di Antonio Nastasio*
bergamonews.it, 10 febbraio 2024
Acquisire ospedali militari per avere delle case di accoglienza, non per carceri bis, è un’opportunità da non mancare. Un lungo percorso ha avuto inizio nel 2008 con l’obiettivo di creare una modalità carceraria in strutture dedicate al reinserimento e alla terapia, coinvolgendo enti locali e privati sociali in strutture a bassa organizzazione detentiva, ma con elevate capacità di offrire servizi. La finalità è evitare la recidiva e offrire una speranza di vita nella legalità a coloro che la cercano. Buono questo obiettivo ma, come progetto allegato, è prioritaria l’acquisizione di ospedali dismessi per tutti quei detenuti a rischio suicidario qualora non fosse possibile dare restrizione della personalità in modalità non detentiva.
di Carlo Ancona
Il Domani, 10 febbraio 2024
La Consulta è intervenuta sull’affettività in carcere, ma quante difficoltà ci sono ancora da risolvere nelle strutture detentive, a partire dall’enorme carenza di luoghi dove ricoverare persone con disagio psichico e penalmente non responsabili. Ho letto con qualche stupore la notizia della sentenza della Corte Costituzionale numero 10/24, e la nota di entusiastico commento dell’avvocata Maria Brucale.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 10 febbraio 2024
È più che mai urgente coinvolgere le associazioni e le cooperative negli istituti penitenziari, per combattere lo scollegamento tra i territori e gli istituti di pena e favorire la presa in carico delle persone con problemi di salute mentale. Come spiegano Loris Cervato (Legacoopsociali) e Luciano Pantarotto (Federsolidarietà). Prosegue il viaggio di Vita dedicato al tema della salute mentale all’interno dei penitenziari italiani.
di Liana Milella
La Repubblica, 10 febbraio 2024
Schlein: “Ribaltare il populismo securitario della destra”. E chiede subito la chiusura del Cpr di Ponte Galeria. Solidarietà ad Amato per il divieto di entrare a San Vittore: “Non si capisce questo attacco e questo accanimento”. “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri” diceva Voltaire ormai tre secoli fa. E se quello era ed è ancora un metro di giudizio l’Italia è messa assai male. Sovraffollamento, suicidi, bimbi piccolissimi in cella con le madri, violenze, spazi incompatibili. E come non bastasse, con il governo Meloni, arriva pure la stretta perfino su Giuliano Amato e Donatella Stasio che arrivano a San Vittore per discutere con i detenuti del gruppo “Costituzione viva” del loro libro “Storie di diritti e di democrazia”. Tant’è che la segretaria del Pd Elly Schlein porta proprio questo inaccettabile divieto come esempio dell’imbarbarimento dei giorni nostri.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2024
Il renziano Giachetti propone la liberazione anticipata contro il sovraffollamento delle prigioni. C’è già l’ok di Forza Italia. Il rimedio al sovraffollamento nelle carceri? Far uscire tutti in anticipo, per sempre. È l’indulto mascherato previsto in una proposta di legge del renziano Roberto Giachetti, che martedì, grazie all’assist decisivo di Forza Italia, sarà incardinata in Commissione Giustizia alla Camera. Come soluzione al dramma dei suicidi in cella - già 16 quest’anno, l’ultimo giovedì a Genova - Giachetti vuole potenziare il beneficio della liberazione anticipata, volgarmente detto “sconto di pena per buona condotta”. Al momento, se il detenuto “ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione”, possono essergli abbuonati 45 giorni ogni sei mesi: se la proposta diventerà legge, si passerà per due anni a 75, dopodiché a 60 a tempo indeterminato. Insomma, un anno di pena si ridurrebbe a sette mesi e poi a otto. Un regalo retroattivo di cui potrebbero godere i condannati per qualsiasi reato: in primis i colletti bianchi, ma anche assassini, stupratori e persino i mafiosi non pentiti. La liberazione anticipata, infatti, è l’unico beneficio escluso dal regime dei reati ostativi.
