di Marika Ikonomu
Il Domani, 16 febbraio 2024
É arrivata in Calabria. In tre l’hanno accusata di essere la capitana. Ora è detenuta. E le hanno tolto il figlio piccolo con cui è arrivata in Italia. Marjan Jamali ha 29 anni, è partita dall’Iran con il figlio di 8, è arrivata in Turchia e si è imbarcata con un altro centinaio di persone a Marmaris. Dopo cinque giorni di navigazione, soccorsi dalla Guardia costiera italiana, sono sbarcati sulle coste calabresi. Alcuni articoli l’hanno descritta come la prima scafista donna, hanno parlato di “quote rosa tra i trafficanti” e via dicendo. È stato scritto anche che non era il suo primo viaggio, che gestiva la parte economica di un sistema illegale, intascando i soldi di chi voleva arrivare in Italia. Ma la storia non è esattamente così, come emerge da alcuni documenti inediti letti da Domani. Inoltre, la difesa punta molto su una ricevuta di pagamento del viaggio, il suo primo, da passeggera dalla Turchia all’Italia.
di Luca Bonzanni
Avvenire, 16 febbraio 2024
Nota riservata del dicastero della Salute alle Regioni: potenziare la protezione dei preparati farmaceutici. Il rischio che si alimenti il mercato degli stupefacenti. Un frame video dei carabinieri del Nas che hanno sequestrato nei mesi scorsi sostanze stupefacenti tra cui il Fentanyl, il Ghb, la droga dello stupro e altri principi farmacologici acquistati sul “dark web”. Quanto succede negli Stati Uniti, quell’immane tragedia che solo nel 2022 ha causato 100mila decessi per overdose, è ancora ben lontano dal varcare l’oceano con le stesse proporzioni. Eppure, il segnale di una prima allerta c’è. È giocando d’anticipo, infatti, che l’Italia prova a prevenire la piaga del Fentanyl, il farmaco oppiaceo impiegato nella terapia del dolore che in America s’è trasformato - a causa di una circolazione fuori controllo - in droga di potenza letale.
di Viviana Daloiso
Avvenire, 16 febbraio 2024
Riccardo Gatti: se questo oppiaceo viene tagliato con altre sostanze, rischia di stravolgere spaccio e consumi. Il timore è che si moltiplichino i furti di fentanili e la loro diffusione. I documenti sono riservati, come riservato resta per ora il motivo per cui l’allerta sui furti di fentanili è aumentata in modo così drastico. “Quello che possiamo immaginare, ma non ho elementi oggettivi per dirlo visto che di questa circolare mi informa il vostro quotidiano, sono due cose: la prima, che furti di fentanili si siano verificati in grandi quantità negli ospedali; la seconda, e forse la più seria, che la circolazione di fentanili stia aumentando e che ospedali e aziende sanitarie locali debbano essere preparate, più preparate di prima, a curare persone che stanno male per aver assunto fentanili”. Riccardo Gatti, tra i massimi esperti di dipendenze nel Paese, medico, specialista in psichiatria e coordinatore del Tavolo regionale della Lombardia proprio sulle dipendenze, legge la circolare diffusa dal ministero della Salute con preoccupazione.
di Anna Maria Merlo
Il Manifesto, 16 febbraio 2024
Venti di guerra. Vertice a Bruxelles con i ministri della Difesa e Stoltenberg: contro Trump e Putin nuovi accordi e promesse per l’Ucraina. Il mondo si riarma a passi forzati. L’Europa è nel pieno della corsa, teme le minacce russe, mentre Putin mette alla prova la stabilità della Nato. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli allarmi da parte di responsabili di paesi europei, dalla Danimarca alla Germania, ai Baltici, che parlano di grandi rischi di guerra nei prossimi anni, cresce la preoccupazione per una Russia ormai in piena “economia di guerra”.
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 16 febbraio 2024
L’Europa si scopre a vocazione atomica dietro l’obiettivo del “raddoppio”: spesa per la Difesa europea più spesa per l’Allenza atlantica. Dal welfare al warfare. Avete presente lo straordinario, distopico film di Stanley Kubrick “Il dottor Stranamore”? Ora, senza esagerare, ci siamo dentro, facciamo parte della scenografia di luci accese sulle capitali europee e sui punti di lancio dei missili, della sceneggiatura, ne siamo gli attori non protagonisti; temiamo solo la stessa conclusione tragicomica. Parliamo della deriva militarista dell’intera Europa che ora si ammanta di una generale vocazione atomica, con l’inedita situazione - la Francia ha già la force de frappe e la Gran Bretagna ormai extra Unione è dotata di armamento nucleare - che vede la Germania con il ministro delle finanze Lindner e ora anche i militari della Polonia, interrogarsi sulla necessità concreta del deterrente nucleare.
