di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 13 febbraio 2024
Allarmanti novità dal Ministero di Giustizia. Breve ma indispensabile premessa: la Riforma Cartabia, tra non pochi pregi e molti difetti, ci ha regalato una norma che è giusto definire odiosa. Si sa che il difensore, una volta nominato, rappresenta ed esprime la volontà del proprio assistito. Solo in un caso il codice chiede(va) qualcosa in più, quando l’imputato dovesse maturare la volontà di rinunziare al dibattimento, patteggiando la pena o scegliendo il rito abbreviato. Vista la decisiva gravità di queste scelte, il legislatore ha preteso una verifica più stringente della volontà dell’imputato: di qui l’onere per il difensore di munirsi di una procura speciale, con la quale l’imputato espressamente lo facoltizza a formulare una richiesta così incisiva sull’esercizio del proprio diritto di difesa.
di Nello Trocchia
Il Domani, 13 febbraio 2024
Come Gratteri anche il giudice del tribunale di Roma critica il mancato azzeramento del Csm dopo lo scandalo Palamara. E sull’abolizione del reato attacca: “Devastante. Tra pochi mesi saremo costretti a reintrodurlo”. Alfonso Sabella è un magistrato, per anni ha dato la caccia ai boss mafiosi giù in Sicilia prima di diventare assessore in una capitale scossa dalla malavita e dalle mazzette. Oggi è giudice al tribunale di Roma.
ansa.it, 13 febbraio 2024
Il suicidio del detenuto albanese di 46 anni avvenuto nel carcere di Terni “è diverso” da quelli che finora “hanno caratterizzato questo anno maledetto per l’Umbria perché almeno dalle prime valutazioni, si è di fronte ad un vero e proprio dramma familiare”. A sostenerlo è il garante umbro Giuseppe Caforio. Che sottolinea come la comunità carceraria sia “fortemente scossa” dalla morte di un giovane “padre di famiglia ben inserito nella comunità ternana dove aveva un proprio lavoro, una moglie e dei figli”.
latinacorriere.it, 13 febbraio 2024
“Chiederò alla Asl la immediata convocazione del tavolo tecnico sulla sanità penitenziaria per la valutazione del caso e l’aggiornamento del piano di prevenzione del rischio suicidario, ma è evidente che se non diminuiscono le presenze e se non si incentivano le attività trattamentali e il sostegno alle persone detenute, soprattutto ai più fragili, non ci sarà prevenzione che tenga”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, alla notizia della morte di un detenuto d’origine indiana, 36enne, rinvenuto, domenica 11 febbraio, suicida per impiccagione nel bagno della sua cella del reparto precauzionale della Casa Circondariale di Latina.
di Elena Ganelli
latinatoday.it, 13 febbraio 2024
L’iniziativa della Camera penale dopo che un 36enne si è tolto la vita nella sua cella a via Aspromonte. L’uomo era stato arrestato a giugno scorso. “Non vogliamo, non possiamo e non dobbiamo essere indifferenti. Questa morte ci riguarda, riguarda tutti”. Non si spegne l’eco della drammatica morte del detenuto di nazionalità indiana che nella notte tra sabato e domenica si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella nel carcere di Latina. Una eco che questa mattina è arrivata anche all’interno del Tribunale di Latina dove la Camera penale ha invitato i propri iscritti, tutti i colleghi, i magistrati giudicanti, i pubblici ministeri, il personale e tutti i presenti ad osservare un minuto di silenzio “come manifestazione di cordoglio per la giovane vita interrotta e gesto di solidarietà verso tutti i detenuti che subiscono sulla loro pelle ingiuste ed illegittime condizioni di vita”.
di Alice Benatti
Gazzetta di Reggio, 13 febbraio 2024
Al via le verifiche del Garante nazionale. Nordio: “Immagini indegne”. Sono partite le verifiche del Garante nazionale delle persone private della libertà personale su quanto accaduto il 3 aprile scorso nel carcere di Reggio Emilia. A quanto si apprende, scopo dell’iniziativa è di approfondire il contesto generale e le circostanze in cui è avvenuto l’episodio di tortura ai danni di un detenuto, testimoniato dalle immagini choc delle videotelecamere della Pulce circolate nei giorni scorsi. Potrebbe poi essere disposta una ispezione.
di Stefano Taglione
Il Tirreno, 13 febbraio 2024
La testimonianza: “Siamo in difficoltà. Agenti, detenuti e personale costretti a mangiare cibo confezionato”. “Sono ormai quattro giorni che l’isola di Gorgona è senz’acqua a causa di un guasto al dissalatore, per altro segnalato a chi di competenza più di un mese fa. Il personale della Polizia penitenziaria, gli operatori vari che operano qui e tutta la popolazione detenuta non può provvedere alle esigenze giornaliere”.
nuovairpinia.it, 13 febbraio 2024
È stato firmato ad Avellino il Protocollo sperimentale che disciplina le attività relative agli accertamenti di invalidità civile e disabilità per i detenuti in Irpinia. Si tratta delle verifiche sugli stati invalidanti e le disabilità della popolazione detenuta. Ieri mattina è stata siglata per la prima volta in Italia questa tipologia d’intesa, che mira a promuovere la tutela dei diritti degli assistiti e garantire il soddisfacimento delle esigenze di ordine e sicurezza presso gli Istituti Penitenziari del territorio dell’ASL di Avellino. L’accordo è stato siglato da: Benedetta Dito, Direttore regionale dell’INPS; Mario Nicola Vittorio Ferrante, Direttore Generale dell’ASL di Avellino; Lucia Castellano, Provveditore regionale del DAP Ministero della Giustizia.
di Simona Musco
Il Dubbio, 13 febbraio 2024
La Camera penale di Milano proclama l’astensione in difesa della collega Pontenani, indagata insieme a due psicologhe per una perizia sulla donna a processo per la morte della figlia. Se si volesse davvero misurare lo stato di salute della giustizia in Italia bisognerebbe guardare gli ostacoli che incontrano gli avvocati nel fare il proprio lavoro. E pensare all’insegnamento di Piero Calamandrei: “Dove si scredita l’avvocatura, colpita per prima è la dignità dei magistrati, e resa assai più difficile ed angosciosa la loro missione di giustizia”.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 13 febbraio 2024
Prima la protesta, poi il pestaggio. Quella tra sabato e domenica è stata un’altra notte di violenze nel Cpr di via Corelli a Milano. Tutto è iniziato con una insolita contestazione verso le 22 di sera, quando alcuni migranti si sono sdraiati nel cortile del centro sotto la pioggia battente, nudi, con addosso solo le mutande. Le ragioni: l’assenza di cure mediche e il cibo scadente.
- Milano. E per fortuna che il Cpr di via Corelli è commissariato dal tribunale
- Roma. Salute nelle carceri. Asl Rm4 al lavoro per riorganizzare il servizio
- Ferrara. Istituzione del Garante comunale dei detenuti, scoppia la lite sul regolamento
- Piacenza. Un laboratorio agroalimentare in carcere: otto detenuti all’opera
- Catanzaro. La giustizia del governo e il governo della giustizia











