di Andrea Aversa
L’Unità, 15 febbraio 2024
Irene Testa: “Quanti sono i detenuti vittime di questa dinamica?”. Le parole della Tesoriera del Partito Radicale e Garante dei diritti dei detenuti della Regione Sardegna: “Per legge a meno di particolari condizioni, non si può essere reclusi oltre i 200km di distanza dal territorio di appartenenza. Cocco, in condizioni difficili di salute, è stato improvvisamente trasferito - nel giro di poco più di due settimane - dalla Sardegna in Sicilia, in regime di alta sicurezza, e poi rimandato in Sardegna. Perché?”.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 15 febbraio 2024
Ennesimo suicidio nel carcere di Lecce. Il terzo in cinque mesi. Un detenuto di 45 anni, originario della provincia di Taranto, si è tolto la vita nella mattinata di mercoledì 14 febbraio all’interno della sua cella nell’istituto penitenziario di Borgo San Nicola. È accaduto durante il cambio turno quando gli agenti della Polizia penitenziaria in servizio nella Prima sezione del padiglione circondariale C2, hanno fatto la tragica scoperta, lanciando immediatamente l’allarme. Nonostante gli sforzi profusi, non si è potuto fare nulla per salvare la vita del detenuto, che era già deceduto al momento dell’arrivo dei soccorritori. L’uomo lavorava in carcere ed era già seguito dai medici della struttura per i suoi problemi psichiatrici.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 15 febbraio 2024
Un uomo di 51 anni si è sentito male due settimane fa, poi il decesso a Careggi. Il suo legale: “Ho chiesto che venga fatta l’autopsia”. In una lettera aveva parlato di percosse. Il pomeriggio del 31 gennaio, Gafur Hasani, 51 anni, serbo, si è sentito improvvisamente male nel carcere di Sollicciano, dov’era detenuto da un paio di settimane per una misura di custodia cautelare per rapina. Un compagno di cella ha richiamato l’attenzione della sorveglianza perché il 51enne era improvvisamente svenuto. Hasani da quel momento non si è più risvegliato. Ieri mattina è morto all’ospedale di Careggi. Ma il suo avvocato, Francesco Del Pasqua, vuole vederci chiaro. Ha chiesto al giudice che sia fatta l’autopsia.
modenaindiretta.it, 15 febbraio 2024
Nel registro degli indagati sono iscritti 120 agenti della Polizia penitenziaria ma per la procura i racconti dei detenuti sono inattendibili. Di diverso avviso le famiglie delle vittime. Si terrà il 21 marzo prossimo l’udienza davanti al gip per l’opposizione all’archiviazione dell’indagine relativa alla rivolta nel carcere di Modena dell’8 marzo 2020. Nel registro degli indagati sono iscritti 120 agenti della polizia penitenziaria accusati di torture e lesioni aggravate. In seguito alla rivolta nel Sant’Anna morirono nove detenuti, secondo la ricostruzione degli inquirenti a seguito dell’ingestione massiccia di metadone. Per la procura, che ha richiesto l’archiviazione l’estate scorsa, i racconti dei detenuti presenti si sarebbero dimostrati inattendibili e alcune testimonianze sarebbero in contrasto con quanto riferito da altri. A presentare l’opposizione i legati dei parenti dei detenuti morti e l’associazione Antigone.
Il Resto del Carlino, 15 febbraio 2024
Il direttivo degli avvocati se la prende anche con chi ha diffuso il video: “Deve essere censurata ogni forma di processo mediatico”. “A prescindere dalle responsabilità penali, la vicenda induce una profonda riflessione sulla necessità di assicurare condizioni di detenzione dignitose e rispettose dei diritti umani e dell’integrità fisica dei detenuti. Il carcere non è luogo di sopraffazione o di denigrazione della dignità umana”. Sulla vicenda del brutale pestaggio a un detenuto, che vede indagati dieci agenti della polizia penitenziaria, interviene anche la Camera Penale di Reggio, guidata dall’avvocato Luigi Scarcella.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 15 febbraio 2024
Il procuratore di Viterbo Paolo Auriemma e la pm Eliana Dolce “agirono correttamente”, non vi fu da parte loro nessuna sottovalutazione riguardo le presunte violenze sui detenuti nel carcere viterbese, culminate con il suicidio nell’estate del 2018 di Hassan Sharaf. Sono state depositate nei giorni scorsi le motivazioni con cui la giudice del tribunale di Perugia Elisabetta Massimi ha archiviato, perché il fatto non sussiste, il procedimento a carico dei due magistrati viterbesi, accusati di omissione d’atti d’ufficio.
di Luca Fiori
La Nuova Sardegna, 15 febbraio 2024
Il 27enne sassarese ha tentato venti volte il suicidio in carcere. I difensori si sono rivolti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. In otto anni di carcere ha tentato una ventina di volte di togliersi la vita, si è inferto lesioni per almeno 300 volte e ha subito più di cento procedimenti disciplinari nei vari istituti penitenziari dell’isola in cui è stato rinchiuso per scontare un cumulo di dieci anni di condanne. Quello di Simone Niort, sassarese di 27 anni, dietro le sbarre da quando ne aveva 19 e ritenuto - già dal 2019 - incompatibile con la condizione detentiva per via dei suoi problemi psichiatrici, è un calvario interminabile, che dopo tanti anni potrebbe concludersi a breve davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
primalecco.it, 15 febbraio 2024
Il Garante dei diritti Lucio Farina: “Fondamentale creare un legame con l’esterno per facilitare un reinserimento sociale”. Nessuna grave criticità all’interno della Casa Circondariale di Lecco, anche se emergono il preoccupante abbassamento dell’età dei nuovi detenuti e il sentimento di ansia e paura quando si avvicina il fine pena. Questi sono alcuni degli aspetti che Lucio Farina, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e presidente del Centro Servizi Volontariato Monza e Lecco, ha spiegato durante la Commissione consiliare riunitasi ieri, mercoledì 14 febbraio 2024.
Torino. Si è svolto l’incontro-dibattito “Ferrante Aporti: il nostro carcere minorile contemporaneo”
cr.piemonte.it, 15 febbraio 2024
“Io da solo, al centro, tra quattro mura” è la sensazione che accompagna e opprime il minore protagonista del cortometraggio “I cinque punti” di Andrea Deaglio, che racconta la storia di una madre che si prepara a incontrare il figlio che è stato arrestato e ha ispirato il titolo dell’incontro “I cinque punti del Ferrante Aporti - Il nostro carcere minorile contemporaneo”, che si è svolto al Circolo dei lettori di Torino. Si è trattato, dopo quelli del novembre e del dicembre scorsi, del terzo e conclusivo appuntamento sul tema organizzato dai Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza e delle persone detenute in collaborazione con la Garante dei detenuti di Torino.
Corriere Cesenate, 15 febbraio 2024
Primi piani, figure intere, campi lunghi, diritti o di sbieco. Bianco e nero e colori. Ma stavolta i soggetti ritratti sono sempre reclusi, dietro le sbarre, negli spazi di un carcere. Perchè ad essere immortalate sono le protagoniste di “Domani faccio la brava. Donne, madri nelle carceri italiane”, un progetto fotografico del fotoreporter ravennate Giampiero Corelli che, dopo essere stato ospitato nei mesi scorsi in diverse città tra cui Bologna, nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, a Ravenna e Cesena arriva a Rimini, negli spazi dell’ala moderna del Museo della città (ingresso da via Luigi Tonini 1).
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