di Tito di Persio
Corriere Adriatico, 16 giugno 2024
Dramma nel carcere di Teramo: si è tolto la vita Giuseppe Santoleri, 74 anni. Stava scontando una pena di 18 anni con il figlio Simone per il concorso nell’omicidio della ex moglie, la pittrice Renata Rapposelli. La 64enne, originaria di Chieti, viveva ad Ancona, in un appartamento di via della Pescheria. Scomparve il 9 ottobre 2017 e il suo corpo fu trovato il successivo 10 novembre sul greto del fiume Chienti, in contrada Pianarucci, nel territorio di Tolentino.
La Nuova Sardegna, 16 giugno 2024
Un detenuto si è tolto la vita nel carcere di Sassari Bancali, impiccandosi con le lenzuola nel servizio di assistenza intensificata. Il fatto è successo ieri, sabato 15 giugno, attorno alle 15.30. Il detenuto, un 43enne italiano, era ricoverato in infermeria. Si tratta del quarto caso in poco più di 24 ore nelle strutture di detenzione italiane - questa mattina si è suicidato un detenuto anziano nel carcere di Teramo. Con l’episodio di Bancali sale a 44 il numero di casi da inizio anno.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 16 giugno 2024
La procuratrice: più arresti con il decreto Caivano. Il nuovo fronte della protesta carceraria non è più soltanto l’istituto penitenziario per antonomasia della città, il Lorusso e Cutugno al centro in questi giorni di un processo per presunte torture con 22 agenti indagati. Sovraffollamento, aggressività dei detenuti, emergenza personale sono temi che varcano adesso anche i cancelli dell’istituto modello Ferrante Aporti, riservato ai minori che commettono reati o per questi vengono condannati.
di Ambra Prati
Gazzetta di Reggio, 16 giugno 2024
La cifra consegnata dalle difese di otto agenti, ma la richiesta è di 180mila. Pestaggio in carcere: otto dei dieci agenti di polizia penitenziaria imputati a vario titolo (dei reati di tortura, lesioni e falso ideologico in atto pubblico aggravati) hanno messo sul banco del giudice complessivamente 8mila euro in assegni circolari. Un’offerta risarcitoria al detenuto parte civile, che ne vorrebbe 180mila. È stato il punto saliente dell’udienza di ieri davanti al giudice per le indagini preliminari, Silvia Guareschi.
di Irene Carmina
La Repubblica, 16 giugno 2024
Il costoso macchinario nuovo di zecca è inutilizzato dal 2019. A denunciarlo in una nota il Garante regionale per i detenuti. Una Tac nuova di zecca, ancora imballata. È sistemata in un sottoscala del carcere di Messina, all’interno dei locali del Sai, il servizio di assistenza intensificato. Come un pacco regalo in attesa di essere aperto. Solo che sono passati cinque anni dalla data di consegna. Era il 2019 quando l’Asp di Messina l’ha fatta arrivare dall’ospedale di Patti. E da quel momento non si è smossa dal sottoscala. “È una vergogna - tuona Santi Consolo, Garante regionale dei detenuti - Stiamo parlando di un macchinario che costa una barca di soldi, il cui mancato utilizzo determina una gravissima compromissione del diritto alla salute dei detenuti”.
salernotoday.it, 16 giugno 2024
L’iniziativa rappresenta un gesto concreto di attenzione verso il prossimo di cui si è discusso durante il IV convegno nazionale dei Cappellani e Volontari delle Carceri. L’estate è alle porte, così, mercoledì 19 giugno alle ore 11, l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Sua Eccellenza Monsignor Andrea Bellandi, insieme al Cappellano Don Rosario Petrone e agli addetti alla pastorale carceraria diocesana, si recherà presso l’Istituto penitenziario di Salerno per la consegna di 70 ventilatori.
