggiunta ora la pena di vivere incatenato a una sedia, non autosufficiente, con una piaga da decubito al terzo stadio, il cuore sofferente, incapace di deglutire anche la sua saliva, con un buco nell’intestino da cui dipende interamente la sua nutrizione.
di Valentina Moro
La Stampa, 20 gennaio 2026
La senatrice di Avs: “Servono psichiatri che intervengano in questi casi. La procura faccia chiarezza”. Il suicidio di Christian Guercio nella casa di reclusione di Asti il 29 dicembre è stato l’ottantesimo e l’ultimo nelle carceri italiane nel 2025. “C’è qualcosa che poteva andare diversamente?”, se lo chiedono la famiglia, gli amici e ora un’interrogazione parlamentare di Ilaria Cucchi e Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra. Sono passati 17 anni dall’omicidio di Stefano Cucchi, ma per la sorella Ilaria ora senatrice, troppo poco è cambiato. Guercio era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale mentre aveva una crisi legata all’assunzione di droghe. Nei giorni in cui il ministero dell’Interno ha annunciato un nuovo pacchetto sicurezza il caso avvenuto ad Asti riporta l’attenzione sulla gestione delle problematiche psichiatriche in carcere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 gennaio 2026
Nessuna risposta dal ministero della Giustizia e, intanto, al carcere di Opera la situazione continuerebbe a peggiorare. L’associazione Yairaiha torna a farsi sentire perché, dopo l’interrogazione parlamentare di Roberto Giachetti che abbiamo riportato su Il Dubbio e le denunce sulla gestione dell’istituto milanese, afferma che non è cambiato nulla. Anzi, le ultime segnalazioni parlano di un clima ancora più pesante, fatto di comunicazioni confuse e diritti calpestati ogni giorno. Il cuore della nuova protesta riguarda i contatti con le famiglie, che per un detenuto sono l’unico modo per non perdere il legame con il mondo esterno. Secondo l’associazione, all’interno delle sezioni è comparso un avviso che annunciava il taglio delle telefonate mensili. All’inizio la data di partenza doveva essere il 12 gennaio 2026, ma poi qualcuno ha cambiato quella data a mano, anticipandola al primo del mese. Il risultato? Molte persone, che avevano già usato i loro minuti pensando di averne altri a disposizione, si sono ritrovate isolate per tutto il resto di gennaio. Un cortocircuito che ha creato una pressione psicologica fortissima tra le celle.
di Ludovica Lopetti
Corriere di Torino, 20 gennaio 2026
“Eravamo donne immerse in un sistema istituzionale profondamente maschile, che non ha fatto altro che ricordarci costantemente che eravamo dei civili, che ci occupavamo dei servizi e che a quello avremmo dovuto limitarci. Peccato che questo principio fosse chiaro per noi, ma venisse richiamato dalle forze dell’ordine solo quando faceva loro comodo. In caso contrario ci veniva ricordato che eravamo direttrici e ci venivano attribuiti ruoli e responsabilità che non ci appartenevano”. È un duro j’accuse il testo letto in aula da Annalisa Spataro, ex direttrice del Cpr di corso Brunelleschi a processo per la morte di Moussa Balde, il 23enne originario della Guinea che nel maggio 2021 si tolse la vita in un modulo di isolamento dopo essere arrivato da Ventimiglia, dove aveva subito una violenta aggressione.
di Adelia Pantano
La Stampa, 20 gennaio 2026
L’allarme lanciato dal deputato Federico Fornaro: “La mia interrogazione senza risposta”. È dal silenzio del ministero della Giustizia che prende le mosse l’allarme lanciato dal deputato Pd Federico Fornaro sul futuro del carcere di San Michele ad Alessandria. “Nello scorso ottobre avevo presentato un’interrogazione urgente al ministro - afferma - ma da allora nessuna risposta”. Secondo il parlamentare emergono indicazioni più chiare dal verbale della Conferenza permanente Stato-Regioni del 18 dicembre scorso. In quella sede, riferisce Fornaro, il sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove ha illustrato il piano di riorganizzazione del circuito del 41-bis confermando voci che circolavano da mesi: “Le carceri dedicate al regime speciale passeranno da 12 a sette. In Piemonte si scenderà da tre istituti a uno solo, il San Michele ad Alessandria”. Una scelta che comporterebbe una concentrazione senza precedenti in città: circa 150 detenuti in 41-bis, pari al 20% del totale nazionale.
vitatrentina.it, 20 gennaio 2026
Ha superato quota 21 mila euro, più del doppio dei 10 mila euro attesi all’inizio, la campagna di crowdfunding “I libri liberano”, nata per rinnovare la biblioteca della Casa circondariale di Trento con l’acquisto di cinquecento nuovi libri e dvd. Grazie alla cifra raccolta, sono già stati acquistati 255 libri, tra cui dizionari in varie lingue e frasari, romanzi, saggi, fumetti, libri in lingua straniera, manuali per la patente e scolastici. I fondi serviranno inoltre per comprare dvd, ebook, audiolibri e lettori, ma anche giochi e materiali che stimolano creatività e socialità. Non solo, le donazioni permetteranno di organizzare iniziative culturali come presentazioni di libri e spettacoli teatrali, organizzati dentro e fuori dal carcere.
- Ragusa. “Colorare l’assenza”, laboratorio di mandala per figlie di detenuti
- Venezia. Quando il carcere dà speranza
- Foggia. “Ritagli di Libertà”, nel carcere un progetto che trasforma il cucito in racconto e cura
- La Spezia. Come coinvolgere la comunità esterna nel ruolo rieducativo che deve avere il carcere?
- Roma. “Un mondo alla rovescia”, mostra dei detenuti nella Casa circondariale di Rebibbia











