basilicata24.it, 15 giugno 2024
L’iniziativa per garantire il diritto dei bambini a mantenere la relazione genitoriale anche in carcere. L’11 giugno scorso la Casa Circondariale di Potenza ha aderito, come ogni anno, all’iniziativa - unica in Italia e in Europa - della onlus “Bambinisenzasbarre”, che si batte per il diritto dei bambini a mantenere la relazione genitoriale anche in carcere. Questa è l’ottava edizione della “Partita con mamma e papà”, l’atteso incontro tra genitori detenuti e i loro figli che apre le porte degli istituti penitenziari alle loro famiglie e quest’anno segna il decennale della firma della “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”.
di Francesca Rivano
La Stampa, 15 giugno 2024
Organizzata sul terreno del carcere di Billiemme. E a ottobre tocca alle mamme con la proiezione di un film. Crimini non ne hanno commessi, ma ugualmente scontano una condanna. Crescono portandosi dentro il peso di un genitore carcerato e devono misurarsi con la necessità di creare, con il padre o con la madre, un rapporto affettivo diverso. Un legame complesso, per motivi psicologici e pratici. Anche per questo momenti di svago, come quelli offerti da una partita a calcio, possono regalare attimi di normalità, contribuendo a cementare i legami familiari. Lunedì, sul campo di calcio del carcere di Vercelli, si giocherà una partita tra la squadra dei papà detenuti e quella dei loro figli. È organizzata dall’associazione “Bambini senza sbarre”. “Anche un detenuto può essere un buon papà e anche il figlio di un detenuto ha bisogno di vivere momenti di normalità e svago con il proprio papà - dice Valeria Climaco, responsabile dell’area educativa della casa circondariale di Vercelli -. L’esperienza dimostra che il recupero e il cambiamento non si ottengono senza il mantenimento dei legami familiari”.
di Sofia Coletti
La Nazione, 15 giugno 2024
I ragazzi della parrocchia di Ferro di Cavallo in scena con “Il figliol prodigo”. La direttrice di Capanne: “Momenti di grande valenza educativa per tutti”. “Ecco cosa manca alla mia vita: il perdono!”. La parabola del Figliol Prodigo, trasposta in musical, è una catechesi vivente portata dentro il carcere. Gli spettatori del tutto speciali di Capanne sono rimasti colpiti e coinvolti e anche le forze di polizia giudiziaria applaudono emozionate: segno forte che in questi luoghi di emarginazione i sentimenti passano al di là di sbarre, muri di recinzione, nazionalità, età.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 15 giugno 2024
Il padre: “Non ce lo aspettavamo, vado a prenderla io. Lunedì festeggeremo il suo compleanno in Italia”. Alla neodeputata europea revocati gli arresti domiciliari in Ungheria. Ilaria Salis è libera: la polizia ungherese questa mattina si è presentata inattesa a casa sua e le ha tolto il braccialetto elettronico. Arresti domiciliari revocati e processo sospeso grazie all’immunità da europarlamentare che le è stata immediatamente riconosciuta. E già domani sarà di ritorno in Italia. La richiesta di scarcerazione era stata depositata dal suo avvocato ungherese Gyorgy Magyar subito dopo la sua elezione come eurodeputata con Avs e questa mattina è stata scarcerata dalla detenzione domiciliare. La 39enne ha chiamato i propri avvocati in Italia, Eugenio Losco e Mauro Straini, per avvisarli di aver ricevuto il provvedimento del giudice ungherese che l’ha liberata dagli arresti domiciliari dove si trovava dal 15 maggio, giorno in cui è stata scarcerata.
