di Gilda Sciortino
vita.it, 10 febbraio 2024
È nell’aula della vecchia biblioteca dell’ex ospedale psichiatrico della Casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, che ha preso vita il set cinematografico di “Dopo questo esilio”, scritto e diretto dal regista Salvo Presti. Un docufilm che, attraverso la catarsi dei ricordi di un gruppo di detenuti, ci fa scoprire l’umanità di chi ha commesso anche più sbagli, svelando la forza della speranza che offre l’occasione di nuove vite.
di Stefania Ascari*
Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2024
Oggi ho discusso in Aula l’interpellanza urgente al ministro degli Esteri sul caso di Julian Assange. Questa vicenda vergognosamente ingiusta coinvolge un giornalista che ci ha permesso di conoscere, non dopo decenni ma in tempo reale, con prove documentate, dei crimini commessi dai governi - come le torture a Guantanamo, i rifiuti tossici versati nei nostri mari, le vere facce delle guerre in Iraq e Afghanistan, la propaganda per addomesticare l’opinione pubblica a favore dell’escalation militare, le lettere diplomatiche tra gli Stati Uniti e l’Italia in cui è evidente la nostra sudditanza agli Usa.
di Franco Corleone
L’Espresso, 9 febbraio 2024
Il carcere sta precipitando in una crisi irreversibile con la rancida ripetizione dell’abominevole realtà del sovraffollamento e la riproposizione della tragedia dei suicidi e, di contro, le stanche e consunte lamentazioni con richieste minimaliste, in linea con il dominante riformismo senza riforme. Ora la Corte costituzionale, con una sentenza rivoluzionaria, ha affermato la strada del diritto e della dignità e ha indicato un percorso per l’amministrazione penitenziaria e la magistratura di sorveglianza di profondo cambiamento, senza nascondere la necessità e la difficoltà di superare abitudini cristallizzate.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 9 febbraio 2024
La prossima settimana verrà discussa la proposta di legge del deputato Giachetti (Italia Viva): “Si riconosce che il Parlamento non può continuare a far finta di nulla”. Bernardini: “Una scelta importante e non scontata”. Verrà discussa la prossima settimana la proposta di legge del deputato di Italia viva Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata. Lo ha deciso ieri la maggioranza nell’Aula di Montecitorio prendendo l’impegno di incardinare alla prima seduta utile della Commissione Giustizia della Camera, presieduta dal meloniano Ciro Maschio, il ddl a firma Giachetti per affrontare il problema del sovraffollamento carcerario attraverso l’adozione di misure temporanee e straordinarie di liberazione anticipata.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 9 febbraio 2024
Il deputato di Italia viva in sciopero della fame da 17 giorni: “L’aumento dei suicidi fra i detenuti conferma che c’è un’emergenza. Il Parlamento approvi la nostra proposta sulla liberazione anticipata speciale”. “Un buon segnale che ci fa ben sperare”. Roberto Giachetti, deputato di Italia viva, è giunto al diciassettesimo giorno di sciopero della fame per manifestare contro il sovraffollamento nelle carceri, insieme a Rita Bernardini, presidente di “Nessuno tocchi Caino”. La sua speranza è data dalla decisione con cui ieri l’Aula della Camera ha fissato alla prossima settimana l’inizio dell’iter in commissione Giustizia della proposta di legge sulla liberazione anticipata speciale promossa proprio da “Nessuno tocchi Caino” e presentata alla Camera da Italia viva. Una decisione inaspettata, visto che il giorno prima la capigruppo si era opposta all’esame della proposta.
