di Margherita Grassi
Corriere della Sera, 11 febbraio 2024
Il ministro della Giustizia e il collega del Viminale dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura per 10 agenti di Polizia penitenziaria e la diffusione del video del pestaggio. Il Guardasigilli: “Immagini indegne di uno Stato democratico”. “Non sono cose accettabili”, sottolinea il ministro degli Interni Matteo Piantedosi. “Sdegno e dolore”, la reazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il governo interviene dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Reggio Emilia per dieci agenti di polizia penitenziaria per tortura, e dopo la diffusione del video choc con le immagini del pestaggio ai danni di un detenuto di 41 anni.
di Eugenio D’Alessandro
Il Roma, 11 febbraio 2024
In pochi mesi tenta il suicidio per ben sei volte e sulle carceri napoletane si allunga lo spettro di una nuova, possibile tragedia. Mario Cardillo, 49 anni, sta scontando una condanna a quasi 17 anni di reclusione per traffico di droga. Una pena severa, già ribadita dai giudici di appello, che rischia di esserlo ancora di più a causa delle precarie condizioni di salute del detenuto. Cardillo, come accertato dai periti di parte e del tribunale, è affetto da una seria forma di depressione che richiederebbe un costante e specialistico monitoraggio medico.
di Roberto Bonaldi
rainews.it, 11 febbraio 2024
Una situazione che Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva, ha rilevato nella casa circondariale di Montorio, tappa del suo viaggio alla scoperta delle condizioni di detenzione in Italia. Tra cronico sovraffollamento e casi di marginalità sociale. Questione di numeri. Metrature degli spazi condivisi, l’ammontare dei detenuti e di chi è incaricato di sorvegliarli e assisterli. Disequilibri maturati nel tempo, fino allo stato attuale, con i problemi al sistema penitenziario all’ordine del giorno, e una soluzione che tarda a mostrarsi. Lo rileva il senatore Ivan Scalfarotto, membro della Commissione Giustizia: nella sua visita alle carceri italiane, la tappa veronese alla Casa circondariale di Montorio (Verona), che con cinque suicidi tra detenuti solo dallo scorso novembre, è rappresentazione del cortocircuito in atto.
di Erika Pontini
La Nazione, 11 febbraio 2024
Viaggio nella Rems di Volterra, un ex manicomio che oggi ospita 30 persone. Inferriate di 5 metri e muri scrostati, il direttore Lazzerini: “I lavori sono fermi”. Dario faceva il dj, adesso per passare il tempo dietro le sbarre, in attesa di scontare la misura di sicurezza, disegna continuamente una grande sala con archi e colonne, come fosse un carcere antico, sempre lo stesso soggetto di cui è tappezzata la stanza. “Almeno mi tengo impegnato”.
di Veronica Ruggiero
viterbotoday.it, 11 febbraio 2024
La situazione nelle carceri di Viterbo e più in generale nel Lazio, continua a destare preoccupazione. Il sovraffollamento negli istituti penitenziari, la popolazione carceraria che continua a crescere, e il problema di una disponibilità minore di agenti della polizia penitenziaria rispetto alle reali necessità, stanno diventando un vero e proprio allarme. Nel carcere di Mammagialla da tempo ormai si registrano atti violenti da parte dei detenuti ai danni di altri detenuti o degli agenti della penitenziaria, e solo poche settimane fa si è arrivati addirittura a registrare un omicidio. Suppellettili bruciati, risse, aggressioni fanno ormai parte della quotidianità. I sindacati ormai da tempo hanno più volte lanciato l’allarme, ma il problema del malessere all’interno degli istituti penitenziari sembra non essere limitato al carcere viterbese.