di Alessandro Piana*
L’Unità, 15 giugno 2024
Nel 2020, una nuova realtà è emersa nel settore delle comunicazioni degli istituti penitenziari americani, con l’intento di innovare il modo in cui i detenuti si connettono con il mondo esterno. Ameelio, il primo fornitore americano senza scopo di lucro di servizi digitali per carcerati, offre gratuitamente servizi di comunicazione e strumenti educativi ai reclusi. Per anni, i costi delle comunicazioni tra detenuti e familiari hanno gravato pesantemente sulle famiglie americane, con una chiamata di 15 minuti che poteva costare fino a 25 dollari.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 14 giugno 2024
In arrivo un decreto entro l’estate. Il carcere è sovraffollato, inumano, non rispettoso del dettato costituzionale, ma a chi interessa? Gli avvocati ci provano a parlarne. Dice il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, in apertura di una giornata dedicata al tema a cura del quotidiano Il Dubbio: “Il tema delle carceri non riceve un’attenzione adeguata - dice, con tono amaro - perché prevale nella collettività la convinzione diffusa che chi ha violato la legge debba scontare la pena nel modo più duro e nelle condizioni meno dignitose possibili. Ma questo non è degno di un paese civile. Un ordinamento giuridico che si ispira allo stato di diritto deve prevedere un sistema di sanzioni e di espiazione della pena, senza mai violare la dignità umana”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 giugno 2024
“Siamo al lavoro su un decreto carceri. Il testo prevede anche una norma che disciplina il procedimento attraverso il quale vengono riconosciuti i benefici, già previsti dalla legge, per i detenuti che aderiscono al trattamento e dimostrano buona condotta. Non saranno introdotti sconti di pena. L’obiettivo è alleggerire i tribunali di sorveglianza, gravati dalla necessità di evadere 200mila richieste all’anno e, contemporaneamente, garantire ai detenuti i diritti già previsti dalla normativa vigente”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 14 giugno 2024
All’evento promosso stamattina dal Dubbio, viceministro e sottosegretario alla Giustizia annunciamo il provvedimento che “supera un’idea solo inframuraria della pena” e “assegna alle comunità chi altrimenti non può passare dalla cella ai domiciliari”. Il presidente Cnf Greco: “La detenzione non può mai mortificare la dignità”. Il filo è sottile. Lo nota Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia ed esponente della Lega, all’evento promosso dal Dubbio a Roma per “Portare il carcere nella Costituzione”. Ostellari, che interviene pochi minuti dopo l’introduzione del presidente Cnf Francesco Greco, nota l’immagine scelta per rappresentare la giornata al “Tempio di Adriano”: un filo, appunto, che si annoda nei grovigli di una gabbia (il sistema penitenziario) e poi ne fuoriesce, finalmente.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 giugno 2024
Serracchiani (Pd): “S’investa nella formazione, solo così si favorisce il recupero dei detenuti”. Le ultime due sessioni di lavoro dell’evento “Portare il carcere nella Costituzione” hanno acceso i riflettori su una serie di temi delicati: il lavoro in carcere, il reinserimento nella società degli ex detenuti, l’abbassamento della recidiva, la protezione e la rieducazione dei minori negli istituti penali. La prima tavola rotonda è stata moderata da Giovanni Negri, giornalista del Sole 24Ore. I dati, che poggiano su una base scientifica tutta da verificare, ma con una fonte autorevole, il Cnel, testimoniano un significativo abbassamento della recidiva per i detenuti che lavorano. Chi non ha, invece, un contratto di lavoro non rientra nel novero dei virtuosi e l’ ombra della recidiva incombe sempre più inquietante. Parlare di recidiva e di lavoro significa occuparsi di parti rilevanti del nostro ordinamento penitenziario. Gli “stati generali dell’esecuzione” penale hanno rappresentato, qualche anno fa, con l’ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando (Pd), una base di partenza che però non è stata più presa in considerazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 giugno 2024
“Donne detenute due volte” è il titolo di uno dei panel della giornata sul carcere organizzata ieri dal Dubbio a Roma. Il dibattito, moderato dal direttore di Radio Radicale Giovanna Reanda, ha coinvolto la senatrice dem Valeria Valente, l’avvocata e responsabile dell’osservatorio Carcere di Ocf Elisabetta Brusa, della presidente di Nessuno Tocchi Caino Rita Bernardini. Valente ha sottolineato come “di carcere si parli ancora troppo poco” e “delle donne in restrizione ancora meno. Eppure proprio le carceri e la condizione di chi vi è recluso rappresentano, come si dice spesso, la cartina di tornasole di una democrazia e dello Stato di diritto”.
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