di Errico Novi
Il Dubbio, 9 febbraio 2024
Schlein all’evento sull’emergenza penitenziaria: “Perdo voti? Non m’interessa: e poi se rieduchi, riduci i reati”. Rita Bernardini ha appena finito di parlare. Ha sferzato platea e dirigenti dem, all’evento del Nazareno su “Emergenza carcere, la svolta necessaria”. Sussurra: “Gliel’ho detto: volete che il centrodestra discuta di liberazione anticipata speciale? E allora non è che gli mettete prima due dita negli occhi”. La presidente di Nessuno tocchi Caino li ha appena avvertiti: “Dovete dialogare con la maggioranza”. Sul “banco”, lo stato maggiore del Pd sulla giustizia.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 febbraio 2024
La segretaria Pd conclude il convegno al Nazareno ma non si pronuncia sulle proposte. Liberazione anticipata speciale, accordo alla Camera tra Iv e la maggioranza. “Bisogna capovolgere il paradigma delle destre che con leggi e provvedimenti securitari stanno già aumentando gli ingressi in carcere. Non è neutro il sistema di funzionamento del nostro sistema penale. La politica non solo non ha avuto un buon rapporto con il carcere ma ha contribuito a inquinare il dibattito perché qualcuno ricerca il consenso facile su questo tema. Mentre noi ci teniamo a mettere la condizione del carcere al centro di una riflessione politica, perché dice molto di quale visione di società abbiamo”.
di Andrea Oleandri*
Ristretti Orizzonti, 9 febbraio 2024
“Il sistema penitenziario italiano si avvicina a passi da gigante a livelli di sovraffollamento che configurerebbero un trattamento inumano e degradante generalizzato delle persone detenute. Bisogna prendere provvedimenti e prenderli ora perché, con gli attuali ritmi di crescita, a fine 2024 saremo in una condizione drammatica. I 15 suicidi di questo primo mese e mezzo dell’anno siano un campanello d’allarme che risuona. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché richiami il Parlamento a discutere del tema carcere e a farlo basandosi su scelte pragmatiche e non su approcci ideologici”. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 febbraio 2024
La Puglia e la Lombardia sono le regioni più in difficoltà, con tassi di affollamento rispettivamente del 143,1% e del 147,3%. I recenti aggiornamenti sui dati del sovraffollamento carcerario confermano una tendenza preoccupante e sempre più allarmante. Secondo i dati appena aggiornati dal ministero della Giustizia, al 31 gennaio di quest’anno, il numero di detenuti ha raggiunto la cifra record di 60.637, rispetto a i soli 51.347 posti ufficiali disponibili. Ciò significa che il sistema carcerario italiano opera di gran lunga oltre il suo limite, senza dimenticare che vanno sottratti 3.000 posti inagibili. Una tendenza in crescita che vede un incremento significativo rispetto all’anno precedente, con un aumento di oltre 7.000 detenuti dall’inizio del 2021. Tale aumento, che corrisponde a una media mensile dello 0,8% negli ultimi sei mesi, mette in evidenza una situazione che si fa sempre più critica col passare del tempo. Un aspetto particolarmente preoccupante è rappresentato dal numero crescente di suicidi all’interno delle carceri nel corso del 2024. Con ben 16 tragiche perdite in meno di un mese e mezzo, l’ultimo ieri nel carcere di Marassi, un dato che è un campanello d’allarme evidenziato dalle condizioni estreme in cui si trovano i detenuti. Il tasso di affollamento medio, calcolato sul numero dei posti ufficiali e non su quelli effettivamente disponibili, si attesta al 118,1%. Tuttavia, questa cifra risulta ancora più preoccupante in alcune regioni del paese. La Puglia e la Lombardia emergono come le regioni più in difficoltà, con tassi di affollamento rispettivamente del 143,1% e del 147,3%.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 9 febbraio 2024
Sono già 16 i suicidi nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno e nel 2023 sono stati in tutto 69 i detenuti che si sono tolti la vita. Un numero impressionante, dice Denise Amerini, responsabile carcere e dipendenze dell’area Stato sociale e diritti della Cgil, sottolineando che gli ultimi due casi, a Caserta e Verona, riguardano un uomo disabile di 58 anni costretto su una carrozzina e un altro di 38 anni, di origine ucraina, appena dimesso da un reparto psichiatrico.
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