di Francesca Visentin
Corriere del Veneto, 16 giugno 2024
La mostra “I segni dell’anima” a Palazzo Zucckermann. Le opere di detenuti e detenute delle carceri di Padova, Treviso e della Casa di reclusione femminile di Venezia, nella mostra I Segni dell’anima, che apre domani a Palazzo Zuckermann, a Padova. L’arte, insieme alla musica, si fa terapia, conforta, distrae, riempie di emozioni e speranza. I dipinti sono nati dall’ascolto di celebri pagine sinfoniche, un mosaico cromatico scaturito dalle note di Smetana, Ravel, Morricone, Debussy e altri. Il tema della mostra è la musica e le suggestioni dell’acqua. Le opere arrivano dal progetto del maestro Nicola Guerini, direttore d’orchestra e divulgatore, che promuove nelle carceri l’ascolto della musica, che genera segni e narrazioni creative. I quadri di detenute e detenuti parlano di dolore, fallimento ma anche di emozioni e rinascita. La mostra I Segni dell’anima resterà aperta fino alla mattina di domenica 23 giugno (ingresso libero. Lunedì 10-13.30, martedì-sabato 10-19, domenica 10-13.30).
di Roberta Rampini
Il Giorno, 16 giugno 2024
La casa discografica Rude Cares ha donato le attrezzature per la sala di registrazione dove i giovani artisti hanno potuto lavorare sui pezzi originali. Il nome evoca il luogo in cui è stato pensato e ideato, “Mezz’ora d’aria”. È il titolo dell’album interamente scritto e registrato dai ragazzi detenuti nel quarto reparto della casa di reclusione di Milano Bollate. Punto d’arrivo di un percorso musicale iniziato nel 2021 da Rude Cares, ramo charity della casa discografica Rude Records, in collaborazione con la cooperativa Articolo 3, l’album uscirà mercoledì.
di Barbara Bellettini
Ristretti Orizzonti, 16 giugno 2024
Giovedì 13 giugno si è svolta presso la Casa circondariale Le Sughere di Livorno, la giornata conclusiva del progetto Ulisse - sesta edizione (Pet Therapy), alla presenza dei detenuti partecipanti, di Marco Bravi (in rappresentanza di Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, che ha finanziato il progetto anche quest’anno), di Lorella Fulceri (Cooperativa Melograno), del personale educativo e della polizia penitenziaria, degli operatori dell’associazione Do Re Miao-APS e dei cani Nana, Pigna e El Niño.
di Sergio Rizzo
L’Espresso, 16 giugno 2024
Dal 11 novembre 2023 le Camere temporeggiano sull’elezione del giudice mancante della Corte costituzionale. Cessata Silvana Sciarra, seconda donna a presiederla dopo Marta Cartabia, i partiti aspettano dicembre, quando ne scadranno altri tre. Per lottizzarla completamente. Si profila un’altra infornata spaventosa di nomine, la più imponente degli ultimi anni. Ci sono da riempire - dice il Centro Studi CoMar che segue puntualmente le evoluzioni di questo scenario - 694 caselle nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali di società pubbliche. Ma non fatevi prendere dall’ansia: per lo spettacolo c’è ancora tempo. Tanto per cambiare, la politica che ci governa non concede neppure in questa occasione una deroga alla regola aurea non scritta, ma in vigore da tempo immemore ormai. Cioè che, nella scala dei fattori che ispirano questa curiosa gestione della cosa pubblica, gli interessi della collettività vengono sempre dopo quelli dei partiti, quando non dei singoli loro leader. Il governo di Giorgia Meloni ha quindi stabilito che l’ordalia delle nomine avrà inizio dopo le elezioni dell’Europarlamento. Soltanto in seguito al verdetto delle urne si saprà chi saranno i nuovi amministratori delle grandi e piccole imprese pubbliche. Quelli della Cassa depositi e prestiti, la più grande holding di Stato che controlla roba come Eni, Poste e Autostrade. Quelli delle Ferrovie dello Stato, destinatarie della maggior parte dei fondi per le infrastrutture del mitico Pnrr. Quelli della Rai, da non confondere con TeleMeloni. E altre ancora.
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