novaradio.info, 16 febbraio 2024
Celle strapiene, condizioni di invivibilità, carenza di personale, scarso ricorso a pene alternative, mancanza di progetti intra ed extra carcerarie. È un campionario drammatico quello che contiene l’ultimi rapporto di Antigone sui penitenziari toscani: la situazione peggiore è a Sollicciano, ma condizioni gravi si registrano anche a Pisa, Livorno e San Gimignano. “Le istituzioni sono assenti” tuona il Garante regionale Giuseppe Fanfani.
agricolae.eu, 16 febbraio 2024
Espressione delle comunità locali nel segno della sussidiarietà, i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono da sempre attenti anche alle esigenze sociali. “È un impegno che, secondo diverse modalità ed obbiettivi, negli enti consortili coinvolge molte risorse, ma della cui importanza siamo tutti consapevoli” afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi). Il più recente esempio è il rinnovo, per un ulteriore triennio, del progetto “Stiamo lavorando per voi - 2”, dove il Consorzio di bonifica delle Marche è impegnato (in accordo con Regione, P.R.A.P. -Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria ed UEPE - Ufficio Esecuzione Penale Esterna) nella formazione lavorativa di persone sottoposte a misure detentive.
di Gianluca Greco
brindisireport.it, 16 febbraio 2024
Un 49enne di Ostuni trovato impiccato nella sua cella. Aperto fascicolo a carico di ignoti, oggi l’autopsia. Al vaglio della magistratura dei fatti avvenuti un paio di giorni prima del decesso. L’ipotesi di reato per cui si procede è quella di omicidio colposo. Non si vuole lasciare nulla di intentato nelle indagini sul decesso di un detenuto avvenuto mercoledì scorso (14 febbraio) nel carcere di Lecce. Si tratta del 49enne Matteo Lacorte, di Ostuni. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo si è tolto la vita all’interno della propria cella, dove è stato trovato impiccato. Ma i familiari, assistiti dagli avvocati Angelo Brescia e Mariangela Calò, e gli inquirenti intendono fare piena chiarezza sulla vicenda. Per questo nella giornata di oggi il pm del tribunale di Lecce, Erika Masetti, conferirà l’incarico per l’esame autoptico al medico legale Roberto Vaglio. L’autopsia potrebbe svolgersi già in giornata. I legali delle persone offese (i congiunti di Lacorte appunto) si riservano di nominare un perito di parte.
di Luca Serranò
La Repubblica, 16 febbraio 2024
L’avvocato: “Una vicenda che ci lascia perplessi”. L’uomo, un cittadino serbo di 51 anni, avrebbe raccontato in alcune lettere ai familiari di continue risse e aggressioni all’interno del carcere. E’ morto dopo due settimane di coma, in seguito a un malore che lo aveva colpito mentre si trovava in cella nel carcere di Sollicciano. Secondo la famiglia, però, il decesso potrebbe essere stato provocato da percosse e aggressioni subite proprio durante la detenzione, e che sarebbero testimoniate da alcune lettere inviate dal carcere. Il caso, come anticipato da La Nazione, è quello di un cittadino serbo di 51 anni, Gafur Hasani, morto ieri mattina in un letto dell’ospedale di Careggi.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 16 febbraio 2024
Accolti i ricorsi. Chiesta l’autopsia del detenuto morto per escludere cause violente. Altri sei detenuti di Sollicciano hanno ottenuto uno sconto di pena a causa delle condizioni “disumane e degradanti” del penitenziario fiorentino e delle celle in cui sono ospitati. A stabilirlo è stato il tribunale che ha accolto i ricorsi degli avvocati dei reclusi, proprio come era successo nell’ormai nota sentenza nei confronti di un detenuto che ha ottenuto 312 giorni di sconto di pena, sempre per la medesima ragiona relativa all’inospitalità dell’istituto.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 febbraio 2024
Segnalato anche dal Garante campano il 21enne tossicodipendente con disagi psichici. Cosa vuol dire prevenire il suicidio nelle carceri? Ieri il capo del Dap Giovanni Russo, incontrando una delegazione della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private di libertà che chiedono interventi urgenti per contrastare quella che sembra una vera e propria epidemia di suicidi in carcere (20 dall’inizio dell’anno), ha assicurato che “entro il mese di aprile, prenderanno servizio 234 funzionari dell’Area giuridico pedagogica, completando così la pianta organica nazionale”. La dem Debora Serracchiani chiede di più: “Bisogna investire anche sulla formazione del personale, dalla polizia agli educatori fino agli psicologi. Ci sono bandi che vanno deserti, a Rebibbia c’è una seziona psichiatrica nuova pronta, ma senza personale. Chiederemo che il carcere venga considerata sede disagiata per garantire indennità e stipendi superiori”.