di Roberto Gramola
La Voce e il Tempo, 16 febbraio 2024
Sono ancora centinaia le persone condannate all’ergastolo senza condizionale per crimini commessi da bambini. Solo nel 2005 la Corte suprema degli Stati Uniti ha dichiarato incostituzionale la pena di morte per imputati minorenni al tempo del reato. La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia è stata approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre del 1990. L’Italia ha ratificato il documento il 27 maggio 1991 con la legge n° 176 e ne fanno parte 193 Stati. La Convenzione, all’art. 37 prevede che “né la pena capitale né l’imprigionamento a vita senza possibilità di rilascio devono essere decretati per reati commessi da persone di età inferiore a 18 anni”.
di Enrico Franceschini
La Repubblica, 16 febbraio 2024
Un tribunale di Londra deciderà il 20 e 21 febbraio sull’estradizione chiesta dagli Stati Uniti. La moglie ha offerto una conferenza stampa a pochi giorni dal verdetto. “Questa tortura deve finire, è un caso politico e necessita di una soluzione politica, se Julian verrà estradato in America lo chiuderanno in un buco così profondo che non lo vedrò più”. Stella Assange, moglie del fondatore di Wikileaks, parla con accenti disperati e a tratti commossi in una conferenza stampa alla vigilia di quella che potrebbe essere l’ultima udienza di tribunale sull’estradizione richiesta nei confronti del marito dagli Stati Uniti. Martedì e mercoledì prossimo i giudici dell’Alta Corte di Londra saranno chiamati a decidere se Assange ha diritto di ricorrere in appello contro il precedente verdetto che il suo trasferimento negli Usa. Il 52enne giornalista australiano è detenuto dal 2019 nel carcere di Belmarsh nella capitale britannica, dopo avere trascorso in precedenza sette anni chiuso nell’ambasciata londinese dell’Ecuador, che gli aveva prima concesso asilo e poi glielo ha negato, provocandone l’arresto. In America è ricercato per violazione di segreti di stato in relazione alla pubblicazione sul sito delle soffiate da lui fondato di centinaia di migliaia di documenti riservati sulle guerre in Afghanistan e in Iraq, inclusi abusi commessi dalle forze Usa. Per i suoi detrattori ha messo in pericolo la sicurezza nazionale americana. Per i suoi difensori è un eroe della libertà di informazione. “Siamo all’ultima chance”, dice ora la moglie. “Se perdiamo, nel giro di giorni potrebbero metterlo su un aereo per Washington”.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 16 febbraio 2024
Dopo la strage del SuperNova Music Festival e il dramma della popolazione di Gaza, non resta che sperare che le metastasi di quanto è accaduto e sta accadendo possano essere fermate. La soluzione? Spingere il governo israeliano a uscire dall’angolo degli estremisti, che considerano guerra e occupazione l’unica risposta praticabile.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 febbraio 2024
L’emergenza suicidi in carcere, con ben 20 detenuti, gli ultimi due un semilibero a Pisa e un recluso nel circuito ad alta sicurezza di Lecce. che hanno compiuto il gesto estremo già nel corso del secondo mese dell’anno, è un dato di fatto. Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, prima ancora degli ultimi tre suicidi nel giro di pochi giorni, ha emanato una circolare in cui ribadisce l’importanza di mantenere alta l’attenzione da parte degli istituti penitenziari su questa problematica. Tuttavia, poiché il Dap stesso è vincolato alle regole vigenti (che necessiterebbero di riforme da parte del Parlamento), ciò non incide significatamene sulla prevenzione del fenomeno suicidario.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 15 febbraio 2024
È uno stillicidio. Un suicidio ogni 60 ore, nelle carceri italiane. Da ultimo, in 24 ore si sono tolti la vita due detenuti: martedì sera, a Pisa, una persona sottoposta a regime di semilibertà, e ieri mattina a Lecce un detenuto dell’alta sicurezza. E siamo a 19 dall’inizio dell’anno, 20 se si considera un recluso nel penitenziario di Rieti che a gennaio si è spento in ospedale dopo un lungo sciopero della fame per protesta. È come se in Italia si contassero in un anno 20 mila suicidi, anziché i seicento e rotti conteggiati nelle statistiche.