di Stefano Edward e Laura Bonasera
percorsiconibambini.it, 11 febbraio 2024
“Ero una persona nervosa, distratta ed agitata. Grazie allo Sportello alla Genitorialità di Giocare per diritto e alla dedizione della psicologa Cinzia Gambino, ho notato pian piano dei cambiamenti e dei miglioramenti su me stesso, sui figli, la famiglia e le emozioni che ho potuto provare - racconta A.G., detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo - Mi ha aiutato molto a capire cosa significa famiglia, figli. Le bambine, le ho riviste dopo 5 anni. Non venivano mai ai colloqui, veniva soltanto mia moglie. Non volevo la loro presenza qui. Grazie anche al supporto logistico sui permessi, sono potuto tornare a casa e quando ho rivisto per la prima volta le mie figlie dopo anni, le ho abbracciate come Dio comanda. È stato bellissimo”.
di Stefano Anastasia*
L’Unità, 11 febbraio 2024
Il governo ha aumentato a 18 mesi il periodo di trattenimento nei Cpr: con la vecchia normativa Ousmane sarebbe stato liberato il 13 di gennaio. Continua lo stillicidio delle morti nei luoghi di privazione della libertà in Italia. Siamo ormai a quindici suicidi in carcere, mentre nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Roma un ragazzo di neanche ventidue anni si è tolto la vita domenica poco prima dell’alba, dopo aver scritto su un muro i suoi ultimi pensieri, per sua madre e la sua terra.
di Ornella Marraxia
L’Unità, 11 febbraio 2024
Mio figlio recluso da 10 mesi in Romania in condizioni disumane. Sono migliaia gli italiani reclusi all’estero, trattati come bestie, nell’indifferenza del proprio paese. La madre di Filippo Mosca, ragazzo italiano detenuto da 10 mesi nel carcere di Port’Alba a Costanza in Romania, racconta a Nessuno tocchi Caino la drammatica vicenda di chi, avendo ragione da vendere, cerca aiuto e confida nel battito d’ali di una farfalla e i suoi effetti. Dopo l’intervista su Radio Leopolda e l’interrogazione di Roberto Giachetti al Ministro degli Esteri, i media hanno scoperto che la tremenda condizione di Ilaria Salis in Ungheria non era isolata, c’erano anche Filippo Mosca e altri italiani in Romania e gli oltre duemila nostri connazionali dispersi e abbandonati nelle carceri di tutto il mondo, detenuti che lo Stato italiano non può più ignorare e dei quali deve prendersi cura.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 11 febbraio 2024
Convinse il presidente Mitterand e l’Assemblea nazionale ad eliminarla nel 1981. Il primo a farlo fu il Granduca di Toscana nel 1786 sull’onda dell’opera di Cesare Beccaria. Il ricordo di Robert Badinter, il giurista politico, attivo nel realizzare i valori che aveva sviluppato da intellettuale appassionato, si raccoglie naturalmente attorno al momento cruciale: quello in cui egli riuscì a convincere prima il socialista presidente Mitterand nel cui governo era ministro della Giustizia e poi, nel 1981, la maggioranza della Assemblea nazionale, sulla necessità di eliminare infine la pena di morte dall’ordinamento francese. Ma il ministro Badinter va pure ricordato per la sua azione di riforma e umanizzazione delle carceri francesi, per la modernizzazione delle leggi penali, per il riconoscimento, da parte della Francia, del diritto individuale al ricorso alla Corte europea dei diritti umani.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 11 febbraio 2024
Divise da guerra e croci celtiche in 4mila al raduno dell’ultradestra a Budapest: “Salis? Una terrorista”. Ma la contro-manifestazione la acclama e Tajani chiede conto del murale in cui è stata ritratta impiccata. Il primo a arrivare si chiama Gjula. Ha 54 anni, dice di essere un allenatore. Allenatore di cosa? “Lotta tattica armata”. Cosa pensa di Ilaria Salis? “È una terrorista”. Non è una terrorista. “Sì, ha scelto di picchiare alle spalle. È giusto che stia in carcere. Questa è la nostra legge. Deve essere condannata qui. Io quando sono stato a Roma non ho mancato di rispetto agli italiani”. Quali sono le sue idee politiche? “Estrema destra, sono un patriota”.
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