di Giovanni Maria Flick
La Stampa, 10 febbraio 2024
Le immagini dell’ennesimo episodio (del 3 aprile 2023) delle violenze di una decina di agenti di custodia su un detenuto - riprese dalle telecamere del carcere di Reggio e diffuse ieri - sconvolgono più delle immagini delle torture compiute in altre carceri finite a giudizio e a condanna. La realtà dei processi di Santa Maria Capua Vetere, di Torino, di Ivrea, di Siena, conclusi con la condanna sia di agenti, sia di un direttore e di un sanitario - al di là delle responsabilità personali - trova purtroppo nella vicenda di Reggio Emilia una conferma drammatica.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 10 febbraio 2024
Mille avvocati, numerosi panel tematici e un confronto diretto con il ministro della Giustizia nella due-giorni al teatro Eliseo. L’Unione delle Camere Penali Italiane - che dopo gli anni di Gian Domenico Caiazza ha eletto presidente l’avvocato romano Francesco Petrelli - ha indetto tre giorni di astensione dal lavoro e organizzato ieri e oggi un grande evento formativo e informativo. Riunisce i suoi Stati generali. E mostra i muscoli.
di Angela Stella
L’Unità, 10 febbraio 2024
A Roma la contro-inaugurazione dell’anno giudiziario dell’Ucpi. Il presidente Petrelli: “Bene l’apertura garantista sull’abuso d’ufficio, ma è contraddetta dai nuovi reati”. Nordio: “La separazione delle carriere si farà”. “Appartenendo ad una famiglia di avvocati, conosco le problematiche sollevate dall’avvocatura. L’avvocato è parte consustanziale della cultura della giurisdizione, anche se non mi piace questo termine perché spesso utilizzato dai pubblici ministeri per giustificare l’unità delle carriere. A ciò si unisce il tema della separazione delle carriere: la riforma si farà ma se la si vuole fare bene occorre una modifica costituzionale, accompagnata da una revisione del Csm. Il Governo ha dato priorità al premierato ma questo non significa che attenderemo l’esito del referendum” per incardinare la discussione: lo ha detto il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo da remoto all’inaugurazione dell’anno giudiziario dell’Ucpi dal titolo “Il processo come ostacolo - Il carcere come destino Difendere le garanzie dell’imputato e la dignità del condannato secondo Costituzione”, che oggi si chiude al teatro Eliseo di Roma.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 10 febbraio 2024
“Il percorso per un reale riforma della giustizia è ancora lungo, ma il ddl Nordio è un primo passo”. Parole del capogruppo di Italia Viva in Senato, Enrico Borghi, che però fissa dei paletti. “Rimangono da trattare la separazione delle carriere, la responsabilità civile dei magistrati, l’abuso della carcerazione preventiva, la situazione drammatica delle carceri, che stanno esplodendo - dice - E la destra sta portando avanti una legislazione panpenalistica di cui l’emergenza carceri è l’estrema conseguenza”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 febbraio 2024
Ci siamo. Sapevamo che, sulle misure di prevenzione, si sarebbero presto schierate le prime linee dell’antimafia. Ed eccolo, Gian Carlo Caselli, smontare ogni evidenza giudiziaria e sostenere che i fratelli Cavallotti, innocenti eppure confiscati di ogni bene, meritavano quelle misure, perché avrebbero goduto della “protezione di Cosa nostra”. Caselli sostiene che gli imprenditori palermitani, ora in causa contro lo Stato davanti alla Corte europea, ottennero grandi commesse perché benvoluti dalla mafia. Sono le tesi sviluppate, senza un reale contraddittorio, dai magistrati della sezione “Misure di prevenzione” del Tribunale di Palermo.
- Genova. Suicidio nel carcere di Marassi, 30enne si è tolto la vita nella sezione del “terrore”
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