di Ambra Prati
Gazzetta di Reggio, 16 febbraio 2024
“Sono 290 i detenuti (pari alla capienza massima a pieno regime, ma con due sezioni chiuse per ristrutturazione dovrebbero essere al massimo 200), dei quali 15 donne e 128 stranieri. Con 190 unità la polizia penitenziaria è sotto organico di cinquanta agenti (sulla carta dovrebbero essere 246, numero mai raggiunto), i quali sono presenti in numero doppio nelle sezioni di salute mentale dove svolgono un compito improprio”. Sono questi i numeri, snocciolati dall’onorevole Pd Andrea Rossi, che fotografano lo stato dell’arte del carcere di Reggio Emilia.
di Chiara Gabrielli
Il Resto del Carlino, 16 febbraio 2024
Castagna (ex capo area educativa alla Pulce): “Dobbiamo ascoltare queste persone, conoscerle. Serve una formazione più approfondita del personale di polizia e c’è bisogno urgente di psicologi e volontari”. “Cosa si prova a vedere quelle immagini? Ci cadono le braccia. La sensazione è che, con tanta fatica e molto tempo, si riesce a fare un passettino in avanti. E così invece, in un colpo solo, si fanno venti passi indietro”.
di Claudia Fortini
Il Resto del Carlino, 16 febbraio 2024
Bondeno, la proposta di don Giorgio della struttura Accoglienza di Salvatonica: “I detenuti prossimi a fine pena potrebbero esser inseriti da noi per fare lavori utili”. Un appello allo Stato o a chi ne ha competenza, per sgravare l’affollamento delle carceri. Una proposta che è già un impegno quotidiano di vita e che vuole far riferimento a persone di buona volontà. Lo lancia in punta di piedi, ma con il cuore in mano, don Giorgio Lazzarato, che porta avanti la comunità Accoglienza di Salvatonica.
trevisotoday.it, 16 febbraio 2024
Bilancio positivo per il progetto “Attivati”: i partecipanti, tra i 24 ei 50 anni, hanno seguito il corso come operatori di sistemi elettrici ed elettronici. Traguardo importante per la rieducazione e per dare una prospettiva lavorativa al fine pena. Bilancio più che positivo per il progetto “Attivati” che ha visto protagonisti undici detenuti del carcere di Santa Bona a Treviso, coinvolti in un corso di teoria e pratica in laboratorio che li ha formati come operatori di sistemi elettrici ed elettronici. Un percorso professionale che ha consentito loro di ottenere un attestato riconosciuto dalla Regione Veneto che certifica i risultati dell’apprendimento. Il bagaglio di competenze acquisite potrà quindi essere speso al termine della pena per entrare con maggiore facilità nel mercato del lavoro e per meglio reinserirsi nel tessuto sociale.
- Brescia. Dalle sbarre del carcere all’ambulanza del 118: “Nel mio futuro il sociale”
- Sassuolo (Mo). “Aggredirono e picchiarono un uomo originario del Marocco in ospedale”
- Milano. Nel Paese delle meraviglie. In scena i detenuti del Beccaria: “Abbiamo bisogno di sognare”
- Donne “cattive” nel ritratto opaco dell’Italia
- Tra analisi spietata e sogni irrealizzabili: il ruolo del pm nel nuovo libro di Bruti Liberati











